Una matrice è diagonalizzabile se e solo se ha tutti gli autovalori nel campo e, per ognuno, molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Se la seconda condizione fallisce, per esempio
A=(3−111),det(A−λI)=(3−λ)(1−λ)+1=(λ−2)2,
con A−2I=(1−11−1) di rango 1 (quindi un solo autovettore indipendente, mg=1<2=ma), non esiste una base di autovettori. Domanda: qual è la matrice "più semplice possibile" simile ad A?
Blocchi e matrici di Jordan
Definizione. Il blocco di Jordan di ordine k relativo a λ è la matrice k×kJk(λ)=λ1λ⋱⋱1λ
con λ sulla diagonale, 1 subito sopra la diagonale e 0 altrove. Una matrice di Jordan è una matrice diagonale a blocchi i cui blocchi sono blocchi di Jordan.
Esempi: J1(λ)=(λ); J2(2)=(2012); J3(0)=000100010. Una matrice diagonale è una matrice di Jordan con tutti i blocchi di ordine 1.
Che cosa fa un blocco sulla base. Se in una base {v1,…,vk} la matrice di f è Jk(λ), leggendo le colonne:
f(v1)=λv1,f(v2)=v1+λv2,…,f(vk)=vk−1+λvk,
cioè, con N=f−λid:
Nv1=0,Nv2=v1,…,Nvk=vk−1.
v1 è un autovettore; gli altri non lo sono, ma N li fa "scendere" uno sull'altro fino ad arrivare all'autovettore. Una sequenza così si chiama catena di Jordan, e i viautovettori generalizzati (vale Nivi=0).
Il teorema
Teorema (forma canonica di Jordan). Sia A∈Mn(K) con tutti gli autovalori in K (sempre vero per K=C). Allora A è simile a una matrice di Jordan J, unica a meno dell'ordine dei blocchi:
P−1AP=J.
Come si leggono i blocchi. Per ogni autovalore λ:
numero di blocchi relativi a λ = mg(λ) = dimKer(A−λI) (ogni blocco contiene esattamente un autovettore indipendente, il primo vettore della catena);
somma degli ordini dei blocchi relativi a λ = ma(λ) (sulla diagonale di J, λ compare ma volte);
ordini dei singoli blocchi: si ricavano dalle dimensioni di Ker(A−λI)j per j=1,2,…. Il numero di blocchi di ordine ≥j è dimKer(A−λI)j−dimKer(A−λI)j−1.
Fino a ordine 3 bastano le prime due regole:
ma(λ)
mg(λ)
blocchi di λ
1
1
J1
2
2
J1,J1 (parte diagonale)
2
1
J2
3
3
J1,J1,J1
3
2
J2,J1
3
1
J3
Da ordine 4 in poi possono servire le potenze: con ma=4 e mg=2 i blocchi possono essere J3,J1 oppure J2,J2.
A è diagonalizzabile esattamente quando tutti i blocchi hanno ordine 1, cioè mg=ma per ogni autovalore: è il criterio di diagonalizzabilità visto da un'altra angolazione.
Come si trova P
Per un blocco Jk(λ) serve una catena v1,…,vk con Nv1=0, Nvi=vi−1 (N=A−λI). Due modi:
dal basso: si sceglie v1 autovettore e si risolvono successivamente Nv2=v1, Nv3=v2, … (attenzione: non ogni autovettore va bene come v1 quando mg≥2, perché il sistema potrebbe non avere soluzione);
dall'alto (più sicuro): si sceglie vk∈KerNk ma vk∈/KerNk−1, e si pone vk−1=Nvk, vk−2=Nvk−1, …
Le colonne di P sono le catene, una dopo l'altra, ciascuna in ordine v1,v2,…,vk (prima l'autovettore).
Esempio 1: la matrice 2×2 di sopra
λ=2, ma=2, mg=1: un blocco J2(2).
Autovettore: (A−2I)x=0 dà x1+x2=0, quindi v1=(1,−1).
Secondo vettore: (A−2I)v2=v1, cioè x1+x2=1 (la seconda equazione, −x1−x2=−1, è la stessa): per esempio v2=(1,0).
P=(1−110),P−1AP=(2012).
Verifica senza invertire P: Av1=(3−1,−1−1)=(2,−2)=2v1 ✓ e Av2=(3,−1)=v1+2v2=(1+2,−1+0) ✓.
Forma di Jordan: un blocco J2(2) e un blocco J1(−4).
Per λ=2, N=A−2I=0−200−60100, KerN=⟨(3,−1,0)⟩. Si procede dall'alto: serve v2 con N2v2=0 ma Nv2=0. N2=012003600−20, quindi KerN2: 12x1+36x2−2x3=0. Si prende v2=(1,0,6) (soddisfa 12−12=0 e non sta in KerN). Allora v1=Nv2=(6,−2,0), che è un autovettore (multiplo di (3,−1,0)) ✓.
Per λ=−4: A+4I=6−20000106 dà x1=x3=0: u=(0,1,0).
Si scrive Jk(λ)=λI+N, con N la matrice con gli 1 sopra la diagonale. λI e N commutano e Nk=0 (N sposta ogni vettore di base "di un posto", dopo k passi non resta nulla). Allora la formula del binomio si tronca e, per l'esponenziale,