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Note per Studenti Forme bilineari simmetriche

Forme bilineari simmetriche

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Lezioni 35–36 (videolezioni n. 35 e 36). Esercizi svolti: Esercizio 88 · segno di una forma quadratica con parametro, Esercizio 90 · Gram-Schmidt per una forma bilineare definita positiva. Prerequisiti: Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →, Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →. Seguito: Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →, Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.

Dall'esempio del prodotto scalare alla definizione generale

Il prodotto scalare usuale di Rn\mathbb{R}^n ha tre proprietà: è lineare in ciascun argomento, è simmetrico, è positivo (v⋅v>0v \cdot v > 0 se v≠0v \ne 0). Togliendo la terza si ottiene un oggetto più generale, che compare in geometria (coniche e quadriche), in fisica (energia, relatività) e nello studio dei massimi e minimi.

Definizione. Sia VV uno spazio vettoriale reale. Una forma bilineare su VV è una funzione φ:V×V→R\varphi: V \times V \to \mathbb{R} lineare in ciascun argomento: φ(λu+μv,w)=λφ(u,w)+μφ(v,w),φ(u,λv+μw)=λφ(u,v)+μφ(u,w)\varphi(\lambda u + \mu v, w) = \lambda \varphi(u, w) + \mu \varphi(v, w), \qquad \varphi(u, \lambda v + \mu w) = \lambda \varphi(u, v) + \mu \varphi(u, w) per ogni u,v,w∈Vu, v, w \in V, λ,μ∈R\lambda, \mu \in \mathbb{R}. È simmetrica se φ(v,w)=φ(w,v)\varphi(v, w) = \varphi(w, v) per ogni v,wv, w.

"Forma" significa che il risultato è un numero; "bilineare" che è lineare nei due posti.

Esempi.

  1. Il prodotto scalare usuale φ(x,y)=x⋅y\varphi(x, y) = x \cdot y su Rn\mathbb{R}^n.
  2. Su R2\mathbb{R}^2: φ(x,y)=x1y1−x2y2\varphi(x, y) = x_1 y_1 - x_2 y_2. È bilineare e simmetrica, ma φ((0,1),(0,1))=−1<0\varphi((0, 1), (0, 1)) = -1 < 0: non è un prodotto scalare.
  3. Su R4\mathbb{R}^4 la forma di Minkowski della relatività: φ(x,y)=x1y1+x2y2+x3y3−x4y4\varphi(x, y) = x_1 y_1 + x_2 y_2 + x_3 y_3 - x_4 y_4.
  4. Sui polinomi di grado ≤n\le n: φ(p,q)=∫01p(t) q(t) dt\varphi(p, q) = \int_0^1 p(t)\, q(t)\, dt (è anche positiva: è un prodotto scalare su uno spazio che non è Rn\mathbb{R}^n).
  5. Non simmetrica: su R2\mathbb{R}^2, φ(x,y)=x1y2\varphi(x, y) = x_1 y_2 (infatti φ(e1,e2)=1\varphi(e_1, e_2) = 1 ma φ(e2,e1)=0\varphi(e_2, e_1) = 0).

La matrice di una forma bilineare

Sia B={v1,…,vn}\mathcal B = \{v_1, \dots, v_n\} una base di VV. Per bilinearità, se v=∑ixiviv = \sum_i x_i v_i e w=∑jyjvjw = \sum_j y_j v_j,

φ(v,w)=∑i,jxi yj φ(vi,vj).\varphi(v, w) = \sum_{i, j} x_i\, y_j\, \varphi(v_i, v_j) .

Quindi φ\varphi è determinata dagli n2n^2 numeri φ(vi,vj)\varphi(v_i, v_j): come una funzione lineare è determinata dalle immagini dei vettori di una base.

Definizione. La matrice di φ\varphi rispetto a B\mathcal B è A=(aij)A = (a_{ij}) con aij=φ(vi,vj)a_{ij} = \varphi(v_i, v_j). Indicando con XX e YY le colonne delle coordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → di vv e ww: φ(v,w)=XTA Y.\varphi(v, w) = X^T A\, Y .

Simmetria. φ\varphi è simmetrica se e solo se AA è simmetrica (aij=φ(vi,vj)=φ(vj,vi)=ajia_{ij} = \varphi(v_i, v_j) = \varphi(v_j, v_i) = a_{ji}, cioè AT=AA^T = A).

Esempi. Rispetto alla base canonica: il prodotto scalare usuale ha matrice InI_n (infatti ei⋅ej=δije_i \cdot e_j = \delta_{ij}); la forma dell'esempio 2 ha matrice (100−1)\begin{pmatrix} 1 & 0 \\ 0 & -1 \end{pmatrix}.

Viceversa ogni matrice simmetrica A∈Mn(R)A \in M_n(\mathbb{R}) definisce una forma bilineare simmetrica su Rn\mathbb{R}^n: φ(x,y)=xTAy\varphi(x, y) = x^T A y. Esempio:

A=(1221):φ(x,y)=x1y1+2x1y2+2x2y1+x2y2.A = \begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 2 & 1 \end{pmatrix}: \qquad \varphi(x, y) = x_1 y_1 + 2x_1 y_2 + 2x_2 y_1 + x_2 y_2 .

Si legge così: il coefficiente di xiyjx_i y_j è aija_{ij}.

Cambiamento di base: matrici congruenti

Sia B′\mathcal B' un'altra base e PP la matrice di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base → (le colonne di PP sono le coordinate dei vettori di B′\mathcal B' rispetto a B\mathcal B), così che X=PX′X = P X' e Y=PY′Y = P Y'. Allora

φ(v,w)=XTAY=(PX′)TA(PY′)=X′T (PTAP) Y′.\varphi(v, w) = X^T A Y = (P X')^T A (P Y') = X'^T\, (P^T A P)\, Y' .

Teorema. Se AA è la matrice di φ\varphi rispetto a B\mathcal B, la matrice rispetto a B′\mathcal B' è A′=PTA P.A' = P^T A\, P . Due matrici A,A′A, A' legate da A′=PTAPA' = P^T A P con PP invertibile si dicono congruenti.

Attenzione: non è la formula delle funzioni lineari. Per un endomorfismo la matrice cambia per similitudine, P−1APP^{-1} A P; per una forma bilineare per congruenza, PTAPP^T A P. Le due coincidono solo se P−1=PTP^{-1} = P^T, cioè se PP è ortogonale (cambio tra basi ortonormali): è il punto di contatto sfruttato nel teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.

Che cosa si conserva per congruenza. Il rango (PP e PTP^T sono invertibili, e moltiplicare per matrici invertibili non cambia il rango) e il segno del determinante (det⁡A′=(det⁡P)2det⁡A\det A' = (\det P)^2 \det A). Non si conservano determinante, traccia e autovalori.

Esempio. A=(1221)A = \begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 2 & 1 \end{pmatrix} e la nuova base {(1,1),(1,−1)}\{(1, 1), (1, -1)\}, cioè P=(111−1)P = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}:

AP=(3−131),PTAP=(111−1)(3−131)=(600−2).AP = \begin{pmatrix} 3 & -1 \\ 3 & 1 \end{pmatrix}, \qquad P^T A P = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix} \begin{pmatrix} 3 & -1 \\ 3 & 1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 6 & 0 \\ 0 & -2 \end{pmatrix}.

Nella nuova base la forma è φ=6x1′y1′−2x2′y2′\varphi = 6 x_1' y_1' - 2 x_2' y_2': è diagonale, e si vede subito che assume valori positivi e negativi. Controllo diretto: φ((1,1),(1,1))=1+2+2+1=6\varphi((1,1),(1,1)) = 1 + 2 + 2 + 1 = 6 ✓.

Forme degeneri e non degeneri

Definizione. Il nucleo (o radicale) di φ\varphi è Ker⁡φ={v∈V:φ(v,w)=0  per ogni w∈V}.\operatorname{Ker} \varphi = \{ v \in V : \varphi(v, w) = 0 \ \text{ per ogni } w \in V \}. φ\varphi è non degenere se Ker⁡φ={0}\operatorname{Ker} \varphi = \{0\}, degenere altrimenti.

In coordinate: v∈Ker⁡φ  ⟺  XTAY=0v \in \operatorname{Ker} \varphi \iff X^T A Y = 0 per ogni Y  ⟺  XTA=0  ⟺  AX=0Y \iff X^T A = 0 \iff A X = 0 (trasponendo, con AA simmetrica). Quindi

Ker⁡φ⟷Ker⁡A,φ non degenere  ⟺  det⁡A≠0.\operatorname{Ker} \varphi \longleftrightarrow \operatorname{Ker} A, \qquad \varphi \text{ non degenere} \iff \det A \ne 0 .

Il criterio non dipende dalla base scelta, perché il segno di det⁡\det (in particolare il fatto che sia ≠0\ne 0) si conserva per congruenza.

Esempio. φ(x,y)=x1y1+x1y2+x2y1+x2y2=(x1+x2)(y1+y2)\varphi(x, y) = x_1 y_1 + x_1 y_2 + x_2 y_1 + x_2 y_2 = (x_1 + x_2)(y_1 + y_2) ha matrice (1111)\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & 1 \end{pmatrix}, det⁡=0\det = 0: degenere, con nucleo ⟨(1,−1)⟩\langle (1, -1) \rangle.

Forme definite, semidefinite, indefinite

La forma quadratica associata a φ\varphi è q(v)=φ(v,v)q(v) = \varphi(v, v), cioè q(x)=XTAXq(x) = X^T A X. Il "segno" di φ\varphi si classifica guardando i valori di qq:

Definizione. Una forma bilineare simmetrica φ\varphi è

  • definita positiva se φ(v,v)>0\varphi(v, v) > 0 per ogni v≠0v \ne 0;
  • semidefinita positiva se φ(v,v)≥0\varphi(v, v) \ge 0 per ogni vv (ma si annulla su qualche v≠0v \ne 0);
  • definita negativa se φ(v,v)<0\varphi(v, v) < 0 per ogni v≠0v \ne 0;
  • semidefinita negativa se φ(v,v)≤0\varphi(v, v) \le 0 per ogni vv (ma si annulla su qualche v≠0v \ne 0);
  • indefinita se assume sia valori positivi sia valori negativi.
esempio su R2\mathbb{R}^2 q(x)q(x) tipo
diag⁡(1,1)\operatorname{diag}(1, 1) x12+x22x_1^2 + x_2^2 definita positiva
diag⁡(1,0)\operatorname{diag}(1, 0) x12x_1^2 semidefinita positiva (degenere)
diag⁡(−1,−3)\operatorname{diag}(-1, -3) −x12−3x22-x_1^2 - 3x_2^2 definita negativa
diag⁡(1,−1)\operatorname{diag}(1, -1) x12−x22x_1^2 - x_2^2 indefinita
(1111)\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & 1 \end{pmatrix} (x1+x2)2(x_1 + x_2)^2 semidefinita positiva (degenere)

Quando la matrice è diagonale il tipo si legge dai segni degli elementi diagonali. Per una matrice qualsiasi servono i metodi di Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →.

Fatti utili.

  • Una forma definita (positiva o negativa) è non degenere: se v∈Ker⁡φv \in \operatorname{Ker}\varphi allora φ(v,v)=0\varphi(v, v) = 0, quindi v=0v = 0.
  • Una forma indefinita può essere degenere o no.
  • Se φ(v,v)=0\varphi(v, v) = 0 con v≠0v \ne 0 (vv si dice isotropo), la forma non è definita. Per x12−x22x_1^2 - x_2^2 il vettore (1,1)(1, 1) è isotropo, pur non stando nel nucleo.

Un prodotto scalare è esattamente una forma bilineare simmetrica definita positiva. Con esso si definiscono norme, angoli, ortogonalità e proiezioni esattamente come in Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →.

Basi ortogonali per una forma bilineare

Due vettori sono φ\varphi-ortogonali se φ(v,w)=0\varphi(v, w) = 0. Una base {v1,…,vn}\{v_1, \dots, v_n\} è φ\varphi-ortogonale se φ(vi,vj)=0\varphi(v_i, v_j) = 0 per i≠ji \ne j: per definizione della matrice, questo vuol dire che la matrice di φ\varphi in quella base è diagonale. Trovare una base ortogonale per φ\varphi significa quindi diagonalizzare la forma per congruenza (come nell'esempio con PTAPP^T A P sopra).

Gram-Schmidt per una forma definita positiva

Se φ\varphi è definita positiva, il procedimento di Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → funziona parola per parola sostituendo il prodotto scalare usuale con φ\varphi:

v1′=v1,vk′=vk−∑i<kφ(vk,vi′)φ(vi′,vi′) vi′.v_1' = v_1, \qquad v_k' = v_k - \sum_{i < k} \frac{\varphi(v_k, v_i')}{\varphi(v_i', v_i')}\, v_i' .

I denominatori φ(vi′,vi′)\varphi(v_i', v_i') sono positivi (e quindi non nulli) proprio perché φ\varphi è definita positiva e vi′≠0v_i' \ne 0. Normalizzando (vi′′=vi′/φ(vi′,vi′)v_i'' = v_i' / \sqrt{\varphi(v_i', v_i')}) si ottiene una base in cui la matrice di φ\varphi è l'identità.

Conseguenza. Ogni forma definita positiva su Rn\mathbb{R}^n, in una base opportuna, diventa il prodotto scalare usuale: AA definita positiva   ⟺  A=PTP\iff A = P^T P per qualche PP invertibile.

Esempio. φ(x,y)=xTAy\varphi(x, y) = x^T A y con A=(2111)A = \begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 1 \end{pmatrix} (definita positiva: q(x)=2x12+2x1x2+x22=x12+(x1+x2)2>0q(x) = 2x_1^2 + 2x_1x_2 + x_2^2 = x_1^2 + (x_1 + x_2)^2 > 0 per x≠0x \ne 0). Partendo dalla base canonica:

  • v1′=e1v_1' = e_1,  φ(e1,e1)=a11=2\ \varphi(e_1, e_1) = a_{11} = 2;
  • φ(e2,e1)=a21=1\varphi(e_2, e_1) = a_{21} = 1, quindi v2′=e2−12e1=(−12,1)⇝(−1,2)v_2' = e_2 - \frac12 e_1 = \left(-\frac12, 1\right) \leadsto (-1, 2).

Controllo: φ(e1,(−1,2))=(1,0) A(−12)=2⋅(−1)+1⋅2=0\varphi(e_1, (-1, 2)) = (1, 0)\, A \begin{pmatrix} -1 \\ 2 \end{pmatrix} = 2 \cdot (-1) + 1 \cdot 2 = 0 ✓. Inoltre φ((−1,2),(−1,2))=2−4+4=2\varphi((-1, 2), (-1, 2)) = 2 - 4 + 4 = 2. Base ortonormale per φ\varphi: 12e1\frac{1}{\sqrt2} e_1, 12(−1,2)\frac{1}{\sqrt2}(-1, 2). Attenzione: questi vettori non sono ortogonali per il prodotto scalare usuale (e1⋅(−1,2)=−1e_1 \cdot (-1, 2) = -1), e non devono esserlo.

Per una forma non definita positiva il procedimento può incontrare un vettore con φ(vi′,vi′)=0\varphi(v_i', v_i') = 0 e fermarsi; una base φ\varphi-ortogonale esiste comunque (teorema spettrale, o completamento dei quadrati), ma va cercata diversamente.

concetto in coordinate
φ(v,w)\varphi(v, w) XTAYX^T A Y, con aij=φ(vi,vj)a_{ij} = \varphi(v_i, v_j)
simmetrica AT=AA^T = A
cambio di base A′=PTAPA' = P^T A P (congruenza)
nucleo Ker⁡A\operatorname{Ker} A
non degenere det⁡A≠0\det A \ne 0
base φ\varphi-ortogonale PTAPP^T A P diagonale
prodotto scalare forma simmetrica definita positiva

Errori comuni

  • Cambiare base con P−1APP^{-1} A P: per le forme bilineari è PTAPP^T A P.
  • Confondere degenere con indefinita: x12−x22x_1^2 - x_2^2 è indefinita ma non degenere; x12x_1^2 è degenere ma non indefinita.
  • Credere che φ(v,v)=0\varphi(v, v) = 0 implichi v∈Ker⁡φv \in \operatorname{Ker} \varphi: vale solo per le forme semidefinite; per le indefinite esistono vettori isotropi fuori dal nucleo.
  • Usare Gram-Schmidt con una forma non definita positiva senza controllare i denominatori.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata