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Note per Studenti Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3

Esercizio 61diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3

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Testo (lezione 24, "l'esercizio standard"). Data A=(344−3−6−8379),A = \begin{pmatrix} 3 & 4 & 4 \\ -3 & -6 & -8 \\ 3 & 7 & 9 \end{pmatrix}, (a) stabilire se AA è diagonalizzabile; (b) trovare una matrice diagonale DD e una matrice invertibile SS tali che A=SDS−1A = S D S^{-1}.

Teoria: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.


1. Il polinomio caratteristico

A−λI=(3−λ44−3−6−λ−8379−λ).A - \lambda I = \begin{pmatrix} 3-\lambda & 4 & 4 \\ -3 & -6-\lambda & -8 \\ 3 & 7 & 9-\lambda \end{pmatrix}.

Quale metodo? La matrice non ha zeri, quindi lo sviluppo di Laplace costerebbe tre determinanti 2×22 \times 2 con λ\lambda dentro; Sarrus darebbe un polinomio di terzo grado sviluppato, da scomporre poi con Ruffini. Il prof sceglie una strategia mista: qualche operazione elementare per creare zeri (il determinante non cambiaSommare a una riga (o colonna) un multiplo di un'altra riga (o colonna) non cambia il determinante.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → se a una riga o colonna si somma un multiplo di un'altra), poi Laplace.

Primo zero. La seconda riga inizia con −3-3 e la terza con 33: sommandole si annulla il primo elemento. R3→R3+R2R_3 \to R_3 + R_2: R3=(3+(−3), 7+(−6−λ), (9−λ)+(−8))=(0, 1−λ, 1−λ).R_3 = (3 + (-3),\ 7 + (-6 - \lambda),\ (9 - \lambda) + (-8)) = (0,\ 1 - \lambda,\ 1 - \lambda).

Secondo zero. Nella nuova terza riga ci sono due elementi uguali, 1−λ1 - \lambda e 1−λ1 - \lambda. Sottraendo la seconda colonna dalla terza (C3→C3−C2C_3 \to C_3 - C_2) se ne annulla uno. Sul determinante si può lavorare anche per colonne (a differenza della risoluzione dei sistemi, dove si usano solo le righe): C3=(4−4−8−(−6−λ)(1−λ)−(1−λ))=(0λ−20).C_3 = \begin{pmatrix} 4 - 4 \\ -8 - (-6 - \lambda) \\ (1 - \lambda) - (1 - \lambda) \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 0 \\ \lambda - 2 \\ 0 \end{pmatrix}.

Si ottiene det⁡(A−λI)=det⁡(3−λ40−3−6−λλ−201−λ0).\det(A - \lambda I) = \det \begin{pmatrix} 3-\lambda & 4 & 0 \\ -3 & -6-\lambda & \lambda-2 \\ 0 & 1-\lambda & 0 \end{pmatrix}.

Laplace lungo la terza riga, che ha un solo elemento non nullo, 1−λ1 - \lambda in posizione (3,2)(3, 2). Il segno è (−1)3+2=−1(-1)^{3+2} = -1 (oppure, a scacchiera partendo da ++ in alto a sinistra: +−++ - +, −+−- + -, +−++ - +, la posizione (3,2)(3,2) ha −-). Si cancellano la riga 3 e la colonna 2: det⁡(A−λI)=−(1−λ)det⁡(3−λ0−3λ−2)=−(1−λ)(3−λ)(λ−2).\det(A - \lambda I) = -(1 - \lambda) \det \begin{pmatrix} 3 - \lambda & 0 \\ -3 & \lambda - 2 \end{pmatrix} = -(1 - \lambda)(3 - \lambda)(\lambda - 2). La 2×22 \times 2 è triangolare: il determinante è il prodotto della diagonale.

Il vantaggio: il polinomio esce già scomposto in fattori.

2. Autovalori e risposta alla domanda (a)

−(1−λ)(3−λ)(λ−2)=0  ⟺  λ=1,λ=3,λ=2.-(1 - \lambda)(3 - \lambda)(\lambda - 2) = 0 \iff \lambda = 1, \quad \lambda = 3, \quad \lambda = 2 . Controllo con la traccia: 1+3+2=6=3+(−6)+91 + 3 + 2 = 6 = 3 + (-6) + 9 ✓.

Tre autovalori reali distinti per una matrice 3×33 \times 3: ognuno ha almeno un autovettore, e autovettori di autovalori distinti sono indipendentiTeorema della lezione 24: si dimostra moltiplicando la combinazione lineare per A e sottraendo.Diagonalizzazione →. Tre vettori indipendenti in R3\mathbb{R}^3 sono una base: AA è diagonalizzabile, senza bisogno di calcolare gli autovettori. Servono solo per la domanda (b).

3. Autovettori

Per ogni autovalore si sostituisce il suo valore in A−λIA - \lambda I e si risolve il sistema omogeneo. Il sistema ha sempre infinite soluzioni (il determinante è nullo per costruzione): una riga è combinazione delle altre.

λ=1\lambda = 1. A−I=(244−3−7−8378).A - I = \begin{pmatrix} 2 & 4 & 4 \\ -3 & -7 & -8 \\ 3 & 7 & 8 \end{pmatrix}. La terza riga è l'opposta della seconda: restano due equazioni.

  • dalla prima, x1=−2x2−2x3x_1 = -2x_2 - 2x_3;
  • nella seconda: −3(−2x2−2x3)−7x2−8x3=−x2−2x3=0-3(-2x_2 - 2x_3) - 7x_2 - 8x_3 = -x_2 - 2x_3 = 0, quindi x2=−2x3x_2 = -2x_3;
  • allora x1=4x3−2x3=2x3x_1 = 4x_3 - 2x_3 = 2x_3.

x3x_3 è libera; con x3=1x_3 = 1: v1=(2,−2,1)v_1 = (2, -2, 1).

λ=3\lambda = 3. A−3I=(044−3−9−8376).A - 3I = \begin{pmatrix} 0 & 4 & 4 \\ -3 & -9 & -8 \\ 3 & 7 & 6 \end{pmatrix}.

  • dalla prima, x2=−x3x_2 = -x_3;
  • dalla terza: 3x1−7x3+6x3=03x_1 - 7x_3 + 6x_3 = 0, quindi x1=x33x_1 = \frac{x_3}{3};
  • la seconda è automaticamente vera: −x3+9x3−8x3=0-x_3 + 9x_3 - 8x_3 = 0 ✓.

Con x3=3x_3 = 3 (per evitare la frazione): v2=(1,−3,3)v_2 = (1, -3, 3).

λ=2\lambda = 2. A−2I=(144−3−8−8377).A - 2I = \begin{pmatrix} 1 & 4 & 4 \\ -3 & -8 & -8 \\ 3 & 7 & 7 \end{pmatrix}.

  • dalla prima, x1=−4x2−4x3x_1 = -4x_2 - 4x_3;
  • nella terza: 3(−4x2−4x3)+7x2+7x3=−5x2−5x3=03(-4x_2 - 4x_3) + 7x_2 + 7x_3 = -5x_2 - 5x_3 = 0, quindi x2=−x3x_2 = -x_3;
  • allora x1=4x3−4x3=0x_1 = 4x_3 - 4x_3 = 0.

Con x3=1x_3 = 1: v3=(0,−1,1)v_3 = (0, -1, 1).

4. Le matrici DD e SS

L'ordine degli autovalori in DD è libero, ma la colonna jj di SS deve essere l'autovettore dell'autovalore in posizione jj di DD. Con l'ordine 1,3,21, 3, 2 usato a lezione: D=(100030002),S=(210−2−3−1131).D = \begin{pmatrix} 1 & 0 & 0 \\ 0 & 3 & 0 \\ 0 & 0 & 2 \end{pmatrix}, \qquad S = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 0 \\ -2 & -3 & -1 \\ 1 & 3 & 1 \end{pmatrix}.

Verifica senza invertire SS: basta controllare AS=SDAS = SD. AS=(6−8+43−12+120−4+4−6+12−8−3+18−240+6−86−14+93−21+270−7+9)=(230−2−9−2192),AS = \begin{pmatrix} 6 - 8 + 4 & 3 - 12 + 12 & 0 - 4 + 4 \\ -6 + 12 - 8 & -3 + 18 - 24 & 0 + 6 - 8 \\ 6 - 14 + 9 & 3 - 21 + 27 & 0 - 7 + 9 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 2 & 3 & 0 \\ -2 & -9 & -2 \\ 1 & 9 & 2 \end{pmatrix}, SD=(2⋅11⋅30⋅2−2⋅1−3⋅3−1⋅21⋅13⋅31⋅2)=(230−2−9−2192) ✓.SD = \begin{pmatrix} 2 \cdot 1 & 1 \cdot 3 & 0 \cdot 2 \\ -2 \cdot 1 & -3 \cdot 3 & -1 \cdot 2 \\ 1 \cdot 1 & 3 \cdot 3 & 1 \cdot 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 2 & 3 & 0 \\ -2 & -9 & -2 \\ 1 & 9 & 2 \end{pmatrix} \ ✓ . (SDSD moltiplica ogni colonna di SS per l'autovalore corrispondente.) Poiché det⁡S=1≠0\det S = 1 \ne 0, SS è invertibile e A=SDS−1A = S D S^{-1}.

Errori comuni

  • Applicare Sarrus e poi bloccarsi nella scomposizione del polinomio di terzo grado.
  • Sbagliare il segno di Laplace nella posizione (3,2)(3, 2).
  • Scrivere D=diag⁡(1,2,3)D = \operatorname{diag}(1, 2, 3) e lasciare in SS le colonne nell'ordine v1,v2,v3v_1, v_2, v_3 trovato per 1,3,21, 3, 2: le colonne vanno permutate insieme agli autovalori.

Lezioni in cui compare

Teoria collegata