Definizione. Una variabile congiunta discreta su (Ω,P) è una coppia (X,Y) di variabili discrete: ω↦(X(ω),Y(ω))∈R2.
La densità congiunta è
pX,Y(a,b)=P(X=a,Y=b),(a,b)∈R2
e le densità pX e pY si dicono marginali.
P(X=a,Y=b) abbrevia P({X=a}∩{Y=b}). Spesso si scrive in una tabella a doppia entrata, con i valori di X sulle righe e quelli di Y sulle colonne.
Esempio del prof. Si sceglie a caso uno dei 5 punti (±1,1), (±1,−1), (0,0); (X,Y) sono le coordinate. Ogni punto ha probabilità 51. X vale −1 (due punti), 0 (un punto), 1 (due punti): pX(±1)=52, pX(0)=51; per simmetria lo stesso per Y.
Esempio del prof (due dadi). Un dado blu e uno rosso; X = somma, Y = numero del blu. pX,Y(3,3)=0 (se il blu dà 3 la somma è almeno 4); pX,Y(4,2)=P(Y=2)P(X=4∣Y=2)=61⋅61=361 (serve che il rosso dia 2).
Densità marginali
Proposizione. Le marginali si ottengono sommando la congiunta sui valori dell'altra variabile:
pX(a)=y∈ImY∑pX,Y(a,y),pY(b)=x∈ImX∑pX,Y(x,b)
Perché: gli eventi {X=a,Y=y}, al variare di y, sono disgiunti e la loro unione è {X=a}. Nella tabella: somme per riga danno pX, somme per colonna danno pY (si scrivono "ai margini", da cui il nome).
Esempio del prof.pX,Y(0,3)=0.05, pX,Y(0,4)=0.2, pX,Y(1,2)=0.05, pX,Y(1,4)=0.1, pX,Y(2,2)=0.2, pX,Y(2,3)=0.1, pX,Y(2,4)=0.3.
X\Y
2
3
4
pX
0
0
0.05
0.2
0.25
1
0.05
0
0.1
0.15
2
0.2
0.1
0.3
0.6
pY
0.25
0.15
0.6
1
E[X]=0.15+1.2=1.35, E[Y]=0.5+0.45+2.4=3.35.
Le marginali non determinano la congiunta.X, Y con valori ±1:
con pX,Y=41 in tutti e quattro i punti,
oppure con p~(−1,−1)=p~(1,1)=83 e p~(1,−1)=p~(−1,1)=81,
in entrambi i casi le marginali sono uniformi su {−1,1}. Ma nel secondo X e Y tendono ad avere lo stesso segno. La congiunta contiene un'informazione in più: come le variabili sono legate.
Valore atteso di una funzione di (X,Y)
Proposizione.E[g(X,Y)]=∑x,yg(x,y)pX,Y(x,y) (se la serie converge assolutamente).
Con la tabella di prima:E[XY]=1⋅2⋅0.05+1⋅4⋅0.1+2⋅2⋅0.2+2⋅3⋅0.1+2⋅4⋅0.3=0.1+0.4+0.8+0.6+2.4=4.3
(i termini con x=0 sono nulli), quindi Cov[X,Y]=4.3−1.35⋅3.35=−0.2225.
Indipendenza
Proposizione.X e Y discrete sono indipendenti se e solo se
pX,Y(a,b)=pX(a)pY(b)per ogni (a,b)
Dimostrazione. Se sono indipendenti, P(X=a,Y=b)=P(X=a)P(Y=b) per definizione. Viceversa, se la congiunta è il prodotto delle marginali, per A,B⊆R:
P(X∈A,Y∈B)=a∈A,b∈B∑pX(a)pY(b)=(a∈A∑pX(a))(b∈B∑pY(b))=P(X∈A)P(Y∈B) ∎
Nella tabella: ogni casella deve essere il prodotto del suo totale di riga per il suo totale di colonna. Basta una casella che non lo è per concludere che non sono indipendenti; in particolare, uno zero in una casella con marginali positive esclude l'indipendenza.
Nel primo esempio ±1: 41=21⋅21 in ogni casella: indipendenti.
Nel secondo: p~(1,1)=83=41: non indipendenti.
Esempio del prof.p(0,0)=121, p(0,1)=123, p(0,2)=123, p(1,0)=122, p(1,1)=121, p(1,2)=122.