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Note per Studenti Statica del corpo rigido

Statica del corpo rigido

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Ultimo argomento del capitolo sul corpo rigido. Prima: Urti con corpi rigidiNegli urti con un corpo rigido imperniato si conserva il momento angolare rispetto al perno (la reazione impulsiva del perno ha momento nullo), non la quantità di moto; l'impulso del vincolo si ricava dalla variazione di quantità di moto. Per un corpo libero si conservano quantità di moto e momento angolare.Urti con corpi rigidi →. Usa le Leggi di NewtonLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →, il momento delle forze (Momento angolare e momento di una forzaMomento di una forza M = r × F e momento angolare L = r × m v rispetto a un polo. Teorema del momento angolare: dL/dt = M (polo fisso o CM); per un sistema contano solo i momenti esterni. Con forze centrali o momento esterno nullo L si conserva.Momento angolare e momento di una forza →) e l'attrito statico (Forze di attrito radenteL'attrito radente è la componente della reazione vincolare parallela alla superficie. Statico: impedisce lo scivolamento e vale quanto serve, fino a μs N. Dinamico: agisce durante lo strisciamento, vale μd N ed è opposto alla velocità relativa.Forze di attrito radente →). Esercizi: Esercizio 67 · disco spinto contro un gradino, Esercizio 60 · due dischi incollati appesi con un blocchetto (punto a).

Le equazioni cardinali della statica

Un corpo rigido è in equilibrio se, lasciato fermo, resta fermo: il centro di massa non accelera e il corpo non inizia a ruotare. Dalle due equazioni cardinali (Corpo rigido e suo centro di massaUn corpo rigido è un sistema di punti a distanze reciproche fisse. Il suo centro di massa si calcola con integrali sulla densità (e con le simmetrie); il moto più generale è una traslazione del centro di massa più una rotazione attorno a un asse.Corpo rigido e suo centro di massa →), con a⃗CM=0\vec a_{CM} = 0 e L⃗\vec L costante (nullo):

F⃗(e)=∑F⃗i=0eM⃗O(e)=∑r⃗i×F⃗i=0\boxed{\vec F^{(e)} = \sum \vec F_i = 0 \qquad\text{e}\qquad \vec M^{(e)}_O = \sum \vec r_i\times\vec F_i = 0}

Entrambe sono necessarie:

  • la sola condizione sulle forze non basta: due forze uguali e opposte applicate agli estremi di un'asta, non sulla stessa retta (una coppia), hanno risultante nulla ma fanno ruotare l'asta;
  • la sola condizione sui momenti non basta: una forza che passa per il polo ha momento nullo ma sposta il corpo.

Per un problema piano (tutte le forze in un piano, rotazioni attorno ad assi perpendicolari a quel piano) sono tre equazioni scalari: ∑Fx=0\sum F_x = 0, ∑Fy=0\sum F_y = 0, ∑Mz=0\sum M_z = 0. Quindi si possono trovare al massimo tre incognite.

La scelta del polo

Se la risultante delle forze è nulla, il momento totale è lo stesso rispetto a qualunque polo. Infatti, cambiando polo da OO a O′O':

M⃗O′=∑(r⃗i−r⃗O′)×F⃗i=M⃗O−r⃗O′×∑F⃗i=M⃗O\vec M_{O'} = \sum (\vec r_i - \vec r_{O'})\times\vec F_i = \vec M_O - \vec r_{O'}\times\sum\vec F_i = \vec M_O

Quindi in statica il polo si sceglie liberamente, e lo si sceglie in modo furbo: nel punto dove sono applicate le forze incognite che non interessano (o il maggior numero di incognite). Rispetto a quel punto quelle forze hanno momento nullo e spariscono dall'equazione dei momenti, che si risolve subito.

Il metodo

  1. Isolare il corpo e disegnare tutte le forze esterne, ciascuna nel suo punto di applicazione: peso nel CM, reazioni nei punti di appoggio, tensioni dei fili, forze applicate. L'attrito statico in ogni appoggio scabro, con verso ipotizzato (se esce negativo, il verso era l'opposto).
  2. Contare incognite ed equazioni (3 nel piano).
  3. Equazione dei momenti rispetto al polo più comodo.
  4. Equazioni delle forze per le reazioni rimaste.
  5. Controlli: le reazioni normali devono uscire ≥0\ge 0 (un appoggio può solo spingere: se esce negativa il corpo si stacca); l'attrito statico deve rispettare ∣fs∣≤μsN|f_s| \le \mu_s N.

Esempio 1: la scala appoggiata al muro

Una scala omogenea di massa m=10m = 10 kg e lunghezza ℓ\ell è appoggiata a un muro liscio e a un pavimento scabro, e forma un angolo α=60°\alpha = 60° con il pavimento. Quanto deve valere almeno il coefficiente d'attrito statico perché non scivoli?

Forze: peso mgmg nel punto medio; nel piede AA la normale NAN_A (verticale, verso l'alto) e l'attrito fsf_s (orizzontale, verso il muro: il piede tenderebbe a scivolare via dal muro); nella sommità BB la normale del muro NBN_B (orizzontale, verso l'esterno; niente attrito perché il muro è liscio). Tre incognite: NAN_A, fsf_s, NBN_B.

Momenti rispetto al piede AA (così NAN_A e fsf_s spariscono). Il peso ha braccio ℓ2cos⁡α\frac{\ell}{2}\cos\alpha (distanza orizzontale tra AA e il punto medio), NBN_B ha braccio ℓsin⁡α\ell\sin\alpha (quota di BB); i due momenti hanno versi opposti:

NB ℓsin⁡α=mg ℓ2cos⁡α⟹NB=mg2tan⁡αN_B\,\ell\sin\alpha = m g\,\frac{\ell}{2}\cos\alpha \quad\Longrightarrow\quad N_B = \frac{m g}{2\tan\alpha}

Forze: in verticale NA=mgN_A = mg; in orizzontale fs=NB=mg2tan⁡αf_s = N_B = \frac{mg}{2\tan\alpha}.

Condizione di non scivolamento: fs≤μsNAf_s \le \mu_s N_A, cioè

μs≥12tan⁡α=12tan⁡60°=0,289\mu_s \ge \frac{1}{2\tan\alpha} = \frac{1}{2\tan60°} = 0{,}289

Numericamente NB=fs=98,13,464=28,3N_B = f_s = \frac{98{,}1}{3{,}464} = 28{,}3 N. Osservazioni: la lunghezza della scala si semplifica; più la scala è inclinata (α piccolo) più attrito serve. Una scala quasi verticale non scivola quasi mai.

Esempio 2: il disco contro il gradino

(Tema d'esame del 12 giugno 2014, svolto per intero in Esercizio 67 · disco spinto contro un gradino.) Un disco di massa m=0,4m = 0{,}4 kg e raggio R=0,3R = 0{,}3 m poggia su un pavimento liscio, accostato a un gradino di altezza h=0,1h = 0{,}1 m con spigolo OO. Nel centro si applica una forza orizzontale FF verso il gradino. Qual è la forza minima per far salire il disco?

Geometria: il centro CC è a quota RR, lo spigolo a quota hh, quindi il dislivello è R−h=0,2R - h = 0{,}2 m e la distanza orizzontale tra CC e OO è d=R2−(R−h)2=0,224d = \sqrt{R^2 - (R - h)^2} = 0{,}224 m.

Momenti rispetto allo spigolo OO (la reazione dello spigolo, incognita, sparisce): FF ha braccio R−hR - h e tende a far salire il disco; il peso ha braccio dd e lo tiene giù; la normale ΦP\Phi_P del pavimento (in PP, sotto il centro) ha braccio dd e aiuta a salire. All'equilibrio:

F(R−h)−mg d+ΦP d=0F(R - h) - m g\,d + \Phi_P\,d = 0

Al crescere di FF la reazione del pavimento diminuisce; il disco si stacca quando ΦP=0\Phi_P = 0:

Fmin=mg dR−h=0,4⋅9,81⋅0,2240,2=4,39 NF_{min} = \frac{m g\,d}{R - h} = \frac{0{,}4\cdot9{,}81\cdot0{,}224}{0{,}2} = 4{,}39\ \text{N}

Esempio 3: il portacarichi

(Tema d'esame del 14 settembre 2015.) Un carrello portacarichi è fatto da un'asse AOAO (massa m=5m = 5 kg, lunghezza ℓ=1,6\ell = 1{,}6 m) e da una ruota di centro OO (massa mR=3m_R = 3 kg); porta un carico di massa M=50M = 50 kg con il CM GG a distanza OG=0,9OG = 0{,}9 m dall'asse della ruota, con OGOG inclinato di β=50°\beta = 50° sull'orizzontale. Il facchino lo tiene fermo con una forza verticale FVF_V in AA, con l'asse inclinato di α=30°\alpha = 30°.

Momenti rispetto a OO (la reazione del pavimento sulla ruota passa per il punto di contatto, sulla verticale di OO, quindi ha braccio nullo; così pure il peso della ruota). I bracci sono le distanze orizzontali da OO: ℓcos⁡α\ell\cos\alpha per FVF_V, ℓ2cos⁡α\frac{\ell}{2}\cos\alpha per il peso dell'asse, hcos⁡βh\cos\beta per il peso del carico:

FV ℓcos⁡α=mg ℓ2cos⁡α+Mg hcos⁡β⟹FV=229 NF_V\,\ell\cos\alpha = m g\,\frac{\ell}{2}\cos\alpha + M g\,h\cos\beta \quad\Longrightarrow\quad F_V = 229\ \text{N}

Forze verticali: FV+Φ=(M+m+mR)gF_V + \Phi = (M + m + m_R)g, quindi Φ=569−229=340\Phi = 569 - 229 = 340 N. Il facchino sostiene circa il 40%40\% del peso totale: è il vantaggio della leva.

Equilibrio stabile, instabile, indifferente

Per un corpo soggetto solo al peso e a vincoli fissi, l'equilibrio è:

  • stabile se, spostato di poco, il corpo torna verso la posizione di equilibrio: il CM è nel punto più basso possibile (pendolo composto fermo sotto il perno; energia potenziale minima);
  • instabile se, spostato di poco, si allontana: il CM è nel punto più alto (asta in equilibrio verticale sopra il perno; energia potenziale massima);
  • indifferente se resta in equilibrio anche nelle posizioni vicine: il CM sta sull'asse di rotazione (ruota imperniata nel centro).

Un corpo appoggiato su una base è in equilibrio se la verticale per il CM cade dentro la base d'appoggio; se esce dalla base il momento del peso rispetto allo spigolo lo fa ribaltare.

Errori comuni

  • Imporre solo ∑F⃗=0\sum\vec F = 0 dimenticando i momenti, o viceversa.
  • Calcolare i momenti con la distanza dal punto di applicazione invece del braccio (distanza del polo dalla retta d'azione): nella scala il braccio del peso rispetto al piede è ℓ2cos⁡α\frac{\ell}{2}\cos\alpha, non ℓ2\frac{\ell}{2}.
  • Scrivere fs=μsNf_s = \mu_s N in una situazione di equilibrio generico: l'attrito statico vale quanto serve; μsN\mu_s N si usa solo per la condizione limite.
  • Accettare una reazione normale negativa: significa che il contatto si è perso e il corpo non è più in equilibrio in quella configurazione.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata