Salta al contenuto
Note per Studenti Moti relativi - velocità e accelerazione di trascinamento

Moti relativi: velocità e accelerazione di trascinamento

In questa pagina 6

Inizio del capitolo sui moti relativi. Serve la derivata dei vettori e dei versori (Derivata e integrale di un vettoreUn vettore che dipende dal tempo si deriva e si integra componente per componente. La derivata di un versore è perpendicolare al versore e vale dφ/dt per il versore normale: per questo la derivata di un vettore ha una parte parallela (cambia il modulo) e una perpendicolare (cambia la direzione).Derivata e integrale di un vettore →) e il Moto circolareSulla circonferenza la posizione è data dall'angolo θ(t): s = Rθ, v = ωR con ω = dθ/dt. Moto uniforme: periodo T = 2π/ω, accelerazione solo centripeta ω²R. Moto non uniforme: anche accelerazione tangenziale αR. In forma vettoriale v = ω × r.Moto circolare →. Seguito: Sistemi di riferimento non inerziali e forze apparentiIn un riferimento accelerato o rotante la legge di Newton vale solo aggiungendo forze apparenti: −m·a_t (trascinamento, con la centrifuga) e −2m·ω×v' (Coriolis). Non sono interazioni tra corpi e non hanno reazione. Esempi: ascensore, pendolo su un vagone, blocco su una piattaforma, giostra, Terra.Sistemi di riferimento non inerziali e forze apparenti →. Esercizi: Esercizio 40 · blocchetto su una piattaforma che scende lungo un piano inclinato, Esercizio 41 · blocchetto su una piattaforma frenata da una molla, Esercizio 45 · pendolo appeso a una piattaforma libera.

Il problema

Il moto di un corpo dipende dal riferimento da cui lo si osserva. Una valigia appoggiata sul pavimento di un treno è ferma per il passeggero e si muove a 30 m/s30\ \text{m/s} per chi è sulla banchina. Negli esercizi capita spesso di conoscere il moto in un riferimento (il blocchetto scivola sulla piattaforma) e di doverlo descrivere in un altro (il blocchetto rispetto al piano su cui la piattaforma si muove), o viceversa. Servono le formule per passare da uno all'altro.

Si usano due riferimenti:

  • SS (assi x,y,zx, y, z, origine OO), detto fisso o assoluto: di solito il suolo;
  • S′S' (assi x′,y′,z′x', y', z', origine O′O'), detto mobile o relativo: il treno, la piattaforma, il disco che ruota.

Il tempo è lo stesso nei due riferimenti (t′=tt' = t): in meccanica classica gli orologi non dipendono da come ci si muove.

Le grandezze misurate in SS si chiamano assolute (r⃗,v⃗,a⃗\vec r, \vec v, \vec a), quelle misurate in S′S' relative (\vec r\,', \vec v\,', \vec a\,').

Posizione

Se r⃗O′\vec r_{O'} è la posizione dell'origine mobile O′O' vista da SS, la posizione del punto PP è

\vec r = \vec r_{O'} + \vec r\,'

(per andare da OO a PP si passa da O′O').

Caso 1: S′S' trasla senza ruotare

Gli assi di S′S' restano sempre paralleli a quelli di SS (come un vagone su un binario dritto, o una piattaforma che scivola su un piano). Allora i versori di S′S' sono costanti e derivando la relazione delle posizioni si ottiene semplicemente

\boxed{\vec v = \vec v\,' + \vec v_{O'}} \qquad\qquad \boxed{\vec a = \vec a\,' + \vec a_{O'}}

  • v⃗O′\vec v_{O'} è la velocità di trascinamento: la velocità che il punto avrebbe se fosse fermo in S′S' e venisse solo "trascinato" dal riferimento mobile;
  • a⃗O′\vec a_{O'} è l'accelerazione di trascinamento.

In parole: velocità assoluta = velocità relativa + velocità di trascinamento, e lo stesso per le accelerazioni. Rigirando: \vec v\,' = \vec v - \vec v_{O'} e \vec a\,' = \vec a - \vec a_{O'}, cioè la grandezza relativa è "assoluta del punto meno assoluta del riferimento".

Esempio: la barca sul fiume. Una barca punta perpendicolarmente alla riva e si muove rispetto all'acqua a v′=2 m/sv' = 2\ \text{m/s}; la corrente trascina l'acqua parallelamente alla riva a vO′=1,5 m/sv_{O'} = 1{,}5\ \text{m/s}. Rispetto alla riva la barca ha velocità \vec v = \vec v\,' + \vec v_{O'}, somma di due vettori perpendicolari:

v=22+1,52=2,5 m/s,inclinata di arctan⁡1,52≈36,9° rispetto alla perpendicolare alla rivav = \sqrt{2^2 + 1{,}5^2} = 2{,}5\ \text{m/s}, \qquad \text{inclinata di } \arctan\frac{1{,}5}{2} \approx 36{,}9° \text{ rispetto alla perpendicolare alla riva}

Se il fiume è largo 40 m40\ \text{m}, la barca impiega 40/2=20 s40 / 2 = 20\ \text{s} (conta solo la componente perpendicolare alla riva) e approda 1,5⋅20=30 m1{,}5 \cdot 20 = 30\ \text{m} più a valle.

Esempio: la pioggia vista dal treno. La pioggia cade verticalmente a 8 m/s8\ \text{m/s}, il treno corre a 20 m/s20\ \text{m/s}. Per il passeggero \vec v\,' = \vec v - \vec v_{\text{treno}}: componente orizzontale −20 m/s-20\ \text{m/s} (all'indietro), verticale −8 m/s-8\ \text{m/s}. Le gocce sul finestrino scendono inclinate di arctan⁡(20/8)≈68°\arctan(20/8) \approx 68° rispetto alla verticale.

Esempio: blocchetto su una piattaforma. Una piattaforma scende lungo un piano inclinato con accelerazione aMa_M; sopra di essa un blocchetto scivola senza attrito con accelerazione assoluta ama_m (lungo la stessa direzione). Rispetto alla piattaforma il blocchetto ha accelerazione am′=am−aMa'_m = a_m - a_M, ed è questa che serve per sapere quando arriva in fondo alla piattaforma: Esercizio 40 · blocchetto su una piattaforma che scende lungo un piano inclinato.

Le trasformazioni di Galileo

Caso particolare: S′S' trasla con velocità costante V⃗\vec V rispetto a SS, e le origini coincidono a t=0t = 0. Scegliendo gli assi xx e x′x' nella direzione di V⃗\vec V:

x=x′+Vt,y=y′,z=z′,t=t′x = x' + V t, \qquad y = y', \qquad z = z', \qquad t = t'

e quindi vx=vx′+Vv_x = v'_x + V, mentre \vec a = \vec a\,' perché a⃗O′=0\vec a_{O'} = 0.

Conseguenza fondamentale: due riferimenti in moto relativo rettilineo uniforme misurano la stessa accelerazione. Siccome le forze (interazioni tra corpi) sono le stesse, la legge F⃗=ma⃗\vec F = m\vec a vale identica in entrambi. Se un riferimento è inerziale (vale il primo principio, Leggi di NewtonLe tre leggi della dinamica: un corpo senza forze mantiene la sua velocità (nei sistemi inerziali), F = m a, e a ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Metodo per risolvere i problemi: diagramma di corpo libero, assi, proiezioni.Leggi di Newton →), lo è anche ogni altro riferimento che si muove di moto rettilineo uniforme rispetto a lui. Nessun esperimento di meccanica fatto dentro un treno che viaggia a velocità costante su un binario dritto può rivelare se il treno si muove (principio di relatività galileiana).

Caso 2: S′S' ruota

Se S′S' ruota con velocità angolare ω⃗\vec\omega (vettore lungo l'asse di rotazione, verso dato dalla regola della mano destra, modulo = angolo percorso al secondo), i suoi versori ı^′,ȷ^′,k^′\hat\imath', \hat\jmath', \hat k' cambiano direzione nel tempo. La derivata di un versore che ruota con velocità angolare ω⃗\vec\omega è (formula di Poisson)

dı^′dt=ω⃗×ı^′,dȷ^′dt=ω⃗×ȷ^′,dk^′dt=ω⃗×k^′\frac{d\hat\imath'}{dt} = \vec\omega \times \hat\imath', \qquad \frac{d\hat\jmath'}{dt} = \vec\omega \times \hat\jmath', \qquad \frac{d\hat k'}{dt} = \vec\omega \times \hat k'

Velocità

Si scrive r⃗=r⃗O′+x′ı^′+y′ȷ^′+z′k^′\vec r = \vec r_{O'} + x'\hat\imath' + y'\hat\jmath' + z'\hat k' e si deriva tutto, anche i versori (prodotto di funzioni):

\vec v = \vec v_{O'} + \underbrace{(\dot x'\hat\imath' + \dot y'\hat\jmath' + \dot z'\hat k')}_{\vec v\,'} + \underbrace{(x'\,\vec\omega \times \hat\imath' + y'\,\vec\omega \times \hat\jmath' + z'\,\vec\omega \times \hat k')}_{\vec\omega \times \vec r\,'}

(il punto sopra indica la derivata rispetto al tempo). Quindi

\boxed{\vec v = \vec v\,' + \underbrace{\vec v_{O'} + \vec\omega \times \vec r\,'}_{\text{velocità di trascinamento}}}

Il trascinamento è ancora "la velocità che avrebbe il punto se fosse fermo in S′S'": quella dell'origine più quella dovuta alla rotazione, come un punto di un disco che gira (Moto circolareSulla circonferenza la posizione è data dall'angolo θ(t): s = Rθ, v = ωR con ω = dθ/dt. Moto uniforme: periodo T = 2π/ω, accelerazione solo centripeta ω²R. Moto non uniforme: anche accelerazione tangenziale αR. In forma vettoriale v = ω × r.Moto circolare →: v=ωrv = \omega r).

Accelerazione

Derivando ancora (con la stessa regola: ogni volta che si deriva un vettore scritto con i versori mobili compare un termine ω⃗×\vec\omega \times) si ottiene il teorema di Coriolis:

\boxed{\vec a = \vec a\,' + \underbrace{\vec a_{O'} + \frac{d\vec\omega}{dt} \times \vec r\,' + \vec\omega \times (\vec\omega \times \vec r\,')}_{\vec a_t \ \text{(trascinamento)}} + \underbrace{2\,\vec\omega \times \vec v\,'}_{\vec a_c \ \text{(Coriolis)}}}

Il significato dei termini:

termine nome significato
\vec a\,' accelerazione relativa misurata dall'osservatore in S′S'
a⃗O′\vec a_{O'} accelerazione dell'origine mobile
\frac{d\vec\omega}{dt} \times \vec r\,' dovuta alla rotazione che accelera o rallenta (tangenziale)
\vec\omega \times (\vec\omega \times \vec r\,') centripeta diretta verso l'asse, modulo ω2r⊥\omega^2 r_\perp (r⊥r_\perp = distanza dall'asse)
2\,\vec\omega \times \vec v\,' di Coriolis c'è solo se il punto si muove in S′S'

I primi tre termini dopo \vec a\,' formano l'accelerazione di trascinamento: è l'accelerazione che avrebbe il punto se fosse fermo in S′S'. Il termine di Coriolis è la novità: non dipende da dove si trova il punto, ma da come si muove rispetto al riferimento che ruota.

Da dove viene il fattore 2. Il termine \vec\omega \times \vec v\,' compare due volte: una derivando i versori dentro \vec v\,', una derivando \vec r\,' dentro \vec\omega \times \vec r\,'.

Esempio: la formica sul giradischi. Un disco ruota con ω=2 rad/s\omega = 2\ \text{rad/s} costante; una formica cammina lungo un raggio verso l'esterno a v′=0,05 m/sv' = 0{,}05\ \text{m/s} rispetto al disco. Quando è a r′=0,1 mr' = 0{,}1\ \text{m} dal centro:

  • accelerazione relativa: \vec a\,' = 0 (cammina a velocità costante lungo il raggio);
  • trascinamento: solo il termine centripeto, ω2r′=4⋅0,1=0,4 m/s2\omega^2 r' = 4 \cdot 0{,}1 = 0{,}4\ \text{m/s}^2 verso il centro (a⃗O′=0\vec a_{O'} = 0, ω\omega costante);
  • Coriolis: \vec\omega \perp \vec v\,', quindi |2\vec\omega \times \vec v\,'| = 2 \cdot 2 \cdot 0{,}05 = 0{,}2\ \text{m/s}^2, perpendicolare al raggio, nel verso di rotazione del disco.

Perché c'è Coriolis: allontanandosi dal centro la formica passa in zone del disco che si muovono più veloci (ωr\omega r cresce), quindi rispetto al suolo la sua velocità tangenziale deve aumentare, e per questo serve un'accelerazione nel verso della rotazione.

Riassunto

S′S' trasla S′S' trasla e ruota
velocità \vec v = \vec v\,' + \vec v_{O'} \vec v = \vec v\,' + \vec v_{O'} + \vec\omega \times \vec r\,'
accelerazione \vec a = \vec a\,' + \vec a_{O'} \vec a = \vec a\,' + \vec a_t + 2\vec\omega \times \vec v\,'
trascinamento a⃗t=a⃗O′\vec a_t = \vec a_{O'} \vec a_t = \vec a_{O'} + \dot{\vec\omega} \times \vec r\,' + \vec\omega \times (\vec\omega \times \vec r\,')
caso Galileo (v⃗O′\vec v_{O'} costante) \vec a = \vec a\,'

Errori comuni

  • Sbagliare il verso della sottrazione: la relativa è \vec v\,' = \vec v - \vec v_{O'} (assoluta del punto meno quella del riferimento), non il contrario.
  • Sommare i moduli invece dei vettori: 2 m/s2\ \text{m/s} e 1,5 m/s1{,}5\ \text{m/s} perpendicolari danno 2,5 m/s2{,}5\ \text{m/s}, non 3,53{,}5.
  • Dimenticare Coriolis quando il punto si muove su un riferimento che ruota.
  • Pensare che il moto relativo dia l'accelerazione relativa "gratis": le leggi di Newton danno le accelerazioni assolute (in un riferimento inerziale); quelle relative si ottengono dopo, per differenza.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata