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Note per Studenti Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polari

Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polari

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Lezione 2 di analisi, Unità 3-4. Prerequisiti: Limiti e continuità in più variabiliIl limite di f : D ⊆ Rⁿ → R in un punto di accumulazione p si definisce come in una variabile, con la norma: ∀ε ∃δ, 0 < |x − p| ≤ δ, x ∈ D ⇒ |f(x) − ℓ| ≤ ε. Valgono permanenza del segno, algebra dei limiti e carabinieri. f è continua in p se il limite è f(p): polinomi e composizioni di funzioni continue lo sono. Con f continua, {f < c} è aperto e {f ≤ c} è chiuso. Gli sviluppi asintotici di una variabile si usano se l'argomento tende a 0 (es. sin(x³y) ~ x³y).Limiti e continuità in più variabili →.

Davanti a un limite in due variabili che non si risolve sostituendo, la strategia è:

  1. calcolare il limite su qualche restrizione semplice (assi, rette, parabole) per farsi un'idea del candidato ℓ\ell;
  2. se si trovano due valori diversi, il limite non esiste e si è finito;
  3. se tutte le restrizioni danno lo stesso ℓ\ell, non basta: bisogna dimostrare che il limite è ℓ\ell con una stima uniforme, le coordinate polari o l'incollamento.

Limiti sulle restrizioni

Proposizione. Sia f:D→Rf : D \to \mathbb{R}, E⊆DE \subseteq D e pp di accumulazione per EE. Se lim⁡x→p, x∈Df(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in D}f(x) = \ell (finito o infinito), allora anche lim⁡x→p, x∈Ef(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in E}f(x) = \ell.

Perché. Se f(x)f(x) è vicino a ℓ\ell per tutti gli x∈Dx \in D vicini a pp, lo è in particolare per gli xx del sottoinsieme EE: lo stesso δ\delta della definizione funziona.

Conseguenze:

  1. se su due restrizioni si trovano limiti diversi, il limite di ff non esiste;
  2. se si sa già che il limite esiste, il suo valore si può calcolare su una restrizione comoda.

Le restrizioni più usate per un punto p=(p1,p2)p = (p_1, p_2):

  • le rette y−p2=m(x−p1)y - p_2 = m(x - p_1), al variare di mm (più la retta verticale x=p1x = p_1);
  • le semirette in coordinate polari x=p1+ρcos⁡tx = p_1 + \rho\cos t, y=p2+ρsin⁡ty = p_2 + \rho\sin t: con tt fisso e ρ→0+\rho \to 0^+ si arriva a pp lungo la direzione (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t, \sin t);
  • le parabole y−p2=k(x−p1)2y - p_2 = k(x - p_1)^2 o altre curve adattate alla funzione.

Esempio 1: xyx2+y2\dfrac{xy}{x^2 + y^2} in (0,0)(0, 0)

Sulla retta y=mxy = mx (con x≠0x \ne 0): f(x,mx)=mx2x2+m2x2=m1+m2f(x, mx) = \frac{m x^2}{x^2 + m^2x^2} = \frac{m}{1 + m^2} costante, ma dipende da mm: per m=0m = 0 vale 00, per m=1m = 1 vale 12\frac12. Due restrizioni con limiti diversi: il limite non esiste. In coordinate polari f=cos⁡tsin⁡t=12sin⁡2tf = \cos t\sin t = \frac12\sin 2t: la funzione è costante su ogni semiretta, con un valore diverso per ogni direzione.

Esempio 2: x2yx4+y2\dfrac{x^2y}{x^4 + y^2} in (0,0)(0, 0), dove le rette non bastano

Sulle rette y=mxy = mx con m≠0m \ne 0: f(x,mx)=mx3x4+m2x2=mxx2+m2→x→00f(x, mx) = \frac{m x^3}{x^4 + m^2x^2} = \frac{m x}{x^2 + m^2} \xrightarrow[x \to 0]{} 0 e sugli assi f=0f = 0. Il limite vale 00 su ogni retta. Ma sulla parabola y=x2y = x^2: f(x,x2)=x4x4+x4=12f(x, x^2) = \frac{x^4}{x^4 + x^4} = \frac12 Quindi il limite non esiste. Perché proprio la parabola: al denominatore x4x^4 e y2y^2 sono "dello stesso ordine" quando y≈x2y \approx x^2; è lì che numeratore e denominatore si bilanciano.

Grafico interattivo: x²y/(x⁴+y²) lungo la retta y = x: vale x/(x²+1) → 0; lungo la parabola y = x² vale sempre 1/2

Esempio 3: limite uguale su ogni retta, ma che non esiste

f(x,y)={1se x2≤y≤2x20altrimentif(x, y) = \begin{cases} 1 & \text{se } x^2 \le y \le 2x^2 \\ 0 & \text{altrimenti} \end{cases} La regione in cui f=1f = 1 è la "lama" tra le parabole y=x2y = x^2 e y=2x2y = 2x^2. Ogni retta per l'origine, abbastanza vicino all'origine, esce dalla lama: per y=mxy = mx con m>0m > 0 servirebbe x2≤mx≤2x2x^2 \le mx \le 2x^2, cioè m2≤x≤m\frac m2 \le x \le m, che non contiene gli xx piccoli; per m≤0m \le 0 o per l'asse yy si verifica allo stesso modo. Quindi su ogni retta il limite è 00. Ma sulla parabola y=32x2y = \frac32x^2, che sta dentro la lama, f=1f = 1. Il limite non esiste.

Dimostrare che il limite esiste: le stime uniformi

Proposizione (stime uniformi). Se per ogni x∈D∖{p}x \in D \setminus \{p\} ∣f(x)−ℓ∣≤h(x)conlim⁡x→ph(x)=0|f(x) - \ell| \le h(x) \qquad \text{con} \quad \lim_{x \to p}h(x) = 0 allora lim⁡x→pf(x)=ℓ\lim_{x \to p}f(x) = \ell.

È il teorema dei carabinieri con −h≤f−ℓ≤h-h \le f - \ell \le h. L'arte sta nel trovare una hh semplice, di solito una funzione della sola distanza ∣x−p∣|x - p|.

Stime utili (con r=x2+y2r = \sqrt{x^2 + y^2}):

  • ∣x∣≤r|x| \le r e ∣y∣≤r|y| \le r (una componente non supera la norma);
  • ∣xy∣≤12(x2+y2)=r22|xy| \le \frac12(x^2 + y^2) = \frac{r^2}{2}, perché 0≤(∣x∣−∣y∣)2=x2−2∣xy∣+y20 \le (|x| - |y|)^2 = x^2 - 2|xy| + y^2;
  • x2x2+y2≤1\frac{x^2}{x^2 + y^2} \le 1 e y2x4+y2≤1\frac{y^2}{x^4 + y^2} \le 1 (un pezzo del denominatore non supera il denominatore intero).

Esempio. lim⁡(x,y)→(0,0)x2yx2+y2=0\displaystyle\lim_{(x,y) \to (0,0)}\frac{x^2y}{x^2 + y^2} = 0, perché ∣x2yx2+y2∣=x2x2+y2⏟≤1 ∣y∣≤∣y∣→0\left|\frac{x^2y}{x^2 + y^2}\right| = \underbrace{\frac{x^2}{x^2 + y^2}}_{\le 1}\,|y| \le |y| \to 0

Dimostrare che il limite esiste: le coordinate polari

Si scrive x=p1+ρcos⁡tx = p_1 + \rho\cos t, y=p2+ρsin⁡ty = p_2 + \rho\sin t, con ρ=∣(x,y)−p∣>0\rho = |(x, y) - p| > 0 e t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi].

Attenzione. Non basta che lim⁡ρ→0+f(p1+ρcos⁡t,p2+ρsin⁡t)=ℓ\lim_{\rho \to 0^+}f(p_1 + \rho\cos t, p_2 + \rho\sin t) = \ell per ogni tt fissato: questo è il limite su ogni semiretta, e l'esempio 2 mostra che non basta. Serve una uniformità in tt:

Corollario. Sia ff definita in B(p,r]∖{p}B(p, r] \setminus \{p\}. Se per ogni ρ∈ ]0,r]\rho \in\, ]0, r] e ogni tt ∣f(p1+ρcos⁡t, p2+ρsin⁡t)−ℓ∣≤h(ρ)conlim⁡ρ→0+h(ρ)=0|f(p_1 + \rho\cos t,\ p_2 + \rho\sin t) - \ell| \le h(\rho) \qquad \text{con} \quad \lim_{\rho \to 0^+}h(\rho) = 0 allora lim⁡(x,y)→pf(x,y)=ℓ\lim_{(x, y) \to p}f(x, y) = \ell.

La chiave è che hh dipende solo da ρ\rho, non da tt: allora ∣f−ℓ∣≤h(∣x−p∣)|f - \ell| \le h(|x - p|) ed è una stima uniforme.

Esempio del prof. x2yx2+y2\displaystyle\frac{x^2y}{x^2 + y^2} in (0,0)(0, 0): in polari ρ2cos⁡2t⋅ρsin⁡tρ2=ρcos⁡2tsin⁡t,∣ρcos⁡2tsin⁡t∣≤ρ=h(ρ)→0\frac{\rho^2\cos^2 t\cdot\rho\sin t}{\rho^2} = \rho\cos^2 t\sin t, \qquad |\rho\cos^2 t\sin t| \le \rho = h(\rho) \to 0 (perché ∣cos⁡t∣≤1|\cos t| \le 1 e ∣sin⁡t∣≤1|\sin t| \le 1). Il limite è 00.

Controesempio all'uso ingenuo (l'esempio 2 in polari): x2yx4+y2=ρcos⁡2tsin⁡tρ2cos⁡4t+sin⁡2t\frac{x^2y}{x^4 + y^2} = \frac{\rho\cos^2 t\sin t}{\rho^2\cos^4 t + \sin^2 t}. Per ogni tt fissato con sin⁡t≠0\sin t \ne 0 tende a 00 per ρ→0\rho \to 0, ma non c'è una stima uniforme: quando sin⁡t\sin t è piccolo come ρ\rho, il denominatore è piccolo come ρ2\rho^2 e la frazione non è piccola.

Dimostrare che il limite esiste: l'incollamento

Proposizione (incollamento). Se D=D1∪⋯∪DmD = D_1 \cup \dots \cup D_m, pp è di accumulazione per ogni DiD_i e il limite di ff ristretta a ogni DiD_i vale lo stesso ℓ\ell, allora lim⁡x→p, x∈Df(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in D}f(x) = \ell.

Si usa per le funzioni definite "a pezzi". Esempio del prof: f(x,y)={x2yse x≤y≤2x (D1)sin⁡(xy)altrimenti (D2)f(x, y) = \begin{cases} x^2y & \text{se } x \le y \le 2x\ (D_1) \\ \sin(xy) & \text{altrimenti } (D_2) \end{cases} Su D1D_1 il limite in (0,0)(0,0) è 00 (polinomio continuo che vale 00 nell'origine); su D2D_2 è sin⁡0=0\sin 0 = 0 (funzione continua). I due pezzi ricoprono il piano, quindi lim⁡(x,y)→(0,0)f=0\lim_{(x,y) \to (0,0)}f = 0.

Schema riassuntivo

Situazione Strumento
funzione continua nel punto sostituire
argomento che tende a 00 dentro sin⁡\sin, eu−1e^u - 1, log⁡(1+u)\log(1 + u), … asintotici di una variabile
sospetto che il limite non esista due restrizioni con limiti diversi (rette, poi parabole adattate ai gradi)
sospetto limite ℓ\ell stima ∣f−ℓ∣≤h\lvert f - \ell\rvert \le h con h→0h \to 0; in polari h=h(ρ)h = h(\rho) senza tt
funzione a pezzi incollamento

Esercizi svolti: Esercizio 12 · limiti con stime uniformi e coordinate polari, Esercizio 13 · asintotici, stime e restrizioni su parabole, Esercizio 14 · un limite infinito e i cerchi di Apollonio.

Errori comuni

  • Concludere che il limite esiste perché vale ℓ\ell su tutte le rette.
  • In polari, dimenticare che la stima deve essere indipendente da tt: "ρ⋅g(t)→0\rho\cdot g(t) \to 0" va bene solo se gg è limitata.
  • Dimenticare il modulo nelle stime: si stima ∣f−ℓ∣|f - \ell|, non f−ℓf - \ell.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata