Esercizio 107punto di minima distanza da una retta (appello 8/7/2025)
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Testo (2° appello dell'8 luglio 2025, esercizio 4). Nello spazio affine AR3 sono assegnati i punti A=(3,−1,0), B=(1,3,1) e la retta
r:{x+y−3z−7=0y−z−3=0
(a) Determinare il punto H∈r di minima distanza dal punto A.
(b) Determinare l'equazione cartesiana del piano π contenente i punti A, B e parallelo alla retta r.
(c) Determinare le equazioni parametriche della retta s passante per A, contenuta nel piano π e ortogonale alla retta passante per i punti A e B.
Un modo rapido: trovare due punti della retta. Con z=0: y=3 e x=7−y=4, punto R1=(4,3,0). Con z=1: y=4 e x=7−4+3=6, punto R2=(6,4,1). Direttore vr=R2−R1=(2,1,1):
r:X=(4+2t,3+t,t).
Controllo: (2,1,1) è ortogonale alle normali (1,1,−3) (2+1−3=0 ✓) e (0,1,−1) (1−1=0 ✓).
(a) Punto di r più vicino ad A
Il punto più vicino è il piede della perpendicolare: il vettore X−A deve essere ortogonale alla direzione della retta.
Controlli: H∈r (2+2+3−7=0 ✓, 2+1−3=0 ✓); A−H=(1,−3,1) e (1,−3,1)⋅(2,1,1)=2−3+1=0 ✓. La distanza è d(A,r)=∥(1,−3,1)∥=11.
Perché funziona. Per un qualsiasi altro punto X∈r, ∥X−A∥2=∥H−A∥2+∥X−H∥2 (Pitagora, perché X−H è parallelo a r e H−A è ortogonale a r): il minimo si ha per X=H.
(b) Piano per A e B parallelo a r
Il piano contiene la direzione AB=B−A=(−2,4,1) (passa per A e B) e la direzione vr=(2,1,1) (è parallelo a r). Normale:
π:3x+4y−10z=d, con d=3⋅3+4⋅(−1)−0=5 (passaggio per A):
π:3x+4y−10z−5=0.
Controlli: B: 3+12−10−5=0 ✓; n⋅vr=6+4−10=0 ✓ (parallelo a r). Inoltre r⊂π: R1=(4,3,0) dà 12+12−0−5=19=0, quindi r è parallela a π ma non contenuta.
(c) Retta s per A, in π, ortogonale ad AB
Il direttore vs deve essere ortogonale a n (per stare nel piano) e ad AB:
I numeri sono grandi ma il metodo è sicuro. In alternativa: vs è una combinazione aAB+bvr (le due direzioni di π) ortogonale ad AB: a∥AB∥2+b(AB⋅vr)=21a+b=0 (perché AB⋅vr=−4+4+1=1), quindi con a=1, b=−21: vs=(−2,4,1)−21(2,1,1)=(−44,−17,−20), lo stesso a meno del segno ✓.
Errori comuni
Imporre (X−A)⋅(X−A) minimo derivando: funziona, ma la condizione di ortogonalità porta allo stesso risultato con un'equazione di primo grado.
In (b) usare come seconda direzione una normale di r: serve il direttore vr.
In (c) prendere vs=n: la retta sarebbe perpendicolare al piano, non contenuta.