Definizione. Un campo vettoriale su D⊆Rn è una funzione
F:D→Rn,x↦F(x)=(F1(x),…,Fn(x))
A differenza di una funzione di più variabili (che dà un numero), un campo associa a ogni punto un vettore della stessa dimensione dello spazio. Si disegna mettendo in ogni punto una freccia. Esempi: il campo delle velocità di un fluido, il campo gravitazionale, il campo elettrico, il gradiente di una funzione.
Esempio.F(x,y)=(−y,x): nel punto (1,0) la freccia è (0,1) (verso l'alto), in (0,1) è (−1,0) (verso sinistra). Le frecce sono sempre perpendicolari al raggio e lunghe quanto la distanza dall'origine: è il campo delle velocità di una rotazione rigida antioraria.
Campi radiali
Definizione. Un campo su Rn è radiale se è della forma
F(x)=g(∣x∣)∣x∣x,∣x∣∈I⊆]0,+∞[
∣x∣x è il versore radiale; quindi un campo radiale punta lungo il raggio (verso l'esterno se g>0, verso l'origine se g<0) e la sua intensità ∣g(∣x∣)∣ dipende solo dalla distanza dall'origine.
Esempi.
Il campo gravitazionale generato da una massa nell'origine e il campo elettrico di una carica puntiforme sono del tipo
F(x)=∣x∣2K∣x∣x
con g(r)=r2K (legge dell'inverso del quadrato; per la gravità K<0, il campo attrae verso l'origine).
Ogni campo F(x)=h(∣x∣)x è radiale: per x=0 si scrive F(x)=∣x∣h(∣x∣)∣x∣x, con g(r)=rh(r). Per esempio F(x)=∣x∣8x ha g(r)=r9.
Campi gradiente e primitive
Definizione. Sia D aperto. Un campo continuo F:D→Rn è un campo gradiente se esiste U:D→R di classe C1 con
F=∇U,cioeˋFi=∂xiU per ogni iU si dice primitiva di F. In fisica si usa il potenzialeV:=−U.
È l'analogo in più variabili della primitiva di una funzione di una variabile: lì U′=f, qui ∇U=F.
Le primitive differiscono per una costante. Se U è una primitiva, anche U+c lo è. Viceversa, se D è connesso (due punti qualsiasi di D si possono unire con una curva dentro D), due primitive differiscono per una costante: la loro differenza ha gradiente nullo, ed è quindi costante lungo ogni curva.
Esempio: campi "a variabili separate". Un campo del tipo F(x1,…,xn)=(f1(x1),…,fn(xn)), in cui ogni componente dipende solo dalla "sua" variabile, è gradiente: se ui′=fi, allora
∇(u1(x1)+⋯+un(xn))=(f1(x1),…,fn(xn))
Per esempio F(x1,x2)=(−x1,2x2ex22) ha primitiva U=−21x12+ex22.
Esempio: il campo gravitazionale. Ricordando che ∇∣x∣=∣x∣x per x=0, con la regola di derivazione delle composte:
∇(−∣x∣K)=∣x∣2K∇∣x∣=∣x∣2K∣x∣x
Quindi F(x)=∣x∣2K∣x∣x è un campo gradiente su R3∖{0}, con primitiva U=−∣x∣K (il potenziale gravitazionale V=∣x∣K, a meno del segno di K).
I campi radiali sono campi gradiente
Proposizione. Ogni campo radiale continuo F(x)=g(∣x∣)∣x∣x è un campo gradiente, e una primitiva è G(∣x∣), dove G′=g.
Dimostrazione. Per la regola della catena e ∇∣x∣=∣x∣x:
∇G(∣x∣)=G′(∣x∣)∇∣x∣=g(∣x∣)∣x∣x=F(x) ∎
Il metodo: scrivere il campo nella forma g(∣x∣)∣x∣x, trovare una primitiva G della funzione di una variabile g, sostituire r=∣x∣.
Esempio del prof. Primitiva di F(x)=∣x∣8x su R3. Per x=0, F(x)=∣x∣9∣x∣x: radiale con g(r)=r9, G(r)=10r10. Quindi
U(x)=10∣x∣10=10(x2+y2+z2)5
è una primitiva su R3∖{0}. In realtà lo è su tuttoR3: U è un polinomio, e la formula ∇U=∣x∣8x vale anche nell'origine (entrambi i membri sono nulli).
Esempio del prof.F(x)=∣x∣13x su R3: è radiale su R3∖{0} (g(r)=r14), quindi gradiente con primitive 15∣x∣15+c. Lo è anche su R3: U=15∣x∣15 è C1 anche nell'origine (il suo gradiente ∣x∣13x è continuo e vale 0 in 0). La primitiva che nell'origine vale 5 è
U(x)=15∣x∣15+5