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Note per Studenti Norma, distanza e prodotto scalare in Rn

Norma, distanza e prodotto scalare in Rn

In questa pagina 6

Lezione 1 di analisi, Unità 1. È il linguaggio di base di tutta la parte di analisi del corso: curve, funzioni di più variabili, integrali multipli. Molte cose sono già note dall'algebra lineare (vedi Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →); qui si raccoglie solo ciò che serve, con gli esempi del prof.

Punti e vettori di Rn\mathbb{R}^n

Rn\mathbb{R}^n è l'insieme delle nn-uple ordinate x=(x1,…,xn)x = (x_1, \dots, x_n) di numeri reali. Per n=2n = 2 è il piano, per n=3n = 3 lo spazio. Lo stesso oggetto xx si può pensare come un punto (una posizione) o come un vettore (una freccia che parte dall'origine e arriva in quel punto): a seconda dei casi conviene l'una o l'altra immagine.

Somma e prodotto per un numero si fanno componente per componente: x+y=(x1+y1,…,xn+yn),λx=(λx1,…,λxn)x + y = (x_1 + y_1, \dots, x_n + y_n), \qquad \lambda x = (\lambda x_1, \dots, \lambda x_n)

Dati due punti PP e QQ, il vettore PQ→=Q−P\overrightarrow{PQ} = Q - P è la freccia che porta da PP a QQ.

Norma e distanza

Definizione. La norma (o modulo) di x=(x1,…,xn)x = (x_1, \dots, x_n) è ∣x∣:=x12+⋯+xn2|x| := \sqrt{x_1^2 + \cdots + x_n^2} La distanza tra due punti x,y∈Rnx, y \in \mathbb{R}^n è dist⁡(x,y):=∣x−y∣\operatorname{dist}(x, y) := |x - y|.

Per n=2n = 2 è il teorema di Pitagora: ∣(3,4)∣=9+16=5|(3, 4)| = \sqrt{9 + 16} = 5 è la lunghezza dell'ipotenusa del triangolo rettangolo di cateti 33 e 44. Per n=1n = 1 la norma è il valore assolutoIl valore assoluto è la distanza di un numero da zero: definizione, proprietà, disuguaglianza triangolare e disequazioni con i moduli.Valore assoluto (modulo) →: ∣x∣=x2|x| = \sqrt{x^2}.

Esempio. La distanza tra (1,2,3)(1, 2, 3) e (4,6,3)(4, 6, 3) è ∣(1−4,2−6,3−3)∣=∣(−3,−4,0)∣=9+16+0=5|(1 - 4, 2 - 6, 3 - 3)| = |(-3, -4, 0)| = \sqrt{9 + 16 + 0} = 5.

Proprietà della norma (si verificano dalla definizione):

  • ∣x∣≥0|x| \ge 0, e ∣x∣=0|x| = 0 solo se x=0x = 0 (una somma di quadrati è nulla solo se lo è ogni quadrato);
  • ∣λx∣=∣λ∣ ∣x∣|\lambda x| = |\lambda|\,|x| (si raccoglie λ2\lambda^2 sotto radice);
  • disuguaglianza triangolare: ∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣|x + y| \le |x| + |y|.

La disuguaglianza triangolare dice che in un triangolo un lato non supera la somma degli altri due: andare da 00 a x+yx + y direttamente non è mai più lungo che passare per xx. In termini di distanze: dist⁡(x,z)≤dist⁡(x,y)+dist⁡(y,z)\operatorname{dist}(x, z) \le \operatorname{dist}(x, y) + \operatorname{dist}(y, z). Si dimostra con Cauchy-Schwarz (sotto).

Prodotto scalare e disuguaglianza di Cauchy-Schwarz

Definizione. Il prodotto scalare di x=(x1,…,xn)x = (x_1, \dots, x_n) e y=(y1,…,yn)y = (y_1, \dots, y_n) è il numero x⋅y=x1y1+⋯+xnynx \cdot y = x_1 y_1 + \cdots + x_n y_n Due vettori sono ortogonali se x⋅y=0x \cdot y = 0.

Si noti che x⋅x=x12+⋯+xn2=∣x∣2x \cdot x = x_1^2 + \cdots + x_n^2 = |x|^2.

Disuguaglianza di Cauchy-Schwarz. Per ogni x,y∈Rnx, y \in \mathbb{R}^n ∣x⋅y∣≤∣x∣ ∣y∣|x \cdot y| \le |x|\,|y| e vale l'uguaglianza solo se xx e yy sono dipendenti (uno è multiplo dell'altro). Più precisamente, per x,y≠0x, y \ne 0:

  • x⋅y=∣x∣ ∣y∣  ⟺  y=λxx \cdot y = |x|\,|y| \iff y = \lambda x con λ>0\lambda > 0 (stesso verso);
  • x⋅y=−∣x∣ ∣y∣  ⟺  y=λxx \cdot y = -|x|\,|y| \iff y = \lambda x con λ<0\lambda < 0 (verso opposto).

Perché è vera (idea). Nel piano x⋅y=∣x∣ ∣y∣cos⁡θx \cdot y = |x|\,|y|\cos\theta, dove θ\theta è l'angolo tra i due vettori; siccome −1≤cos⁡θ≤1-1 \le \cos\theta \le 1, il prodotto scalare è compreso tra −∣x∣ ∣y∣-|x|\,|y| e ∣x∣ ∣y∣|x|\,|y|, e gli estremi si raggiungono solo per θ=0\theta = 0 (vettori concordi) o θ=π\theta = \pi (vettori opposti).

Dimostrazione della disuguaglianza triangolare. Si confrontano i quadrati (entrambi i membri sono ≥0\ge 0, quindi elevare al quadrato non cambia il verso): ∣x+y∣2=(x+y)⋅(x+y)=∣x∣2+2 x⋅y+∣y∣2≤∣x∣2+2∣x∣ ∣y∣+∣y∣2=(∣x∣+∣y∣)2|x + y|^2 = (x + y)\cdot(x + y) = |x|^2 + 2\,x \cdot y + |y|^2 \le |x|^2 + 2|x|\,|y| + |y|^2 = (|x| + |y|)^2 dove nel passaggio con ≤\le si è usato x⋅y≤∣x⋅y∣≤∣x∣ ∣y∣x \cdot y \le |x \cdot y| \le |x|\,|y| (Cauchy-Schwarz) ∎.

Esempio: per quale direzione è massimo x⋅ux \cdot u?

Dato x≠0x \ne 0, tra tutti i vettori uu di norma 11 (i versori), quale rende massimo x⋅ux \cdot u? E minimo?

Per Cauchy-Schwarz −∣x∣=−∣x∣⋅1≤x⋅u≤∣x∣⋅1=∣x∣-|x| = -|x|\cdot 1 \le x \cdot u \le |x|\cdot 1 = |x|. Il valore massimo ∣x∣|x| si ottiene quando uu è un multiplo positivo di xx; dovendo avere norma 11, è u=x∣x∣(massimo=∣x∣),u=−x∣x∣(minimo=−∣x∣)u = \frac{x}{|x|} \quad (\text{massimo} = |x|), \qquad u = -\frac{x}{|x|} \quad (\text{minimo} = -|x|) Questo fatto tornerà con il gradienteIl gradiente è il vettore delle derivate parziali ∇f(p) = (∂₁f(p), …, ∂ₙf(p)). Se f è C¹ (derivate parziali continue) vale la formula del gradiente D_u f(p) = ∇f(p)·u: tutte le derivate direzionali si ottengono dalle parziali e u ↦ D_u f(p) è lineare. Tra i versori, la crescita è massima lungo ∇f/|∇f| (pendenza |∇f|), minima lungo −∇f/|∇f| (pendenza −|∇f|), nulla lungo le direzioni ortogonali al gradiente. Utili: ∇|x| = x/|x|, ∇φ(|x|) = φ'(|x|) x/|x|.Gradiente e direzione di massima crescita →: la direzione in cui una funzione cresce di più è quella del gradiente. Un esempio numerico è nell'Esercizio 1 · interno e frontiera di un disco con un punto e massimo di u·v.

Palle e cubi

Per p∈Rnp \in \mathbb{R}^n e r>0r > 0:

  • palla chiusa B(p,r]:={x:∣x−p∣≤r}B(p, r] := \{x : |x - p| \le r\} e palla aperta B(p,r[:={x:∣x−p∣<r}B(p, r[ := \{x : |x - p| < r\} (nel piano si dicono dischi);
  • sfera (nel piano cerchio o circolo) {x:∣x−p∣=r}\{x : |x - p| = r\}, che è il bordo di entrambe;
  • cubo chiuso Q(p,r]:={x:∣x1−p1∣≤r,…,∣xn−pn∣≤r}Q(p, r] := \{x : |x_1 - p_1| \le r, \dots, |x_n - p_n| \le r\} e cubo aperto Q(p,r[Q(p, r[ con le disuguaglianze strette (nel piano: quadrati di centro pp e lato 2r2r).

La parentesi quadra dice se il bordo è compreso: ]] chiuso (bordo incluso), [[ aperto (bordo escluso), come per gli intervalli.

Proposizione (palle e cubi). Ogni palla contiene un cubo con lo stesso centro e viceversa: B(p,r]⊆Q(p,r]⊆B(p,rn]B(p, r] \subseteq Q(p, r] \subseteq B(p, r\sqrt n]

Dimostrazione. Se x∈B(p,r]x \in B(p, r], ogni componente soddisfa ∣xi−pi∣=(xi−pi)2≤(x1−p1)2+⋯+(xn−pn)2=∣x−p∣≤r|x_i - p_i| = \sqrt{(x_i - p_i)^2} \le \sqrt{(x_1 - p_1)^2 + \cdots + (x_n - p_n)^2} = |x - p| \le r (si aggiungono sotto radice dei termini ≥0\ge 0), quindi x∈Q(p,r]x \in Q(p, r]. Se invece x∈Q(p,r]x \in Q(p, r], ogni (xi−pi)2≤r2(x_i - p_i)^2 \le r^2 e sommando gli nn termini ∣x−p∣=(x1−p1)2+⋯+(xn−pn)2≤n r2=rn|x - p| = \sqrt{(x_1 - p_1)^2 + \cdots + (x_n - p_n)^2} \le \sqrt{n\,r^2} = r\sqrt n cioè x∈B(p,rn]x \in B(p, r\sqrt n] ∎.

Nel piano: il disco di raggio rr sta dentro il quadrato di lato 2r2r, che a sua volta sta nel disco di raggio r2r\sqrt2 (la semidiagonale del quadrato). Il senso pratico: per dire che un insieme "contiene un intorno" di un punto si può usare indifferentemente una palla o un cubo, a seconda di cosa è più comodo (vedi Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in RnUn intorno di p è un insieme che contiene una palla centrata in p. p è interno a D se una palla B(p,δ[ sta tutta in D; D è aperto se ogni suo punto è interno, chiuso se il complementare è aperto. La frontiera ∂D è fatta dai punti i cui intorni toccano sia D sia il complementare; la chiusura è D ∪ ∂D, il più piccolo chiuso che contiene D. Unioni qualsiasi e intersezioni finite di aperti sono aperte.Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in Rn →).

Insiemi notevoli e loro equazioni

Insieme Equazione Osservazione
retta nel piano ax+by+c=0ax + by + c = 0 perpendicolare al vettore (a,b)(a, b)
piano nello spazio ax+by+cz+d=0ax + by + cz + d = 0 perpendicolare al vettore (a,b,c)(a, b, c)
ellisse di centro (a,b)(a, b) e semiassi A,BA, B (x−a)2A2+(y−b)2B2=1\dfrac{(x - a)^2}{A^2} + \dfrac{(y - b)^2}{B^2} = 1 se A=B=rA = B = r è il cerchio di raggio rr
cilindro di asse parallelo a zz passante per (a,b,0)(a, b, 0) (x−a)2+(y−b)2=r2(x - a)^2 + (y - b)^2 = r^2 la zz non compare: è libera
sfera di centro pp e raggio rr (x−p1)2+(y−p2)2+(z−p3)2=r2(x - p_1)^2 + (y - p_2)^2 + (z - p_3)^2 = r^2
paraboloide z=x2+y2z = x^2 + y^2 ruota attorno all'asse zz

Perché la retta ax+by+c=0ax + by + c = 0 è perpendicolare a (a,b)(a, b). Se PP e QQ sono due suoi punti, sottraendo le due equazioni axP+byP+c=0ax_P + by_P + c = 0 e axQ+byQ+c=0ax_Q + by_Q + c = 0 si ottiene a(xQ−xP)+b(yQ−yP)=0a(x_Q - x_P) + b(y_Q - y_P) = 0, cioè (a,b)⋅PQ→=0(a, b)\cdot\overrightarrow{PQ} = 0: il vettore (a,b)(a, b) è ortogonale a ogni segmento della retta. Lo stesso ragionamento vale per il piano.

Perché nel cilindro la zz è libera. L'equazione (x−a)2+(y−b)2=r2(x - a)^2 + (y - b)^2 = r^2 non pone condizioni su zz: se (x,y,0)(x, y, 0) sta sul cerchio di centro (a,b)(a, b), allora ci sta anche (x,y,z)(x, y, z) per ogni zz. L'insieme è il cerchio "fatto scorrere" lungo la verticale.

Riconoscere un'ellisse: il completamento del quadrato

Esempio del prof. Trovare centro e semiassi dell'ellisse x2−4x+3y2+18y+6=0x^2 - 4x + 3y^2 + 18y + 6 = 0.

L'idea è scrivere i termini in xx (e in yy) come un quadrato perfetto più una costante, usando (x−h)2=x2−2hx+h2(x - h)^2 = x^2 - 2hx + h^2.

  • Termini in xx: x2−4xx^2 - 4x. Il doppio prodotto −4x-4x corrisponde a −2hx-2hx con h=2h = 2, quindi x2−4x=(x−2)2−4x^2 - 4x = (x - 2)^2 - 4 (si sottrae h2=4h^2 = 4, che lo sviluppo del quadrato ha aggiunto).
  • Termini in yy: prima si raccoglie il coefficiente di y2y^2: 3y2+18y=3(y2+6y)3y^2 + 18y = 3(y^2 + 6y); poi y2+6y=(y+3)2−9y^2 + 6y = (y + 3)^2 - 9. Quindi 3y2+18y=3(y+3)2−273y^2 + 18y = 3(y + 3)^2 - 27.

Sostituendo: (x−2)2−4+3(y+3)2−27+6=0  ⟺  (x−2)2+3(y+3)2=25(x - 2)^2 - 4 + 3(y + 3)^2 - 27 + 6 = 0 \iff (x - 2)^2 + 3(y + 3)^2 = 25 e dividendo per 2525 (per avere 11 a destra, come nella forma canonica): (x−2)225+(y+3)225/3=1\frac{(x - 2)^2}{25} + \frac{(y + 3)^2}{25/3} = 1 Centro (2,−3)(2, -3), semiassi A=5A = 5 (in direzione xx) e B=25/3=53B = \sqrt{25/3} = \frac{5}{\sqrt3} (in direzione yy).

Errori comuni

  • Confondere ∣x∣2|x|^2 con ∣x∣|x|: x⋅x=∣x∣2x \cdot x = |x|^2, non ∣x∣|x|.
  • Dimenticare di raggruppare il coefficiente prima di completare il quadrato: 3y2+18y3y^2 + 18y non è (3y+3)2−9(\sqrt3 y + 3)^2 - 9 ma 3(y+3)2−273(y + 3)^2 - 27; conviene sempre raccogliere prima.
  • Leggere i semiassi senza riportare il secondo membro a 11: in (x−2)2+3(y+3)2=25(x - 2)^2 + 3(y + 3)^2 = 25 i semiassi non sono 11 e 13\frac{1}{\sqrt3}.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata