Disuguaglianza di Chebyshev e legge dei grandi numeri
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Lezione 10 di probabilità. Prerequisiti: Varianza e covarianza di variabili discreteVar[X] = E[(X − μ)²] = E[X²] − μ² misura la dispersione attorno alla media μ = E[X]; σ = √Var è la deviazione standard. Var[aX + b] = a² Var[X]; la normalizzata (X − μ)/σ ha media 0 e varianza 1. Varianze notevoli: Be(p) → p(1−p), B(n,p) → np(1−p), Po(λ) → λ, Ge(p) → (1−p)/p². Cov[X,Y] = E[XY] − E[X]E[Y]; variabili indipendenti hanno covarianza nulla, ma non vale il viceversa (X uniforme su {−1,0,1} e X²). Var[X + Y] = Var X + Var Y + 2 Cov[X,Y]: per indipendenti le varianze si sommano.Varianza e covarianza di variabili discrete →, Valore atteso e varianza di variabili continuePer X continua con densità fₓ: E[X] = ∫ x fₓ(x) dx (se |x| fₓ è integrabile in senso generalizzato), il baricentro della densità; E[g(X)] = ∫ g(x) fₓ(x) dx; Var[X] = E[X²] − E[X]². Valgono monotonia, linearità, Var[aX + b] = a² Var X, e Var[X + Y] = Var X + Var Y per indipendenti. U(a,b): media (a+b)/2, varianza (b−a)²/12. Exp(λ): media 1/λ, varianza 1/λ² (deviazione standard = media); la mediana ln2/λ è minore della media.Valore atteso e varianza di variabili continue →, Teorema centrale del limite e correzione di continuitàSe X₁, X₂, … sono i.i.d. con media μ e varianza σ², la somma standardizzata (X₁ + ⋯ + Xₙ − nμ)/√(nσ²) tende in distribuzione a N(0,1): P(Sₙ ≤ a) ≈ Φ((a − nμ)/√(nσ²)) per n grande, qualunque sia la legge delle Xᵢ (servono indipendenza e stessa legge). Per la media campionaria: media μ, varianza σ²/n. Casi particolari: B(n,p) ≈ N(np, np(1−p)) per n grande; Po(λ) ≈ N(λ, λ) per λ ≥ 50. Per variabili a valori interi si usa la correzione di continuità: P(X ≤ k) ≈ P(Y ≤ k + 0.5), P(X = k) ≈ P(k − 0.5 ≤ Y ≤ k + 0.5).Teorema centrale del limite e correzione di continuità →.
La domanda di partenza
Come si stima la probabilità che una moneta dia testa? L'idea naturale è lanciarla volte e calcolare la frequenza sperando che si "stabilizzi" per grande. Ma esiste davvero il limite? All'inizio del corso la definizione assiomaticaUna probabilità su Ω è P : eventi → [0,1] con P(∅) = 0, P(Ω) = 1 e σ-additività: P(⋃Aᵢ) = Σ P(Aᵢ) per eventi a due a due disgiunti (anche infiniti numerabili). Ne seguono additività finita, monotonia (E ⊆ F ⇒ P(E) ≤ P(F)), P(F∖E) = P(F) − P(E) e inclusione-esclusione. Esempi: pesi pₖ ≥ 0 con Σpₖ = 1 su spazi finiti o numerabili; la lunghezza su [0,1] e l'area sul quadrato; infiniti lanci di moneta. Continuità: per eventi crescenti P(⋃Eᵢ) = lim P(Eᵢ), per decrescenti P(⋂Eᵢ) = lim P(Eᵢ).Definizione assiomatica e continuità della probabilità → ha evitato la questione; ora la si risolve come teorema. Con se il lancio dà testa ( indipendenti), la frequenza è la media campionaria
La disuguaglianza di Markov
Proposizione (Markov). Se ha valore atteso finito, per ogni :
Dimostrazione. Sia l'indicatrice dell'evento. Siccome , vale (se il secondo membro è , altrimenti è ). Per la monotonia del valore atteso: ∎.
Significato: una variabile positiva non può assumere spesso valori molto più grandi della sua media. Per esempio, se lo stipendio medio è euro, al più un quarto delle persone guadagna almeno euro.
La disuguaglianza di Chebyshev
Proposizione (Chebyshev). Se ha media e varianza finita, per ogni :
Dimostrazione. Si applica Markov alla variabile positiva con : ∎.
Con : . Per qualsiasi legge una variabile sta entro due deviazioni standard dalla media almeno nel dei casi, entro tre almeno nell'. Per una gaussiana le percentuali vere sono e : Chebyshev è una stima grossolana, ma vale sempre, anche quando non si conosce la legge.
La legge dei grandi numeri
Legge debole dei grandi numeri. Siano i.i.d. con media e varianza finita. Per ogni :
Dimostrazione. e (per l'indipendenza); si applica Chebyshev ∎.
Legge forte dei grandi numeri. Siano i.i.d. con . Allora
Significato: per ogni esito (una sequenza infinita di lanci) la successione numerica può avere limite oppure no; l'insieme degli per cui il limite esiste e vale ha probabilità . Esempio del prof: in lanci indipendenti di una moneta con , con probabilità la frequenza delle teste converge a . Sequenze "anomale" (come "sempre testa") esistono, ma hanno probabilità .
Legge dei grandi numeri e TCL. La legge dei grandi numeri dice che ; il TCLSe X₁, X₂, … sono i.i.d. con media μ e varianza σ², la somma standardizzata (X₁ + ⋯ + Xₙ − nμ)/√(nσ²) tende in distribuzione a N(0,1): P(Sₙ ≤ a) ≈ Φ((a − nμ)/√(nσ²)) per n grande, qualunque sia la legge delle Xᵢ (servono indipendenza e stessa legge). Per la media campionaria: media μ, varianza σ²/n. Casi particolari: B(n,p) ≈ N(np, np(1−p)) per n grande; Po(λ) ≈ N(λ, λ) per λ ≥ 50. Per variabili a valori interi si usa la correzione di continuità: P(X ≤ k) ≈ P(Y ≤ k + 0.5), P(X = k) ≈ P(k − 0.5 ≤ Y ≤ k + 0.5).Teorema centrale del limite e correzione di continuità → dice quanto velocemente: le fluttuazioni di attorno a sono dell'ordine di e hanno forma gaussiana. Per stimare con un errore di servono quindi migliaia di lanci (vedi l'esercizio).
Esercizi: Esercizio 61 · Markov, Chebyshev e stima di una frequenza.
Errori comuni
- Applicare Markov a variabili che possono essere negative.
- Confondere la stima di Chebyshev con il valore esatto: è solo una maggiorazione.
- Interpretare la legge dei grandi numeri come "compensazione": dopo molte teste la croce non diventa più probabile (i lanci sono indipendenti); è la media che si stabilizza, perché i primi lanci pesano sempre meno.