Gradiente e direzione di massima crescita
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Lezione 3 di analisi, Unità 2. Prerequisiti: Derivate direzionali e parzialiLa derivata direzionale di f in p lungo u è D_u f(p) = lim_{t→0} (f(p + tu) − f(p))/t, cioè la derivata in t = 0 di g(t) = f(p + tu): quanto sale f partendo da p lungo u. Le derivate parziali sono le direzionali lungo gli assi, ∂f/∂xᵢ = D_{eᵢ}f, e si calcolano derivando rispetto a xᵢ con le altre variabili ferme. Avere tutte le derivate direzionali NON implica la continuità (x²y/(x⁴ + y²)). Valgono linearità, regola del prodotto e della catena con φ di una variabile.Derivate direzionali e parziali →, Norma, distanza e prodotto scalare in RnIn Rⁿ la norma è |x| = √(x₁² + … + xₙ²) e la distanza tra x e y è |x − y|. Valgono la disuguaglianza triangolare |x + y| ≤ |x| + |y| e quella di Cauchy-Schwarz |x·y| ≤ |x||y|, con uguaglianza solo per vettori paralleli. Palle B(p,r] e cubi Q(p,r] si contengono a vicenda: B(p,r] ⊆ Q(p,r] ⊆ B(p,r√n]. Rette, piani, ellissi e cilindri si riconoscono dall'equazione (completando i quadrati).Norma, distanza e prodotto scalare in Rn → (Cauchy-Schwarz).
Definizione
Definizione. Se ha derivate parziali in , il gradiente di in è il vettore
Esempi.
- : per la prima componente è costante, e si deriva in ; per la seconda è costante.
- : nel punto il gradiente è , che punta in direzione opposta all'origine.
Il gradiente della norma
Per in : e È il versore radiale: ha norma e punta lontano dall'origine. Nell'origine non ha derivate parziali (è il cono).
Regole di calcolo
Se hanno derivate parziali in :
- ;
- ;
- ;
- se è di una variabile, derivabile in : .
Esempi.
- : con , .
- Funzioni radiali. Se è derivabile, per Il gradiente di una funzione radiale è sempre radiale (parallelo a ): ha senso, perché una funzione che dipende solo dalla distanza dall'origine non cambia girando attorno all'origine.
Funzioni di classe
Definizione. è di classe in un aperto se è continua e le sue derivate parziali esistono e sono continue in quell'aperto.
Esempio. è su : e sono composizioni di polinomi e funzioni continue. In pratica, ogni funzione costruita con formule elementari è nell'aperto in cui le formule (e quelle delle derivate) hanno senso; i punti da studiare a parte sono quelli dove la formula cambia o non è definita.
La formula del gradiente
Teorema (formula del gradiente). Se è di classe attorno a , allora ha derivata direzionale lungo ogni vettore e In particolare è lineare.
Perché è sorprendente. Le derivate parziali guardano solo lungo gli assi; la formula dice che, per una funzione , bastano a conoscere la derivata in tutte le infinite direzioni. Nell'esempio della nota precedente ( sugli assi, altrove) questo falliva: le parziali erano nulle ma . Quella funzione infatti non è nemmeno continua nell'origine, figurarsi . La dimostrazione si fa con la regola della catena (vedi Differenziabilità, piano tangente e linearizzazionef è differenziabile in p se f(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) + R(x) con R(x)/|x − p| → 0: vicino a p il grafico è quasi il suo spazio tangente z = f(p) + ∇f(p)·(x − p) (per n = 2 il piano tangente). La funzione affine L(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) è la linearizzazione e serve per le stime (Δf ≈ ∇f·Δx). C¹ ⇒ differenziabile ⇒ continua e D_u f(p) = ∇f(p)·u per ogni u. Per verificare la differenziabilità in un punto: derivate parziali con la definizione, poi limite di [f(p+h) − f(p) − ∇f(p)·h]/|h|.Differenziabilità, piano tangente e linearizzazione →: la formula vale per tutte le funzioni differenziabili, e le lo sono).
Esempi del prof.
- , calcolo di . , in vale . Quindi .
- su : , quindi (lo stesso risultato trovato con la definizione).
- Una funzione non : per (con ) le derivate parziali nell'origine sono (la funzione è nulla sugli assi), quindi la formula darebbe per ogni . Ma il calcolo diretto dà per , che non è lineare in . La formula fallisce: non è attorno all'origine (non è nemmeno continua).
Direzione di massima e minima crescita
Proposizione. Sia di classe attorno a con . Al variare dei versori ():
- è massima per , e vale ;
- è minima per , e vale ;
- per i versori ortogonali a .
Dimostrazione. Per la formula del gradiente e Cauchy-Schwarz, per ogni versore e l'uguaglianza a destra (a sinistra) vale solo se è un multiplo positivo (negativo) di , cioè . Infine esattamente per ∎.
In parole: il gradiente punta nella direzione di salita più ripida, e la sua lunghezza è la pendenza massima. L'opposto del gradiente è la direzione di discesa più ripida (quella che segue l'acqua che scorre). Le direzioni perpendicolari al gradiente sono quelle in cui, localmente, si resta alla stessa quota: le direzioni delle curve di livello (vedi Regola della catena in più variabiliSe x(t) è una curva derivabile e f è differenziabile in x(t₀), allora (f∘x)'(t₀) = ∇f(x(t₀))·x'(t₀) = Σ ∂ᵢf(x(t₀)) xᵢ'(t₀): la variazione di f lungo il moto è il gradiente per la velocità. Serve per derivare composte come f(2t, t²), per ricavare il gradiente da informazioni lungo curve, per le derivate di f(g(s,t)) e per provare che il gradiente è ortogonale alle curve di livello.Regola della catena in più variabili →).
Esempio del prof: la montagna , nel punto .
(regola 4 con ). In : e
- Salita massima: lungo (il fattore positivo non cambia la direzione).
- Pendenza massima: , un numero piccolissimo (siamo lontanissimi dalla vetta, dove la montagna è quasi piatta).
- Discesa massima: lungo , con pendenza .
- Stessa quota: lungo i versori ortogonali a , cioè .
Altri esempi (il ruscello, il lago) nell'Esercizio 16 · gradiente, direzioni di massima pendenza e il lago.
Errori comuni
- Usare la formula del gradiente per una funzione non (o non differenziabile): può dare un risultato sbagliato.
- Dimenticare di normalizzare: la direzione di massima crescita è il versore ; la pendenza massima è , non .
- Confondere "stessa quota" con "gradiente nullo": le direzioni di quota costante esistono in ogni punto (sono ortogonali al gradiente); il gradiente nullo indica invece un punto critico.