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Note per Studenti Tensione dei fili e carrucole

Tensione dei fili e carrucole

In questa pagina 7

I fili collegano tra loro più corpi: è il caso più comune di problema con più incognite. Prima: Forza centripeta nel moto curvilineoIn un moto curvilineo l'accelerazione ha una componente normale v²/R verso il centro di curvatura, quindi la risultante delle forze lungo la normale deve valere m v²/R. La "forza centripeta" non è una forza nuova: è il ruolo che giocano attrito, normale, tensione o peso.Forza centripeta nel moto curvilineo →. Seguito: Pendolo semplicePunto materiale appeso a un filo: lungo la tangente m l θ'' = −m g sinθ, lungo il filo T − m g cosθ = m v²/l. Per piccole oscillazioni sinθ ≈ θ e il moto è armonico con periodo T = 2π√(l/g), indipendente da massa e ampiezza.Pendolo semplice →. Esercizi: Esercizio 21 · due blocchi su due piani inclinati collegati da un filo, Esercizio 22 · blocchetto su piattaforma mobile tirato da un filo, Esercizio 23 · due blocchetti e una molla su un piano inclinato scabro.

Il filo ideale

Un filo teso esercita sul corpo a cui è attaccato una forza, la tensione T⃗\vec T, diretta lungo il filo e che tira sempre (verso il filo, mai in verso opposto). Un filo non può spingere: se dai conti la tensione esce negativa, il filo in realtà si è allentato e non agisce più.

Nei problemi i fili sono ideali:

  1. di massa trascurabile;
  2. inestensibili: la loro lunghezza non cambia.

Conseguenza della massa nulla: la tensione è la stessa in tutto il filo. Si prende un pezzetto di filo: agli estremi è tirato in versi opposti dalle tensioni T1T_1 e T2T_2, e per la seconda legge T2−T1=mfilo aT_2 - T_1 = m_{\text{filo}}\,a. Se mfilo=0m_{\text{filo}} = 0, allora T1=T2T_1 = T_2, qualunque sia l'accelerazione. Quindi un filo ideale tira con la stessa forza TT entrambi i corpi che collega (ciascuno verso l'altro).

Conseguenza dell'inestensibilità: i corpi collegati hanno accelerazioni di uguale modulo. Se un estremo del filo si sposta di 11 cm, l'altro deve spostarsi di 11 cm (lungo il filo), altrimenti il filo si allungherebbe. Derivando due volte: velocità e accelerazioni lungo il filo sono uguali in modulo. Basta quindi un'unica incognita aa per tutti i corpi collegati, scegliendo per ciascuno l'asse nel verso in cui si muove quando il sistema "va avanti".

Carrucola ideale

Una carrucola (rotellina) serve a cambiare la direzione del filo. Se è ideale (massa trascurabile e senza attrito nel perno) la tensione è la stessa dai due lati: la carrucola cambia la direzione della forza ma non il suo modulo. Su una carrucola con massa invece le tensioni dai due lati sono diverse, e la differenza fa ruotare la carrucola: serve la dinamica del corpo rigido (Rotazione attorno a un asse fissoPer un corpo rigido che ruota attorno a un asse fisso L_z = I ω e la seconda equazione cardinale diventa M_z = I α, l'analogo di F = ma. Se il momento esterno lungo l'asse è nullo, I ω si conserva. Le reazioni del vincolo si trovano con la prima equazione cardinale; carrucole con massa.Rotazione attorno a un asse fisso →).

Il perno della carrucola deve reggere entrambi i tratti di filo: se i due tratti sono paralleli e verticali, il supporto tira la carrucola verso l'alto con 2T2T.

Metodo

  1. Un diagramma di corpo libero per ogni corpo: il filo compare come una tensione TT (la stessa su tutti i corpi collegati dallo stesso filo ideale), diretta lungo il filo verso il punto in cui il filo va.
  2. Assi "che seguono il filo": per ogni corpo, asse nel verso in cui si muove quando il sistema avanza. Così tutti i corpi hanno la stessa accelerazione aa (con lo stesso segno).
  3. Una equazione di Newton per corpo lungo il suo asse. Le incognite sono aa e TT (più eventuali normali, dalle equazioni perpendicolari).
  4. Trucco per trovare subito aa: si sommano le equazioni dei vari corpi. Le tensioni si elidono (compaiono con +T+T in un'equazione e −T-T nell'altra) e resta

(m1+m2+… ) a=somma delle forze esterne "motrici" meno quelle "frenanti" lungo il filo(m_1 + m_2 + \dots)\,a = \text{somma delle forze esterne "motrici" meno quelle "frenanti" lungo il filo}

come se il sistema fosse un unico corpo di massa totale tirato dalle sole forze esterne. Poi TT si ricava da una sola delle equazioni.

Macchina di Atwood

Due masse m1<m2m_1 < m_2 appese ai due lati di una carrucola ideale fissa. Il sistema avanza con m2m_2 che scende e m1m_1 che sale; asse di m1m_1 verso l'alto, asse di m2m_2 verso il basso.

m1:T−m1g=m1am2:m2g−T=m2am_1: \quad T - m_1 g = m_1 a \qquad\qquad m_2: \quad m_2 g - T = m_2 a

Sommando: (m2−m1)g=(m1+m2)a(m_2 - m_1)g = (m_1 + m_2)a, quindi

a=m2−m1m1+m2 g,T=m1(g+a)=2m1m2m1+m2 ga = \frac{m_2 - m_1}{m_1 + m_2}\,g, \qquad T = m_1(g + a) = \frac{2 m_1 m_2}{m_1 + m_2}\,g

Controlli. Con m1=m2m_1 = m_2: a=0a = 0 (equilibrio) e T=m1gT = m_1 g ✓. Con m1=0m_1 = 0: a=ga = g, caduta libera di m2m_2, e T=0T = 0 ✓. La tensione sta sempre tra i due pesi: m1g<T<m2gm_1 g < T < m_2 g (deve accelerare m1m_1 verso l'alto e frenare la caduta di m2m_2).

Esempio. m1=2m_1 = 2 kg, m2=3m_2 = 3 kg: a=15 9,81=1,96 m/s2a = \frac{1}{5}\,9{,}81 = 1{,}96\ \text{m/s}^2, T=2⋅2⋅35 9,81=23,5T = \frac{2 \cdot 2 \cdot 3}{5}\,9{,}81 = 23{,}5 N (tra 19,619{,}6 N e 29,429{,}4 N ✓). Il supporto della carrucola regge 2T=47,12T = 47{,}1 N, meno del peso totale 49,149{,}1 N: il sistema sta accelerando, il suo centro di massa scende accelerando.

L'utilità storica: la macchina di Atwood "diluisce" gg in un'accelerazione piccola e misurabile, come il piano inclinato.

Blocco sul tavolo e massa appesa

Un blocco m1m_1 su un tavolo orizzontale scabro (coefficiente μd\mu_d), collegato da un filo che passa su una carrucola sul bordo a una massa m2m_2 appesa. Il sistema avanza con m2m_2 che scende.

m1 (orizzontale):T−μdm1g=m1a(N1=m1g)m_1 \ (\text{orizzontale}): \quad T - \mu_d m_1 g = m_1 a \qquad (N_1 = m_1 g) m2 (verso il basso):m2g−T=m2am_2 \ (\text{verso il basso}): \quad m_2 g - T = m_2 a

Sommando:

a=m2−μdm1m1+m2 g,T=m2(g−a)a = \frac{m_2 - \mu_d m_1}{m_1 + m_2}\,g, \qquad T = m_2(g - a)

Esempio. m1=2m_1 = 2 kg, μd=0,2\mu_d = 0{,}2, m2=1m_2 = 1 kg: a=1−0,43 9,81=1,96 m/s2a = \frac{1 - 0{,}4}{3}\,9{,}81 = 1{,}96\ \text{m/s}^2, T=1⋅(9,81−1,96)=7,85T = 1 \cdot (9{,}81 - 1{,}96) = 7{,}85 N. La tensione è minore del peso di m2m_2 (9,819{,}81 N): se fosse uguale, m2m_2 non accelererebbe.

Se il sistema parte da fermo bisogna prima controllare che si muova: con attrito statico serve m2g>μsm1gm_2 g > \mu_s m_1 g, cioè m2>μsm1m_2 > \mu_s m_1.

Riassunto

proprietà del filo ideale conseguenza
massa nulla tensione uguale in tutto il filo (anche su carrucole ideali)
inestensibile accelerazioni uguali in modulo lungo il filo
può solo tirare T≥0T \ge 0; T<0T < 0 vuol dire filo allentato
sistema accelerazione tensione
Atwood m2−m1m1+m2g\frac{m_2 - m_1}{m_1 + m_2}g 2m1m2m1+m2g\frac{2m_1 m_2}{m_1 + m_2}g
tavolo con attrito e massa appesa m2−μdm1m1+m2g\frac{m_2 - \mu_d m_1}{m_1 + m_2}g m2(g−a)m_2(g - a)

Errori comuni

  • Porre la tensione uguale al peso della massa appesa: vale solo se il sistema non accelera.
  • Usare accelerazioni con segni incoerenti per corpi collegati: si orientano gli assi "lungo il filo", nel verso in cui il sistema avanza.
  • Dimenticare di controllare T≥0T \ge 0: in alcuni problemi un filo può allentarsi (per esempio se il corpo davanti accelera più di quello dietro).
  • Considerare uguali le tensioni ai due lati di una carrucola con massa: vale solo per la carrucola ideale.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata