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Note per Studenti Quantità di moto e impulso

Quantità di moto e impulso

In questa pagina 7

Riformulazione della seconda legge di Newton (Leggi di NewtonLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →) che diventa indispensabile per gli urti e per i sistemi di più corpi (Conservazione della quantità di motoSe la risultante delle forze esterne è nulla la quantità di moto totale di un sistema resta costante (anche solo lungo un asse, se lì la forza esterna è nulla). Nelle esplosioni e negli urti si conserva perché le forze esterne non impulsive sono trascurabili nel brevissimo intervallo.Conservazione della quantità di moto →, Urti tra punti materialiIn un urto due corpi si scambiano forze impulsive per un tempo brevissimo: la quantità di moto totale si conserva (se non ci sono vincoli impulsivi), l'energia cinetica solo negli urti elastici. Classificazione degli urti, coefficiente di restituzione, urti nel piano e impulso ricevuto.Urti tra punti materiali →). Esercizi: Esercizio 28 · due pendoli tenuti aperti da una molla (impulso nell'urto tra due sferette), Esercizio 29 · piattaforma spinta che urta un ostacolo (impulso di un ostacolo fisso).

Quantità di moto

La quantità di moto di un punto materiale di massa mm e velocità v⃗\vec v è il vettore

p⃗=m v⃗[kg m/s]\vec p = m\,\vec v \qquad [\text{kg}\,\text{m/s}]

Ha la direzione e il verso della velocità. Misura "quanto moto" ha un corpo tenendo conto anche della massa: un camion a 1010 km/h e una bicicletta a 1010 km/h hanno la stessa velocità ma quantità di moto molto diverse, e fermarli richiede sforzi molto diversi.

La seconda legge con la quantità di moto

Se la massa è costante, dp⃗dt=d(mv⃗)dt=mdv⃗dt=ma⃗\frac{d\vec p}{dt} = \frac{d(m\vec v)}{dt} = m\frac{d\vec v}{dt} = m\vec a. Quindi la seconda legge si può scrivere

F⃗=dp⃗dt\vec F = \frac{d\vec p}{dt}

La forza risultante è la rapidità con cui cambia la quantità di moto. Questa è la forma in cui Newton enunciò la legge, ed è più generale di F⃗=ma⃗\vec F = m\vec a (vale anche per sistemi a massa variabile, come un razzo che espelle gas).

Conseguenza immediata: se F⃗=0\vec F = 0, allora p⃗\vec p è costante. È di nuovo il principio d'inerzia, ma scritto in una forma che si generalizzerà ai sistemi di punti.

Impulso di una forza

Si moltiplica F⃗=dp⃗dt\vec F = \frac{d\vec p}{dt} per dtdt e si integra tra due istanti t1t_1 e t2t_2:

∫t1t2F⃗ dt=∫p⃗1p⃗2dp⃗=p⃗2−p⃗1\int_{t_1}^{t_2} \vec F\,dt = \int_{\vec p_1}^{\vec p_2} d\vec p = \vec p_2 - \vec p_1

L'integrale a sinistra si chiama impulso della forza nell'intervallo [t1,t2][t_1, t_2]:

J⃗=∫t1t2F⃗ dt[N s=kg m/s]\vec J = \int_{t_1}^{t_2} \vec F\,dt \qquad [\text{N}\,\text{s} = \text{kg}\,\text{m/s}]

e si ottiene il

Teorema dell'impulso. L'impulso della forza risultante in un intervallo di tempo è uguale alla variazione della quantità di moto in quell'intervallo: J⃗=Δp⃗=mv⃗2−mv⃗1\vec J = \Delta\vec p = m\vec v_2 - m\vec v_1

È un'uguaglianza tra vettori, quindi vale componente per componente: Jx=mv2x−mv1xJ_x = m v_{2x} - m v_{1x}, e così via. Le unità coincidono: N s=kg m/s2⋅s=kg m/s\text{N}\,\text{s} = \text{kg}\,\text{m/s}^2 \cdot \text{s} = \text{kg}\,\text{m/s}.

Forza costante. Se F⃗\vec F non cambia nel tempo, l'integrale è semplicemente J⃗=F⃗ Δt\vec J = \vec F\,\Delta t.

Forza media. Se la forza varia, si definisce la forza media come la forza costante che darebbe lo stesso impulso nello stesso tempo:

F⃗media=J⃗Δt=Δp⃗Δt\vec F_{\text{media}} = \frac{\vec J}{\Delta t} = \frac{\Delta\vec p}{\Delta t}

Graficamente, per una forza lungo una sola direzione, l'impulso è l'area sotto il grafico di F(t)F(t).

A cosa serve: forze impulsive e urti

Il teorema dell'impulso è utile quando una forza è molto intensa e dura pochissimo (forza impulsiva): un colpo di martello, una palla che rimbalza, un urto contro un ostacolo. Di queste forze non si conosce l'andamento nel tempo, ma si conosce (o si cerca) il loro effetto complessivo, cioè la variazione di quantità di moto.

Esempio: pallina contro un muro. Una pallina di massa m=0,1m = 0{,}1 kg arriva perpendicolarmente contro un muro con velocità 88 m/s e rimbalza indietro a 66 m/s. Il contatto dura Δt=0,01\Delta t = 0{,}01 s.

  1. Asse xx nel verso di arrivo: v1=+8v_1 = +8 m/s, v2=−6v_2 = -6 m/s (rimbalzando cambia verso: il segno è essenziale).
  2. Impulso del muro: Jx=mv2−mv1=0,1⋅(−6)−0,1⋅8=−1,4 N sJ_x = m v_2 - m v_1 = 0{,}1 \cdot (-6) - 0{,}1 \cdot 8 = -1{,}4\ \text{N}\,\text{s}, diretto via dal muro.
  3. Forza media: Fmedia=−1,40,01=−140F_{\text{media}} = \frac{-1{,}4}{0{,}01} = -140 N, circa 140140 volte il peso della pallina (≈0,98\approx 0{,}98 N).

Se si fosse dimenticato il cambio di verso, si sarebbe trovato ∣Δp∣=0,2 kg m/s|\Delta p| = 0{,}2\ \text{kg m/s} invece di 1,41{,}4: errore tipico.

Perché durante un urto si possono trascurare le altre forze. In un intervallo brevissimo Δt\Delta t, l'impulso di una forza "normale" (peso, forza elastica, attrito) è F ΔtF\,\Delta t, piccolissimo; solo le forze impulsive, che diventano enormi, danno un impulso finito. Per questo negli esercizi si scrive "la forza elastica non è impulsiva": durante l'urto non cambia la quantità di moto (Esercizio 29 · piattaforma spinta che urta un ostacolo). Questo argomento è la base della conservazione della quantità di moto negli urti (Urti tra punti materialiIn un urto due corpi si scambiano forze impulsive per un tempo brevissimo: la quantità di moto totale si conserva (se non ci sono vincoli impulsivi), l'energia cinetica solo negli urti elastici. Classificazione degli urti, coefficiente di restituzione, urti nel piano e impulso ricevuto.Urti tra punti materiali →).

Esempio: dalla forza alla velocità

Un corpo di massa m=2m = 2 kg, inizialmente fermo, è spinto lungo xx da una forza che cresce linearmente, F(t)=3tF(t) = 3t (N, con tt in s), per 44 s.

J=∫043t dt=[32t2]04=24 N s⟹v=Jm=12 m/sJ = \int_0^4 3t\,dt = \Big[\tfrac32 t^2\Big]_0^4 = 24\ \text{N}\,\text{s} \quad \Longrightarrow \quad v = \frac{J}{m} = 12\ \text{m/s}

Qui la forza non è costante, quindi non si potevano usare le formule del moto uniformemente accelerato; il teorema dell'impulso dà subito la velocità finale senza dover trovare la legge oraria.

Grafico interattivo: Forza F(t) = 3t (ascissa: t in s, ordinata: F in N). L'impulso tra 0 e 4 s è l'area del triangolo: 4 · 12 / 2 = 24 N·s

Riassunto

Grandezza Formula Unità
quantità di moto p⃗=mv⃗\vec p = m\vec v kg m/s
seconda legge F⃗=dp⃗dt\vec F = \dfrac{d\vec p}{dt} N
impulso J⃗=∫t1t2F⃗ dt\vec J = \displaystyle\int_{t_1}^{t_2} \vec F\,dt (=F⃗Δt= \vec F\Delta t se F⃗\vec F costante) N s
teorema dell'impulso J⃗=Δp⃗\vec J = \Delta\vec p
forza media F⃗media=Δp⃗/Δt\vec F_{\text{media}} = \Delta\vec p / \Delta t N

Errori comuni

  • Dimenticare che p⃗\vec p è un vettore: in un rimbalzo la velocità cambia verso e ∣Δp⃗∣=m(∣v1∣+∣v2∣)|\Delta\vec p| = m(|v_1| + |v_2|), non m(∣v1∣−∣v2∣)m(|v_1| - |v_2|).
  • Confondere impulso e forza: l'impulso è una forza per un tempo (N s); due forze molto diverse possono dare lo stesso impulso se agiscono per tempi diversi (il principio degli airbag: stesso Δp\Delta p, tempo più lungo, forza più piccola).
  • Includere nel calcolo dell'impulso di un urto forze non impulsive (peso, molle): il loro contributo è trascurabile durante il contatto.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata