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Note per Studenti Probabilità condizionata e formula del prodotto

Probabilità condizionata e formula del prodotto

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Lezione 3 di probabilità, Unità 1. Prerequisiti: Definizione assiomatica e continuità della probabilitàUna probabilità su Ω è P : eventi → [0,1] con P(∅) = 0, P(Ω) = 1 e σ-additività: P(⋃Aᵢ) = Σ P(Aᵢ) per eventi a due a due disgiunti (anche infiniti numerabili). Ne seguono additività finita, monotonia (E ⊆ F ⇒ P(E) ≤ P(F)), P(F∖E) = P(F) − P(E) e inclusione-esclusione. Esempi: pesi pₖ ≥ 0 con Σpₖ = 1 su spazi finiti o numerabili; la lunghezza su [0,1] e l'area sul quadrato; infiniti lanci di moneta. Continuità: per eventi crescenti P(⋃Eᵢ) = lim P(Eᵢ), per decrescenti P(⋂Eᵢ) = lim P(Eᵢ).Definizione assiomatica e continuità della probabilità →.

Motivazione

Esempio del prof. Si estrae una carta da un mazzo di 5252. La probabilità di EE = "il 2 di fiori o il 3 di cuori" è 252\frac2{52}. Se però si sa che si è realizzato FF = "la carta non è di cuori", gli esiti possibili diventano le 3939 carte non di cuori, e tra queste solo il 2 di fiori è favorevole: la probabilità ragionevole è ∣E∩F∣∣F∣=139\frac{|E \cap F|}{|F|} = \frac{1}{39}

Esempio del prof. Previsioni per domani: sole 30%30\%, nuvolo senza pioggia 20%20\%, pioggia 50%50\%. EE = "nuvolo o sole" ha probabilità 0.50.5. Al mattino si capisce che non ci sarà il sole, cioè si realizza FF = {nuvolo, pioggia}. Ora si "rinormalizzano" le probabilità rimaste: nuvolo pesa 0.20.2 su un totale di 0.70.7, quindi la probabilità di EE diventa P(E∩F)P(F)=0.20.7=27\frac{P(E \cap F)}{P(F)} = \frac{0.2}{0.7} = \frac27.

Definizione

Definizione. Siano E,FE, F eventi con P(F)≠0P(F) \ne 0. La probabilità condizionata di EE dato FF è P(E∣F)=P(E∩F)P(F)=P(EF)P(F)P(E \mid F) = \frac{P(E \cap F)}{P(F)} = \frac{P(EF)}{P(F)}

Linguaggio: "si è realizzato FF", "sapendo che FF…", "dato che FF…": sono tutti segnali che bisogna usare P(⋅∣F)P(\cdot \mid F).

Esempio del prof (dado truccato). Le facce 1,3,61, 3, 6 hanno probabilità 112\frac1{12} ciascuna, le facce 2,4,52, 4, 5 probabilità 14\frac14 (la somma è 312+34=1\frac3{12} + \frac34 = 1 ✓). Esce un numero pari: qual è la probabilità che sia il 22 o il 66? P(pari)=P(2)+P(4)+P(6)=14+14+112=712,P({2,6}∩pari)=14+112=13P(\text{pari}) = P(2) + P(4) + P(6) = \frac14 + \frac14 + \frac1{12} = \frac7{12}, \qquad P(\{2, 6\} \cap \text{pari}) = \frac14 + \frac1{12} = \frac13 P({2,6}∣pari)=1/37/12=47P(\{2, 6\} \mid \text{pari}) = \frac{1/3}{7/12} = \frac47

Proposizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0, la funzione E↦P(E∣F)E \mapsto P(E \mid F) è una probabilità (su FF, e anche su tutto Ω\Omega).

Le verifiche: P(Ω∣F)=P(F)P(F)=1P(\Omega \mid F) = \frac{P(F)}{P(F)} = 1, e se gli EiE_i sono disgiunti lo sono anche gli Ei∩FE_i \cap F, quindi la σ\sigma-additività passa al condizionamento. Conseguenza: per P(⋅∣F)P(\cdot \mid F) valgono tutte le regole della probabilità. Per esempio, se P(A∣F)=0.6P(A \mid F) = 0.6, allora P(Ac∣F)=1−0.6=0.4P(A^c \mid F) = 1 - 0.6 = 0.4.

Proposizione (il caso uniforme). Se PP è uniforme su Ω\Omega finito e F≠∅F \ne \emptyset, allora P(⋅∣F)P(\cdot \mid F) è la probabilità uniforme su FF.

Dimostrazione. Per E⊆FE \subseteq F: P(E∣F)=∣E∣/∣Ω∣∣F∣/∣Ω∣=∣E∣∣F∣P(E \mid F) = \frac{|E|/|\Omega|}{|F|/|\Omega|} = \frac{|E|}{|F|} ∎ (era una domanda di teoria all'appello del 12 luglio 2017). In pratica: con esiti equiprobabili, condizionare a FF significa "restringere lo spazio a FF" e contare lì. Esempio: il 3 di picche ha probabilità 152\frac1{52}; sapendo che la carta è nera, 126\frac1{26}.

Probabilità di un'intersezione

Proposizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0: P(E∩F)=P(E∣F) P(F)\quad P(E \cap F) = P(E \mid F)\,P(F).

È la definizione riletta al contrario, ma è il modo più naturale di calcolare un'intersezione quando i dati sono probabilità condizionate.

Attenzione: in generale P(E∩F)≠P(E)P(F)P(E \cap F) \ne P(E)P(F). Lanciando un dado, con EE = "esce il 66" e FF = "pari": P(E∩F)=16P(E \cap F) = \frac16, mentre P(E)P(F)=112P(E)P(F) = \frac1{12}; invece P(E∣F)P(F)=13⋅12=16P(E \mid F)P(F) = \frac13\cdot\frac12 = \frac16 ✓. Quando vale P(E∩F)=P(E)P(F)P(E \cap F) = P(E)P(F) si parla di eventi indipendentiA e B sono indipendenti se P(AB) = P(A)P(B), cioè (se P(B) > 0) P(A | B) = P(A): sapere B non cambia la probabilità di A. Se A, B sono indipendenti lo sono anche A e Bᶜ. Tre eventi sono indipendenti se lo sono a coppie E P(ABC) = P(A)P(B)P(C): l'indipendenza a coppie non basta. Prove ripetute indipendenti: le probabilità si moltiplicano. Indipendenza condizionata a F: P(AB | F) = P(A | F)P(B | F); non implica l'indipendenza (due lanci della stessa moneta scelta a caso). Eventi disgiunti con probabilità positive non sono mai indipendenti.Eventi indipendenti e indipendenza condizionata →.

Esempio del prof (il radar). Se un aereo è presente, il radar lo rileva con probabilità 0.990.99; se non c'è, segnala comunque la presenza con probabilità 0.10.1. Un aereo è presente con probabilità 0.050.05.

  • Falso allarme (non c'è l'aereo e il radar segnala): P(segnale∩assente)=P(segnale∣assente)P(assente)=0.1⋅0.95=0.095P(\text{segnale} \cap \text{assente}) = P(\text{segnale} \mid \text{assente})P(\text{assente}) = 0.1\cdot 0.95 = 0.095.
  • Mancata rilevazione (c'è l'aereo e il radar non segnala): P(non segnale∣presente)P(presente)=0.01⋅0.05=0.0005P(\text{non segnale} \mid \text{presente})P(\text{presente}) = 0.01\cdot 0.05 = 0.0005.

La formula del prodotto

Proposizione. Se P(A1A2⋯An−1)>0P(A_1A_2\cdots A_{n-1}) > 0, P(A1A2⋯An)=P(A1) P(A2∣A1) P(A3∣A1A2)⋯P(An∣A1⋯An−1)P(A_1A_2\cdots A_n) = P(A_1)\,P(A_2 \mid A_1)\,P(A_3 \mid A_1A_2)\cdots P(A_n \mid A_1\cdots A_{n-1})

Perché: scrivendo ogni condizionata come quoziente, il prodotto è telescopico: P(A1)⋅P(A1A2)P(A1)⋅P(A1A2A3)P(A1A2)⋯=P(A1⋯An)P(A_1)\cdot\frac{P(A_1A_2)}{P(A_1)}\cdot\frac{P(A_1A_2A_3)}{P(A_1A_2)}\cdots = P(A_1\cdots A_n).

È lo strumento per gli esperimenti a tappe: la probabilità che tutto vada in un certo modo è il prodotto delle probabilità di ogni tappa, ciascuna calcolata sapendo come sono andate le precedenti.

Esempio del prof. Tre carte estratte senza reimmissione da un mazzo di 5252: probabilità che nessuna sia di cuori.

  • Con la probabilità uniforme: (393)(523)=913922100≈0.414\frac{\binom{39}3}{\binom{52}3} = \frac{9139}{22100} \approx 0.414.
  • Con la formula del prodotto, AiA_i = "l'ii-esima non è di cuori": P(A1)=3952P(A_1) = \frac{39}{52}; sapendo che la prima non era di cuori, restano 5151 carte di cui 3838 non di cuori: P(A2∣A1)=3851P(A_2 \mid A_1) = \frac{38}{51}; poi P(A3∣A1A2)=3750P(A_3 \mid A_1A_2) = \frac{37}{50}. Prodotto: 39⋅38⋅3752⋅51⋅50≈0.414\frac{39\cdot 38\cdot 37}{52\cdot 51\cdot 50} \approx 0.414 ✓.

Esempio del prof (i compitini). Si supera il primo compitino con probabilità 0.70.7; il secondo, avendo superato il primo, con 0.80.8; il terzo, avendo superato i primi due, con 0.90.9. Probabilità di superare l'esame con i compitini: 0.7⋅0.8⋅0.9=0.5040.7\cdot 0.8\cdot 0.9 = 0.504.

Esempio del prof (un re a testa). Le 5252 carte vengono distribuite ai quattro giocatori N, W, E, S, 1313 a testa. Probabilità che ognuno abbia un re: con la formula del prodotto, si guarda dove finiscono i quattro re. Il primo re sta da qualcuno; il secondo deve stare in una delle 3939 posizioni dei mazzi degli altri tre, tra le 5151 rimaste: 3951\frac{39}{51}; il terzo in una delle 2626 posizioni dei due giocatori ancora senza re, tra 5050: 2650\frac{26}{50}; il quarto in una delle 1313 dell'ultimo, tra 4949: 1349\frac{13}{49}. P=3951⋅2650⋅1349=13182124950≈0.105P = \frac{39}{51}\cdot\frac{26}{50}\cdot\frac{13}{49} = \frac{13182}{124950} \approx 0.105 (Lo stesso numero si ottiene con la probabilità uniforme sulle spartizioni delle carte: verificato con Python.)

Esercizi: Esercizio 42 · probabilità condizionata e formula del prodotto.

Errori comuni

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata