Esercizio 64autovalori con parametro e matrici simili (2° appello 2024-25)
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Testo (2° appello dell'8 luglio 2025, esercizio 3). Si consideri la matrice
At=−760t30−44−1.
(a) Determinare il polinomio caratteristico e gli autovalori di At, in funzione del parametro t∈R. Dire per quali valori di t∈R tutti gli autovalori di At sono reali.
(b) Si ponga ora t=−4. Determinare gli autovalori e gli autospazi della matrice A−4 e stabilire se essa è diagonalizzabile.
(c) Si dica se A−4 è simile alla matrice
C=−1100−1000−3
[la risposta deve essere adeguatamente giustificata].
At−λI=−7−λ60t3−λ0−44−1−λ.
La terza riga ha due zeri: Laplace lungo la terza riga, l'unico termine è (−1−λ) in posizione (3,3) con segno +:
det(At−λI)=(−1−λ)det(−7−λ6t3−λ)=(−1−λ)[(−7−λ)(3−λ)−6t].
Sviluppando la parentesi: (−7−λ)(3−λ)=−21+7λ−3λ+λ2=λ2+4λ−21. Quindi
pAt(λ)=−(λ+1)(λ2+4λ−21−6t).
Autovalori. Dal primo fattore λ1=−1, per ogni t. Dal secondo, con la formula ridotta (b/2=2):
λ=−2±4+21+6t=−2±6t+25.
Quando sono tutti reali.λ1=−1 lo è sempre; gli altri due lo sono se e solo se il radicando è non negativo:
6t+25≥0⟺t≥−625.
Per t<−625 ci sono un autovalore reale (−1) e due complessi coniugati.
(b) Il caso t=−4
t=−4≥−625≈−4,17, quindi gli autovalori sono reali: 6t+25=1, 1=1,
λ=−2+1=−1,λ=−2−1=−3.
Insieme a λ1=−1: autovalori −1 con ma=2 e −3 con ma=1. Infatti per t=−4 il polinomio è −(λ+1)(λ2+4λ+3)=−(λ+1)2(λ+3).
A−4=−760−430−44−1.
Autospazio di −1 (autovalore doppio: è quello da controllare).
A−4+I=−660−440−440.
La seconda riga è l'opposta della prima, la terza è nulla: rango 1, quindi mg(−1)=3−1=2. Resta l'unica equazione −6x1−4x2−4x3=0, cioè 3x1+2x2+2x3=0, con due incognite libere. Per avere numeri interi si ricava x1=−32x2+2x3 e si sceglie:
x2=3,x3=0: x1=−2, vettore (−2,3,0);
x2=0,x3=3: x1=−2, vettore (−2,0,3).
Scegliere le libere "a turno" (una non nulla e l'altra zero) garantisce che i vettori siano indipendenti. V−1=⟨(−2,3,0),(−2,0,3)⟩.
Autospazio di −3.A−4+3I=−460−460−442.
Dalla terza x3=0; dalla prima x1+x2+x3=0, quindi x1=−x2; la seconda 6x1+6x2=0 è la stessa. Con x2=1: V−3=⟨(−1,1,0)⟩.
Primo controllo (non basta).C è triangolare inferiore: i suoi autovalori sono gli elementi della diagonale, −1,−1,−3. Sono gli stessi di A−4, con le stesse molteplicità. Questo però non permette di concludere: matrici con gli stessi autovalori possono non essere simili.
Controllo decisivo: C è diagonalizzabile?C+I=01000000−2,rango=2,mg(−1)=3−2=1<2=ma(−1).
(Gli autovettori sono x1=0, x3=0, x2 libera: ⟨(0,1,0)⟩.) Quindi C non è diagonalizzabile.
Conclusione: non sono simili. Se lo fossero, rappresenterebbero la stessa funzione lineare in basi diverse; ma A−4 è diagonalizzabile (simile a D) e quindi anche C sarebbe simile a D, cioè diagonalizzabile. È falso. In altre parole: la dimensione degli autospazi è la stessa per matrici simili (se B=P−1AP, la moltiplicazione per P manda gli autovettori di B in quelli di A), e qui dimV−1 vale 2 per A−4 e 1 per C.
Errori comuni
Rispondere "sì, sono simili" perché hanno lo stesso polinomio caratteristico: è una condizione necessaria, non sufficiente.
Sbagliare il verso della disuguaglianza: gli autovalori sono reali per t≥−25/6, non per t≤.
Prendere due vettori proporzionali come base di V−1 (per esempio (−2,3,0) e (−4,6,0)).