Formulario - fondamenti di analisi matematica e probabilità
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Spazio Rn e curve
Note: Norma, distanza e prodotto scalare in RnIn Rⁿ la norma è |x| = √(x₁² + … + xₙ²) e la distanza tra x e y è |x − y|. Valgono la disuguaglianza triangolare |x + y| ≤ |x| + |y| e quella di Cauchy-Schwarz |x·y| ≤ |x||y|, con uguaglianza solo per vettori paralleli. Palle B(p,r] e cubi Q(p,r] si contengono a vicenda: B(p,r] ⊆ Q(p,r] ⊆ B(p,r√n]. Rette, piani, ellissi e cilindri si riconoscono dall'equazione (completando i quadrati).Norma, distanza e prodotto scalare in Rn → · Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in RnUn intorno di p è un insieme che contiene una palla centrata in p. p è interno a D se una palla B(p,δ[ sta tutta in D; D è aperto se ogni suo punto è interno, chiuso se il complementare è aperto. La frontiera ∂D è fatta dai punti i cui intorni toccano sia D sia il complementare; la chiusura è D ∪ ∂D, il più piccolo chiuso che contiene D. Unioni qualsiasi e intersezioni finite di aperti sono aperte.Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in Rn → · Curve parametriche e sostegnoUna curva è una funzione continua f : [a,b] → Rⁿ, t ↦ (f₁(t), …, fₙ(t)); il sostegno è la sua immagine, l'insieme dei punti percorsi. Curve diverse possono avere lo stesso sostegno. Esempi base: cerchio (a + r cos t, b + r sin t), segmento P + t(Q − P), grafico (t, h(t)) (curva cartesiana), ellisse (a + A cos t, b + B sin t). Chiusa: f(a) = f(b); semplice: nessuna autointersezione (tranne eventualmente f(a) = f(b)). Limiti e continuità si fanno componente per componente.Curve parametriche e sostegno → · Derivata di una curva e retta tangenteLa derivata di f : I → Rⁿ è f'(t₀) = lim (f(t) − f(t₀))/(t − t₀) e si calcola componente per componente. Se f'(t₀) ≠ 0 è il vettore tangente (la velocità) e la retta tangente è f(t₀) + λ f'(t₀). Curva regolare: f' ≠ 0 ovunque. Approssimazione al prim'ordine: f(t) ≈ f(t₀) + f'(t₀)(t − t₀). Regole: linearità, prodotto per una funzione, (f·g)' = f'·g + f·g', catena (f∘u)' = f'(u) u'. Se |r(t)| è costante, r e r' sono ortogonali.Derivata di una curva e retta tangente → · Lunghezza di una curvaLa lunghezza di una curva è il sup delle lunghezze delle poligonali inscritte; se è finito la curva è rettificabile. Per una curva C¹: L(f) = ∫ₐᵇ |f'(t)| dt (velocità scalare integrata nel tempo). Casi particolari: grafico di h, L = ∫√(1 + h'²); coordinate polari ρ(t), L = ∫√(ρ² + ρ'²). Esempi: elica (cos t, sin t, t) su [0,2π] lunga 2π√2; cerchio percorso m volte lungo 2πmR; cardioide a(1 + cos t) lunga 8a. Esistono curve continue non rettificabili.Lunghezza di una curva → · Parametrizzazioni equivalenti e ascissa curvilineaf : I → Rⁿ e g : J → Rⁿ sono equivalenti se f = g∘φ con φ : I → J biiezione C¹ e φ' ≠ 0; curve equivalenti C¹ hanno la stessa lunghezza (anche se φ inverte il verso). L'ascissa curvilinea s = φ(t) = ∫ₐᵗ |f'(u)| du è la strada percorsa fino all'istante t: ds/dt = |f'(t)|, cioè "ds = |f'(t)| dt". Se f' ≠ 0, s è un cambio di parametro e g(s) = f(φ⁻¹(s)), s ∈ [0, L], percorre la curva a velocità 1.Parametrizzazioni equivalenti e ascissa curvilinea →
- , , . Cauchy-Schwarz: , uguaglianza solo se sono dipendenti. Palle e cubi: .
- è aperto se ogni punto è interno; chiuso se il complementare è aperto; = punti i cui intorni toccano e il suo complementare; . Unione qualsiasi e intersezione finita di aperti sono aperte. Se è continua: , aperti; , chiusi.
- Curva continua (componenti continue); sostegno ; chiusa se ; semplice se senza autointersezioni. Limite e derivata si calcolano componente per componente: ; retta tangente ; regolare se .
- Derivate: ; ; .
- Lunghezza (): ; grafico di : ; polari : . Curve equivalenti (, ) hanno la stessa lunghezza. Ascissa curvilinea , .
Grafico interattivo: L'astroide f(t) = (cos³t, sin³t), t da 0 a 2π, cioè x^(2/3) + y^(2/3) = 1: una stella a quattro punte (cuspidi) in (±1, 0) e (0, ±1)
Funzioni di più variabili e limiti
Note: Funzioni di più variabili - dominio, grafico e insiemi di livelloUna funzione di più variabili è f : D ⊆ Rⁿ → R. Il grafico è {(x, f(x))} ⊂ Rⁿ⁺¹ (per n = 2 una superficie). Per visualizzarla: metodo delle sezioni (si fissa una variabile e si disegna la funzione dell'altra) e insiemi di livello Z_c = {f = c} (le curve di livello delle carte topografiche). Le funzioni radiali f(x) = h(|x|) dipendono solo dalla distanza dall'origine: hanno grafico di rotazione e livelli che sono cerchi.Funzioni di più variabili - dominio, grafico e insiemi di livello → · Limiti e continuità in più variabiliIl limite di f : D ⊆ Rⁿ → R in un punto di accumulazione p si definisce come in una variabile, con la norma: ∀ε ∃δ, 0 < |x − p| ≤ δ, x ∈ D ⇒ |f(x) − ℓ| ≤ ε. Valgono permanenza del segno, algebra dei limiti e carabinieri. f è continua in p se il limite è f(p): polinomi e composizioni di funzioni continue lo sono. Con f continua, {f < c} è aperto e {f ≤ c} è chiuso. Gli sviluppi asintotici di una variabile si usano se l'argomento tende a 0 (es. sin(x³y) ~ x³y).Limiti e continuità in più variabili → · Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polariPer dimostrare che un limite NON esiste: si trovano due restrizioni (rette y = mx, parabole y = kx², …) con limiti diversi. Per dimostrare che ESISTE: stima uniforme |f(x) − ℓ| ≤ h(x) con h → 0 (utile |xy| ≤ (x² + y²)/2), oppure coordinate polari con una stima |f(p + ρ(cos t, sin t)) − ℓ| ≤ h(ρ) indipendente da t, oppure incollamento di limiti uguali su pezzi che ricoprono il dominio. Il limite uguale su tutte le rette NON basta.Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polari →
- Grafico ; insieme di livello ; radiale: .
- se . Valgono unicità, permanenza del segno, algebra dei limiti, carabinieri. continua in se .
- Il limite non esiste se due restrizioni (rette , parabole ) danno limiti diversi; uguale limite su tutte le rette non basta. Esiste se (stima uniforme, es. ), o se in polari per ogni , o per incollamento di limiti uguali su pezzi che ricoprono il dominio.
Grafico interattivo: Curve di livello del paraboloide iperbolico x² − y²: iperboli con rami lungo l'asse x per c > 0 (c = 1, 4), lungo l'asse y per c < 0 (c = −1, −4), e le rette y = ±x per c = 0
Calcolo differenziale in più variabili
Note: Derivate direzionali e parzialiLa derivata direzionale di f in p lungo u è D_u f(p) = lim_{t→0} (f(p + tu) − f(p))/t, cioè la derivata in t = 0 di g(t) = f(p + tu): quanto sale f partendo da p lungo u. Le derivate parziali sono le direzionali lungo gli assi, ∂f/∂xᵢ = D_{eᵢ}f, e si calcolano derivando rispetto a xᵢ con le altre variabili ferme. Avere tutte le derivate direzionali NON implica la continuità (x²y/(x⁴ + y²)). Valgono linearità, regola del prodotto e della catena con φ di una variabile.Derivate direzionali e parziali → · Gradiente e direzione di massima crescitaIl gradiente è il vettore delle derivate parziali ∇f(p) = (∂₁f(p), …, ∂ₙf(p)). Se f è C¹ (derivate parziali continue) vale la formula del gradiente D_u f(p) = ∇f(p)·u: tutte le derivate direzionali si ottengono dalle parziali e u ↦ D_u f(p) è lineare. Tra i versori, la crescita è massima lungo ∇f/|∇f| (pendenza |∇f|), minima lungo −∇f/|∇f| (pendenza −|∇f|), nulla lungo le direzioni ortogonali al gradiente. Utili: ∇|x| = x/|x|, ∇φ(|x|) = φ'(|x|) x/|x|.Gradiente e direzione di massima crescita → · Differenziabilità, piano tangente e linearizzazionef è differenziabile in p se f(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) + R(x) con R(x)/|x − p| → 0: vicino a p il grafico è quasi il suo spazio tangente z = f(p) + ∇f(p)·(x − p) (per n = 2 il piano tangente). La funzione affine L(x) = f(p) + ∇f(p)·(x − p) è la linearizzazione e serve per le stime (Δf ≈ ∇f·Δx). C¹ ⇒ differenziabile ⇒ continua e D_u f(p) = ∇f(p)·u per ogni u. Per verificare la differenziabilità in un punto: derivate parziali con la definizione, poi limite di [f(p+h) − f(p) − ∇f(p)·h]/|h|.Differenziabilità, piano tangente e linearizzazione → · Regola della catena in più variabiliSe x(t) è una curva derivabile e f è differenziabile in x(t₀), allora (f∘x)'(t₀) = ∇f(x(t₀))·x'(t₀) = Σ ∂ᵢf(x(t₀)) xᵢ'(t₀): la variazione di f lungo il moto è il gradiente per la velocità. Serve per derivare composte come f(2t, t²), per ricavare il gradiente da informazioni lungo curve, per le derivate di f(g(s,t)) e per provare che il gradiente è ortogonale alle curve di livello.Regola della catena in più variabili → · Derivate seconde e matrice hessianaLe derivate seconde ∂²f/∂xᵢ∂xⱼ = ∂ᵢ(∂ⱼf) si ottengono derivando una derivata parziale. La matrice hessiana Hess f(p) raccoglie le n² derivate seconde (riga i, colonna j: ∂ᵢ∂ⱼf). Teorema di Schwarz: se f è C² (derivate seconde continue) le derivate miste coincidono, ∂ᵢ∂ⱼf = ∂ⱼ∂ᵢf, quindi l'hessiana è simmetrica. Servirà per classificare i punti critici.Derivate seconde e matrice hessiana →
- ; parziali ; . Avere tutte le direzionali non implica la continuità (). ; .
- (parziali continue) differenziabile. Differenziabile in : , ; allora è continua e vale . Piano tangente ; linearizzazione .
- Tra i versori è massima lungo (valore ), minima lungo , nulla per ; è perpendicolare alle curve di livello.
- Catena: ( differenziabile).
- Hessiana ; Schwarz: (hessiana simmetrica).
Grafico interattivo: La montagna f = 1000·e^(−(x² + 5y²)) in (10, −8): la curva di livello è l'ellisse x² + 5y² = 420; il gradiente ∝ (−1, 4) è perpendicolare ad essa e punta verso l'interno, ma non verso la vetta (l'origine)
Massimi e minimi
Note: Massimi e minimi liberi - punti critici e matrice hessianaRegola di Fermat: in un punto interno di massimo o minimo locale, dove f è derivabile, ∇f(p) = 0 (punto critico). Non vale il viceversa: x² − y² ha in (0,0) un punto di sella. Per f ∈ C² in un punto critico interno, criterio dell'hessiana in due variabili: det Hess > 0 e f_xx > 0 → minimo locale stretto; det > 0 e f_xx < 0 → massimo locale stretto; det < 0 → sella; det = 0 → il criterio non decide (x⁴ + y⁴, −x⁴ − y⁴, x⁴ − y⁴) e si studia il segno di f(x) − f(p) direttamente.Massimi e minimi liberi - punti critici e matrice hessiana → · Massimi e minimi assoluti su domini chiusi e limitatiTeorema di Weierstrass: una funzione continua su un insieme chiuso e limitato (compatto) ha massimo e minimo assoluti. Per trovarli si confrontano i valori di f nei candidati: i punti critici interni e i punti di massimo e minimo di f ristretta al bordo (che si studia parametrizzando ogni pezzo del bordo e riducendosi a funzioni di una variabile, vertici compresi). Esempi: profitto massimo 648 in (21, 3); pacco postale con volume massimo 64/27 (il cubo di lato 4/3).Massimi e minimi assoluti su domini chiusi e limitati →
- Fermat: massimo o minimo locale in interno e derivabile (punto critico; non vale il viceversa: sella di ).
- Criterio dell'hessiana (, critico interno): e minimo locale stretto; e massimo locale stretto; sella; non decide (, , ). Per : definita positiva e .
- Weierstrass: continua su chiuso e limitato ha massimo e minimo assoluti. Metodo: punti critici interni (senza classificarli), bordo parametrizzato pezzo per pezzo (vertici compresi), confronto dei valori.
Grafico interattivo: f = x² + (y − 1)² è il quadrato della distanza da (0, 1): sul disco di raggio 2 il minimo 0 è in (0, 1), il massimo 9 nel punto più lontano (0, −2), dove la circonferenza di livello f = 9 (centro (0, 1), raggio 3) tocca il bordo dall'interno
Integrali curvilinei e campi vettoriali
Note: Integrale curvilineo di una funzioneL'integrale curvilineo di una funzione continua μ su una curva C¹ r : [a,b] → Rⁿ è ∫_r μ ds = ∫ₐᵇ μ(r(t)) |r'(t)| dt ("ds = |r'(t)| dt"). Con μ = densità lineare dà la massa di un filo; con μ = 1 la lunghezza. Il baricentro è (∫ x μ ds)/(∫ μ ds), coordinata per coordinata. Si estende ai cammini (curve C¹ a tratti) sommando sui pezzi; non dipende dal verso di percorrenza né dalla parametrizzazione.Integrale curvilineo di una funzione → · Campi vettoriali, campi radiali e campi gradienteUn campo vettoriale è F : D ⊆ Rⁿ → Rⁿ (a ogni punto un vettore: velocità di un fluido, forza). Radiale: F(x) = g(|x|) x/|x| (diretto come il raggio, intensità dipendente solo dalla distanza), come i campi gravitazionale ed elettrico K x/|x|³. Gradiente: F = ∇U con U ∈ C¹ (U è una primitiva; in fisica il potenziale è −U); su un aperto connesso le primitive differiscono per una costante. Ogni campo radiale continuo è gradiente, con primitiva G(|x|) dove G' = g.Campi vettoriali, campi radiali e campi gradiente → · Integrale curvilineo di un campo vettorialeL'integrale di un campo F lungo un cammino r : [a,b] → D è ∫_r F·dr = ∫ₐᵇ F(r(t))·r'(t) dt: per un campo di forze è il lavoro. Si scrive anche ∫_r F·T ds (T versore tangente) o ∫_r F₁ dx₁ + … + Fₙ dxₙ (notazione "termodinamica"); su un circuito si parla di circuitazione ∮. È lineare, additivo per giustapposizione, e CAMBIA SEGNO invertendo il verso di percorrenza.Integrale curvilineo di un campo vettoriale → · Campi conservativi e irrotazionaliF è conservativo se l'integrale lungo un cammino dipende solo dagli estremi (equivalentemente: circuitazione nulla su ogni circuito). Teorema fondamentale: se F = ∇U allora ∫_r F·dr = U(fine) − U(inizio); conservativo ⇔ gradiente. Condizione necessaria (F ∈ C¹): irrotazionale, ∂ⱼFᵢ = ∂ᵢFⱼ. Non sufficiente: il vortice (−y, x)/(x² + y²) è irrotazionale ma ha circuitazione 2π sul cerchio. Sufficiente su domini semplicemente connessi (convessi, stellati). Primitiva con le integrazioni parziali. Sul piano bucato basta controllare la circuitazione su un cerchio attorno a ogni buco.Campi conservativi e irrotazionali →
- (massa di un filo; lunghezza); non dipende dal verso. Baricentro: . Cammino = curva a tratti: si somma sui pezzi.
- Campo radiale ; campo gradiente ( primitiva). Ogni campo radiale continuo è gradiente, con primitiva , .
- Lavoro: (circuitazione se è chiuso); lineare, additivo per giustapposizione, .
- Conservativo: con gli stessi estremi, equivalentemente su ogni circuito. Conservativo gradiente, e allora .
- Irrotazionale (): (nel piano ). Conservativo irrotazionale; il viceversa vale su un aperto semplicemente connesso (altrimenti solo localmente: il vortice ). Piano bucato in : conservativo su un cerchio attorno a ciascun .
Integrali doppi
Note: Integrali doppi e formule di riduzioneL'integrale doppio ∫_D f dx dy è il limite delle somme Σ f(cᵢ) Area(Aᵢ): per f ≥ 0 è il volume del trapezoide sotto il grafico; ∫_D 1 = Area(D). Si calcola con le formule di riduzione: su un rettangolo ∫∫ f = ∫ₐᵇ(∫_c^d f dy)dx = ∫_c^d(∫ₐᵇ f dx)dy; su un dominio semplice rispetto a x, D = {a ≤ x ≤ b, α(x) ≤ y ≤ β(x)}, ∫D f = ∫ₐᵇ ∫{α(x)}^{β(x)} f dy dx (fette verticali), e analogamente per fette orizzontali. Scambiare l'ordine serve quando un integrale interno non ha primitiva elementare (sin y², e^{x²}).Integrali doppi e formule di riduzione → · Cambiamento di variabili negli integrali doppiSe φ : E → D, (u,v) ↦ (x,y), è biiettiva, C¹ e con det φ' ≠ 0, allora ∫_D f(x,y) dx dy = ∫E f(φ(u,v)) |det φ'(u,v)| du dv: |det φ'| (lo jacobiano) misura di quanto φ dilata le aree. Si cambia variabile per semplificare il dominio (u = x + y, v = x − y trasformano un parallelogramma in un rettangolo) o la funzione. Se le nuove variabili sono date in funzione delle vecchie, (u,v) = ψ(x,y), si usa |det φ'| = 1/|det ψ'|. Simmetrie: f dispari in x su un dominio simmetrico rispetto all'asse y ha integrale nullo.Cambiamento di variabili negli integrali doppi → · Integrali doppi in coordinate polariCon x = ρ cos t, y = ρ sin t lo jacobiano è ρ: ∫D f dx dy = ∫E f(ρ cos t, ρ sin t) ρ dρ dt, con E la descrizione di D in (ρ,t). Conviene per dischi, corone, settori e funzioni radiali: ∫{B(0,R]} g(√(x²+y²)) = 2π ∫₀ᴿ g(ρ) ρ dρ. L'area della regione 0 ≤ ρ ≤ ρ(t), t ∈ [a,b] è ½ ∫ₐᵇ ρ(t)² dt. Esempi: ∫{B(0,R]} e^{x²+y²} = π(e^{R²} − 1); petalo (x²+y²)² ≤ 8xy di area 2.Integrali doppi in coordinate polari → · Integrali doppi generalizzati e integrale di GaussPer f ≥ 0 su domini illimitati (o con f illimitata) l'integrale doppio generalizzato si calcola con le formule di riduzione o con un cambio di variabili: se il risultato è finito, f è integrabile e l'integrale è quel valore (criterio per funzioni positive). Con f di segno variabile gli integrali iterati possono esistere finiti ma essere diversi. Integrale di Gauss: ∫{−∞}^{+∞} e^{−t²} dt = √π, ottenuto integrando e^{−x²−y²} sul piano in due modi (riduzione: I²; polari: π).Integrali doppi generalizzati e integrale di Gauss →
- ; lineare e monotono; additivo se i pezzi si toccano solo sui bordi. Rettangolo: ; : prodotto degli integrali.
- semplice rispetto a (, ): ; analogamente rispetto a . Simmetria: simmetrico rispetto all'asse e dispari in .
- Cambio di variabili ( biiettiva, , ): .
- Polari , : ; disco: ; area di : .
- su è integrabile uno dei due integrali iterati esiste finito; se riduzione o cambio di variabili danno un valore finito, è integrabile. Gauss: .
Grafico interattivo: D = {0 ≤ x ≤ 1, x ≤ y ≤ 2x}: il triangolo di vertici (0, 0), (1, 1), (1, 2); a x fissato la fetta verticale va dalla retta y = x alla retta y = 2x
Grafico interattivo: D = {(x² + y²)² ≤ 8xy, x ≥ 0, y ≥ 0}: un petalo di lemniscata nel primo quadrante, in polari ρ² ≤ 4 sin 2t con t da 0 a π/2 (massimo ρ = 2 per t = π/4, punto (√2, √2))
Integrali tripli
- . Per fili: , . Per strati: .
- Cilindriche : . Sferiche , : .
- Solido di rotazione: oppure (Pappo-Guldino).
Superfici e integrali superficiali
Note: Superfici parametriche e areaUna superficie parametrica è p : D ⊂ R² → R³ continua, con D chiuso e limitato; il sostegno è p(D). I vettori p_u, p_v sono tangenti alle curve coordinate, e |p_u × p_v| è l'elemento d'area: Area(p) = ∫_D |p_u × p_v| du dv (analogo di L = ∫|r'|). Casi da sapere: cilindro (R cos t, R sin t, z), elemento R; sfera in coordinate sferiche, elemento R² sin φ, area 4πR²; superficie cartesiana (x, y, f(x,y)), elemento √(1 + f_x² + f_y²).Superfici parametriche e area → · Superfici di rotazione e teorema di Pappo-GuldinoLa "parete" verticale sopra una curva piana r fino all'altezza h ≥ 0 ha area ∫_r h ds: è il significato geometrico dell'integrale curvilineo. Ruotando una curva r(t) = (r₁(t), r₂(t)) del semipiano x ≥ 0 attorno all'asse z si ottiene p(t,θ) = (r₁ cos θ, r₁ sin θ, r₂), con elemento d'area r₁|r'|: Area = 2π ∫_r x ds = 2π x̄ L (Pappo-Guldino: distanza del baricentro dall'asse per lunghezza della curva). Toro: 4π²Ra; cono: π r ℓ.Superfici di rotazione e teorema di Pappo-Guldino → · Integrali superficialiL'integrale di μ continua su una superficie C¹ p : D → R³ è ∫_p μ dσ = ∫_D μ(p(u,v)) |p_u × p_v| du dv: con μ densità superficiale dà la massa, con μ = 1 l'area. Per una superficie cartesiana z = f(x,y): ∫_D μ(x, y, f(x,y)) √(1 + f_x² + f_y²) dx dy. Non dipende dalla parametrizzazione (superfici equivalenti danno lo stesso integrale). Si sfruttano coordinate sferiche per le sfere, polari per coni e paraboloidi, e le simmetrie.Integrali superficiali →
- Superficie ( chiuso e limitato): , . Cartesiana : elemento . Sfera: elemento , area ; cilindro: elemento .
- Parete sopra la curva fino a : . Rotazione di attorno all'asse , : (Pappo-Guldino).
- (massa con densità ); non dipende dalla parametrizzazione equivalente.
Formula di Green e flusso
Note: Formula di Green e calcolo di areeFormula di Green: se D è un dominio regolare del piano e ∂⁺D il suo bordo orientato positivamente (con D a sinistra: antiorario sul bordo esterno, orario sui buchi), allora ∮_{∂⁺D} P dx + Q dy = ∫∫_D (∂ₓQ − ∂ᵧP) dx dy. Trasforma una circuitazione in un integrale doppio (e viceversa). Area(D) = ∮ x dy = −∮ y dx = ½ ∮ (x dy − y dx): l'area racchiusa da una curva si calcola dalla sua parametrizzazione. Per campi irrotazionali su D senza buchi la circuitazione è nulla.Formula di Green e calcolo di aree → · Flusso di un campo attraverso una superficieIl flusso di un campo F attraverso una superficie parametrica p : D → R³ orientata dal normale N = p_u × p_v è ∫∫_D F(p(u,v))·(p_u × p_v) du dv (= ∫∫ F·n dσ, con n versore normale). Per un grafico z = f(x,y) orientato verso l'alto N = (−fₓ, −f_y, 1). Il flusso cambia segno invertendo l'orientazione. Per una superficie chiusa orientata verso l'esterno, il teorema della divergenza dà flusso uscente = ∫∫∫ div F, utile come controllo.Flusso di un campo attraverso una superficie →
- Green ( regolare, con a sinistra: antiorario fuori, orario sui buchi; ): .
- .
- Flusso attraverso orientata da : ; per il grafico verso l'alto ; cambia segno invertendo l'orientazione. Superficie chiusa verso l'esterno: .
Grafico interattivo: La corona 1 ≤ x² + y² ≤ 4: il bordo esterno (raggio 2) è percorso in senso antiorario, quello interno (raggio 1) in senso orario, con la regione sempre a sinistra
Equazioni differenziali
- () è esatta se è conservativo: , . Allora è soluzione . Su un dominio semplicemente connesso basta .
Calcolo combinatorio
Note: Cardinalità, sequenze e principio di moltiplicazione|A ∪ B| = |A| + |B| − |A ∩ B| (inclusione-esclusione), |A × B| = |A||B|, |Aᶜ| = |X| − |A|; due insiemi hanno la stessa cardinalità se sono in biiezione. Una k-sequenza di Iₙ = {1,…,n} è una k-upla ordinata (conta l'ordine): sono nᵏ; distribuire k oggetti distinti in n scatole (spartizioni) equivale a una k-sequenza di Iₙ. Principio di moltiplicazione: se un oggetto si costruisce in fasi con m₁, …, mₙ esiti e l'oggetto finale determina gli esiti di tutte le fasi, il numero è m₁⋯mₙ. I sottoinsiemi di Iₙ sono 2ⁿ.Cardinalità, sequenze e principio di moltiplicazione → · Sottoinsiemi, principio di divisione e anagrammin! conta le permutazioni di n oggetti; le k-sequenze senza ripetizione di Iₙ sono n!/(n−k)!. Principio di divisione: se ogni elemento di Y corrisponde a esattamente m elementi di X, |Y| = |X|/m. Da qui i k-sottoinsiemi di Iₙ sono C(n,k) = n!/(k!(n−k)!) (ogni insieme viene da k! sequenze). Anagrammi di una parola con k₁, …, kₙ ripetizioni: k!/(k₁!⋯kₙ!). Procedura: strutture ordinate → sequenze e PM; non ordinate → insiemi o principio di divisione; contare solo alla fine. Stirling: n! ~ √(2πn)(n/e)ⁿ.Sottoinsiemi, principio di divisione e anagrammi →
- ; ; . Due insiemi finiti hanno la stessa cardinalità esiste una biiezione.
- Principio di moltiplicazione: costruzione in fasi con esiti, e l'oggetto finale determina gli esiti di ogni fase . -sequenze di : (uguali alle -spartizioni di ); sottoinsiemi di : .
- Permutazioni: . -sequenze senza ripetizione: ( se ). Principio di divisione: ogni viene da elementi di .
- -sottoinsiemi di : ; ; ; Stiefel ; . Anagrammi con ripetizioni (): .
Spazi di probabilità
Note: Probabilità uniforme su uno spazio finitoSu uno spazio campionario finito Ω con esiti equiprobabili la probabilità uniforme è P(A) = |A|/|Ω| (casi favorevoli su casi possibili); equivalentemente P({ω}) = 1/|Ω| per ogni esito. Gli eventi sono i sottoinsiemi di Ω. Proprietà: P(∅) = 0, P(Ω) = 1, P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B), P(Aᶜ) = 1 − P(A). Scegliere Ω in modo che gli esiti siano davvero equiprobabili è una scelta di modello, non di matematica (dado con facce ripetute, somma di due dadi, paradosso dei compleanni).Probabilità uniforme su uno spazio finito → · Definizione assiomatica e continuità della probabilitàUna probabilità su Ω è P : eventi → [0,1] con P(∅) = 0, P(Ω) = 1 e σ-additività: P(⋃Aᵢ) = Σ P(Aᵢ) per eventi a due a due disgiunti (anche infiniti numerabili). Ne seguono additività finita, monotonia (E ⊆ F ⇒ P(E) ≤ P(F)), P(F∖E) = P(F) − P(E) e inclusione-esclusione. Esempi: pesi pₖ ≥ 0 con Σpₖ = 1 su spazi finiti o numerabili; la lunghezza su [0,1] e l'area sul quadrato; infiniti lanci di moneta. Continuità: per eventi crescenti P(⋃Eᵢ) = lim P(Eᵢ), per decrescenti P(⋂Eᵢ) = lim P(Eᵢ).Definizione assiomatica e continuità della probabilità →
- Uniforme su finito: , cioè .
- Probabilità: , , , -additività per eventi a due a due disgiunti. Seguono: ; e .
- Inclusione-esclusione: ; per tre eventi .
- Continuità: ; .
Probabilità condizionata e indipendenza
Note: Probabilità condizionata e formula del prodottoLa probabilità di E condizionata a F (con P(F) > 0) è P(E | F) = P(E ∩ F)/P(F): la probabilità di E "sapendo che F si è realizzato". E ↦ P(E | F) è a sua volta una probabilità; se P è uniforme, P(· | F) è uniforme su F. Ne seguono P(E ∩ F) = P(E | F) P(F) e la formula del prodotto P(A₁⋯Aₙ) = P(A₁) P(A₂ | A₁) P(A₃ | A₁A₂) ⋯ P(Aₙ | A₁⋯Aₙ₋₁), utile per le estrazioni successive.Probabilità condizionata e formula del prodotto → · Formula della partizione e formula di BayesFormula di inversione: P(F | E) = P(E | F) P(F)/P(E). Formula della partizione (probabilità totale): se F₁, …, Fₙ sono una partizione di Ω con P(Fᵢ) > 0, P(E) = Σ P(E | Fᵢ) P(Fᵢ). Formula di Bayes: P(Fⱼ | E) = P(E | Fⱼ) P(Fⱼ) / Σ P(E | Fᵢ) P(Fᵢ): aggiorna la probabilità delle "cause" Fⱼ dopo aver osservato l'effetto E. Classici: test medici (con malattia rara un positivo è spesso un falso positivo), la carta verde/arancione (1/3, non 1/2), Monty Hall (conviene cambiare: 2/3).Formula della partizione e formula di Bayes → · Eventi indipendenti e indipendenza condizionataA e B sono indipendenti se P(AB) = P(A)P(B), cioè (se P(B) > 0) P(A | B) = P(A): sapere B non cambia la probabilità di A. Se A, B sono indipendenti lo sono anche A e Bᶜ. Tre eventi sono indipendenti se lo sono a coppie E P(ABC) = P(A)P(B)P(C): l'indipendenza a coppie non basta. Prove ripetute indipendenti: le probabilità si moltiplicano. Indipendenza condizionata a F: P(AB | F) = P(A | F)P(B | F); non implica l'indipendenza (due lanci della stessa moneta scelta a caso). Eventi disgiunti con probabilità positive non sono mai indipendenti.Eventi indipendenti e indipendenza condizionata →
- : ; è una probabilità (uniforme su se lo è). ; prodotto: .
- PartizioneEventi a due a due disgiunti la cui unione è tutto lo spazio Ω. di con : . Bayes: ; inversione .
- indipendenti se (equivale a se ); allora lo sono anche . Tre eventi: indipendenti a coppie e . Indipendenza condizionata: (non implica l'indipendenza).
Variabili aleatorie discrete
Note: Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzioneUna variabile aleatoria è una funzione X : Ω → R; {X ∈ A} = X⁻¹(A) è un evento. X è discreta se assume un insieme finito o numerabile di valori x₀, x₁, …; la densità discreta pₓ(x) = P(X = x) ha somma 1 e determina tutto: P(X ∈ A) = Σ_{xₖ∈A} pₓ(xₖ). La funzione di distribuzione Fₓ(x) = P(X ≤ x) è crescente, continua a destra, con limiti 0 e 1; P(a < X ≤ b) = F(b) − F(a), P(X = a) = F(a) − F(a⁻) (il salto in a), P(X < a) = F(a⁻). Per una discreta F è a gradini. Bernoulli Be(p): vale 1 (successo) con probabilità p, 0 altrimenti.Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzione → · Variabili binomiale e geometricaIn n prove di Bernoulli indipendenti con successo di probabilità p, il numero di successi X ~ B(n,p) ha P(X = k) = C(n,k) pᵏ(1−p)ⁿ⁻ᵏ, k = 0,…,n; equivalentemente X è somma di n Bernoulli Be(p) indipendenti. Senza indipendenza (estrazioni senza reimmissione) la somma non è binomiale (legge ipergeometrica). Il numero di prove fino al primo successo X ~ Ge(p) ha P(X = k) = p(1−p)ᵏ⁻¹, k ≥ 1, e P(X > k) = (1−p)ᵏ; è senza memoria: P(X > k+m | X > k) = P(X > m) (i numeri ritardatari del lotto non sono "più probabili").Variabili binomiale e geometrica →
- V.a. discreta; densità con e . Be: , .
- : crescente, limiti e , continua a destra; ; ; (salto).
- Binomiale : , ; somma di Be indipendenti.
- Geometrica (tempo del primo successo): , ; ; senza memoriaAver già fallito k volte non cambia la probabilità di dover attendere ancora m prove.: .
Grafico interattivo: La distribuzione dell'esempio: salti in x = 1 (ampiezza 1/4) e in x = 2 (ampiezza 1/8)
Grafico interattivo: Densità di Ge(1/4): P(X = k) = (1/4)(3/4)^(k−1), decrescente
La variabile di Poisson
Note: Variabile di Poisson e approssimazione della binomialeX ~ Po(λ), λ > 0, assume i valori 0, 1, 2, … con P(X = k) = e^{−λ} λᵏ/k!; λ è il numero medio di eventi. Nasce come limite della binomiale: se Xₙ ~ B(n, λ/n) allora P(Xₙ = k) → e^{−λ}λᵏ/k!. In pratica B(n,p) ≈ Po(np) se n è grande e p piccolo (regole del corso: n ≥ 20, p ≤ 0.05, p ≤ 10/n). Modella conteggi di eventi rari in un intervallo di tempo o spazio: telefonate, arrivi, terremoti, difetti, vincite.Variabile di Poisson e approssimazione della binomiale → · Somma di Poisson indipendenti e processo di PoissonSe X ~ Po(λ) e Y ~ Po(μ) sono indipendenti, X + Y ~ Po(λ + μ). Un processo di Poisson di intensità λ (eventi per unità di tempo) è una famiglia {Xₜ} in cui Xₜ ~ Po(λt) conta gli eventi in [0, t], gli incrementi X_{t+τ} − Xₜ ~ Po(λτ) dipendono solo dalla lunghezza τ dell'intervallo, e incrementi su intervalli disgiunti sono indipendenti. Quindi il numero di eventi in un intervallo non dipende da quanti ne sono avvenuti prima; la probabilità di nessun evento in un tempo τ è e^{−λτ}.Somma di Poisson indipendenti e processo di Poisson →
- : , . Se allora : in pratica se , , .
- , indipendenti .
- Processo di Poisson di intensità : , , incrementi su intervalli disgiunti indipendenti; nessun evento in con probabilità .
Grafico interattivo: Centralino con λ = 30 telefonate/ora = 0.5 al minuto: probabilità di nessuna chiamata in t minuti, e^(−0.5 t)
Valore atteso e varianza
Note: Valore atteso di variabili discreteIl valore atteso di una v.a. discreta è la media dei valori pesata con le probabilità, E[X] = Σ xₖ P(X = xₖ) (se la serie converge assolutamente): il "baricentro" della distribuzione. Valori notevoli: Be(p) → p, B(n,p) → np, Po(λ) → λ, Ge(p) → 1/p. Per le composte E[g(X)] = Σ g(x) pₓ(x), senza cercare la legge di g(X); linearità E[aX + b] = aE[X] + b e E[X₁ + ⋯ + Xₘ] = Σ E[Xᵢ] sempre (anche senza indipendenza: i cappelli); E[XY] = E[X]E[Y] se X, Y sono indipendenti.Valore atteso di variabili discrete → · Varianza e covarianza di variabili discreteVar[X] = E[(X − μ)²] = E[X²] − μ² misura la dispersione attorno alla media μ = E[X]; σ = √Var è la deviazione standard. Var[aX + b] = a² Var[X]; la normalizzata (X − μ)/σ ha media 0 e varianza 1. Varianze notevoli: Be(p) → p(1−p), B(n,p) → np(1−p), Po(λ) → λ, Ge(p) → (1−p)/p². Cov[X,Y] = E[XY] − E[X]E[Y]; variabili indipendenti hanno covarianza nulla, ma non vale il viceversa (X uniforme su {−1,0,1} e X²). Var[X + Y] = Var X + Var Y + 2 Cov[X,Y]: per indipendenti le varianze si sommano.Varianza e covarianza di variabili discrete →
- (se ); ; ; sempre, anche senza indipendenza; indipendenti .
- , ; ; normalizzata ha media e varianza .
- ; indipendenti (non viceversa); ; per indipendenti le varianze si sommano.
| Legge | ||
|---|---|---|
| Be | ||
| Po | ||
| Ge |
Variabili aleatorie continue
Note: Variabili aleatorie continue - uniforme ed esponenzialeX è continua se esiste una densità fₓ ≥ 0 con P(X ∈ (a,b)) = ∫ₐᵇ fₓ e ∫R fₓ = 1; allora P(X = x) = 0 per ogni x, Fₓ(x) = ∫{−∞}^x fₓ, e se Fₓ è continua e C¹ a tratti X è continua con fₓ = Fₓ'. Uniforme U(a,b): densità 1/(b−a) su (a,b), P(X ∈ [c,d]) = (d−c)/(b−a). Esponenziale Exp(λ): tempo d'attesa del primo evento in un processo di Poisson, P(T > t) = e^{−λt}, densità λe^{−λt} per t > 0; è senza memoria: P(T > t + s | T > s) = P(T > t). Per Y = g(X) con g monotona si passa dalla funzione di distribuzione.Variabili aleatorie continue - uniforme ed esponenziale → · Valore atteso e varianza di variabili continuePer X continua con densità fₓ: E[X] = ∫ x fₓ(x) dx (se |x| fₓ è integrabile in senso generalizzato), il baricentro della densità; E[g(X)] = ∫ g(x) fₓ(x) dx; Var[X] = E[X²] − E[X]². Valgono monotonia, linearità, Var[aX + b] = a² Var X, e Var[X + Y] = Var X + Var Y per indipendenti. U(a,b): media (a+b)/2, varianza (b−a)²/12. Exp(λ): media 1/λ, varianza 1/λ² (deviazione standard = media); la mediana ln2/λ è minore della media.Valore atteso e varianza di variabili continue →
- continua: esiste con e ; ; ; se è continua e a tratti, .
- : su , , .
- : (), ; senza memoria: .
- , , ; stesse proprietà delle discrete (linearità, ).
| Legge | ||
|---|---|---|
| Exp |
Grafico interattivo: Densità di U(0, 10): vale 1/10 su [0, 10]; la probabilità P(2 ≤ X ≤ 6) è l'area del rettangolo colorato, 4 · 1/10 = 0,4 (lunghezza dell'intervallo / 10)
Grafico interattivo: Densità di Exp(1/4) (attesa del primo cliente, in minuti): (1/4) e^(−t/4) per t > 0
Normale e teorema centrale del limite
Note: Variabili aleatorie normali (gaussiane)Z ~ N(0,1) ha densità e^{−x²/2}/√(2π) (normalizzata grazie all'integrale di Gauss), media 0, varianza 1, funzione di distribuzione Φ tabulata per x ≥ 0, con Φ(−x) = 1 − Φ(x). X ~ N(μ, σ²) se (X − μ)/σ ~ N(0,1), cioè X = μ + σZ: media μ, varianza σ², densità e^{−(x−μ)²/(2σ²)}/√(2πσ²). Si calcola sempre standardizzando: P(X ≤ a) = Φ((a − μ)/σ). Regola 68-95-99.7: P(|X − μ| ≤ σ) ≈ 0.683, ≤ 2σ ≈ 0.954, ≤ 3σ ≈ 0.997.Variabili aleatorie normali (gaussiane) → · Teorema centrale del limite e correzione di continuitàSe X₁, X₂, … sono i.i.d. con media μ e varianza σ², la somma standardizzata (X₁ + ⋯ + Xₙ − nμ)/√(nσ²) tende in distribuzione a N(0,1): P(Sₙ ≤ a) ≈ Φ((a − nμ)/√(nσ²)) per n grande, qualunque sia la legge delle Xᵢ (servono indipendenza e stessa legge). Per la media campionaria: media μ, varianza σ²/n. Casi particolari: B(n,p) ≈ N(np, np(1−p)) per n grande; Po(λ) ≈ N(λ, λ) per λ ≥ 50. Per variabili a valori interi si usa la correzione di continuità: P(X ≤ k) ≈ P(Y ≤ k + 0.5), P(X = k) ≈ P(k − 0.5 ≤ Y ≤ k + 0.5).Teorema centrale del limite e correzione di continuità →
- : , , , , .
- se , cioè : . Si standardizza: . Regola 68-95-99,7: per .
- TCL: i.i.d.Indipendenti e identicamente distribuite: indipendenti tra loro e con la stessa legge. con media e varianza , : , quindi . La media campionaria ha media e varianza .
- se e sono grandi; per . Correzione di continuità (valori interi): , .
Grafico interattivo: La densità della normale standard: e^(−x²/2)/√(2π), simmetrica, con flessi in ±1
Grafico interattivo: Densità della normale standard: l'area tra −1 e 1 (colorata) vale ≈ 0,683 (entro una deviazione standard dalla media), l'area tra −2 e 2 vale ≈ 0,954, tra −3 e 3 ≈ 0,997
Variabili aleatorie congiunte
Note: Variabili aleatorie congiunte discreteUna variabile congiunta discreta è una coppia (X, Y) di v.a. discrete; la densità congiunta è p_{X,Y}(a,b) = P(X = a, Y = b). Le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile: pₓ(a) = Σ_y p_{X,Y}(a,y). Le marginali NON determinano la congiunta. X e Y sono indipendenti se e solo se p_{X,Y}(a,b) = pₓ(a) p_Y(b) per ogni (a,b). E[g(X,Y)] = Σ g(x,y) p_{X,Y}(x,y); in particolare E[XY] e Cov[X,Y] = E[XY] − E[X]E[Y].Variabili aleatorie congiunte discrete → · Variabili aleatorie congiunte continue(X, Y) è congiunta continua se esiste f_{X,Y} ≥ 0 con P((X,Y) ∈ A) = ∫∫A f{X,Y} dx dy e integrale totale 1 (le probabilità si calcolano con gli integrali doppi). Uniforme su C: densità 1/Area(C) su C. Marginali: fₓ(x) = ∫ f_{X,Y}(x,y) dy, f_Y(y) = ∫ f_{X,Y}(x,y) dx, nulle fuori dalle proiezioni del sostegno. E[g(X,Y)] = ∫∫ g f_{X,Y}. X, Y indipendenti ⇔ f_{X,Y}(x,y) = fₓ(x) f_Y(y); allora il sostegno è un rettangolo (prodotto cartesiano): un sostegno triangolare o circolare esclude l'indipendenza. Covarianza nulla non implica indipendenza (uniforme sul disco).Variabili aleatorie congiunte continue →
- Discrete: ; marginali , (non determinano la congiunta); ; indipendenti .
- Continue: , ; uniforme su : densità . Marginali , ; .
- Indipendenti ; se indipendenti il sostegno è un prodotto cartesiano (triangolo, disco o ellisse non indipendenti). Covarianza nulla non implica indipendenza.
Grafico interattivo: Densità costante 2 sul triangolo 0 ≤ y ≤ x ≤ 1; l'evento X² + Y² ≤ 1/4 è il settore di angolo π/4 e raggio 1/2 (area π/32), con probabilità 2 · π/32 = π/16
Leggi dei grandi numeri
- Markov: , : . Chebyshev: (vale per ogni legge).
- Legge debole: i.i.d. con media e varianza : . Legge forte: .
Versione ripasso
- Lunghezza: ; lavoro (Lunghezza di una curvaLa lunghezza di una curva è il sup delle lunghezze delle poligonali inscritte; se è finito la curva è rettificabile. Per una curva C¹: L(f) = ∫ₐᵇ |f'(t)| dt (velocità scalare integrata nel tempo). Casi particolari: grafico di h, L = ∫√(1 + h'²); coordinate polari ρ(t), L = ∫√(ρ² + ρ'²). Esempi: elica (cos t, sin t, t) su [0,2π] lunga 2π√2; cerchio percorso m volte lungo 2πmR; cardioide a(1 + cos t) lunga 8a. Esistono curve continue non rettificabili.Lunghezza di una curva →, Integrale curvilineo di un campo vettorialeL'integrale di un campo F lungo un cammino r : [a,b] → D è ∫_r F·dr = ∫ₐᵇ F(r(t))·r'(t) dt: per un campo di forze è il lavoro. Si scrive anche ∫_r F·T ds (T versore tangente) o ∫_r F₁ dx₁ + … + Fₙ dxₙ (notazione "termodinamica"); su un circuito si parla di circuitazione ∮. È lineare, additivo per giustapposizione, e CAMBIA SEGNO invertendo il verso di percorrenza.Integrale curvilineo di un campo vettoriale →).
- Gradiente: se è differenziabile; massima crescita lungo (Gradiente e direzione di massima crescitaIl gradiente è il vettore delle derivate parziali ∇f(p) = (∂₁f(p), …, ∂ₙf(p)). Se f è C¹ (derivate parziali continue) vale la formula del gradiente D_u f(p) = ∇f(p)·u: tutte le derivate direzionali si ottengono dalle parziali e u ↦ D_u f(p) è lineare. Tra i versori, la crescita è massima lungo ∇f/|∇f| (pendenza |∇f|), minima lungo −∇f/|∇f| (pendenza −|∇f|), nulla lungo le direzioni ortogonali al gradiente. Utili: ∇|x| = x/|x|, ∇φ(|x|) = φ'(|x|) x/|x|.Gradiente e direzione di massima crescita →).
- Estremi: ; e minimo, massimo, sella (Massimi e minimi liberi - punti critici e matrice hessianaRegola di Fermat: in un punto interno di massimo o minimo locale, dove f è derivabile, ∇f(p) = 0 (punto critico). Non vale il viceversa: x² − y² ha in (0,0) un punto di sella. Per f ∈ C² in un punto critico interno, criterio dell'hessiana in due variabili: det Hess > 0 e f_xx > 0 → minimo locale stretto; det > 0 e f_xx < 0 → massimo locale stretto; det < 0 → sella; det = 0 → il criterio non decide (x⁴ + y⁴, −x⁴ − y⁴, x⁴ − y⁴) e si studia il segno di f(x) − f(p) direttamente.Massimi e minimi liberi - punti critici e matrice hessiana →).
- Conservativo: , (Campi conservativi e irrotazionaliF è conservativo se l'integrale lungo un cammino dipende solo dagli estremi (equivalentemente: circuitazione nulla su ogni circuito). Teorema fondamentale: se F = ∇U allora ∫_r F·dr = U(fine) − U(inizio); conservativo ⇔ gradiente. Condizione necessaria (F ∈ C¹): irrotazionale, ∂ⱼFᵢ = ∂ᵢFⱼ. Non sufficiente: il vortice (−y, x)/(x² + y²) è irrotazionale ma ha circuitazione 2π sul cerchio. Sufficiente su domini semplicemente connessi (convessi, stellati). Primitiva con le integrazioni parziali. Sul piano bucato basta controllare la circuitazione su un cerchio attorno a ogni buco.Campi conservativi e irrotazionali →).
- Cambio di variabili: ; polari ; sferiche (Cambiamento di variabili negli integrali doppiSe φ : E → D, (u,v) ↦ (x,y), è biiettiva, C¹ e con det φ' ≠ 0, allora ∫_D f(x,y) dx dy = ∫_E f(φ(u,v)) |det φ'(u,v)| du dv: |det φ'| (lo jacobiano) misura di quanto φ dilata le aree. Si cambia variabile per semplificare il dominio (u = x + y, v = x − y trasformano un parallelogramma in un rettangolo) o la funzione. Se le nuove variabili sono date in funzione delle vecchie, (u,v) = ψ(x,y), si usa |det φ'| = 1/|det ψ'|. Simmetrie: f dispari in x su un dominio simmetrico rispetto all'asse y ha integrale nullo.Cambiamento di variabili negli integrali doppi →, Integrali tripliL'integrale triplo ∫∫∫_E f dx dy dz estende il doppio a regioni dello spazio; ∫∫∫_E 1 = Vol(E), e con f densità dà massa e baricentro. Si calcola per fili (z tra due superfici sopra un dominio piano: ∫∫D(∫ f dz)dx dy) o per strati (fette orizzontali E(z): ∫(∫∫{E(z)} f dx dy)dz). Cambi di variabile: cilindriche (ρ cos θ, ρ sin θ, z), jacobiano ρ; sferiche (ρ sin φ cos θ, ρ sin φ sin θ, ρ cos φ), jacobiano ρ² sin φ. Per i solidi di rotazione: Vol = ∫ π r(z)² dz (strati) oppure 2π x̄ Area (Pappo-Guldino).Integrali tripli →).
- Green: (Formula di Green e calcolo di areeFormula di Green: se D è un dominio regolare del piano e ∂⁺D il suo bordo orientato positivamente (con D a sinistra: antiorario sul bordo esterno, orario sui buchi), allora ∮_{∂⁺D} P dx + Q dy = ∫∫_D (∂ₓQ − ∂ᵧP) dx dy. Trasforma una circuitazione in un integrale doppio (e viceversa). Area(D) = ∮ x dy = −∮ y dx = ½ ∮ (x dy − y dx): l'area racchiusa da una curva si calcola dalla sua parametrizzazione. Per campi irrotazionali su D senza buchi la circuitazione è nulla.Formula di Green e calcolo di aree →).
- Area di superficie: ; flusso (Superfici parametriche e areaUna superficie parametrica è p : D ⊂ R² → R³ continua, con D chiuso e limitato; il sostegno è p(D). I vettori p_u, p_v sono tangenti alle curve coordinate, e |p_u × p_v| è l'elemento d'area: Area(p) = ∫_D |p_u × p_v| du dv (analogo di L = ∫|r'|). Casi da sapere: cilindro (R cos t, R sin t, z), elemento R; sfera in coordinate sferiche, elemento R² sin φ, area 4πR²; superficie cartesiana (x, y, f(x,y)), elemento √(1 + f_x² + f_y²).Superfici parametriche e area →, Flusso di un campo attraverso una superficieIl flusso di un campo F attraverso una superficie parametrica p : D → R³ orientata dal normale N = p_u × p_v è ∫∫_D F(p(u,v))·(p_u × p_v) du dv (= ∫∫ F·n dσ, con n versore normale). Per un grafico z = f(x,y) orientato verso l'alto N = (−fₓ, −f_y, 1). Il flusso cambia segno invertendo l'orientazione. Per una superficie chiusa orientata verso l'esterno, il teorema della divergenza dà flusso uscente = ∫∫∫ div F, utile come controllo.Flusso di un campo attraverso una superficie →).
- Combinatoria: ; anagrammi (Sottoinsiemi, principio di divisione e anagrammin! conta le permutazioni di n oggetti; le k-sequenze senza ripetizione di Iₙ sono n!/(n−k)!. Principio di divisione: se ogni elemento di Y corrisponde a esattamente m elementi di X, |Y| = |X|/m. Da qui i k-sottoinsiemi di Iₙ sono C(n,k) = n!/(k!(n−k)!) (ogni insieme viene da k! sequenze). Anagrammi di una parola con k₁, …, kₙ ripetizioni: k!/(k₁!⋯kₙ!). Procedura: strutture ordinate → sequenze e PM; non ordinate → insiemi o principio di divisione; contare solo alla fine. Stirling: n! ~ √(2πn)(n/e)ⁿ.Sottoinsiemi, principio di divisione e anagrammi →).
- Probabilità totale e Bayes: ; (Formula della partizione e formula di BayesFormula di inversione: P(F | E) = P(E | F) P(F)/P(E). Formula della partizione (probabilità totale): se F₁, …, Fₙ sono una partizione di Ω con P(Fᵢ) > 0, P(E) = Σ P(E | Fᵢ) P(Fᵢ). Formula di Bayes: P(Fⱼ | E) = P(E | Fⱼ) P(Fⱼ) / Σ P(E | Fᵢ) P(Fᵢ): aggiorna la probabilità delle "cause" Fⱼ dopo aver osservato l'effetto E. Classici: test medici (con malattia rara un positivo è spesso un falso positivo), la carta verde/arancione (1/3, non 1/2), Monty Hall (conviene cambiare: 2/3).Formula della partizione e formula di Bayes →).
- Binomiale: , , (Variabili binomiale e geometricaIn n prove di Bernoulli indipendenti con successo di probabilità p, il numero di successi X ~ B(n,p) ha P(X = k) = C(n,k) pᵏ(1−p)ⁿ⁻ᵏ, k = 0,…,n; equivalentemente X è somma di n Bernoulli Be(p) indipendenti. Senza indipendenza (estrazioni senza reimmissione) la somma non è binomiale (legge ipergeometrica). Il numero di prove fino al primo successo X ~ Ge(p) ha P(X = k) = p(1−p)ᵏ⁻¹, k ≥ 1, e P(X > k) = (1−p)ᵏ; è senza memoria: P(X > k+m | X > k) = P(X > m) (i numeri ritardatari del lotto non sono "più probabili").Variabili binomiale e geometrica →).
- Poisson: , (Variabile di Poisson e approssimazione della binomialeX ~ Po(λ), λ > 0, assume i valori 0, 1, 2, … con P(X = k) = e^{−λ} λᵏ/k!; λ è il numero medio di eventi. Nasce come limite della binomiale: se Xₙ ~ B(n, λ/n) allora P(Xₙ = k) → e^{−λ}λᵏ/k!. In pratica B(n,p) ≈ Po(np) se n è grande e p piccolo (regole del corso: n ≥ 20, p ≤ 0.05, p ≤ 10/n). Modella conteggi di eventi rari in un intervallo di tempo o spazio: telefonate, arrivi, terremoti, difetti, vincite.Variabile di Poisson e approssimazione della binomiale →).
- Varianza: ; ; indipendenti: le varianze si sommano (Varianza e covarianza di variabili discreteVar[X] = E[(X − μ)²] = E[X²] − μ² misura la dispersione attorno alla media μ = E[X]; σ = √Var è la deviazione standard. Var[aX + b] = a² Var[X]; la normalizzata (X − μ)/σ ha media 0 e varianza 1. Varianze notevoli: Be(p) → p(1−p), B(n,p) → np(1−p), Po(λ) → λ, Ge(p) → (1−p)/p². Cov[X,Y] = E[XY] − E[X]E[Y]; variabili indipendenti hanno covarianza nulla, ma non vale il viceversa (X uniforme su {−1,0,1} e X²). Var[X + Y] = Var X + Var Y + 2 Cov[X,Y]: per indipendenti le varianze si sommano.Varianza e covarianza di variabili discrete →).
- Esponenziale e uniforme: , ; : , (Variabili aleatorie continue - uniforme ed esponenzialeX è continua se esiste una densità fₓ ≥ 0 con P(X ∈ (a,b)) = ∫ₐᵇ fₓ e ∫R fₓ = 1; allora P(X = x) = 0 per ogni x, Fₓ(x) = ∫{−∞}^x fₓ, e se Fₓ è continua e C¹ a tratti X è continua con fₓ = Fₓ'. Uniforme U(a,b): densità 1/(b−a) su (a,b), P(X ∈ [c,d]) = (d−c)/(b−a). Esponenziale Exp(λ): tempo d'attesa del primo evento in un processo di Poisson, P(T > t) = e^{−λt}, densità λe^{−λt} per t > 0; è senza memoria: P(T > t + s | T > s) = P(T > t). Per Y = g(X) con g monotona si passa dalla funzione di distribuzione.Variabili aleatorie continue - uniforme ed esponenziale →).
- Normale e TCL: ; (Teorema centrale del limite e correzione di continuitàSe X₁, X₂, … sono i.i.d. con media μ e varianza σ², la somma standardizzata (X₁ + ⋯ + Xₙ − nμ)/√(nσ²) tende in distribuzione a N(0,1): P(Sₙ ≤ a) ≈ Φ((a − nμ)/√(nσ²)) per n grande, qualunque sia la legge delle Xᵢ (servono indipendenza e stessa legge). Per la media campionaria: media μ, varianza σ²/n. Casi particolari: B(n,p) ≈ N(np, np(1−p)) per n grande; Po(λ) ≈ N(λ, λ) per λ ≥ 50. Per variabili a valori interi si usa la correzione di continuità: P(X ≤ k) ≈ P(Y ≤ k + 0.5), P(X = k) ≈ P(k − 0.5 ≤ Y ≤ k + 0.5).Teorema centrale del limite e correzione di continuità →).
- Chebyshev: (Disuguaglianza di Chebyshev e legge dei grandi numeriMarkov: se X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a. Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var[X]/ε², valida per ogni legge (stime grossolane ma universali). Legge debole dei grandi numeri: per X₁, X₂, … i.i.d. con media μ e varianza finita, P(|X̄ₙ − μ| ≥ ε) ≤ σ²/(nε²) → 0. Legge forte: con probabilità 1 la media campionaria X̄ₙ tende a μ; in particolare la frequenza dei successi in prove indipendenti tende alla probabilità p, giustificando l'idea frequentista.Disuguaglianza di Chebyshev e legge dei grandi numeri →).