Matrice aggiunta e teorema di Cramer
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Lezione 22, prima parte (videolezione n. 22). Esercizi svolti: Esercizio 48 · inversa con la matrice aggiunta e regola di Cramer. Seguito: Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Finora si sa che se è invertibile allora (conseguenza del teorema di BinetIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →). Manca il viceversa: basta perché sia invertibile? Per dimostrarlo serve una formula esplicita per l'inversa, che si ricava dallo sviluppo di Laplace.
La matrice aggiunta
Sia e sia la sottomatrice ottenuta cancellando la riga e la colonna . Il complemento algebrico (o cofattore) di è
La matrice aggiunta di è la trasposta della matrice dei complementi algebrici:
Cioè: nel posto di va il complemento algebrico dell'elemento di posto . La trasposta è il dettaglio che si dimentica più spesso.
Il teorema fondamentale
Teorema. .
Dimostrazione (per ). L'elemento di posto di è la riga di per la colonna di . La colonna di contiene i complementi algebrici della riga di (per via della trasposta). Quindi
- Se la somma è , che è lo sviluppo di LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → di lungo la riga : vale .
- Se la somma è lo sviluppo di Laplace lungo la riga di un'altra matrice: quella ottenuta da mettendo la riga al posto della riga (i determinanti non vedono la riga , quindi restano gli stessi; gli elementi della riga sono stati sostituiti dagli ). Questa matrice ha la riga due volte, quindi il suo determinante è .
Quindi ha su tutta la diagonale e fuori: . Per si ragiona allo stesso modo con le colonne. ∎
Formula dell'inversa e criterio di invertibilità
Se si può dividere per :
quindi
Questo chiude il cerchio:
Teorema. Una matrice quadrata è invertibile se e solo se .
(: Binet, . : la formula qui sopra costruisce .)
Il determinante è davvero il numero che "determina" se è invertibile, come si era intuito dalle matrici e dai denominatori tutti uguali dell'esempio con Gauss-JordanL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa → (tutti divisori di ).
Riepilogo delle condizioni equivalenti
Per sono equivalenti:
In particolare, : per sapere se vettori di sono una base basta calcolare il determinante della matrice che li ha come colonne.
Controllo sulle
Per : cancellando riga e colonna di ogni elemento resta un solo numero, quindi
e , la formula già nota ✓.
Esempio (lezione 22)
I nove complementi algebrici. Per ciascuno: si cancellano riga e colonna dell'elemento, si calcola il determinante rimasto, si mette il segno della scacchiera.
Il determinante, sviluppando lungo la prima riga e riusando i cofattori appena calcolati:
L'aggiunta: i cofattori della prima riga di () vanno nella prima colonna, e così via:
Verifica di un elemento di : prima riga di per prima colonna di : ✓; prima riga per seconda colonna: ✓.
Costo. Servono un determinante e determinanti : per una , determinanti più uno . In pratica conviene solo per e ; per le matrici più grandi è molto più veloce Gauss-JordanL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →. La formula resta preziosa per la teoria.
Il teorema di Cramer
Sia un sistema quadrato ( equazioni, incognite) con . Allora è invertibile e
Due conseguenze immediate: la soluzione esiste ed è unica (è quella), e la si può scrivere esplicitamente. Sviluppando il prodotto si trova:
Teorema (Cramer). Se ha , il sistema ha un'unica soluzione, data da dove e è il determinante della matrice ottenuta da sostituendo la colonna con la colonna dei termini noti.
Perché. (riga di = cofattori della colonna di ). La somma è lo sviluppo di Laplace lungo la colonna della matrice che ha al posto della colonna : è proprio .
Esempio. Con la stessa di prima e :
(Per esempio lungo la prima riga: .) Quindi
Verifica: ✓, ✓, ✓.
Limiti. Cramer vale solo per sistemi quadrati con (se bisogna usare Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → e Gauss). Richiede determinanti : comodo per e , troppo costoso per sistemi grandi. Utile anche quando interessa una sola incognita: basta calcolare e .
Determinante di una funzione lineare e matrici simili
Sia lineare (dominio e codominio uguali). Se è la matrice di rispetto a una base e quella rispetto a un'altra base (la stessa nel dominio e nel codominio), le formule di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base → diventano
con la matrice (invertibile) del cambio di base: nel caso generale c'erano due matrici (dominio) e (codominio), ma ora dominio e codominio coincidono e quindi .
Due matrici si dicono simili se esiste una matrice invertibile tale che . Equivalentemente: sono matrici della stessa funzione lineare rispetto a due basi diverse.
Matrici simili hanno lo stesso determinante. Per Binet e :
(Le matrici non si possono "semplificare", perché il prodotto non è commutativo e sta in mezzo; i loro determinanti invece sono numeri, e si semplificano.)
Conseguenza. Il determinante non dipende dalla base: è una proprietà della funzione . Si definisce quindi , con matrice di rispetto a una qualunque base (la stessa nel dominio e nel codominio).
Il viceversa è falso. Stesso determinante non implica simili. La matrice nulla è simile solo a se stessa ( per ogni ); la matrice ha anch'essa determinante , ma non è nulla, quindi non è simile a . Per riconoscere matrici simili serviranno autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Errori comuni
- Dimenticare la trasposta nell'aggiunta (mettere il cofattore di nel posto invece che ).
- Dimenticare il segno dei cofattori.
- Usare Cramer con o con un sistema non quadrato.
- In Cramer, sostituire una riga invece di una colonna con i termini noti.
- Pensare che matrici con lo stesso determinante siano simili.