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Note per Studenti Lavoro e potenza

Lavoro e potenza

In questa pagina 7

Inizio del capitolo su lavoro ed energia. Serve il prodotto scalareIl prodotto scalare a·b = ab cosθ è un numero, massimo per vettori paralleli e nullo per vettori perpendicolari; serve per proiezioni e lavoro. Il prodotto vettoriale a×b è un vettore perpendicolare ad entrambi, di modulo ab sinθ, verso con la mano destra; serve per momenti e rotazioni.Prodotto scalare e prodotto vettoriale → e la dinamica del punto (Leggi di NewtonLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →). Seguito: Energia cinetica e teorema dell'energia cineticaL'energia cinetica di un punto è K = mv²/2. Il teorema dell'energia cinetica dice che il lavoro di tutte le forze agenti tra due posizioni è uguale alla variazione di K: W_tot = K_B − K_A. Dà la velocità in un punto senza passare dal tempo.Energia cinetica e teorema dell'energia cinetica →. Esercizi: Esercizio 35 · forza tangente su una guida circolare, Esercizio 36 · blocchetto che frena e cade su un piano inclinato.

Perché serve il lavoro

Con la seconda legge di Newton F⃗=ma⃗\vec F = m\vec a si trova l'accelerazione istante per istante, e poi bisogna integrare due volte per avere la legge oraria. Molte domande d'esame però chiedono solo quanto vale la velocità in un certo punto ("la velocità del blocchetto quando arriva in fondo alla guida"). Per queste domande c'è una strada più corta, che non passa dal tempo: si guarda quanto ogni forza "spinge" o "frena" il corpo lungo il percorso. Questa quantità è il lavoro.

Forza costante e spostamento rettilineo

Un corpo si sposta in linea retta di Δr⃗\Delta\vec r mentre su di lui agisce una forza costante F⃗\vec F che forma l'angolo α\alpha con lo spostamento. Il lavoro della forza è

W=F⃗⋅Δr⃗=F Δr cos⁡αW = \vec F \cdot \Delta\vec r = F\,\Delta r\,\cos\alpha

Conta solo la componente della forza lungo lo spostamento, Fcos⁡αF\cos\alpha: la parte perpendicolare non aiuta né ostacola l'avanzamento.

Unità di misura: newton per metro, cioè joule: 1 J=1 N⋅m=1 kg m2/s21\ \text{J} = 1\ \text{N}\cdot\text{m} = 1\ \text{kg}\,\text{m}^2/\text{s}^2. Il lavoro è uno scalare (un numero con segno, senza direzione).

Il segno dice se la forza aiuta o frena:

angolo α\alpha cos⁡α\cos\alpha lavoro si chiama
0≤α<90°0 \le \alpha < 90° >0> 0 W>0W > 0 lavoro motore: la forza favorisce lo spostamento
α=90°\alpha = 90° 00 W=0W = 0 la forza è perpendicolare allo spostamento
90°<α≤180°90° < \alpha \le 180° <0< 0 W<0W < 0 lavoro resistente: la forza si oppone allo spostamento

Tre esempi che tornano in tutti gli esercizi. Un blocchetto di massa mm scende di un tratto dd lungo un piano inclinato di ϑ\vartheta, con attrito dinamico μD\mu_D.

  1. Peso mg⃗m\vec g: forma con lo spostamento l'angolo 90°−ϑ90° - \vartheta, quindi Wpeso=mg dcos⁡(90°−ϑ)=mg dsin⁡ϑ=mg hW_{\text{peso}} = mg\,d\cos(90° - \vartheta) = mg\,d\sin\vartheta = mg\,h, dove h=dsin⁡ϑh = d\sin\vartheta è il dislivello. Positivo: il peso aiuta la discesa.
  2. Reazione normale N⃗\vec N: è perpendicolare al piano, quindi allo spostamento: WN=0W_N = 0.
  3. Attrito dinamico: ha modulo μDN=μDmgcos⁡ϑ\mu_D N = \mu_D mg\cos\vartheta (Forze di attrito radenteL'attrito radente è la componente della reazione vincolare parallela alla superficie. Statico: impedisce lo scivolamento e vale quanto serve, fino a μs N. Dinamico: agisce durante lo strisciamento, vale μd N ed è opposto alla velocità relativa.Forze di attrito radente →) ed è sempre opposto al moto (α=180°\alpha = 180°): Wattr=−μDmgcos⁡ϑ dW_{\text{attr}} = -\mu_D mg\cos\vartheta\,d. Negativo: frena.

Il caso generale: integrale di linea

Se la forza cambia lungo il percorso, o il percorso è curvo, la formula F Δrcos⁡αF\,\Delta r\cos\alpha non si può usare così com'è. Si divide il percorso da AA a BB in tanti tratti piccolissimi dr⃗d\vec r, così corti che lungo ciascuno la forza è praticamente costante e il tratto è praticamente rettilineo. Il lavoro su un tratto è il lavoro elementare

dW=F⃗⋅dr⃗dW = \vec F \cdot d\vec r

e il lavoro totale è la somma di tutti i contributi, cioè l'integrale lungo il percorso (integrale di linea):

WA→B=∫ABF⃗⋅dr⃗\boxed{W_{A \to B} = \int_A^B \vec F \cdot d\vec r}

In componenti cartesiane F⃗⋅dr⃗=Fx dx+Fy dy+Fz dz\vec F \cdot d\vec r = F_x\,dx + F_y\,dy + F_z\,dz, quindi

WA→B=∫AB(Fx dx+Fy dy+Fz dz)W_{A \to B} = \int_A^B (F_x\,dx + F_y\,dy + F_z\,dz)

In generale il risultato dipende dal percorso seguito tra AA e BB, non solo dagli estremi. Le forze per cui invece dipende solo dagli estremi sono speciali e si chiamano conservative: Forze conservative ed energia potenzialeUna forza è conservativa se il suo lavoro dipende solo dalla posizione iniziale e finale (non dal percorso). Allora esiste un'energia potenziale U con W = −ΔU e F = −dU/dx: peso mgy, molla k(Δl)²/2. L'attrito non è conservativo. I minimi di U sono equilibri stabili.Forze conservative ed energia potenziale →.

Moto rettilineo: il lavoro è un'area

Se il moto avviene lungo l'asse xx e la forza ha solo la componente Fx(x)F_x(x):

W=∫xAxBFx(x) dxW = \int_{x_A}^{x_B} F_x(x)\,dx

cioè l'area con segno sotto il grafico di Fx(x)F_x(x) tra xAx_A e xBx_B.

Esempio 1: il lavoro della forza elastica

Una molla di costante kk con un estremo fisso esercita sul corpo attaccato all'altro estremo la forza elasticaUna molla ideale esercita F = −k Δx, opposta alla deformazione (legge di Hooke). Una massa attaccata a una molla compie un moto armonico con ω = √(k/m); ampiezza e fase vengono dalle condizioni iniziali, e v² = ω²(A² − x²). Una forza costante in più sposta solo la posizione di equilibrio.Forza elastica → Fx=−kxF_x = -kx, dove xx è l'allungamento (x>0x > 0 molla allungata, x<0x < 0 compressa). Spostando il corpo da xAx_A a xBx_B:

Wel=∫xAxB(−kx) dx=[−12kx2]xAxB=12kxA2−12kxB2W_{\text{el}} = \int_{x_A}^{x_B} (-kx)\,dx = \Big[-\tfrac12 k x^2\Big]_{x_A}^{x_B} = \tfrac12 k x_A^2 - \tfrac12 k x_B^2

Numeri: k=200 N/mk = 200\ \text{N/m}, si allunga la molla da xA=0x_A = 0 a xB=0,1 mx_B = 0{,}1\ \text{m}. La molla compie Wel=0−12⋅200⋅0,01=−1 JW_{\text{el}} = 0 - \frac12 \cdot 200 \cdot 0{,}01 = -1\ \text{J}: negativo, perché la molla tira indietro mentre il corpo va avanti. Quando la molla torna da 0,1 m0{,}1\ \text{m} a 00 compie +1 J+1\ \text{J}.

Il grafico di Fx=−kxF_x = -kx è una retta per l'origine; l'area tra 00 e 0,10{,}1 è un triangolo di base 0,1 m0{,}1\ \text{m} e "altezza" −20 N-20\ \text{N}, di area 12⋅0,1⋅(−20)=−1 J\frac12 \cdot 0{,}1 \cdot (-20) = -1\ \text{J}.

Grafico interattivo: Forza elastica F = −kx con k = 200 N/m (ascissa: allungamento x in m, ordinata: F in N). Il lavoro tra due posizioni è l'area con segno sotto la retta

Attenzione: la forza della molla non è costante, quindi W≠F⋅ΔxW \ne F \cdot \Delta x. Con F=−20 NF = -20\ \text{N} (il valore finale) si otterrebbe −2 J-2\ \text{J}, il doppio del vero.

Esempio 2: forza tangente lungo un arco di circonferenza

Un blocchetto percorre un arco di circonferenza di raggio RR spinto da una forza di modulo FF costante e sempre tangente alla traiettoria, nel verso del moto. In ogni tratto dr⃗d\vec r (lungo ds=R dϑds = R\,d\vartheta) la forza è parallela allo spostamento, quindi dW=F ds=FR dϑdW = F\,ds = F R\,d\vartheta, e su un arco di ampiezza Δϑ\Delta\vartheta (in radianti):

W=∫FR dϑ=FR Δϑ=F⋅(lunghezza dell’arco)W = \int F R\,d\vartheta = F R\,\Delta\vartheta = F \cdot (\text{lunghezza dell'arco})

La forza cambia direzione a ogni istante (resta tangente), quindi non è un vettore costante: eppure il conto è semplicissimo, perché l'angolo tra forza e spostamento è sempre zero. È il caso dell'Esercizio 35 · forza tangente su una guida circolare.

Esempio 3: il peso lungo un percorso qualsiasi

Con asse yy verticale verso l'alto il peso è F⃗=(0,−mg,0)\vec F = (0, -mg, 0), quindi F⃗⋅dr⃗=−mg dy\vec F \cdot d\vec r = -mg\,dy e

Wpeso=∫yAyB(−mg) dy=−mg (yB−yA)=mg (yA−yB)W_{\text{peso}} = \int_{y_A}^{y_B} (-mg)\,dy = -mg\,(y_B - y_A) = mg\,(y_A - y_B)

Qualunque sia il percorso (dritto, curvo, a zig-zag) conta solo il dislivello: il peso compie lavoro +mgh+mgh se il corpo scende di hh, −mgh-mgh se sale di hh. Gli spostamenti orizzontali non contano perché sono perpendicolari al peso.

Proprietà utili

Potenza

Due motori possono compiere lo stesso lavoro, uno in un secondo e l'altro in un'ora. La rapidità con cui si compie lavoro è la potenza:

Pˉ=WΔt(potenza media)P=dWdt(potenza istantanea)\bar P = \frac{W}{\Delta t} \quad (\text{potenza media}) \qquad\qquad P = \frac{dW}{dt} \quad (\text{potenza istantanea})

Unità: watt, 1 W=1 J/s1\ \text{W} = 1\ \text{J/s}.

Siccome dW=F⃗⋅dr⃗dW = \vec F \cdot d\vec r e dr⃗=v⃗ dtd\vec r = \vec v\,dt:

P=F⃗⋅dr⃗dt=F⃗⋅v⃗\boxed{P = \frac{\vec F \cdot d\vec r}{dt} = \vec F \cdot \vec v}

La potenza istantanea di una forza è il prodotto scalare tra la forza e la velocità del punto su cui agisce.

Esempio. Un'auto viaggia a velocità costante v=30 m/sv = 30\ \text{m/s} (108 km/h) e le forze resistenti (aria e rotolamento) valgono in tutto 500 N500\ \text{N}. Per mantenere la velocità il motore deve spingere con 500 N500\ \text{N} nel verso del moto, quindi sviluppa P=500⋅30=15 000 W=15 kWP = 500 \cdot 30 = 15\,000\ \text{W} = 15\ \text{kW}.

Esempio. Una persona di 70 kg70\ \text{kg} sale una rampa di scale alta 3 m3\ \text{m} in 2 s2\ \text{s}. Contro il peso compie lavoro mgh=70⋅9,81⋅3≈2060 Jmgh = 70 \cdot 9{,}81 \cdot 3 \approx 2060\ \text{J}, con potenza media 2060/2≈1030 W2060 / 2 \approx 1030\ \text{W}.

Il kilowattora (kWh), che compare sulle bollette, è un'unità di energia, non di potenza: è il lavoro compiuto in un'ora con potenza 1 kW1\ \text{kW}, cioè 1 kWh=1000 W⋅3600 s=3,6×106 J1\ \text{kWh} = 1000\ \text{W} \cdot 3600\ \text{s} = 3{,}6 \times 10^6\ \text{J}.

Riassunto

caso formula
forza costante, spostamento rettilineo W=F⃗⋅Δr⃗=F Δrcos⁡αW = \vec F \cdot \Delta\vec r = F\,\Delta r\cos\alpha
caso generale W=∫ABF⃗⋅dr⃗W = \int_A^B \vec F \cdot d\vec r
peso W=mg (yA−yB)W = mg\,(y_A - y_B), solo il dislivello conta
molla (allungamento da xAx_A a xBx_B) W=12kxA2−12kxB2W = \frac12 k x_A^2 - \frac12 k x_B^2
attrito dinamico su un percorso lungo ss W=−μDN sW = -\mu_D N\,s
forza perpendicolare alla velocità W=0W = 0
potenza P=dW/dt=F⃗⋅v⃗P = dW/dt = \vec F \cdot \vec v

Errori comuni

  • Usare F dF\,d con una forza che varia (molla, forza dipendente dalla posizione): bisogna integrare.
  • Dimenticare il segno: il lavoro dell'attrito dinamico è sempre negativo, quello del peso è negativo in salita.
  • Usare i gradi in FR ΔϑF R\,\Delta\vartheta: la lunghezza dell'arco è R ΔϑR\,\Delta\vartheta solo con Δϑ\Delta\vartheta in radianti.
  • Confondere lavoro e forza: una forza grande può compiere lavoro nullo (la normale su un piano fisso), e il lavoro non ha direzione.
  • Confondere kW e kWh: il primo è una potenza, il secondo un'energia.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata