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Note per Studenti Conservazione della quantità di moto

Conservazione della quantità di moto

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Prima: Centro di massaIl centro di massa è la media delle posizioni pesata con le masse. La quantità di moto totale è M v_CM e il CM si muove come un punto di massa M soggetto alla sola risultante delle forze esterne. Nel riferimento del CM la quantità di moto totale è zero.Centro di massa → (dove si è visto che dP⃗dt=R⃗(E)\frac{d\vec P}{dt} = \vec R^{(E)}). Per un singolo punto: Quantità di moto e impulsoLa quantità di moto è p = m v; la seconda legge si scrive F = dp/dt. L'impulso di una forza è il suo integrale nel tempo e uguaglia la variazione della quantità di moto (teorema dell'impulso): serve per gli urti e le forze brevi e intense.Quantità di moto e impulso →. Seguito: Urti tra punti materialiIn un urto due corpi si scambiano forze impulsive per un tempo brevissimo: la quantità di moto totale si conserva (se non ci sono vincoli impulsivi), l'energia cinetica solo negli urti elastici. Classificazione degli urti, coefficiente di restituzione, urti nel piano e impulso ricevuto.Urti tra punti materiali →. Esercizi: Esercizio 45 · pendolo appeso a una piattaforma libera, Esercizio 46 · esplosione su un piano inclinato, Esercizio 50 · proiettile incastrato in un blocco con molla.

L'enunciato

La quantità di moto totale di un sistema è P⃗=∑imiv⃗i=Mv⃗CM\vec P = \sum_i m_i \vec v_i = M \vec v_{CM}, e la prima equazione cardinale dice

dP⃗dt=R⃗(E)\frac{d\vec P}{dt} = \vec R^{(E)}

Quindi:

Se la risultante delle forze esterne è nulla, la quantità di moto totale del sistema è costante: P⃗iniziale=P⃗finale\vec P_{\text{iniziale}} = \vec P_{\text{finale}}. Equivalentemente il CM si muove di moto rettilineo uniforme (o resta fermo).

Un sistema su cui non agiscono forze esterne si dice isolato. Le forze interne possono essere fortissime e cambiare completamente le velocità dei singoli punti, ma non cambiano P⃗\vec P: quello che un punto guadagna in quantità di moto, gli altri lo perdono.

Conservazione lungo un asse

L'equazione vale per componenti: dPxdt=Rx(E)\frac{dP_x}{dt} = R_x^{(E)}. Se le forze esterne hanno componente nulla lungo un asse, lungo quell'asse la quantità di moto si conserva, anche se le forze esterne non sono nulle in generale. È il caso più frequente negli esercizi: sistemi appoggiati su un piano orizzontale liscio, dove le forze esterne (pesi e reazioni del piano) sono tutte verticali e quindi

Px=costanteP_x = \text{costante}

mentre PyP_y può cambiare (per esempio un pendolo che oscilla su un carrello: la pallina sale e scende, la sua quantità di moto verticale cambia perché peso e reazione del piano non si bilanciano in ogni istante).

Esplosioni e urti: forze impulsive

In un'esplosione (una molla che scatta tra due corpi, un meccanismo interno, una carica esplosiva) o in un urto, due corpi si scambiano forze molto intense per un tempo molto breve Δt\Delta t. Queste si chiamano forze impulsive: il loro impulsoLa quantità di moto è p = m v; la seconda legge si scrive F = dp/dt. L'impulso di una forza è il suo integrale nel tempo e uguaglia la variazione della quantità di moto (teorema dell'impulso): serve per gli urti e le forze brevi e intense.Quantità di moto e impulso → J⃗=∫F⃗ dt\vec J = \int \vec F\,dt è finito anche se Δt\Delta t è piccolissimo, perché F⃗\vec F è enorme.

Le forze esterne "normali" (il peso, l'attrito dinamico, la forza di una molla attaccata a un muro) restano invece finite. Nel tempo Δt\Delta t il loro impulso è al più F ΔtF\,\Delta t, che tende a zero quando Δt→0\Delta t \to 0. Quindi:

Durante un urto o un'esplosione la quantità di moto totale si conserva, anche se ci sono forze esterne, purché queste non siano impulsive. Si confronta la quantità di moto immediatamente prima con quella immediatamente dopo.

Quando la conservazione NON vale durante l'urto: se c'è una forza esterna impulsiva, cioè un vincolo che deve reagire bruscamente per impedire un movimento. Esempi: un corpo attaccato a un perno fisso (il perno esercita un impulso), una pallina che urta un muro (il muro esercita un impulso), un filo che si tende di colpo. In questi casi si conserva al più la componente di P⃗\vec P lungo la quale il vincolo non agisce, oppure il momento angolare rispetto al perno (Urti con corpi rigidiNegli urti con un corpo rigido imperniato si conserva il momento angolare rispetto al perno (la reazione impulsiva del perno ha momento nullo), non la quantità di moto; l'impulso del vincolo si ricava dalla variazione di quantità di moto. Per un corpo libero si conservano quantità di moto e momento angolare.Urti con corpi rigidi →).

Esempi

Esplosione da fermo

Due corpi inizialmente fermi, mA=8m_A = 8 kg e mB=2m_B = 2 kg, sono separati di colpo da un meccanismo interno; BB parte a vB=5v_B = 5 m/s. Con che velocità parte AA?

Prima: P=0P = 0. Dopo: P=mAvA+mBvBP = m_A v_A + m_B v_B. Conservazione (sull'asse del moto):

0=mAvA+mBvB⟹vA=−mBmA vB=−28⋅5=−1,25 m/s0 = m_A v_A + m_B v_B \quad \Longrightarrow \quad v_A = -\frac{m_B}{m_A}\,v_B = -\frac{2}{8} \cdot 5 = -1{,}25\ \text{m/s}

Il segno meno dice che AA parte in verso opposto, e più lentamente perché è più pesante. Le velocità sono in rapporto inverso alle masse. Questa è la prima parte dell'Esercizio 46 · esplosione su un piano inclinato, dove i due corpi stanno su un piano inclinato scabro: peso e attrito sono esterni ma non impulsivi, quindi nell'istante dell'esplosione si possono ignorare.

Rinculo. Un fucile di 44 kg spara un proiettile di 1010 g a 400400 m/s: il fucile rincula a 0,01⋅4004=1\frac{0{,}01 \cdot 400}{4} = 1 m/s.

La persona sulla barca

Una persona di 7070 kg sta a poppa di una barca di 140140 kg ferma in acqua (attrito dell'acqua trascurabile) e cammina di 33 m verso prua. Di quanto si sposta la barca?

Le forze esterne orizzontali sono nulle e il sistema parte da fermo, quindi Px=0P_x = 0 sempre e il CM non si sposta. Se la persona si sposta di Δxp\Delta x_p e la barca di Δxb\Delta x_b (rispetto all'acqua), m Δxp+M Δxb=0m\,\Delta x_p + M\,\Delta x_b = 0. Lo spostamento della persona rispetto alla barca è 33 m: Δxp−Δxb=3\Delta x_p - \Delta x_b = 3 m. Risolvendo:

Δxb=−mm+M⋅3=−70210⋅3=−1 mΔxp=+2 m\Delta x_b = -\frac{m}{m + M} \cdot 3 = -\frac{70}{210} \cdot 3 = -1\ \text{m} \qquad \Delta x_p = +2\ \text{m}

La barca arretra di 11 m e la persona avanza di 22 m rispetto all'acqua.

Il pendolo sulla piattaforma

Un pendolo appeso a una piattaforma libera di scorrere su un piano liscio viene lasciato oscillare. Forze esterne: i pesi e la reazione del piano, tutte verticali. Quindi PxP_x si conserva; se il sistema parte da fermo, in ogni istante

m vm,x+M vM,x=0m\,v_{m,x} + M\,v_{M,x} = 0

Quando la pallina passa per la verticale va in un verso e la piattaforma nell'altro. Insieme alla conservazione dell'energia questo permette di trovare entrambe le velocità: Esercizio 45 · pendolo appeso a una piattaforma libera.

Come si usa negli esercizi

  1. Scegliere il sistema in modo che le forze "scomode" (quelle che si scambiano i corpi) siano interne.
  2. Elencare le forze esterne e chiedersi: hanno risultante nulla? Lungo quale asse? Sono impulsive?
  3. Scrivere P⃗i=P⃗f\vec P_i = \vec P_f (oppure solo Px,i=Px,fP_{x,i} = P_{x,f}) tra due istanti ben precisi, con tutte le velocità nello stesso riferimento inerziale e con i segni.
  4. Se le incognite sono due, serve una seconda equazione: di solito la conservazione dell'energia (se non ci sono dissipazioni) o una condizione cinematica (i corpi restano attaccati, una velocità relativa nota).

Errori comuni

Esercizi su questo argomento

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