Esercizio 61diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3
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Testo (lezione 24, "l'esercizio standard"). Data
A=3−334−674−89,
(a) stabilire se A è diagonalizzabile; (b) trovare una matrice diagonale D e una matrice invertibile S tali che A=SDS−1.
Primo zero. La seconda riga inizia con −3 e la terza con 3: sommandole si annulla il primo elemento. R3→R3+R2:
R3=(3+(−3),7+(−6−λ),(9−λ)+(−8))=(0,1−λ,1−λ).
Secondo zero. Nella nuova terza riga ci sono due elementi uguali, 1−λ e 1−λ. Sottraendo la seconda colonna dalla terza (C3→C3−C2) se ne annulla uno. Sul determinante si può lavorare anche per colonne (a differenza della risoluzione dei sistemi, dove si usano solo le righe):
C3=4−4−8−(−6−λ)(1−λ)−(1−λ)=0λ−20.
Si ottiene
det(A−λI)=det3−λ−304−6−λ1−λ0λ−20.
Laplace lungo la terza riga, che ha un solo elemento non nullo, 1−λ in posizione (3,2). Il segno è (−1)3+2=−1 (oppure, a scacchiera partendo da + in alto a sinistra: +−+, −+−, +−+, la posizione (3,2) ha −). Si cancellano la riga 3 e la colonna 2:
det(A−λI)=−(1−λ)det(3−λ−30λ−2)=−(1−λ)(3−λ)(λ−2).
La 2×2 è triangolare: il determinante è il prodotto della diagonale.
Il vantaggio: il polinomio esce già scomposto in fattori.
2. Autovalori e risposta alla domanda (a)
−(1−λ)(3−λ)(λ−2)=0⟺λ=1,λ=3,λ=2.
Controllo con la traccia: 1+3+2=6=3+(−6)+9 ✓.
Per ogni autovalore si sostituisce il suo valore in A−λI e si risolve il sistema omogeneo. Il sistema ha sempre infinite soluzioni (il determinante è nullo per costruzione): una riga è combinazione delle altre.
λ=1.A−I=2−334−774−88.
La terza riga è l'opposta della seconda: restano due equazioni.
dalla prima, x1=−2x2−2x3;
nella seconda: −3(−2x2−2x3)−7x2−8x3=−x2−2x3=0, quindi x2=−2x3;
allora x1=4x3−2x3=2x3.
x3 è libera; con x3=1: v1=(2,−2,1).
λ=3.A−3I=0−334−974−86.
dalla prima, x2=−x3;
dalla terza: 3x1−7x3+6x3=0, quindi x1=3x3;
la seconda è automaticamente vera: −x3+9x3−8x3=0 ✓.
Con x3=3 (per evitare la frazione): v2=(1,−3,3).
λ=2.A−2I=1−334−874−87.
dalla prima, x1=−4x2−4x3;
nella terza: 3(−4x2−4x3)+7x2+7x3=−5x2−5x3=0, quindi x2=−x3;
allora x1=4x3−4x3=0.
Con x3=1: v3=(0,−1,1).
4. Le matrici D e S
L'ordine degli autovalori in D è libero, ma la colonna j di S deve essere l'autovettore dell'autovalore in posizione j di D. Con l'ordine 1,3,2 usato a lezione:
D=100030002,S=2−211−330−11.
Verifica senza invertire S: basta controllare AS=SD.
AS=6−8+4−6+12−86−14+93−12+12−3+18−243−21+270−4+40+6−80−7+9=2−213−990−22,SD=2⋅1−2⋅11⋅11⋅3−3⋅33⋅30⋅2−1⋅21⋅2=2−213−990−22✓.
(SD moltiplica ogni colonna di S per l'autovalore corrispondente.) Poiché detS=1=0, S è invertibile e A=SDS−1.
Errori comuni
Applicare Sarrus e poi bloccarsi nella scomposizione del polinomio di terzo grado.
Sbagliare il segno di Laplace nella posizione (3,2).
Scrivere D=diag(1,2,3) e lasciare in S le colonne nell'ordine v1,v2,v3 trovato per 1,3,2: le colonne vanno permutate insieme agli autovalori.