Basi ortonormali e Gram-Schmidt
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Lezione 34, seconda parte (videolezione n. 34). Esercizi svolti: Esercizio 80 · U⊥ da un'equazione, Gram-Schmidt e vettore di minima distanza, Esercizio 81 · base ortogonale, U⊥, proiezione e un sottospazio impossibile, Esercizio 84 · prodotto scalare tra matrici con la traccia, Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale. Prerequisiti: Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →, Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →. Seguito: Forme bilineari simmetricheUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche → (Gram-Schmidt per un prodotto scalare qualsiasi).
Definizioni
Definizione. Un insieme di vettori è
- ortogonale se per ogni ;
- ortonormale se è ortogonale e inoltre per ogni .
In formula, ortonormale significa , dove se e se ("delta di Kronecker").
Una base ortogonale (ortonormale) è una base che è un insieme ortogonale (ortonormale).
Esempi. La base canonica di è ortonormale. In , è ortogonale ma non ortonormale (norme ); è ortonormale. Più in generale è ortonormale per ogni (gli assi ruotati di ).
Vettori ortogonali non nulli sono indipendenti
Proposizione. Se sono non nulli e a due a due ortogonali, allora sono linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →.
Dimostrazione. Sia . Si fa il prodotto scalare di entrambi i membri con : a sinistra tutti i termini con sono nulli, resta
Siccome , , quindi . Vale per ogni ∎.
Conseguenza: vettori non nulli a due a due ortogonali in sono automaticamente una base (non serve verificare l'indipendenza).
Perché le basi ortonormali sono comode
Coordinate con i prodotti scalari
Se è una base ortonormale di , per ogni :
Infatti, scritto , il prodotto scalare con dà (tutti gli altri termini sono nulli e ). Le coordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → si ottengono quindi senza risolvere sistemi. Con una base solo ortogonale: .
Esempio. Base ortonormale , , : , . Controllo: ✓.
Prodotto scalare e norma con le coordinate
Se e in una base ortonormale, sviluppando per bilinearità restano solo i termini con :
Cioè in una base ortonormale il prodotto scalare si calcola con la stessa formula della base canonica. In una base qualsiasi non è così.
Proiezioni con una formula diretta
Se è una base ortonormale di un sottospazio , la proiezione ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali → è
e la matrice di proiezione è , con la matrice che ha le come colonne.
Matrici ortogonali
Se si mettono in colonna i vettori di una base ortonormale di si ottiene una matrice con (l'elemento di è ). Una matrice così si chiama ortogonale: la sua inversa è la trasposta, . Il cambiamento di coordinate tra due basi ortonormali è dato da una matrice ortogonale, e conserva lunghezze e angoli: . Ritornano nel teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.
Il procedimento di Gram-Schmidt
Problema. Data una base qualsiasi di un sottospazio , costruire una base ortogonale dello stesso .
Idea (è quella della proiezione su una retta in Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →): si prendono i vettori uno alla volta e a ciascuno si toglie la sua proiezione sui vettori già sistemati; ciò che resta è ortogonale a loro.
Procedimento di Gram-Schmidt. Allora è una base ortogonale di ; dividendo ogni per la sua norma si ottiene una base ortonormale.
Perché funziona.
- Ortogonalità. Si verifica per (gli altri passi sono uguali): . Al passo si toglie a la sua proiezione sul sottospazio (calcolata con la formula diretta, lecita perché quei vettori sono già ortogonali), quindi è ortogonale a tutti i precedenti.
- Stesso sottospazio. Ogni è più una combinazione dei precedenti, quindi a ogni passo.
- Nessun vettore nullo. Se fosse , sarebbe combinazione dei precedenti, contro l'indipendenza dei .
Come lo scrive il prof negli esercizi. Con due vettori: si pone e si impone , da cui . È la stessa formula, ricavata ogni volta come equazione nell'incognita : meno da ricordare.
Trucco per i conti. Si può moltiplicare ogni per un numero non nullo (per togliere le frazioni) prima di usarlo nei passi successivi: ortogonalità e sottospazio generato non cambiano.
Esempio con tre vettori
In : , , .
Passo 1. , .
Passo 2. :
Controllo: ✓. Si usa d'ora in poi , con .
Passo 3. , :
Controlli: ✓, ✓.
Normalizzazione. Norme , , :
Conseguenze teoriche
- Ogni sottospazio di ha una base ortonormale (si applica Gram-Schmidt a una base qualsiasi).
- Completamento. Una base ortonormale di si completa a una base ortonormale di aggiungendo una base ortonormale di (perché e i vettori di sono ortogonali a quelli di ).
- Funziona con qualunque prodotto scalare, non solo quello usuale: basta sostituire "" con il prodotto scalare dato. Si usa per esempio con il prodotto tra matrici (Esercizio 84 · prodotto scalare tra matrici con la traccia) e con le forme bilineari definite positiveUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →.
Errori comuni
- Usare nei passi successivi i vettori originali invece dei nuovi : le proiezioni vanno fatte sui vettori già ortogonalizzati.
- Normalizzare a metà procedimento e poi usare la formula con sbagliato: o si normalizza alla fine, o si tiene conto che .
- Dimenticare il controllo finale: due prodotti scalari nulli richiedono pochi secondi e scoprono quasi ogni errore di conto.
- Applicare Gram-Schmidt a vettori dipendenti senza accorgersene: a un certo passo si trova il vettore nullo; vuol dire che quel vettore era superfluo e va scartato.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)
- Esercizio 80 · U⊥ da un'equazione, Gram-Schmidt e vettore di minima distanza
- Esercizio 81 · base ortogonale, U⊥, proiezione e un sottospazio impossibile
- Esercizio 82 · (Im f)⊥ = Ker f per una matrice simmetrica
- Esercizio 84 · prodotto scalare tra matrici con la traccia
- Esercizio 85 · dimensione con parametro, U⊥ e vettore con proiezione assegnata
- Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale
- Esercizio 90 · Gram-Schmidt per una forma bilineare definita positiva