Il valore atteso dice dove è "centrata" una variabile, ma non quanto i valori sono sparpagliati attorno al centro. Due variabili con media 0, una che vale sempre 0 e una che vale ±1000 con probabilità 21, sono molto diverse.
Definizione. Se E[X] ed E[X2] sono finiti, la varianza di X è
Var[X]:=E[(X−μX)2],μX:=E[X]
e la deviazione standard è σX:=Var[X].
È la media del quadrato della distanza dalla media: sempre ≥0, nulla solo se X è (quasi certamente) costante. Si usa il quadrato perché i segni delle deviazioni non si compensino; σ riporta alla stessa unità di misura di X.
Dimostrazione. Sviluppando il quadrato e usando la linearità:
E[(X−μ)2]=E[X2−2μX+μ2]=E[X2]−2μE[X]+μ2=E[X2]−μ2 ∎
Esempio del prof.X=−2 con probabilità 41, X=1 con probabilità 43.
E[X]=−42+43=41.
Con la definizione: Var[X]=(−2−41)241+(1−41)243=6481+6427=1627.
Con la formula alternativa: E[X2]=4⋅41+1⋅43=47, e 47−161=1627 ✓.
Proposizione.
Var[costante]=0;
Var[aX+b]=a2Var[X];
se X∼Be(p): Var[X]=p(1−p).
La 2: la traslazione b sposta anche la media e non cambia la dispersione; il fattore a dilata le distanze di ∣a∣ e quindi i quadrati di a2. La 3: X2=X, quindi E[X2]=p e Var[X]=p−p2. Quando è massima?p(1−p) è una parabola con massimo in p=21 (valore 41): la Bernoulli più "incerta" è la moneta equilibrata; per p=0 o 1 non c'è incertezza e la varianza è nulla.
Variabile normalizzata. Se Var[X]=0, Y:=σXX−E[X] ha E[Y]=0 e Var[Y]=1.
Per la Poisson media e varianza coincidono (per questo approssima la binomiale solo quando 1−p≈1).
Covarianza
Definizione. La covarianza di X e Y (con varianze finite) è
Cov[X,Y]:=E[(X−μX)(Y−μY)]Formula alternativa:Cov[X,Y]=E[XY]−μXμY.
È simmetrica, e Cov[X,X]=Var[X]. Segno: positiva se X e Y tendono a stare insieme sopra o sotto le rispettive medie, negativa se quando una è sopra l'altra tende a stare sotto.
Esempio del prof. Due palline estratte senza reimmissione da un'urna con 3 rosse e 2 nere; X=1 se la prima è rossa, Y=1 se la seconda è rossa. E[X]=E[Y]=53; E[XY]=P(entrambe rosse)=53⋅42=103.
Cov[X,Y]=103−259=−503
Negativa: se la prima è rossa resta una rossa in meno, e la seconda è meno probabilmente rossa.
Indicatrici di eventi. Con 1A(ω)=1 se ω∈A e 0 altrimenti: E[1A]=P(A) ed E[1A1B]=E[1A∩B]=P(AB), quindi
Cov[1A,1B]=P(AB)−P(A)P(B)
nulla esattamente quando A e B sono indipendenti.
Corollario. Se X e Y sono indipendenti, Cov[X,Y]=0 (perché E[XY]=E[X]E[Y]).
Il viceversa è falso.Esempio del prof:X uniforme su {−1,0,1} e Y=X2. Non sono indipendenti: P(X=0,Y=0)=P(X=0)=31, mentre P(X=0)P(Y=0)=91 (se si conosce X si conosce Y!). Eppure Cov[X,Y]=E[X3]−E[X]E[X2]=0−0⋅32=0 (X3=X ha media 0). La covarianza misura solo la dipendenza lineare; qui la relazione è quadratica e simmetrica.
Varianza di una somma
Attenzione:Var[X+X]=Var[2X]=4Var[X]=2Var[X]. Le varianze non si sommano sempre.
Proposizione.Var[X+Y]=Var[X]+Var[Y]+2Cov[X,Y]
e più in generale
Var[X1+⋯+Xm]=i∑Var[Xi]+2i<j∑Cov[Xi,Xj]Se le Xi sono indipendenti (basta a due a due), Var[X1+⋯+Xm]=Var[X1]+⋯+Var[Xm].
Dimostrazione (due variabili). Con X~=X−μX, Y~=Y−μY: Var[X+Y]=E[(X~+Y~)2]=E[X~2]+E[Y~2]+2E[X~Y~] ∎.
Corollario. Se X∼B(n,p), Var[X]=np(1−p) (somma di n Bernoulli indipendenti, ciascuna di varianza p(1−p)).
Le palline, di nuovo. Il numero di rosse estratte X+Y ha varianza 53⋅52⋅2+2(−503)=2512−506=259, minore di quella binomiale 2⋅53⋅52=2512 (senza reimmissione la composizione del campione è più "controllata").