Esercizio 17continuità, derivate direzionali e differenziabilità nell'origine
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Testo. Per ciascuna funzione, posta uguale a 0 nell'origine: dire se è continua in (0,0), calcolare le derivate parziali (e direzionali) in (0,0), dire se è differenziabile in (0,0).
(Lezione 3, Unità 3.) f(x,y)=x2+y2sin2(xy).
(Lezione 3, esercizio 1; Ripassi 1.8.) f(x,y)=x2+y2x3: (i) f è continua in (0,0)? (ii) Sia u=(u1,u2)=(0,0): calcolare Duf(0,0). (iii) La funzione u↦Duf(0,0) è lineare? Dire se f è differenziabile in (0,0).
(Appello 2, a.a. 2014/15.) f(x,y)=x2+y2x3−3y3: (a) determinare, se esiste, il gradiente di f in (0,0); (b) scrivere cosa vuol dire che f è differenziabile in (0,0) attraverso l'esistenza di un limite da esplicitare; (c) dire se effettivamente f è differenziabile in (0,0).
Continuità in (0,0): se manca, non è differenziabile.
Derivate parziali con la definizione (lungo gli assi), perché nell'origine la formula cambia.
Derivate direzionaliDuf(0,0)=limt→0tf(tu): se u↦Duf(0,0) non è ∇f(0,0)⋅u, non è differenziabile.
Il limite del resto:(x,y)→(0,0)limx2+y2f(x,y)−f(0,0)−∇f(0,0)⋅(x,y)=0?
Indichiamo r=x2+y2.
1. x2+y2sin2(xy): differenziabile
Continuità. Con ∣sinu∣≤∣u∣ e ∣xy∣≤2r2:
0≤r2sin2(xy)≤r2x2y2≤r2r4/4=4r2→0=f(0,0)✓
Derivate parziali. Sugli assi xy=0, quindi f(t,0)=f(0,t)=0 e i rapporti incrementali sono nulli: ∂xf(0,0)=∂yf(0,0)=0, ∇f(0,0)=(0,0).
Differenziabilità. Il candidato piano tangente è z=0; il limite del resto è
rf(x,y)−0−0≤rr2/4=4r→0f è differenziabile in (0,0) (e quindi Duf(0,0)=∇f(0,0)⋅u=0 per ogni u). Il motivo: sin2(xy) è di ordine 4 vicino all'origine, il denominatore di ordine 2, quindi f è di ordine 2, più che sufficiente per battere la divisione per r.
2. x2+y2x3: continua, con tutte le derivate direzionali, non differenziabile
(ii) Derivate direzionali. Per u=(u1,u2)=(0,0) e t=0:
tf(tu)−f(0,0)=t1⋅t2(u12+u22)t3u13=u12+u22u13
costante in t, quindi
Duf(0,0)=u12+u22u13
In particolare ∂xf(0,0)=D(1,0)f=1 e ∂yf(0,0)=D(0,1)f=0: ∇f(0,0)=(1,0).
(iii) Linearità. Se f fosse differenziabile, sarebbe Duf(0,0)=∇f(0,0)⋅u=u1 per ogni u. Ma per u=(1,1):
D(1,1)f(0,0)=21=1=u1
La funzione u↦u12+u22u13non è lineare (un'applicazione lineare è della forma au1+bu2). Quindi f non è differenziabile in (0,0).
Controllo con il limite del resto:rf(x,y)−x=r3x3−x(x2+y2)=−r3xy2, che in polari è −costsin2t: dipende dalla direzione, non tende a 0 ✓.
3. x2+y2x3−3y3
(a) Gradiente. Con la definizione, lungo gli assi:
tf(t,0)=t2⋅tt3=1,tf(0,t)=t2⋅t−3t3=−3
quindi ∇f(0,0)=(1,−3).
(b) Cosa significa differenziabile in (0,0). Che il resto della linearizzazione L(x,y)=0+1⋅x−3⋅y sia trascurabile rispetto a r:
(x,y)→(0,0)limx2+y2f(x,y)−x+3y=0
(c) Lo è? Si semplifica il numeratore portando tutto a denominatore comune:
f(x,y)−x+3y=x2+y2x3−3y3−(x−3y)(x2+y2)=x2+y2x3−3y3−x3−xy2+3x2y+3y3=x2+y23x2y−xy2
Il rapporto da studiare è r33x2y−xy2, e in coordinate polari
ρ3ρ3(3cos2tsint−costsin2t)=3cos2tsint−costsin2t
che non dipende da ρ e cambia con t: per t=0 vale 0, per t=4π vale 3⋅42−42=22. Il limite non esiste (su due semirette si hanno valori diversi), in particolare non è 0: f non è differenziabile in (0,0).
Controllo con le direzionali:Duf(0,0)=u12+u22u13−3u23, che per u=(1,1) vale −1, mentre ∇f(0,0)⋅(1,1)=−2. Non lineare ✓.
Riepilogo
f
continua
∇f(0,0)
Duf(0,0) lineare?
differenziabile
x2+y2sin2(xy)
sì
(0,0)
sì (=0)
sì
x2+y2x3
sì
(1,0)
no
no
x2+y2x3−3y3
sì
(1,−3)
no
no
Le ultime due sono "omogenee di grado 1" (f(tx,ty)=tf(x,y)): per funzioni così le derivate direzionali esistono sempre, ma la differenziabilità richiede che f sia lineare, e non lo è.
Errori comuni
Concludere "differenziabile" dall'esistenza di tutte le derivate direzionali (caso 2).
Dimenticare di sottrarre ∇f(0,0)⋅(x,y) nel limite del resto (nel caso 3 il gradiente non è nullo).