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Note per Studenti Esercizio 80 · U⊥ da un'equazione, Gram-Schmidt e vettore di minima distanza

Esercizio 80U⊥ da un'equazione, Gram-Schmidt e vettore di minima distanza

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Testo (Appello del 17 giugno 2025, esercizio 3). Sia U⊂R4U \subset \mathbb{R}^4 un sottospazio vettoriale e U⊥U^\perp il suo ortogonale. Sapendo che U⊥U^\perp ha equazione x1+4x2−3x3+2x4=0x_1 + 4x_2 - 3x_3 + 2x_4 = 0:

  • (a) si determini una base di UU e una base di U⊥U^\perp;
  • (b) si determini una base ortogonale dell'intersezione tra U⊥U^\perp e il sottospazio V⊂R4V \subset \mathbb{R}^4 di equazione x1+x2−x3=0x_1 + x_2 - x_3 = 0;
  • (c) dato v=(2,−7,8,−5)v = (2, -7, 8, -5), si determini il vettore w∈U⊥w \in U^\perp che rende minima la norma di v−wv - w.

Teoria usata: Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →, Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →.


(a) Basi di U⊥U^\perp e di UU

Base di U⊥U^\perp

U⊥U^\perp è dato da una equazione omogenea in 44 incognite. Si ricava una variabile in funzione delle altre: la più comoda è x1x_1, che ha coefficiente 11 (così non compaiono frazioni):

x1=−4x2+3x3−2x4,x2,x3,x4 liberi.x_1 = -4x_2 + 3x_3 - 2x_4, \qquad x_2, x_3, x_4 \text{ liberi.}

Il vettore generico di U⊥U^\perp è quindi

(−4x2+3x3−2x4, x2, x3, x4)=x2(−4,1,0,0)+x3(3,0,1,0)+x4(−2,0,0,1).(-4x_2 + 3x_3 - 2x_4,\ x_2,\ x_3,\ x_4) = x_2(-4, 1, 0, 0) + x_3(3, 0, 1, 0) + x_4(-2, 0, 0, 1).

I tre vettori

a1=(−4,1,0,0),a2=(3,0,1,0),a3=(−2,0,0,1)a_1 = (-4, 1, 0, 0), \quad a_2 = (3, 0, 1, 0), \quad a_3 = (-2, 0, 0, 1)

generano U⊥U^\perp e sono linearmente indipendentiGuardando le ultime tre componenti si vedono i vettori (1,0,0), (0,1,0), (0,0,1): una combinazione nulla deve avere tutti i coefficienti nulli.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →, quindi sono una base: dim⁡U⊥=3\dim U^\perp = 3.

Controllo: a1a_1 nell'equazione: −4+4⋅1=0-4 + 4 \cdot 1 = 0 ✓; a2a_2: 3−3=03 - 3 = 0 ✓; a3a_3: −2+2=0-2 + 2 = 0 ✓.

Base di UU

Qui sta l'idea dell'esercizio. L'equazione x1+4x2−3x3+2x4=0x_1 + 4x_2 - 3x_3 + 2x_4 = 0 si può leggere come un prodotto scalare:

x1+4x2−3x3+2x4=(1,4,−3,2)⋅(x1,x2,x3,x4).x_1 + 4x_2 - 3x_3 + 2x_4 = (1, 4, -3, 2) \cdot (x_1, x_2, x_3, x_4).

Quindi U⊥U^\perp è l'insieme dei vettori ortogonali a n=(1,4,−3,2)n = (1, 4, -3, 2), cioè U⊥=⟨n⟩⊥U^\perp = \langle n \rangle^\perp. Per il teorema sulla dimensione dell'ortogonale, dim⁡U+dim⁡U⊥=4\dim U + \dim U^\perp = 4, quindi dim⁡U=4−3=1\dim U = 4 - 3 = 1. Inoltre (U⊥)⊥=U(U^\perp)^\perp = UIn dimensione finita, l'ortogonale dell'ortogonale di U è U stesso.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →, e da U⊥=⟨n⟩⊥U^\perp = \langle n \rangle^\perp segue

U=(U⊥)⊥=(⟨n⟩⊥)⊥=⟨n⟩.U = (U^\perp)^\perp = (\langle n \rangle^\perp)^\perp = \langle n \rangle.

Base di UU: il solo vettore n=(1,4,−3,2)n = (1, 4, -3, 2).

Regola pratica. I coefficienti delle equazioni cartesiane di un sottospazio WW (scritte in modo indipendente) sono una base di W⊥W^\perp. Qui W=U⊥W = U^\perp, quindi i coefficienti danno una base di (U⊥)⊥=U(U^\perp)^\perp = U.


(b) Base ortogonale di U⊥∩VU^\perp \cap V

Passo 1: l'intersezione

Un vettore sta in U⊥∩VU^\perp \cap V se soddisfa entrambe le equazioni (intersezione = sistema delle equazioniSe due sottospazi sono dati in forma cartesiana, l'intersezione si ottiene mettendo insieme tutte le equazioni.Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospazi →):

{x1+4x2−3x3+2x4=0x1+x2−x3=0\begin{cases} x_1 + 4x_2 - 3x_3 + 2x_4 = 0 \\ x_1 + x_2 - x_3 = 0 \end{cases}

Sottraendo la seconda equazione dalla prima (R1→R1−R2R_1 \to R_1 - R_2) si elimina x1x_1:

3x2−2x3+2x4=0.3x_2 - 2x_3 + 2x_4 = 0 .

Conviene scegliere come liberi x1x_1 e x4x_4 (così si evitano frazioni). Dalla seconda equazione x3=x1+x2x_3 = x_1 + x_2; sostituendo: 3x2−2x1−2x2+2x4=03x_2 - 2x_1 - 2x_2 + 2x_4 = 0, cioè

x2=2x1−2x4,x3=x1+x2=3x1−2x4.x_2 = 2x_1 - 2x_4, \qquad x_3 = x_1 + x_2 = 3x_1 - 2x_4 .

Vettore generico: (x1, 2x1−2x4, 3x1−2x4, x4)=x1(1,2,3,0)+x4(0,−2,−2,1)(x_1,\ 2x_1 - 2x_4,\ 3x_1 - 2x_4,\ x_4) = x_1(1, 2, 3, 0) + x_4(0, -2, -2, 1). Una base di U⊥∩VU^\perp \cap V è

v1=(1,2,3,0),v2=(0,−2,−2,1),v_1 = (1, 2, 3, 0), \qquad v_2 = (0, -2, -2, 1),

e dim⁡(U⊥∩V)=2\dim(U^\perp \cap V) = 2 (due equazioni indipendenti in 44 incognite: 4−2=24 - 2 = 2).

Controllo: v1v_1: 1+8−9+0=01 + 8 - 9 + 0 = 0 ✓ e 1+2−3=01 + 2 - 3 = 0 ✓. v2v_2: 0−8+6+2=00 - 8 + 6 + 2 = 0 ✓ e 0−2+2=00 - 2 + 2 = 0 ✓.

Passo 2: sono già ortogonali?

v1⋅v2=1⋅0+2⋅(−2)+3⋅(−2)+0⋅1=−4−6=−10≠0.v_1 \cdot v_2 = 1 \cdot 0 + 2 \cdot (-2) + 3 \cdot (-2) + 0 \cdot 1 = -4 - 6 = -10 \ne 0 .

No: serve il procedimento di Gram-SchmidtSi tiene il primo vettore e si corregge il secondo sottraendogli la sua proiezione sul primo, così diventa ortogonale al primo senza uscire dal sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →.

Passo 3: Gram-Schmidt

Si tiene v1′=v1v_1' = v_1 e si cerca v2′=v2+αv1v_2' = v_2 + \alpha v_1 con v1⋅v2′=0v_1 \cdot v_2' = 0. Perché proprio questa forma? Perché v2′v_2' è combinazione di v1,v2v_1, v_2, quindi resta in U⊥∩VU^\perp \cap V, e {v1,v2′}\{v_1, v_2'\} genera ancora lo stesso sottospazio. Imponendo l'ortogonalità:

v1⋅(v2+αv1)=v1⋅v2+α (v1⋅v1)=0⟹α=−v1⋅v2v1⋅v1.v_1 \cdot (v_2 + \alpha v_1) = v_1 \cdot v_2 + \alpha\, (v_1 \cdot v_1) = 0 \quad \Longrightarrow \quad \alpha = -\frac{v_1 \cdot v_2}{v_1 \cdot v_1}.

Con v1⋅v1=1+4+9+0=14v_1 \cdot v_1 = 1 + 4 + 9 + 0 = 14 e v1⋅v2=−10v_1 \cdot v_2 = -10:

α=−−1014=57,v2′=(0,−2,−2,1)+57(1,2,3,0)=(57,−47,17,1).\alpha = -\frac{-10}{14} = \frac57, \qquad v_2' = (0, -2, -2, 1) + \frac57 (1, 2, 3, 0) = \left(\frac57, -\frac47, \frac17, 1\right).

Moltiplicare un vettore per un numero non nullo non cambia né la direzione né l'ortogonalità, quindi si può usare 7v2′=(5,−4,1,7)7 v_2' = (5, -4, 1, 7) al posto di v2′v_2'.

Controllo: v1⋅(5,−4,1,7)=5−8+3+0=0v_1 \cdot (5, -4, 1, 7) = 5 - 8 + 3 + 0 = 0 ✓.

Risultato (b): una base ortogonale di U⊥∩VU^\perp \cap V è {(1,2,3,0), (5,−4,1,7)}\{(1, 2, 3, 0),\ (5, -4, 1, 7)\}.


(c) Il vettore di U⊥U^\perp più vicino a vv

Perché è la proiezione ortogonale

Per il teorema della migliore approssimazioneTra tutti i vettori di un sottospazio W, quello che rende minima la distanza da v è la proiezione ortogonale di v su W.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →, il vettore w∈U⊥w \in U^\perp che minimizza ∥v−w∥\|v - w\| è la proiezione ortogonale di vv su U⊥U^\perp. Si scompone

v=w+w′,w∈U⊥,w′∈(U⊥)⊥=U.v = w + w', \qquad w \in U^\perp, \quad w' \in (U^\perp)^\perp = U .

Trucco: proiettare sul sottospazio più piccolo

U⊥U^\perp ha dimensione 33 e UU dimensione 11: conviene cercare la componente w′∈Uw' \in U, che dipende da un solo parametro. Siccome U=⟨n⟩U = \langle n \rangle:

w′=λn=λ(1,4,−3,2),w=v−λn=(2−λ, −7−4λ, 8+3λ, −5−2λ).w' = \lambda n = \lambda (1, 4, -3, 2), \qquad w = v - \lambda n = (2 - \lambda,\ -7 - 4\lambda,\ 8 + 3\lambda,\ -5 - 2\lambda).

Si impone w∈U⊥w \in U^\perp, cioè che ww soddisfi l'equazione di U⊥U^\perp:

(2−λ)+4(−7−4λ)−3(8+3λ)+2(−5−2λ)=0.(2 - \lambda) + 4(-7 - 4\lambda) - 3(8 + 3\lambda) + 2(-5 - 2\lambda) = 0 .

Sviluppando: termini noti 2−28−24−10=−602 - 28 - 24 - 10 = -60; coefficienti di λ\lambda: −1−16−9−4=−30-1 - 16 - 9 - 4 = -30. Quindi −60−30λ=0-60 - 30\lambda = 0, cioè λ=−2\lambda = -2.

(È la formula della proiezione su una retta: λ=v⋅nn⋅n=−6030=−2\lambda = \frac{v \cdot n}{n \cdot n} = \frac{-60}{30} = -2.)

w=v+2n=(2+2, −7+8, 8−6, −5+4)=(4,1,2,−1).w = v + 2n = (2 + 2,\ -7 + 8,\ 8 - 6,\ -5 + 4) = (4, 1, 2, -1).

Controllo: ww nell'equazione di U⊥U^\perp: 4+4−6−2=04 + 4 - 6 - 2 = 0 ✓; v−w=(−2,−8,6,−4)=−2n∈Uv - w = (-2, -8, 6, -4) = -2n \in U ✓.

Risultato (c): w=(4,1,2,−1)w = (4, 1, 2, -1). La distanza minima è ∥v−w∥=∥−2n∥=230\|v - w\| = \|-2n\| = 2\sqrt{30}.


Errori comuni

  • Prendere come base di UU una base di U⊥U^\perp: i vettori che soddisfano l'equazione stanno in U⊥U^\perp; UU è generato dal vettore dei coefficienti.
  • Fare Gram-Schmidt dimenticando di controllare che i vettori di partenza siano davvero nell'intersezione (soddisfano tutte e due le equazioni).
  • Proiettare direttamente su U⊥U^\perp con tre parametri: è corretto ma molto più lungo; proiettare su UU (un parametro) e sottrarre è la strada furba.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata