Davanti a un limite in due variabili che non si risolve sostituendo, la strategia è:
calcolare il limite su qualche restrizione semplice (assi, rette, parabole) per farsi un'idea del candidato ℓ;
se si trovano due valori diversi, il limite non esiste e si è finito;
se tutte le restrizioni danno lo stesso ℓ, non basta: bisogna dimostrare che il limite è ℓ con una stima uniforme, le coordinate polari o l'incollamento.
Limiti sulle restrizioni
Proposizione. Sia f:D→R, E⊆D e p di accumulazione per E. Se limx→p,x∈Df(x)=ℓ (finito o infinito), allora anche limx→p,x∈Ef(x)=ℓ.
Perché. Se f(x) è vicino a ℓ per tutti gli x∈D vicini a p, lo è in particolare per gli x del sottoinsieme E: lo stesso δ della definizione funziona.
Conseguenze:
se su due restrizioni si trovano limiti diversi, il limite di fnon esiste;
se si sa già che il limite esiste, il suo valore si può calcolare su una restrizione comoda.
Le restrizioni più usate per un punto p=(p1,p2):
le rettey−p2=m(x−p1), al variare di m (più la retta verticale x=p1);
le semirette in coordinate polari x=p1+ρcost, y=p2+ρsint: con t fisso e ρ→0+ si arriva a p lungo la direzione (cost,sint);
le paraboley−p2=k(x−p1)2 o altre curve adattate alla funzione.
Esempio 1: x2+y2xy in (0,0)
Sulla retta y=mx (con x=0):
f(x,mx)=x2+m2x2mx2=1+m2m
costante, ma dipende da m: per m=0 vale 0, per m=1 vale 21. Due restrizioni con limiti diversi: il limite non esiste. In coordinate polari f=costsint=21sin2t: la funzione è costante su ogni semiretta, con un valore diverso per ogni direzione.
Esempio 2: x4+y2x2y in (0,0), dove le rette non bastano
Sulle rette y=mx con m=0:
f(x,mx)=x4+m2x2mx3=x2+m2mxx→00
e sugli assi f=0. Il limite vale 0 su ogni retta. Ma sulla parabola y=x2:
f(x,x2)=x4+x4x4=21
Quindi il limite non esiste. Perché proprio la parabola: al denominatore x4 e y2 sono "dello stesso ordine" quando y≈x2; è lì che numeratore e denominatore si bilanciano.
Grafico interattivo: x²y/(x⁴+y²) lungo la retta y = x: vale x/(x²+1) → 0; lungo la parabola y = x² vale sempre 1/2
Esempio 3: limite uguale su ogni retta, ma che non esiste
f(x,y)={10se x2≤y≤2x2altrimenti
La regione in cui f=1 è la "lama" tra le parabole y=x2 e y=2x2. Ogni retta per l'origine, abbastanza vicino all'origine, esce dalla lama: per y=mx con m>0 servirebbe x2≤mx≤2x2, cioè 2m≤x≤m, che non contiene gli x piccoli; per m≤0 o per l'asse y si verifica allo stesso modo. Quindi su ogni retta il limite è 0. Ma sulla parabola y=23x2, che sta dentro la lama, f=1. Il limite non esiste.
Dimostrare che il limite esiste: le stime uniformi
Proposizione (stime uniformi). Se per ogni x∈D∖{p}∣f(x)−ℓ∣≤h(x)conx→plimh(x)=0
allora limx→pf(x)=ℓ.
È il teorema dei carabinieri con −h≤f−ℓ≤h. L'arte sta nel trovare una h semplice, di solito una funzione della sola distanza ∣x−p∣.
Stime utili (con r=x2+y2):
∣x∣≤r e ∣y∣≤r (una componente non supera la norma);
∣xy∣≤21(x2+y2)=2r2, perché 0≤(∣x∣−∣y∣)2=x2−2∣xy∣+y2;
x2+y2x2≤1 e x4+y2y2≤1 (un pezzo del denominatore non supera il denominatore intero).
Esempio.(x,y)→(0,0)limx2+y2x2y=0, perché
x2+y2x2y=≤1x2+y2x2∣y∣≤∣y∣→0
Dimostrare che il limite esiste: le coordinate polari
Si scrive x=p1+ρcost, y=p2+ρsint, con ρ=∣(x,y)−p∣>0 e t∈[0,2π].
Attenzione. Non basta che limρ→0+f(p1+ρcost,p2+ρsint)=ℓ per ogni t fissato: questo è il limite su ogni semiretta, e l'esempio 2 mostra che non basta. Serve una uniformità in t:
Corollario. Sia f definita in B(p,r]∖{p}. Se per ogni ρ∈]0,r] e ogni t∣f(p1+ρcost,p2+ρsint)−ℓ∣≤h(ρ)conρ→0+limh(ρ)=0
allora lim(x,y)→pf(x,y)=ℓ.
La chiave è che h dipende solo da ρ, non da t: allora ∣f−ℓ∣≤h(∣x−p∣) ed è una stima uniforme.
Esempio del prof.x2+y2x2y in (0,0): in polari
ρ2ρ2cos2t⋅ρsint=ρcos2tsint,∣ρcos2tsint∣≤ρ=h(ρ)→0
(perché ∣cost∣≤1 e ∣sint∣≤1). Il limite è 0.
Controesempio all'uso ingenuo (l'esempio 2 in polari): x4+y2x2y=ρ2cos4t+sin2tρcos2tsint. Per ogni t fissato con sint=0 tende a 0 per ρ→0, ma non c'è una stima uniforme: quando sint è piccolo come ρ, il denominatore è piccolo come ρ2 e la frazione non è piccola.
Dimostrare che il limite esiste: l'incollamento
Proposizione (incollamento). Se D=D1∪⋯∪Dm, p è di accumulazione per ogni Di e il limite di f ristretta a ogni Di vale lo stessoℓ, allora limx→p,x∈Df(x)=ℓ.
Si usa per le funzioni definite "a pezzi". Esempio del prof:f(x,y)={x2ysin(xy)se x≤y≤2x(D1)altrimenti (D2)
Su D1 il limite in (0,0) è 0 (polinomio continuo che vale 0 nell'origine); su D2 è sin0=0 (funzione continua). I due pezzi ricoprono il piano, quindi lim(x,y)→(0,0)f=0.
Schema riassuntivo
Situazione
Strumento
funzione continua nel punto
sostituire
argomento che tende a 0 dentro sin, eu−1, log(1+u), …
asintotici di una variabile
sospetto che il limite non esista
due restrizioni con limiti diversi (rette, poi parabole adattate ai gradi)