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Note per Studenti Esercizio 75 · riscaldamento isobaro di un gas biatomico

Esercizio 75riscaldamento isobaro di un gas biatomico

In questa pagina 6

Testo (tema d'esame del 4 febbraio 2022, problema 3, domande a e b). n=0,5n = 0{,}5 moli di gas ideale biatomico alla temperatura iniziale Ti=300T_i = 300 K vengono riscaldate in maniera isobara. Nella trasformazione il gas compie il lavoro W=500W = 500 J. Ricordando che la costante universale del gas ideale vale R=8,31R = 8{,}31 J/(K·mole), determinare:

a) la temperatura finale della trasformazione: Tf=…T_f = \dots

b) il volume finale del gas, se la pressione alla quale avviene la trasformazione è p=105p = 10^5 Pa: Vf=…V_f = \dots

(Le domande c, d, e del tema chiedono variazioni di entropia: si svolgono nel capitolo sul secondo principio, Calcolo delle variazioni di entropiaLe formule di ΔS per i casi d'esame: serbatoio Q/T, corpo che cambia temperatura mc ln(T2/T1), cambiamento di fase mλ/T, gas ideale n cV ln(T2/T1) + nR ln(V2/V1). Per le trasformazioni irreversibili si integra lungo una reversibile con gli stessi estremi.Calcolo delle variazioni di entropia →. Qui si aggiunge invece il calcolo di ΔU\Delta U e QQ, utile per completare il bilancio energetico.)


Le grandezze in gioco

simbolo significato valore
nn numero di moli 0,50{,}5 mol
TiT_i temperatura iniziale 300300 K
WW lavoro compiuto dal gas +500+500 J (positivo: il gas si espande)
pp pressione, costante 10510^5 Pa
RR costante dei gas 8,318{,}31 J/(mol·K)

"Gas ideale biatomico" significa c_V = 5R/2 e c_p = 7R/2Valori dei calori specifici molari per molecole fatte di due atomi, come azoto e ossigeno: 3 gradi di libertà di traslazione più 2 di rotazione. (Energia interna e calori specifici dei gas idealiL'energia interna di un gas ideale dipende solo dalla temperatura: ΔU = n c_V ΔT in qualunque trasformazione. I calori molari a volume e a pressione costante sono legati dalla relazione di Mayer c_p = c_V + R. Monoatomico: c_V = 3R/2; biatomico: c_V = 5R/2; γ = c_p/c_V.Energia interna e calori specifici dei gas ideali →).

"Riscaldate in maniera isobara" significa che la pressione resta la stessa durante tutta la trasformazione: il gas è chiuso da un pistone libero, sotto una pressione esterna costante, e si espande mentre si scalda.


a) Temperatura finale

Il lavoro in un'isobara

A pressione costante il lavoro fatto dal gas è il rettangolo sotto il segmento orizzontaleW = ∫p dV, e con p costante l'integrale vale p per la variazione di volume.Lavoro termodinamico → nel piano di Clapeyron:

W=p (Vf−Vi)W = p\,(V_f - V_i)

Non si conoscono i volumi, ma si conoscono le temperature (una sola, per ora). Si usa l'equazione di statoUn gas abbastanza rarefatto obbedisce all'equazione di stato pV = nRT, con R = 8,31 J/(mol·K) e T in kelvin. Riassume le leggi di Boyle (isoterma), di Gay-Lussac (isobara e isocora) e di Avogadro. Per n fisso: pV/T è costante tra due stati qualsiasi.Gas ideali - equazione di stato → nei due stati, pVi=nRTipV_i = nRT_i e pVf=nRTfpV_f = nRT_f, con la stessa pp. Sottraendo:

p (Vf−Vi)=nR (Tf−Ti)⟹W=nR ΔTp\,(V_f - V_i) = nR\,(T_f - T_i) \quad \Longrightarrow \quad W = nR\,\Delta T

Perché è comodo: il lavoro di un'isobara si può scrivere con le sole temperature, senza conoscere la pressione. È proprio quello che serve qui, dove la pressione viene data solo nella domanda b.

Il calcolo

ΔT=WnR=500 J0,5 mol⋅8,31 J/(mol\cdotpK)=5004,155 K=120,3 K\Delta T = \frac{W}{nR} = \frac{500\ \text{J}}{0{,}5\ \text{mol} \cdot 8{,}31\ \text{J/(mol·K)}} = \frac{500}{4{,}155}\ \text{K} = 120{,}3\ \text{K}

Unità: Jmol⋅J/(mol⋅K)=K\frac{\text{J}}{\text{mol}\cdot\text{J}/(\text{mol}\cdot\text{K})} = \text{K} ✓.

Tf=Ti+ΔT=300+120,3=420,3 KT_f = T_i + \Delta T = 300 + 120{,}3 = 420{,}3\ \text{K}

Il gas si è scaldato, come deve succedere in un'espansione isobara (V/TV/T costante: se VV aumenta, aumenta anche TT).

La strada della soluzione ufficiale è la stessa scritta in un altro modo: dal primo principio W=Q−ΔU=ncpΔT−ncVΔT=n(cp−cV)ΔT=nR ΔTW = Q - \Delta U = n c_p \Delta T - n c_V \Delta T = n(c_p - c_V)\Delta T = nR\,\Delta T, per la relazione di Mayerc_p − c_V = R: a pressione costante serve più calore che a volume costante, perché una parte esce come lavoro.Energia interna e calori specifici dei gas ideali →.


b) Volume finale

Ora si conosce p=105p = 10^5 Pa. Dall'equazione di stato nello stato finale:

Vf=nRTfp=0,5⋅8,31⋅420,3105 m3=1,746×10−2 m3=17,46 dm3V_f = \frac{nRT_f}{p} = \frac{0{,}5 \cdot 8{,}31 \cdot 420{,}3}{10^5}\ \text{m}^3 = 1{,}746 \times 10^{-2}\ \text{m}^3 = 17{,}46\ \text{dm}^3

(da m³ a dm³ si moltiplica per 10001000, perché 1 m3=(10 dm)3=1000 dm31\ \text{m}^3 = (10\ \text{dm})^3 = 1000\ \text{dm}^3).

Controllo. Il volume iniziale è Vi=nRTip=0,5⋅8,31⋅300105=12,46 dm3V_i = \frac{nRT_i}{p} = \frac{0{,}5 \cdot 8{,}31 \cdot 300}{10^5} = 12{,}46\ \text{dm}^3. La variazione di volume è Vf−Vi=5,00 dm3V_f - V_i = 5{,}00\ \text{dm}^3, e infatti p ΔV=105⋅5×10−3=500 J=Wp\,\Delta V = 10^5 \cdot 5 \times 10^{-3} = 500\ \text{J} = W ✓. (La soluzione del tema riporta proprio ΔV=W/p=5 dm3\Delta V = W/p = 5\ \text{dm}^3.)


Complemento: energia interna e calore

Per completare il bilancio, con le formule delle trasformazioni isobareIn un'isobara: W = nRΔT, ΔU = n c_V ΔT, Q = n c_p ΔT.Trasformazioni dei gas ideali →:

ΔU=ncVΔT=0,5⋅52⋅8,31⋅120,3=1250 J\Delta U = n c_V \Delta T = 0{,}5 \cdot \tfrac52 \cdot 8{,}31 \cdot 120{,}3 = 1250\ \text{J}

Q=ncpΔT=0,5⋅72⋅8,31⋅120,3=1750 JQ = n c_p \Delta T = 0{,}5 \cdot \tfrac72 \cdot 8{,}31 \cdot 120{,}3 = 1750\ \text{J}

Verifica con il primo principioΔU = Q − W, con Q assorbito e W fatto dal gas.Primo principio della termodinamica →: Q−W=1750−500=1250 J=ΔUQ - W = 1750 - 500 = 1250\ \text{J} = \Delta U ✓.

I numeri sono "tondi" per un motivo: per un biatomico in un'isobara W:ΔU:Q=R:cV:cp=2:5:7W : \Delta U : Q = R : c_V : c_p = 2 : 5 : 7. Con W=500W = 500 J si ha ΔU=1250\Delta U = 1250 J e Q=1750Q = 1750 J. Dei 17501750 J assorbiti, i 57\frac57 scaldano il gas e i 27\frac27 escono come lavoro.


Risultati

grandezza valore
ΔT\Delta T 120,3120{,}3 K
TfT_f 420,3420{,}3 K
ViV_i 12,46 dm312{,}46\ \text{dm}^3
VfV_f 17,46 dm317{,}46\ \text{dm}^3
ΔU\Delta U 12501250 J
QQ 17501750 J

Errori comuni

  • Usare W=ncpΔTW = n c_p \Delta T o W=ncVΔTW = n c_V \Delta T: in un'isobara il lavoro è nR ΔTnR\,\Delta T; ncpΔTn c_p \Delta T è il calore, ncVΔTn c_V \Delta T l'energia interna.
  • Dare VfV_f in m³ senza accorgersi dell'ordine di grandezza: 0,0175 m30{,}0175\ \text{m}^3 sono 17,517{,}5 litri, un valore ragionevole per mezza mole di gas a pressione atmosferica (una mole a 0 °C0\ °\text{C} occupa 22,422{,}4 litri).
  • Pensare che serva la pressione per la domanda a: il lavoro di un'isobara si scrive con le temperature, nR ΔTnR\,\Delta T.

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