Esercizio 11domande teoriche su dimensione, somma e intersezione (lezione 27)
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Testo (domande 1 e 2: esempi di "domande teoriche d'esame" proposti dal prof nella lezione 27; domande 3 e 4 dello stesso tipo).
- In siano e due sottospazi con e . Che cosa si può dire della dimensione di ?
- È vero che, se , allora necessariamente ?
- In possono esistere due sottospazi di dimensione con intersezione ? E in ?
- In , se e , quanto vale ?
Teoria usata: Formula di Grassmann e somma direttaFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →, DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →, Intersezione, somma e sottospazio generatoL'intersezione di due sottospazi è un sottospazio, l'unione in generale no. Al suo posto si usa la somma U + W = {u + w}, il più piccolo sottospazio che contiene entrambi. Il sottospazio generato da un insieme S è l'insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S.Intersezione, somma e sottospazio generato →.
Lo strumento. In queste domande non si conoscono i vettori, solo le dimensioni: non c'è niente da calcolare, si ragiona con la formula di GrassmannFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →
e con due vincoli ovvi: un sottospazio contenuto in un altro ha dimensione minore o uguale (, , ).
1. con , in
Limite inferiore. è un sottospazio di , quindi . Per Grassmann:
L'intersezione non può essere : "direzioni" non stanno in uno spazio di dimensione senza sovrapporsi.
Limite superiore. , quindi .
Risposta: . Tutti e tre i valori sono possibili, a seconda di come sono scelti i sottospazi. Esempi con la base canonica , sempre con :
2. implica ?
No. Si guardano i casi possibili dalla domanda 1.
- succede esattamente quando : infatti con la stessa dimensione significa , cioè ogni vettore di sta in .
- Quindi se restano oppure :
- con : , e ;
- con : , e .
Il secondo caso è possibile (seconda riga della tabella: , ma ). L'affermazione è falsa: basta un controesempio.
3. Due sottospazi di dimensione con intersezione nulla
In : no. Per Grassmann . Geometricamente: due piani per l'origine di si tagliano almeno in una retta.
In : sì. Ora il vincolo è , e l'esempio , ha (un vettore comune avrebbe le prime due componenti nulle, perché sta in , e le ultime due nulle, perché sta in ). In questo caso . È lo stesso fenomeno dei due piani affini di che si incontrano in un solo punto (Esercizio 108 · un sottospazio affine di A4 (appello 1/2/2022)).
4. ,
Qui la dimensione della somma è nota (), e Grassmann dà direttamente
Come si affrontano queste domande
- Scrivere Grassmann con i numeri noti.
- Aggiungere i vincoli di contenimento: e (oltre a ).
- Per dire che un'affermazione è vera serve un ragionamento valido in tutti i casi; per dire che è falsa basta un esempio concreto (con i vettori della base canonica di solito è immediato).
Errori comuni
- Rispondere con un solo valore ("l'intersezione ha dimensione 1"): senza conoscere i sottospazi si può dare solo un intervallo.
- Dimenticare il vincolo , che è quello che dà il limite inferiore sull'intersezione.
- Giustificare un "falso" con un ragionamento generico invece che con un controesempio.