Salta al contenuto
Note per Studenti Esercizio 6 · base di un piano dato da un'equazione

Esercizio 6base di un piano dato da un'equazione

In questa pagina 8

Testo (Lezione 8, esercizio svolto dal prof). In R3\mathbb{R}^3 sia UU il sottospazio di equazione x1−2x2+4x3=0.x_1 - 2x_2 + 4x_3 = 0. Trovare la dimensione e una base di UU.

Parte aggiuntiva (stesso metodo con due equazioni): in R4\mathbb{R}^4 trovare dimensione e base di W: x1+x2−x4=0, x2−x3+2x4=0W : \ x_1 + x_2 - x_4 = 0,\ x_2 - x_3 + 2x_4 = 0.


Perché UU è un sottospazio

L'equazione è lineare omogenea (primo grado, termine noto 00), quindi le sue soluzioni formano un sottospazioLe soluzioni di un sistema di equazioni lineari omogenee sono sempre chiuse per somma e prodotto per scalari.Sottospazi vettoriali →. Il problema è passare dalla descrizione con l'equazione a una descrizione con una base.

Passo 1: risolvere l'equazione

Una equazione permette di ricavare una sola incognita. Si ricava x1x_1, che ha coefficiente 11 (così non compaiono frazioni):

x1=2x2−4x3.x_1 = 2x_2 - 4x_3.

x2x_2 e x3x_3 non sono vincolati da nessun'altra equazione: sono liberi, possono valere qualunque numero reale. Per ogni scelta di x2,x3x_2, x_3 si ottiene una soluzione.

Passo 2: scrivere il vettore generico come combinazione

Ponendo x2=ax_2 = a, x3=bx_3 = b (solo un cambio di nome), il vettore generico di UU è

(x1x2x3)=(2a−4bab)=a(210)+b(−401).\begin{pmatrix} x_1 \\ x_2 \\ x_3 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 2a - 4b \\ a \\ b \end{pmatrix} = a \begin{pmatrix} 2 \\ 1 \\ 0 \end{pmatrix} + b \begin{pmatrix} -4 \\ 0 \\ 1 \end{pmatrix}.

Si è separato ciò che moltiplica aa da ciò che moltiplica bb: nella seconda componente compare solo aa (quindi la seconda componente del vettore di bb è 00), nella terza solo bb.

Quindi u1=(2,1,0)u_1 = (2, 1, 0) e u2=(−4,0,1)u_2 = (-4, 0, 1) generano UU: ogni vettore di UU è au1+bu2a u_1 + b u_2.

Passo 3: verificare l'indipendenza

λ1(210)+λ2(−401)=0⃗  ⟺  {2λ1−4λ2=0λ1=0λ2=0\lambda_1 \begin{pmatrix} 2 \\ 1 \\ 0 \end{pmatrix} + \lambda_2 \begin{pmatrix} -4 \\ 0 \\ 1 \end{pmatrix} = \vec 0 \iff \begin{cases} 2\lambda_1 - 4\lambda_2 = 0 \\ \lambda_1 = 0 \\ \lambda_2 = 0 \end{cases}

La seconda e la terza equazione danno subito λ1=λ2=0\lambda_1 = \lambda_2 = 0. Indipendenti. Il motivo è nella costruzione: nelle posizioni delle incognite libere (x2,x3x_2, x_3) i due vettori hanno (1,0)(1, 0) e (0,1)(0, 1), come la base canonica.

Risultato

dim⁡U=2,base di U: (2,1,0), (−4,0,1).\dim U = 2, \qquad \text{base di } U: \ (2, 1, 0),\ (-4, 0, 1).

Verifica: (2,1,0)(2, 1, 0): 2−2+0=02 - 2 + 0 = 0 ✓; (−4,0,1)(-4, 0, 1): −4−0+4=0-4 - 0 + 4 = 0 ✓.

Significato geometrico: UU è un piano per l'origine in R3\mathbb{R}^3.

La regola che si usa da qui in avanti

Il ragionamento è sempre lo stesso, quindi negli esercizi successivi si abbrevia:

la dimensione dello spazio delle soluzioniIn un sistema lineare omogeneo la dimensione dello spazio delle soluzioni è il numero di incognite libere.Dimensione → di un sistema omogeneo è il numero di incognite libere; una base si ottiene ponendo una incognita libera uguale a 11 e le altre libere uguali a 00, in tutti i modi possibili.

Qui: (x2,x3)=(1,0)(x_2, x_3) = (1, 0) dà x1=2x_1 = 2, cioè (2,1,0)(2, 1, 0); (x2,x3)=(0,1)(x_2, x_3) = (0, 1) dà x1=−4x_1 = -4, cioè (−4,0,1)(-4, 0, 1).

Altre scelte dei valori darebbero comunque soluzioni, ma poi andrebbe verificata l'indipendenza; con "uno 11 e il resto 00" è automatica.


Parte aggiuntiva: WW in R4\mathbb{R}^4

{x1+x2−x4=0x2−x3+2x4=0\begin{cases} x_1 + x_2 - x_4 = 0 \\ x_2 - x_3 + 2x_4 = 0 \end{cases}

Dalla seconda x2=x3−2x4x_2 = x_3 - 2x_4; nella prima x1=−x2+x4=−x3+2x4+x4=−x3+3x4x_1 = -x_2 + x_4 = -x_3 + 2x_4 + x_4 = -x_3 + 3x_4. Incognite libere: x3,x4x_3, x_4. Quindi dim⁡W=2\dim W = 2 (cioè 44 incognite meno 22 equazioni indipendenti).

(x3,x4)(x_3, x_4) x2=x3−2x4x_2 = x_3 - 2x_4 x1=−x3+3x4x_1 = -x_3 + 3x_4 vettore
(1,0)(1, 0) 11 −1-1 (−1,1,1,0)(-1, 1, 1, 0)
(0,1)(0, 1) −2-2 33 (3,−2,0,1)(3, -2, 0, 1)

Base di WW: (−1,1,1,0)(-1, 1, 1, 0), (3,−2,0,1)(3, -2, 0, 1). Verifica nelle due equazioni: −1+1−0=0-1 + 1 - 0 = 0, 1−1+0=01 - 1 + 0 = 0 ✓; 3−2−1=03 - 2 - 1 = 0, −2−0+2=0-2 - 0 + 2 = 0 ✓.

Errori comuni

  • Dire che la dimensione è 1 "perché c'è un'equazione": un'equazione toglie una dimensione, quindi in R3\mathbb{R}^3 resta 3−1=23 - 1 = 2.
  • Dare valori alle incognite libere tutti uguali a 00: si ottiene il vettore nullo, che non è mai in una base.
  • Dimenticare la verifica finale: sostituire i vettori trovati nelle equazioni richiede pochi secondi e scopre gli errori di segno.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata