Per ρ≥0 e t∈[0,2π] si pone
φ(ρ,t):=(ρcost,ρsint)ρ è la distanza dall'origine, t l'angolo con il semiasse positivo delle x. La jacobiana è
φ′(ρ,t)=(costsint−ρsintρcost),∣detφ′(ρ,t)∣=ρcos2t+ρsin2t=ρ
Perché proprio ρ: il "rettangolino polare" [ρ,ρ+Δρ]×[t,t+Δt] corrisponde a un pezzo di corona circolare con lato radiale Δρ e lato ad arco ρΔt (un arco di angolo Δt a distanza ρ), quindi di area ≈ρΔρΔt. Lontano dall'origine i rettangolini polari sono più grandi.
Teorema (coordinate polari). Sia D limitato e E=φ−1(D)={(ρ,t)∈[0,+∞[×[0,2π]:(ρcost,ρsint)∈D}. Allora f è integrabile su D se e solo se f(ρcost,ρsint)ρ lo è su E, e
∫Df(x,y)dxdy=∫Ef(ρcost,ρsint)ρdρdt
(Il cambio non è biiettivo sull'origine e sulla semiretta t=0≡2π, ma sono insiemi di area nulla e non contano.)
Quando conviene: quando il dominio è un disco, una corona, un settore, o comunque descritto bene da distanza e angolo; quando la funzione dipende da x2+y2 (che diventa ρ2).
Descrivere un dominio in coordinate polari
Si traducono le condizioni che definiscono D usando x2+y2=ρ2, x=ρcost, y=ρsint.
Dominio
In polari
disco x2+y2≤R2
0≤ρ≤R, t∈[0,2π]
corona r12≤x2+y2≤r22
r1≤ρ≤r2, t∈[0,2π]
semidisco superiore (y≥0)
0≤ρ≤R, t∈[0,π]
settore 0≤y≤x
t∈[0,4π]
y≥∣x∣
t∈[4π,43π]
y≥x
t∈[4π,45π]
Area del disco.Area(B(0,R])=∫02π∫0Rρdρdt=2π⋅2R2=πR2.
Esempio del prof. Area di D={(x2+y2)2≤8xy,x≥0,y≥0}. In polari: ρ4≤8ρ2costsint=4ρ2sin2t, cioè (per ρ>0) ρ2≤4sin2t, con t∈[0,2π] (primo quadrante, dove sin2t≥0). Quindi E={t∈[0,2π],0≤ρ≤2sin2t} e
Area(D)=∫0π/2∫02sin2tρdρdt=∫0π/224sin2tdt=[−cos2t]0π/2=2
È un "petalo" della lemniscata.
L'area di una regione "a stella" in coordinate polari
Se ρ:[a,b]→[0,+∞[ è continua e D={(ρ,t):t∈[a,b],0≤ρ≤ρ(t)} (la regione spazzata dal raggio vettore della curva polare ρ=ρ(t)):
Area(D)=∫ab∫0ρ(t)ρdρdt=21∫abρ(t)2dt
Per la cardioide ρ=a(1+cost): 21∫02πa2(1+cost)2dt=2a2(2π+0+π)=23πa2.
Funzioni radiali
Se f(x,y)=g(x2+y2), in polari diventa g(ρ), che non dipende da t:
∫Dg(x2+y2)dxdy=∫Eg(ρ)ρdρdt
e se D è un disco (o una corona) centrato nell'origine l'integrale in t dà solo un fattore 2π.
Esempio del prof.∫B(0,R]ex2+y2dxdy=∫02π∫0Reρ2ρdρdt=2π[2eρ2]0R=π(eR2−1)
Il fattore ρ dello jacobiano è proprio la derivata (a meno di 2) di ρ2: in cartesiane ∫ex2dx non è elementare, in polari l'integrale diventa immediato.
Esempio del prof.∫−11∫−1−x20cos(x2+y2)dydx. Il dominio: x∈[−1,1], y da −1−x2 (la semicirconferenza inferiore) a 0: è il semidisco inferiore, cioè ρ∈[0,1], t∈[π,2π]:
∫π2π∫01cos(ρ2)ρdρdt=π[2sin(ρ2)]01=2πsin1
Esempio del prof.∫05∫025−x2xdydx: il dominio è il quarto di disco di raggio 5 nel primo quadrante, e
∫0π/2∫05ρcost⋅ρdρdt=[sint]0π/2⋅3125=3125
Dimenticare il fattore ρ dello jacobiano: è l'errore più frequente.
Sbagliare l'intervallo degli angoli (per y≥x è [4π,45π], non [4π,2π]): conviene sempre disegnare.
Usare le polari centrate nell'origine per un disco non centrato nell'origine senza riscrivere bene il dominio (o traslare prima: x=x0+ρcost, y=y0+ρsint, con lo stesso jacobiano ρ).