Permutazioni e definizione di determinante
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Lezioni 19 (fine) e 20 (videolezioni n. 19–20). Esercizi svolti: Esercizio 47 · determinante 4×4 con Laplace e con Gauss. Seguito: Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →, Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →.
Da dove si parte
tutti gli elementi hanno lo stesso denominatore , e l'inversa esiste se e solo se questo numero non è zero. Il numero "determina" l'invertibilità: si chiama determinante. Si ricorda così: prodotto della diagonale principale () meno prodotto della diagonale secondaria ().
Si vorrebbe lo stesso numero per matrici : calcolando l'inversa di una matrice più grande compaiono ancora frazioni con un unico denominatore comune, che sarà il determinante. Il problema è che la sua espressione è molto più complicata, e per scriverla servono le permutazioni.
Il prof avverte: la teoria dei determinanti è tecnica. Delle dimostrazioni più pesanti si dà solo l'idea; i risultati vanno saputi usare.
Permutazioni
Una permutazione di è una funzione biiettiva . L'insieme di tutte le permutazioni di elementi si indica con .
In pratica una permutazione rimescola i numeri da a . Si scrive con due righe: sopra i numeri in ordine, sotto dove va ciascuno:
(Non è una matrice : è solo un modo comodo di scrivere la funzione.)
Quante sono. Per ci sono scelte; per ne restano (non si può ripetere il numero già usato, perché è iniettiva); per ne restano ; …; per l'ultimo . In totale
cresce velocissimo: questo sarà il problema della definizione.
Scambi e parità
Uno scambio è una permutazione che scambia due soli numeri e lascia fermi tutti gli altri.
Fatto 1. Ogni permutazione si ottiene facendo uno dopo l'altro un numero finito di scambi.
È intuitivo: scambiando due numeri alla volta si può mettere una lista in qualunque ordine. Esempio: per passare da a :
Il numero di scambi però non è unico: con un'altra strada (lezione 20)
Fatto 2 (teorema, senza dimostrazione). La parità del numero di scambi è sempre la stessa: se una permutazione si ottiene con un numero dispari di scambi, ogni modo di ottenerla usa un numero dispari di scambi (qui , , , … ma mai o ); lo stesso per il pari.
Ha quindi senso dire che una permutazione è pari o dispari, e definire il suo segno:
- La permutazione identica ( per ogni ) richiede scambi: è pari, segno .
- Ogni scambio in più cambia la parità.
- Per , metà delle permutazioni sono pari e metà dispari.
Metodo pratico: contare le inversioni. Un'inversione di è una coppia di posizioni con (due numeri "in ordine sbagliato" nella riga di sotto). Si ha . Per le coppie in ordine sbagliato sono , , : tre inversioni, dispari, come trovato con gli scambi.
Definizione di determinante
Sia . Il determinante di è il numero
Come si legge, pezzo per pezzo.
- C'è un addendo per ogni permutazione: in tutto addendi.
- Ogni addendo è un prodotto di elementi della matrice: dalla riga si prende l'elemento della colonna , dalla riga quello della colonna , e così via. Siccome è biiettiva, le colonne sono tutte diverse: si prende un elemento per ogni riga e uno per ogni colonna, mai due sulla stessa riga o sulla stessa colonna.
- Ogni prodotto si prende con il segno se è pari, se è dispari.
In parole: si fanno tutti i prodotti di elementi scelti uno per riga e uno per colonna, in tutti i modi possibili, ciascuno con il segno della permutazione corrispondente, e si sommano. Si scrive anche .
Matrici
ha due permutazioni: l'identità (pari) e lo scambio (dispari). Quindi
che è proprio ✓.
Matrici
ha permutazioni:
| Permutazione | Riga di sotto | Scambi | Segno | Prodotto |
|---|---|---|---|---|
| (identità) | ||||
| (fissa ) | ||||
| (fissa ) | ||||
| (fissa ) | ||||
(: , due scambi. : , due scambi. In ogni caso dovevano essere tre pari e tre dispari.) Quindi
La regola di Sarrus (solo per )
Per ricordare la formula: si ricopiano le prime due colonne a destra della matrice,
- i prodotti lungo le tre diagonali che scendono da sinistra a destra (, , ) si prendono con il ;
- i prodotti lungo le tre diagonali che salgono da sinistra a destra (, , ) si prendono con il .
Esempio (lezione 21). :
- diagonali "": , , ;
- diagonali "": , , .
Attenzione. Sarrus vale solo per le matrici . Non esiste niente di simile per o più: "copiando tre colonne" si otterrebbero prodotti, ma il determinante di una ne ha . Mancano termini, il risultato è sbagliato.
Il problema del costo
Con la definizione, una richiede prodotti (ciascuno con il suo segno da calcolare), una più di tre milioni. La definizione è fondamentale per la teoria ma inutilizzabile per i calcoli: nella pratica si usano l'eliminazione di GaussIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → o lo sviluppo di Laplace.
Due casi in cui la definizione è facile
Matrici triangolari
Teorema. Se è triangolare (superiore: tutti zeri sotto la diagonale; oppure inferiore: tutti zeri sopra), il determinante è il prodotto degli elementi della diagonale:
Dimostrazione (triangolare superiore). Un prodotto della definizione contiene un elemento per ogni colonna. Nella prima colonna l'unico elemento non nullo è : se si sceglie un altro elemento della prima colonna, il prodotto vale . Quindi gli unici prodotti che possono essere non nulli contengono . Nella seconda colonna non si può più prendere (la riga è già usata) e gli elementi sotto sono zero: resta solo . Nella terza colonna, per lo stesso motivo, resta solo , e così via. L'unico prodotto non nullo è , che corrisponde all'identità (pari): segno . ∎
In particolare , e una matrice diagonale ha come determinante il prodotto della diagonale.
La trasposta
Teorema. .
Idea. I prodotti della definizione sono "un elemento per ogni riga e uno per ogni colonna". Scambiando righe e colonne la frase diventa "uno per ogni colonna e uno per ogni riga": si ottengono gli stessi prodotti. (Bisognerebbe controllare che anche i segni coincidano: si può, ma lo omettiamo.)
Conseguenza importante: ogni proprietà del determinante dimostrata per le righe vale automaticamente anche per le colonne.
Errori comuni
- Usare una "Sarrus" per matrici : è sbagliato, non esiste.
- Calcolare il determinante di una matrice non quadrata: non è definito.
- Sbagliare il segno della diagonale secondaria nella : è , non .
- Confondere determinante e rango: il determinante è un numero (può essere negativo), il rango un numero naturale.
- Prendere due elementi sulla stessa riga (o colonna) in un prodotto: nella definizione ogni prodotto ha esattamente un elemento per riga e uno per colonna.