Una equazione permette di ricavare una sola incognita. Si ricava x1, che ha coefficiente 1 (così non compaiono frazioni):
x1=2x2−4x3.
x2 e x3 non sono vincolati da nessun'altra equazione: sono liberi, possono valere qualunque numero reale. Per ogni scelta di x2,x3 si ottiene una soluzione.
Passo 2: scrivere il vettore generico come combinazione
Ponendo x2=a, x3=b (solo un cambio di nome), il vettore generico di U è
x1x2x3=2a−4bab=a210+b−401.
Si è separato ciò che moltiplica a da ciò che moltiplica b: nella seconda componente compare solo a (quindi la seconda componente del vettore di b è 0), nella terza solo b.
Quindi u1=(2,1,0) e u2=(−4,0,1)generanoU: ogni vettore di U è au1+bu2.
Passo 3: verificare l'indipendenza
λ1210+λ2−401=0⟺⎩⎨⎧2λ1−4λ2=0λ1=0λ2=0
La seconda e la terza equazione danno subito λ1=λ2=0. Indipendenti. Il motivo è nella costruzione: nelle posizioni delle incognite libere (x2,x3) i due vettori hanno (1,0) e (0,1), come la base canonica.
Qui: (x2,x3)=(1,0) dà x1=2, cioè (2,1,0); (x2,x3)=(0,1) dà x1=−4, cioè (−4,0,1).
Altre scelte dei valori darebbero comunque soluzioni, ma poi andrebbe verificata l'indipendenza; con "uno 1 e il resto 0" è automatica.
Parte aggiuntiva: W in R4
{x1+x2−x4=0x2−x3+2x4=0
Dalla seconda x2=x3−2x4; nella prima x1=−x2+x4=−x3+2x4+x4=−x3+3x4. Incognite libere: x3,x4. Quindi dimW=2 (cioè 4 incognite meno 2 equazioni indipendenti).
(x3,x4)
x2=x3−2x4
x1=−x3+3x4
vettore
(1,0)
1
−1
(−1,1,1,0)
(0,1)
−2
3
(3,−2,0,1)
Base di W: (−1,1,1,0), (3,−2,0,1). Verifica nelle due equazioni: −1+1−0=0, 1−1+0=0 ✓; 3−2−1=0, −2−0+2=0 ✓.
Errori comuni
Dire che la dimensione è 1 "perché c'è un'equazione": un'equazione toglie una dimensione, quindi in R3 resta 3−1=2.
Dare valori alle incognite libere tutti uguali a 0: si ottiene il vettore nullo, che non è mai in una base.
Dimenticare la verifica finale: sostituire i vettori trovati nelle equazioni richiede pochi secondi e scopre gli errori di segno.