Salta al contenuto
Note per Studenti Forza centripeta nel moto curvilineo

Forza centripeta nel moto curvilineo

In questa pagina 5

Applicazione della seconda legge (Leggi di NewtonLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →) ai moti su traiettorie curve, la cui cinematica è in Moto circolareSulla circonferenza la posizione è data dall'angolo θ(t): s = Rθ, v = ωR con ω = dθ/dt. Moto uniforme: periodo T = 2π/ω, accelerazione solo centripeta ω²R. Moto non uniforme: anche accelerazione tangenziale αR. In forma vettoriale v = ω × r.Moto circolare → e Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazioneNel piano la posizione è il vettore r(t); la velocità v = dr/dt è sempre tangente alla traiettoria, con modulo ds/dt. L'accelerazione a = dv/dt si scompone in tangenziale dv/dt (cambia la rapidità) e normale v²/R verso il centro di curvatura (cambia la direzione).Moto nel piano - posizione, velocità e accelerazione →. Prima: Forza elasticaUna molla ideale esercita F = −k Δx, opposta alla deformazione (legge di Hooke). Una massa attaccata a una molla compie un moto armonico con ω = √(k/m); ampiezza e fase vengono dalle condizioni iniziali, e v² = ω²(A² − x²). Una forza costante in più sposta solo la posizione di equilibrio.Forza elastica →. Seguito: Tensione dei fili e carrucoleUn filo ideale (massa nulla, inestensibile) tira con la stessa tensione T in tutti i suoi punti, anche passando su una carrucola ideale, e impone ai corpi collegati accelerazioni di uguale modulo. Si scrive F = m a per ogni corpo e si risolve il sistema in a e T (macchina di Atwood, blocco sul tavolo con massa appesa).Tensione dei fili e carrucole →, Pendolo semplicePunto materiale appeso a un filo: lungo la tangente m l θ'' = −m g sinθ, lungo il filo T − m g cosθ = m v²/l. Per piccole oscillazioni sinθ ≈ θ e il moto è armonico con periodo T = 2π√(l/g), indipendente da massa e ampiezza.Pendolo semplice →. Esercizio: Esercizio 35 · forza tangente su una guida circolare.

Accelerazione tangenziale e normale

Dalla cinematica: un punto che percorre una curva con velocità di modulo vv ha un'accelerazione con due componenti,

  • tangenziale aT=dvdta_T = \frac{dv}{dt}, lungo la velocità: cambia il modulo della velocità;
  • normale (o centripeta) aN=v2Ra_N = \frac{v^2}{R}, perpendicolare alla velocità e diretta verso il centro di curvatura: cambia la direzione della velocità. RR è il raggio di curvatura (per una circonferenza, il suo raggio).

Anche a velocità costante in modulo, su una curva l'accelerazione non è nulla: è tutta normale.

La seconda legge lungo la normale e la tangente

Si proietta F⃗=ma⃗\vec F = m\vec a sulla direzione tangente e su quella normale (verso il centro):

FT=m dvdtFN=m v2RF_T = m\,\frac{dv}{dt} \qquad\qquad F_N = m\,\frac{v^2}{R}

dove FNF_N è la somma delle componenti di tutte le forze lungo la direzione verso il centro (positive se puntano verso il centro, negative se puntano verso l'esterno).

Il punto concettuale. "Forza centripeta" è il nome della componente normale della risultante, non una forza in più da aggiungere al diagramma di corpo libero. Nel diagramma ci sono solo le forze vere (peso, normale, attrito, tensione…); la seconda legge dice che la loro somma lungo la normale deve valere mv2/Rmv^2/R perché il corpo curvi. Se le forze disponibili non bastano, il corpo non riesce a curvare così stretto ed esce di strada (o si stacca dal vincolo).

Non esiste una "forza centrifuga" in un riferimento inerziale: la sensazione di essere spinti verso l'esterno in curva è l'inerzia (il corpo tenderebbe ad andare dritto). La forza centrifuga compare solo nel riferimento che ruota insieme al corpo, come forza apparente (Sistemi di riferimento non inerziali e forze apparentiIn un riferimento accelerato o rotante la legge di Newton vale solo aggiungendo forze apparenti: −m·a_t (trascinamento, con la centrifuga) e −2m·ω×v' (Coriolis). Non sono interazioni tra corpi e non hanno reazione. Esempi: ascensore, pendolo su un vagone, blocco su una piattaforma, giostra, Terra.Sistemi di riferimento non inerziali e forze apparenti →).

Esempi

Auto in curva su strada piana

Un'auto percorre una curva di raggio RR a velocità costante. Le forze sono il peso, la normale (N=mgN = mg) e l'attrito statico laterale delle gomme, diretto verso il centro della curva (statico perché le gomme non slittano lateralmente). È l'unica forza con componente normale, quindi

Fs=mv2R≤μsmg⟹v≤μsgRF_s = m\frac{v^2}{R} \le \mu_s mg \quad \Longrightarrow \quad v \le \sqrt{\mu_s g R}

Con R=50R = 50 m e μs=0,8\mu_s = 0{,}8: vmax⁡=0,8⋅9,81⋅50=19,8v_{\max} = \sqrt{0{,}8 \cdot 9{,}81 \cdot 50} = 19{,}8 m/s ≈71\approx 71 km/h. Su strada bagnata (μs\mu_s minore) la velocità massima cala; non dipende dalla massa dell'auto.

Curva sopraelevata

Se la strada è inclinata verso l'interno di un angolo θ\theta, la normale (perpendicolare alla strada) ha una componente orizzontale verso il centro, Nsin⁡θN\sin\theta, e una verticale, Ncos⁡θN\cos\theta. Senza contare sull'attrito: in verticale Ncos⁡θ=mgN\cos\theta = mg, in orizzontale Nsin⁡θ=mv2/RN\sin\theta = mv^2/R; dividendo membro a membro

tan⁡θ=v2gR⟹v=gRtan⁡θ\tan\theta = \frac{v^2}{gR} \quad \Longrightarrow \quad v = \sqrt{gR\tan\theta}

è la velocità "di progetto" a cui si curva senza bisogno di attrito. Con R=50R = 50 m e θ=20°\theta = 20°: v=13,4v = 13{,}4 m/s ≈48\approx 48 km/h. Notare che qui la normale non vale mgmg ma mg/cos⁡θmg/\cos\theta: ancora una volta la normale si ricava dalle equazioni.

Guida circolare verticale (giro della morte)

Un blocchetto percorre l'interno di una guida circolare liscia di raggio RR in un piano verticale. Si indica con θ\theta l'angolo tra il raggio che va al blocchetto e la verticale verso il basso. Lungo la normale (verso il centro) agiscono la reazione NN della guida (sempre verso il centro, perché la guida spinge il blocchetto dall'esterno) e la componente del peso −mgcos⁡θ-mg\cos\theta:

N−mgcos⁡θ=mv2R⟹N=m(v2R+gcos⁡θ)N - mg\cos\theta = m\frac{v^2}{R} \quad \Longrightarrow \quad N = m\left(\frac{v^2}{R} + g\cos\theta\right)

valto≥gRv_{\text{alto}} \ge \sqrt{gR}

Se in cima la velocità è minore, il peso da solo è più che sufficiente a farlo curvare e il blocchetto si stacca prima, cadendo. Con R=0,5R = 0{,}5 m serve valto≥2,21v_{\text{alto}} \ge 2{,}21 m/s.

Lungo la tangente, su una guida liscia, agisce solo la componente del peso mgsin⁡θmg\sin\theta, che rallenta il blocchetto in salita: per collegare le velocità in punti diversi della guida serve l'energia (Conservazione dell'energia meccanicaL'energia meccanica E = K + U resta costante se compiono lavoro solo forze conservative. Se lavorano anche forze non conservative (attrito), la variazione di E è uguale al loro lavoro: W_nc = E_B − E_A. Il grafico di U(x) con la retta E mostra dove il moto è possibile e i punti di inversione.Conservazione dell'energia meccanica →).

Dosso

Un'auto passa sulla cima di un dosso di raggio RR (sopra la curva, non dentro). Il centro di curvatura sta sotto: lungo la normale verso il centro il peso è positivo e la normale negativa,

mg−N=mv2R⟹N=m(g−v2R)mg - N = m\frac{v^2}{R} \quad \Longrightarrow \quad N = m\left(g - \frac{v^2}{R}\right)

Il peso apparente diminuisce, e si annulla per v=gRv = \sqrt{gR}: oltre, l'auto si stacca dalla strada. Con R=20R = 20 m succede a 1414 m/s ≈50\approx 50 km/h. Un passeggero di 7070 kg che passa a 1010 m/s "pesa" N=70(9,81−5)=337N = 70(9{,}81 - 5) = 337 N invece di 687687 N; in fondo a una valletta dello stesso raggio peserebbe 70(9,81+5)=103770(9{,}81 + 5) = 1037 N.

Sasso legato a un filo

Un sasso fatto girare su un tavolo liscio, legato a un filo di lunghezza ℓ\ell: l'unica forza orizzontale è la tensione del filo, diretta verso il centro, quindi T=mv2/ℓT = mv^2/\ell. Se il filo si rompe il sasso prosegue lungo la tangente (non radialmente verso l'esterno), di moto rettilineo uniforme.

Riassunto

situazione forze che fanno da centripeta risultato
curva piana attrito statico vmax⁡=μsgRv_{\max} = \sqrt{\mu_s g R}
curva sopraelevata senza attrito componente orizzontale della normale v=gRtan⁡θv = \sqrt{gR\tan\theta}
interno guida verticale normale e componente del peso N=m(v2/R+gcos⁡θ)N = m(v^2/R + g\cos\theta); in cima v≥gRv \ge \sqrt{gR}
dosso peso meno normale N=m(g−v2/R)N = m(g - v^2/R); distacco a v=gRv = \sqrt{gR}
filo tensione T=mv2/ℓT = mv^2/\ell

Errori comuni

  • Aggiungere la "forza centripeta" al diagramma di corpo libero insieme alle altre forze: è la loro risultante normale, non una forza in più.
  • Sbagliare i segni lungo la normale: si prende positivo il verso verso il centro; una forza che punta verso l'esterno entra con il meno.
  • Dimenticare che su una curva l'accelerazione non è nulla anche se il modulo della velocità è costante.
  • Ignorare la condizione N≥0N \ge 0 nelle guide e sui dossi.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata