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Note per Studenti Limiti e continuità in più variabili

Limiti e continuità in più variabili

In questa pagina 8

Lezione 2 di analisi, Unità 2. Prerequisiti: Funzioni di più variabili - dominio, grafico e insiemi di livelloUna funzione di più variabili è f : D ⊆ Rⁿ → R. Il grafico è {(x, f(x))} ⊂ Rⁿ⁺¹ (per n = 2 una superficie). Per visualizzarla: metodo delle sezioni (si fissa una variabile e si disegna la funzione dell'altra) e insiemi di livello Z_c = {f = c} (le curve di livello delle carte topografiche). Le funzioni radiali f(x) = h(|x|) dipendono solo dalla distanza dall'origine: hanno grafico di rotazione e livelli che sono cerchi.Funzioni di più variabili - dominio, grafico e insiemi di livello →, Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in RnUn intorno di p è un insieme che contiene una palla centrata in p. p è interno a D se una palla B(p,δ[ sta tutta in D; D è aperto se ogni suo punto è interno, chiuso se il complementare è aperto. La frontiera ∂D è fatta dai punti i cui intorni toccano sia D sia il complementare; la chiusura è D ∪ ∂D, il più piccolo chiuso che contiene D. Unioni qualsiasi e intersezioni finite di aperti sono aperte.Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in Rn →, Limiti di funzioni - definizioneIntorni, punti di accumulazione e la definizione di limite di una funzione con gli intorni, tradotta con ε, δ, N, M in tutti i casi; limite destro e sinistro, per eccesso e per difetto, "definitivamente".Limiti di funzioni - definizione → (in una variabile).

Perché è più difficile che in una variabile

In una variabile ci si avvicina a un punto solo da destra o da sinistra. Nel piano ci si può avvicinare a pp da infinite direzioni e lungo infiniti percorsi (rette, parabole, spirali…). Il limite esiste solo se f(x)f(x) si avvicina allo stesso valore qualunque sia il modo di avvicinarsi.

La motivazione del prof. In un microcanale a T, l'indice di direzionalità del flusso vicino alla giunzione (0,0)(0, 0) è f(x,y)=x2−y2x2+y2,(x,y)≠(0,0)f(x, y) = \frac{x^2 - y^2}{x^2 + y^2}, \qquad (x, y) \ne (0, 0) Ha senso assegnargli un valore nella giunzione? Lungo l'asse xx (y=0y = 0) vale x2x2=1\frac{x^2}{x^2} = 1; lungo l'asse yy vale −y2y2=−1\frac{-y^2}{y^2} = -1; lungo la retta y=xy = x vale 00. Il valore dipende dalla direzione da cui si arriva: il limite non esiste, e fisicamente nella giunzione il flusso non ha una direzione privilegiata ben definita. Il metodo per dimostrarlo (le restrizioni) è in Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polariPer dimostrare che un limite NON esiste: si trovano due restrizioni (rette y = mx, parabole y = kx², …) con limiti diversi. Per dimostrare che ESISTE: stima uniforme |f(x) − ℓ| ≤ h(x) con h → 0 (utile |xy| ≤ (x² + y²)/2), oppure coordinate polari con una stima |f(p + ρ(cos t, sin t)) − ℓ| ≤ h(ρ) indipendente da t, oppure incollamento di limiti uguali su pezzi che ricoprono il dominio. Il limite uguale su tutte le rette NON basta.Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polari →.

Punti di accumulazione

p∈Rnp \in \mathbb{R}^n è di accumulazione per DD se ogni intorno di pp contiene punti di DD diversi da pp: ∀Up intorno di p,Up∩D∖{p}≠∅\forall U_p \text{ intorno di } p, \quad U_p \cap D \setminus \{p\} \ne \emptyset Un punto di DD che non è di accumulazione per DD si dice isolato in DD.

Il limite si studia solo nei punti di accumulazione: servono punti del dominio vicini quanto si vuole a pp. Il punto pp può non appartenere a DD (tipicamente: ff non è definita in pp e si vuole sapere a cosa tende). Esempio: (0,0)(0, 0) è di accumulazione per R2∖{(0,0)}\mathbb{R}^2 \setminus \{(0, 0)\}; il punto (2,0)(2, 0) è isolato nell'insieme "disco unitario più il punto (2,0)(2, 0)".

Definizione di limite

Sia f:D→Rf : D \to \mathbb{R} e pp di accumulazione per DD.

Limite finito. lim⁡x→px∈Df(x)=ℓ∈R\displaystyle\lim_{\substack{x \to p \\ x \in D}} f(x) = \ell \in \mathbb{R} se ∀ε>0 ∃δ>0:x∈D, 0<∣x−p∣≤δ  ⟹  ∣f(x)−ℓ∣≤ε\forall \varepsilon > 0\ \exists \delta > 0 : \quad x \in D,\ 0 < |x - p| \le \delta \implies |f(x) - \ell| \le \varepsilon

Limite infinito. lim⁡x→pf(x)=+∞\displaystyle\lim_{x \to p} f(x) = +\infty se ∀M>0\forall M > 0 esiste un intorno UpU_p di pp tale che f(x)≥Mf(x) \ge M per ogni x∈Up∩D∖{p}x \in U_p \cap D \setminus \{p\} (analogamente per −∞-\infty).

Rispetto a una variabile cambia solo il significato di "xx vicino a pp": ora è ∣x−p∣≤δ|x - p| \le \delta, cioè xx in una palla centrata in pp (in un disco, per n=2n = 2), e non più in un intervallo.

Esempio del prof (con la definizione). Provare che lim⁡(x,y)→(0,0)1x2+y2=+∞\displaystyle\lim_{(x, y) \to (0, 0)}\frac{1}{x^2 + y^2} = +\infty.

Fissato M>0M > 0, bisogna trovare un raggio δ\delta tale che nel disco bucato 0<∣(x,y)∣≤δ0 < |(x, y)| \le \delta si abbia 1x2+y2≥M\frac{1}{x^2 + y^2} \ge M. Ma 1x2+y2≥M  ⟺  x2+y2≤1M  ⟺  ∣(x,y)∣≤1M\frac{1}{x^2 + y^2} \ge M \iff x^2 + y^2 \le \frac1M \iff |(x, y)| \le \frac{1}{\sqrt M} (si può invertire perché tutto è positivo). Quindi basta δ=1M\delta = \frac{1}{\sqrt M} ∎. Per esempio con M=100M = 100: nel disco di raggio 0.10.1 (bucato) la funzione supera 100100.

Proprietà dei limiti

Valgono, con le stesse dimostrazioni di una variabile:

  • Unicità del limite.
  • Permanenza del segno: se lim⁡x→pf(x)>0\lim_{x \to p}f(x) > 0, allora esiste un intorno UpU_p con f(x)>0f(x) > 0 per ogni x∈Up∩D∖{p}x \in U_p \cap D \setminus \{p\}.
  • Algebra dei limiti: se f→ℓ1f \to \ell_1 e g→ℓ2g \to \ell_2 (finiti), allora f+g→ℓ1+ℓ2f + g \to \ell_1 + \ell_2, fg→ℓ1ℓ2fg \to \ell_1\ell_2, e fg→ℓ1ℓ2\frac fg \to \frac{\ell_1}{\ell_2} se ℓ2≠0\ell_2 \ne 0. Con limiti infiniti: c+∞=+∞c + \infty = +\infty, c⋅(+∞)=+∞c\cdot(+\infty) = +\infty per c>0c > 0, c0+=+∞\frac{c}{0^+} = +\infty per c>0c > 0. Le forme indeterminate restano indeterminate.
  • Teorema dei carabinieri: se f(x)≤g(x)≤h(x)f(x) \le g(x) \le h(x) vicino a pp (pp escluso) e f,h→ℓf, h \to \ell, allora g→ℓg \to \ell.

Dimostrazione della permanenza del segno. Sia ℓ>0\ell > 0 il limite. Si sceglie ε=ℓ2\varepsilon = \frac\ell2: esiste un intorno UpU_p in cui ∣f(x)−ℓ∣≤ℓ2|f(x) - \ell| \le \frac\ell2, quindi f(x)≥ℓ−ℓ2=ℓ2>0f(x) \ge \ell - \frac\ell2 = \frac\ell2 > 0 ∎.

Continuità

f:D→Rf : D \to \mathbb{R} è continua in p∈Dp \in D se ∀ε>0 ∃Up:x∈Up∩D  ⟹  ∣f(x)−f(p)∣≤ε\forall \varepsilon > 0\ \exists U_p : \quad x \in U_p \cap D \implies |f(x) - f(p)| \le \varepsilon ff è continua su DD se lo è in ogni punto di DD.

  • In un punto isolato ogni funzione è continua (vicino a pp c'è solo pp).
  • Se pp è di accumulazione: ff continua in p  ⟺  lim⁡x→pf(x)=f(p)p \iff \lim_{x \to p}f(x) = f(p).

Le proiezioni sono continue. πk(x1,…,xn)=xk\pi_k(x_1, \dots, x_n) = x_k è continua su Rn\mathbb{R}^n: per π1\pi_1 nel piano, ∣π1(x,y)−π1(x0,y0)∣=∣x−x0∣≤∣(x,y)−(x0,y0)∣|\pi_1(x, y) - \pi_1(x_0, y_0)| = |x - x_0| \le |(x, y) - (x_0, y_0)| (una componente non supera la norma), quindi basta prendere δ=ε\delta = \varepsilon.

Proprietà. Se f,gf, g sono continue in pp, lo sono cfcf, f+gf + g, fgfg e f/gf/g (se g(p)≠0g(p) \ne 0). Se hh è una funzione di una variabile continua in f(p)f(p), la composta h∘fh \circ f è continua in pp.

Conseguenza pratica: i polinomi (somme e prodotti di proiezioni e costanti) sono continui su Rn\mathbb{R}^n, e così tutte le funzioni costruite componendo polinomi con funzioni elementari continue, come log⁡(1+x+x2y+y3)\log(1 + x + x^2y + y^3) (dove l'argomento è positivo), exye^{xy}, sin⁡(x2−y)\sin(x^2 - y). Nei punti in cui una funzione così costruita è definita, il limite si calcola sostituendo.

Esempio. lim⁡(x,y)→(1/2, 0)1−x2−y2=1−14−0=32\displaystyle\lim_{(x, y) \to (1/2,\,0)}\sqrt{1 - x^2 - y^2} = \sqrt{1 - \frac14 - 0} = \frac{\sqrt3}{2}: la funzione è continua nel disco chiuso unitario e (12,0)(\frac12, 0) ci sta dentro.

Permanenza del segno per funzioni continue. Se ff è continua e f(p)>0f(p) > 0, esiste un intorno UpU_p con f>0f > 0 su Up∩DU_p \cap D.

La "fabbrica" di aperti e chiusi

  1. Se AA è aperto e f:A→Rf : A \to \mathbb{R} è continua, {x∈A:f(x)<0}\{x \in A : f(x) < 0\} è aperto.
  2. Se CC è chiuso e f:C→Rf : C \to \mathbb{R} è continua, {x∈C:f(x)≤0}\{x \in C : f(x) \le 0\} è chiuso.

Il punto 1 è la permanenza del segno: se f(p)<0f(p) < 0, ff resta negativa in tutta una pallina attorno a pp, quindi pp è interno. Il punto 2 segue passando al complementare.

Esempio del prof. {(x,y):x5+log⁡(1+x4y8)+50cos⁡(x+y)−exy<0}\{(x, y) : x^5 + \log(1 + x^4y^8) + 50\cos(x + y) - e^x y < 0\} è aperto e lo stesso insieme con ≤0\le 0 è chiuso: la funzione è continua su tutto R2\mathbb{R}^2 (composizione di polinomi, logaritmo di un argomento ≥1\ge 1, coseno, esponenziale), e non serve sapere com'è fatto l'insieme.

Metodi asintotici

Gli strumenti di una variabile (limiti notevoliI limiti notevoli per le forme 0/0 (log(1+x)/x, (e^x − 1)/x, ((1+x)^α − 1)/x, sin x/x, (1 − cos x)/x², arctan x/x...) con le dimostrazioni, e la loro forma come asintoticità: log(1+f) ~ f, e^f − 1 ~ f, sin f ~ f, 1 − cos f ~ f²/2 quando f → 0.Limiti notevoli di funzioni →, asintoticitàf ~ g per x → x0 se f/g tende a 1, f = o(g) se tende a 0; le relazioni dipendono da x0. Regole di calcolo con gli o-piccoli e gerarchia delle funzioni infinite per x → +∞: log < potenze < esponenziali < x^x.Asintoticità e o-piccolo per funzioni →, sviluppi di Taylor) si usano quando l'argomento della funzione elementare tende a 00: se u(x,y)→0u(x, y) \to 0 per (x,y)→p(x, y) \to p, allora per esempio sin⁡u(x,y)∼u(x,y)\sin u(x, y) \sim u(x, y), eu−1∼ue^{u} - 1 \sim u, 1−cos⁡u∼u221 - \cos u \sim \frac{u^2}2, log⁡(1+u)∼u\log(1 + u) \sim u.

Esempio del prof. lim⁡(x,y)→(0,0)sin⁡(x3y)x5y3\displaystyle\lim_{(x, y) \to (0,0)}\frac{\sin(x^3y)}{x^5y^3}, sul dominio {xy≠0}\{xy \ne 0\}. L'argomento u=x3y→0u = x^3y \to 0, quindi sin⁡(x3y)∼x3y\sin(x^3y) \sim x^3y e sin⁡(x3y)x5y3=sin⁡(x3y)x3y⋅x3yx5y3=sin⁡(x3y)x3y⏟→1⋅1x2y2→1⋅(+∞)=+∞\frac{\sin(x^3y)}{x^5y^3} = \frac{\sin(x^3y)}{x^3y}\cdot\frac{x^3y}{x^5y^3} = \underbrace{\frac{\sin(x^3y)}{x^3y}}_{\to 1}\cdot\frac{1}{x^2y^2} \to 1\cdot(+\infty) = +\infty (x2y2>0x^2y^2 > 0 e tende a 00, quindi il reciproco tende a +∞+\infty).

Esempio (anno 2025/26). lim⁡(x,y)→(0,0)ex2+y2−1x2+y2=1\displaystyle\lim_{(x, y) \to (0,0)}\frac{e^{x^2 + y^2} - 1}{x^2 + y^2} = 1, perché con u=x2+y2→0u = x^2 + y^2 \to 0 si ha eu−1u→1\frac{e^u - 1}{u} \to 1.

Errori comuni

  • Calcolare il limite solo lungo gli assi o lungo le rette e concludere che esiste: lungo le rette può venire sempre lo stesso valore e il limite non esistere (vedi la nota sulle restrizioni).
  • Usare sin⁡u∼u\sin u \sim u quando uu non tende a 00.
  • Studiare il limite in un punto che non è di accumulazione per il dominio.

Esercizi su questo argomento

Lezioni in cui compare

Teoria collegata