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Note per Studenti Formulario · Fondamenti di Analisi Matematica e Probabilità

FormularioFondamenti di Analisi Matematica e Probabilità: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

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1. Spazio Rn e curve

Norma, distanza e prodotto scalare in Rn

Definizione. La norma (o modulo) di x=(x1,…,xn)x = (x_1, \dots, x_n) è ∣x∣:=x12+⋯+xn2|x| := \sqrt{x_1^2 + \cdots + x_n^2} La distanza tra due punti x,y∈Rnx, y \in \mathbb{R}^n è dist⁡(x,y):=∣x−y∣\operatorname{dist}(x, y) := |x - y|.

Esempio. La distanza tra (1,2,3)(1, 2, 3) e (4,6,3)(4, 6, 3) è ∣(1−4,2−6,3−3)∣=∣(−3,−4,0)∣=9+16+0=5|(1 - 4, 2 - 6, 3 - 3)| = |(-3, -4, 0)| = \sqrt{9 + 16 + 0} = 5.

Definizione. Il prodotto scalare di x=(x1,…,xn)x = (x_1, \dots, x_n) e y=(y1,…,yn)y = (y_1, \dots, y_n) è il numero x⋅y=x1y1+⋯+xnynx \cdot y = x_1 y_1 + \cdots + x_n y_n Due vettori sono ortogonali se x⋅y=0x \cdot y = 0.

Proposizione (palle e cubi). Ogni palla contiene un cubo con lo stesso centro e viceversa: B(p,r]⊆Q(p,r]⊆B(p,rn]B(p, r] \subseteq Q(p, r] \subseteq B(p, r\sqrt n]

Insiemi aperti, chiusi, interno e frontiera in Rn

Definizione. Un intorno di p∈Rnp \in \mathbb{R}^n è un qualunque insieme che contiene una palla centrata in pp (di raggio positivo, anche piccolissimo).

Grafico interattivo: Il semipiano {y ≥ x} non è un intorno dell'origine: il disco di centro (0, 0), anche piccolissimo, contiene punti con y < x, fuori dal semipiano (la retta y = x è il suo bordo)

Definizione. Sia D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n. Un punto p∈Dp \in D è interno a DD se esiste δ>0\delta > 0 tale che B(p,δ[⊆DB(p, \delta[ \subseteq D. L'insieme dei punti interni si indica con int⁡(D)\operatorname{int}(D).

Definizione. DD è aperto se ogni suo punto è interno (D=int⁡(D)D = \operatorname{int}(D)). DD è chiuso se il suo complementare Rn∖D\mathbb{R}^n \setminus D è aperto.

Esempio: un disco aperto è aperto. Sia p∈B(c,r[p \in B(c, r[, cioè ∣p−c∣<r|p - c| < r. Scegliamo δ=r−∣p−c∣>0\delta = r - |p - c| > 0 (la distanza di pp dal bordo). Se ∣x−p∣<δ|x - p| < \delta, per la disuguaglianza triangolare ∣x−c∣≤∣x−p∣+∣p−c∣<δ+∣p−c∣=r|x - c| \le |x - p| + |p - c| < \delta + |p - c| = r quindi x∈B(c,r[x \in B(c, r[. Ogni punto ha una pallina tutta dentro: il disco è aperto. Il disco chiuso B(c,r]B(c, r] invece non è aperto: un punto del cerchio ∣p−c∣=r|p - c| = r non ha nessuna pallina dentro il disco.

Definizione. La frontiera (o bordo) ∂D\partial D è l'insieme dei punti p∈Rnp \in \mathbb{R}^n tali che ogni intorno di pp contiene sia punti di DD sia punti di Rn∖D\mathbb{R}^n \setminus D.

Definizione. La chiusura di DD è D‾:=D∪∂D\overline{D} := D \cup \partial D. È il più piccolo insieme chiuso che contiene DD.

Proposizione. p∈D‾p \in \overline D se e solo se ogni intorno di pp contiene punti di DD.

Esempio. Per il disco aperto D=B(0,1[D = B(0, 1[ del piano: int⁡(D)=D\operatorname{int}(D) = D, ∂D={∣x∣=1}\partial D = \{|x| = 1\} (il cerchio unitario), D‾=B(0,1]\overline D = B(0, 1]. Per il disco chiuso: stesso interno, stessa frontiera, stessa chiusura; cambia solo il fatto che la frontiera appartiene all'insieme.

Curve parametriche e sostegno

Definizione. Una funzione vettoriale è una funzione f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n, con I⊆RI \subseteq \mathbb{R} intervallo, t↦f(t)=(f1(t),…,fn(t))t \mapsto f(t) = (f_1(t), \dots, f_n(t)) Le fi:I→Rf_i : I \to \mathbb{R} sono le componenti. Se le componenti sono continue e I=[a,b]I = [a, b] è chiuso e limitato, ff si dice curva (parametrica). Il sostegno di ff è l'immagine f([a,b])={f(t):t∈[a,b]}⊆Rnf([a, b]) = \{f(t) : t \in [a, b]\} \subseteq \mathbb{R}^n f(a)f(a) è il punto iniziale, f(b)f(b) il punto finale.

Definizione. Sia f:[a,b]→Rnf : [a, b] \to \mathbb{R}^n una curva.

  • ff è chiusa se f(a)=f(b)f(a) = f(b) (torna al punto di partenza);
  • ff è semplice se non passa due volte per lo stesso punto: non esistono a≤t1<t2≤ba \le t_1 < t_2 \le b con f(t1)=f(t2)f(t_1) = f(t_2), con l'unica eccezione ammessa t1=at_1 = a, t2=bt_2 = b.

Definizione. Sia f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n e t0t_0 un punto di II o un suo estremo. Si scrive lim⁡t→t0f(t)=ℓ∈Rn\lim_{t \to t_0} f(t) = \ell \in \mathbb{R}^n se ∀ε>0 ∃δ>0:0<∣t−t0∣<δ, t∈I  ⟹  ∣f(t)−ℓ∣<ε\forall \varepsilon > 0\ \exists \delta > 0 : \quad 0 < |t - t_0| < \delta,\ t \in I \implies |f(t) - \ell| < \varepsilon

Proposizione (componente per componente). lim⁡t→t0f(t)=ℓ\lim_{t \to t_0} f(t) = \ell se e solo se lim⁡t→t0fi(t)=ℓi\lim_{t \to t_0} f_i(t) = \ell_i per ogni i=1,…,ni = 1, \dots, n.

Esempio. lim⁡t→0(sin⁡tt, log⁡(t2+1))=(1,0)\displaystyle\lim_{t \to 0}\left(\frac{\sin t}{t},\ \log(t^2 + 1)\right) = (1, 0): la prima componente è un limite notevoleI limiti notevoli per le forme 0/0 (log(1+x)/x, (e^x − 1)/x, ((1+x)^α − 1)/x, sin x/x, (1 − cos x)/x², arctan x/x...) con le dimostrazioni, e la loro forma come asintoticità: log(1+f) ~ f, e^f − 1 ~ f, sin f ~ f, 1 − cos f ~ f²/2 quando f → 0.Limiti notevoli di funzioni →, la seconda tende a log⁡1=0\log 1 = 0 per continuità.

Derivata di una curva e retta tangente

Definizione. Sia f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n e t0∈It_0 \in I. ff è derivabile in t0t_0 se esiste in Rn\mathbb{R}^n il limite f′(t0):=lim⁡t→t0f(t)−f(t0)t−t0f'(t_0) := \lim_{t \to t_0} \frac{f(t) - f(t_0)}{t - t_0} detto derivata di ff in t0t_0.

Proposizione (componente per componente). f=(f1,…,fn)f = (f_1, \dots, f_n) è derivabile in t0t_0 se e solo se lo sono tutte le componenti, e in tal caso f′(t0)=(f1′(t0),…,fn′(t0))f'(t_0) = (f_1'(t_0), \dots, f_n'(t_0))

Esempio. f(t)=(cos⁡t,e2t)f(t) = (\cos t, e^{2t}) è derivabile in ogni tt e f′(t)=(−sin⁡t,2e2t)f'(t) = (-\sin t, 2e^{2t}).

Definizione. Se ff è derivabile in t0t_0 e f′(t0)≠0f'(t_0) \ne 0, il vettore f′(t0)f'(t_0) si dice vettore tangente alla curva in t0t_0, e la retta tangente è {f(t0)+λ f′(t0):λ∈R}\{f(t_0) + \lambda\,f'(t_0) : \lambda \in \mathbb{R}\} La curva è regolare se f′(t)≠0f'(t) \ne 0 per ogni tt.

Esempio (curva cartesiana). Per f(t)=(t,h(t))f(t) = (t, h(t)) si ha f′(t)=(1,h′(t))f'(t) = (1, h'(t)), mai nullo: le curve cartesiane con hh derivabile sono sempre regolari. La retta tangente {(t0+λ, h(t0)+λh′(t0))}\{(t_0 + \lambda,\ h(t_0) + \lambda h'(t_0))\} è la solita retta tangente al grafico, di pendenza h′(t0)h'(t_0).

Proposizione. Se ff è derivabile in t0t_0, f(t)=f(t0)+f′(t0) (t−t0)+R(t),lim⁡t→t0R(t)t−t0=0f(t) = f(t_0) + f'(t_0)\,(t - t_0) + R(t), \qquad \lim_{t \to t_0}\frac{R(t)}{t - t_0} = 0

Esempio del prof. f:[0,1]→R2f : [0, 1] \to \mathbb{R}^2 derivabile con f(0)=(5,1)f(0) = (5, 1) e f′(0)=(−10,2)f'(0) = (-10, 2). Stima di f(0.1)f(0.1): f(0.1)≈(5,1)+(−10,2)⋅0.1=(5−1, 1+0.2)=(4, 1.2)f(0.1) \approx (5, 1) + (-10, 2)\cdot 0.1 = (5 - 1,\ 1 + 0.2) = (4,\ 1.2) Un caso in cui la derivata va prima ricavata da dati discreti è nell'Esercizio 5 · stimare una posizione con la retta tangente.

Grafico interattivo: Stima di f(0,1) con la retta tangente: da f(0) = (5, 1) con velocità f′(0) = (−10, 2) si arriva a f(0) + 0,1·f′(0) = (4; 1,2); la retta tangente è x + 5y = 10

Lunghezza di una curva

Definizione. La curva ff è rettificabile se L(f):=sup⁡πVf(π)L(f) := \sup_{\pi} V_f(\pi) (al variare di tutte le suddivisioni di [a,b][a, b]) è finito. Il numero L(f)L(f) è la lunghezza di ff.

Definizione. Data g:[a,b]→Rg : [a, b] \to \mathbb{R} continua e una suddivisione a=t0<⋯<tm+1=ba = t_0 < \cdots < t_{m+1} = b, la somma di Riemann associata è ∑i=0mg(ti+1) (ti+1−ti)\sum_{i=0}^{m} g(t_{i+1})\,(t_{i+1} - t_i) Proposizione. Quando il passo della suddivisione (la massima ampiezza ti+1−tit_{i+1} - t_i) tende a 00, le somme di Riemann tendono a ∫abg(t) dt\displaystyle\int_a^b g(t)\,dt.

Esempio del prof. lim⁡m→+∞1m∑i=0m−1e(i+1)/m\displaystyle\lim_{m \to +\infty}\frac1m\sum_{i=0}^{m-1}e^{(i+1)/m}. Si riconosce una somma di Riemann di g(x)=exg(x) = e^x su [0,1][0, 1] con la suddivisione in mm parti uguali: ti=imt_i = \frac im, ampiezza ti+1−ti=1mt_{i+1} - t_i = \frac1m, e g(ti+1)=e(i+1)/mg(t_{i+1}) = e^{(i+1)/m}. Il passo 1m→0\frac1m \to 0, quindi lim⁡m→+∞1m∑i=0m−1e(i+1)/m=∫01ex dx=e−1≈1.718\lim_{m \to +\infty}\frac1m\sum_{i=0}^{m-1}e^{(i+1)/m} = \int_0^1 e^x\,dx = e - 1 \approx 1.718 (con m=1000m = 1000 la somma vale 1.71911.7191). Altri esempi nell'Esercizio 11 · limiti di somme di Riemann.

Teorema. Se f:[a,b]→Rnf : [a, b] \to \mathbb{R}^n è di classe C1C^1, allora ff è rettificabile e L(f)=∫ab∣f′(t)∣ dtL(f) = \int_a^b |f'(t)|\,dt

Proposizione. Se ρ∈C1([a,b])\rho \in C^1([a, b]), la curva è rettificabile e L(f)=∫abρ′(t)2+ρ(t)2 dtL(f) = \int_a^b\sqrt{\rho'(t)^2 + \rho(t)^2}\,dt

Parametrizzazioni equivalenti e ascissa curvilinea

Definizione. Due curve f:I→Rnf : I \to \mathbb{R}^n e g:J→Rng : J \to \mathbb{R}^n (II, JJ intervalli) sono equivalenti se esiste una biiezione φ:I→J\varphi : I \to J di classe C1C^1 con φ′(t)≠0\varphi'(t) \ne 0 per ogni tt, tale che f(t)=g(φ(t))∀t∈If(t) = g(\varphi(t)) \qquad \forall t \in I

Esempio. f(t)=(cos⁡2t,sin⁡2t)f(t) = (\cos 2t, \sin 2t), t∈[0,π]t \in [0, \pi] e g(u)=(cos⁡u,sin⁡u)g(u) = (\cos u, \sin u), u∈[0,2π]u \in [0, 2\pi] sono equivalenti con φ(t)=2t\varphi(t) = 2t. Anche h(t)=(cos⁡t,−sin⁡t)h(t) = (\cos t, -\sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi], è equivalente a gg con φ(t)=2π−t\varphi(t) = 2\pi - t (decrescente: hh gira in senso orario). Invece (cos⁡t,sin⁡t)(\cos t, \sin t) con t∈[0,4π]t \in [0, 4\pi] non è equivalente a gg: percorre il cerchio due volte, e non esiste una biiezione tra i parametri che faccia coincidere le due curve.

Teorema. Se ff e gg sono parametrizzazioni equivalenti di classe C1C^1, allora L(f)=L(g)L(f) = L(g).

Definizione. Data una curva f:[a,b]→Rnf : [a, b] \to \mathbb{R}^n, l'ascissa curvilinea del punto f(t)f(t) è la lunghezza dell'arco percorso da aa a tt: s=φ(t):=L(f∣[a,t]),t∈[a,b]s = \varphi(t) := L\big(f|_{[a, t]}\big), \qquad t \in [a, b]

Definizione. La riparametrizzazione con la lunghezza d'arco di ff è g(s)=f(φ−1(s)),s∈[0,Lf]g(s) = f(\varphi^{-1}(s)), \qquad s \in [0, L_f]

Esempio del prof (cerchio). f(t)=R(cos⁡t,sin⁡t)f(t) = R(\cos t, \sin t), t∈[0,2π]t \in [0, 2\pi].

  1. ∣f′(t)∣=R|f'(t)| = R, quindi s=∫0tR du=Rts = \int_0^t R\,du = Rt.
  2. t=sRt = \frac sR.
  3. g(s)=R(cos⁡sR,sin⁡sR)g(s) = R\left(\cos\frac sR, \sin\frac sR\right), s∈[0,2πR]s \in [0, 2\pi R].

2. Funzioni di più variabili e limiti

Limiti e continuità in più variabili

Proprietà. Se f,gf, g sono continue in pp, lo sono cfcf, f+gf + g, fgfg e f/gf/g (se g(p)≠0g(p) \ne 0). Se hh è una funzione di una variabile continua in f(p)f(p), la composta h∘fh \circ f è continua in pp.

Esempio. lim⁡(x,y)→(1/2, 0)1−x2−y2=1−14−0=32\displaystyle\lim_{(x, y) \to (1/2,\,0)}\sqrt{1 - x^2 - y^2} = \sqrt{1 - \frac14 - 0} = \frac{\sqrt3}{2}: la funzione è continua nel disco chiuso unitario e (12,0)(\frac12, 0) ci sta dentro.

Calcolo dei limiti in due variabili - restrizioni, stime e coordinate polari

Proposizione. Sia f:D→Rf : D \to \mathbb{R}, E⊆DE \subseteq D e pp di accumulazione per EE. Se lim⁡x→p, x∈Df(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in D}f(x) = \ell (finito o infinito), allora anche lim⁡x→p, x∈Ef(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in E}f(x) = \ell.

Proposizione (stime uniformi). Se per ogni x∈D∖{p}x \in D \setminus \{p\} ∣f(x)−ℓ∣≤h(x)conlim⁡x→ph(x)=0|f(x) - \ell| \le h(x) \qquad \text{con} \quad \lim_{x \to p}h(x) = 0 allora lim⁡x→pf(x)=ℓ\lim_{x \to p}f(x) = \ell.

Esempio. lim⁡(x,y)→(0,0)x2yx2+y2=0\displaystyle\lim_{(x,y) \to (0,0)}\frac{x^2y}{x^2 + y^2} = 0, perché ∣x2yx2+y2∣=x2x2+y2⏟≤1 ∣y∣≤∣y∣→0\left|\frac{x^2y}{x^2 + y^2}\right| = \underbrace{\frac{x^2}{x^2 + y^2}}_{\le 1}\,|y| \le |y| \to 0

Corollario. Sia ff definita in B(p,r]∖{p}B(p, r] \setminus \{p\}. Se per ogni ρ∈ ]0,r]\rho \in\, ]0, r] e ogni tt ∣f(p1+ρcos⁡t, p2+ρsin⁡t)−ℓ∣≤h(ρ)conlim⁡ρ→0+h(ρ)=0|f(p_1 + \rho\cos t,\ p_2 + \rho\sin t) - \ell| \le h(\rho) \qquad \text{con} \quad \lim_{\rho \to 0^+}h(\rho) = 0 allora lim⁡(x,y)→pf(x,y)=ℓ\lim_{(x, y) \to p}f(x, y) = \ell.

Esempio del prof. x2yx2+y2\displaystyle\frac{x^2y}{x^2 + y^2} in (0,0)(0, 0): in polari ρ2cos⁡2t⋅ρsin⁡tρ2=ρcos⁡2tsin⁡t,∣ρcos⁡2tsin⁡t∣≤ρ=h(ρ)→0\frac{\rho^2\cos^2 t\cdot\rho\sin t}{\rho^2} = \rho\cos^2 t\sin t, \qquad |\rho\cos^2 t\sin t| \le \rho = h(\rho) \to 0 (perché ∣cos⁡t∣≤1|\cos t| \le 1 e ∣sin⁡t∣≤1|\sin t| \le 1). Il limite è 00.

Proposizione (incollamento). Se D=D1∪⋯∪DmD = D_1 \cup \dots \cup D_m, pp è di accumulazione per ogni DiD_i e il limite di ff ristretta a ogni DiD_i vale lo stesso ℓ\ell, allora lim⁡x→p, x∈Df(x)=ℓ\lim_{x \to p,\ x \in D}f(x) = \ell.

3. Calcolo differenziale in più variabili

Derivate direzionali e parziali

Definizione. Siano D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n, p∈int⁡(D)p \in \operatorname{int}(D), u∈Rnu \in \mathbb{R}^n e f:D→Rf : D \to \mathbb{R}. La derivata direzionale di ff in pp lungo uu è il limite, se esiste finito, Duf(p)=∂uf(p):=lim⁡t→0f(p+tu)−f(p)tD_u f(p) = \partial_u f(p) := \lim_{t \to 0}\frac{f(p + tu) - f(p)}{t}

Esempio 1. f(x,y)=x2+y2f(x, y) = x^2 + y^2, p=(p1,p2)p = (p_1, p_2), u=(u1,u2)u = (u_1, u_2): g(t)=(p1+tu1)2+(p2+tu2)2,g′(t)=2u1(p1+tu1)+2u2(p2+tu2)g(t) = (p_1 + tu_1)^2 + (p_2 + tu_2)^2, \qquad g'(t) = 2u_1(p_1 + tu_1) + 2u_2(p_2 + tu_2) Duf(p)=g′(0)=2p1u1+2p2u2=2 p⋅uD_u f(p) = g'(0) = 2p_1u_1 + 2p_2u_2 = 2\,p \cdot u

Definizione. La ii-esima derivata parziale di ff in pp è, se esiste, la derivata direzionale lungo il vettore eie_i della base canonica (e1=(1,0,…,0)e_1 = (1, 0, \dots, 0), ecc.): ∂f∂xi(p)=∂xif(p)=fxi(p):=Deif(p)\frac{\partial f}{\partial x_i}(p) = \partial_{x_i}f(p) = f_{x_i}(p) := D_{e_i}f(p)

Esempio. f(x,y)=x2+2xyf(x, y) = x^2 + 2xy.

  • Con la definizione: f(x+t,y)−f(x,y)t=(x+t)2+2(x+t)y−x2−2xyt=2xt+t2+2tyt=2x+t+2y→2x+2y\frac{f(x + t, y) - f(x, y)}{t} = \frac{(x + t)^2 + 2(x + t)y - x^2 - 2xy}{t} = \frac{2xt + t^2 + 2ty}{t} = 2x + t + 2y \to 2x + 2y.
  • Con lo stratagemma (yy costante): ∂xf=2x+2y\partial_x f = 2x + 2y, e (xx costante) ∂yf=2x\partial_y f = 2x.

Gradiente e direzione di massima crescita

Definizione. Se ff ha derivate parziali in p∈int⁡(D)p \in \operatorname{int}(D), il gradiente di ff in pp è il vettore ∇f(p):=(∂x1f(p),…,∂xnf(p))\nabla f(p) := \big(\partial_{x_1}f(p), \dots, \partial_{x_n}f(p)\big)

Definizione. ff è di classe C1C^1 in un aperto se è continua e le sue derivate parziali esistono e sono continue in quell'aperto.

Esempio. f(x,y)=x2sin⁡(xy)f(x, y) = x^2\sin(xy) è C1C^1 su R2\mathbb{R}^2: ∂xf=2xsin⁡(xy)+x2ycos⁡(xy)\partial_x f = 2x\sin(xy) + x^2y\cos(xy) e ∂yf=x3cos⁡(xy)\partial_y f = x^3\cos(xy) sono composizioni di polinomi e funzioni continue. In pratica, ogni funzione costruita con formule elementari è C1C^1 nell'aperto in cui le formule (e quelle delle derivate) hanno senso; i punti da studiare a parte sono quelli dove la formula cambia o non è definita.

Teorema (formula del gradiente). Se ff è di classe C1C^1 attorno a pp, allora ff ha derivata direzionale lungo ogni vettore e Duf(p)=∇f(p)⋅u=∂x1f(p) u1+⋯+∂xnf(p) un∀u∈RnD_u f(p) = \nabla f(p)\cdot u = \partial_{x_1}f(p)\,u_1 + \cdots + \partial_{x_n}f(p)\,u_n \qquad \forall u \in \mathbb{R}^n In particolare u↦Duf(p)u \mapsto D_u f(p) è lineare.

Proposizione. Sia ff di classe C1C^1 attorno a pp con ∇f(p)≠0\nabla f(p) \ne 0. Al variare dei versori uu (∣u∣=1|u| = 1):

  • Duf(p)D_u f(p) è massima per umax⁡=∇f(p)∣∇f(p)∣u_{\max} = \dfrac{\nabla f(p)}{|\nabla f(p)|}, e vale Dumax⁡f(p)=∣∇f(p)∣D_{u_{\max}}f(p) = |\nabla f(p)|;
  • Duf(p)D_u f(p) è minima per umin⁡=−∇f(p)∣∇f(p)∣u_{\min} = -\dfrac{\nabla f(p)}{|\nabla f(p)|}, e vale −∣∇f(p)∣-|\nabla f(p)|;
  • Duf(p)=0D_u f(p) = 0 per i versori ortogonali a ∇f(p)\nabla f(p).

Esempio del prof: la montagna f(x,y)=1000 e−(x2+5y2)f(x, y) = 1000\,e^{-(x^2 + 5y^2)}, nel punto (10,−8)(10, -8).

Grafico interattivo: La montagna f = 1000·e^(−(x² + 5y²)) in (10, −8): la curva di livello è l'ellisse x² + 5y² = 420; il gradiente ∝ (−1, 4) è perpendicolare ad essa e punta verso l'interno, ma non verso la vetta (l'origine)

Differenziabilità, piano tangente e linearizzazione

Definizione. Se ff ha derivate parziali in pp, lo spazio tangente al grafico di ff in (p,f(p))(p, f(p)) è {(p,f(p))+(u, ∇f(p)⋅u):u∈Rn}={(x,z):z=f(p)+∇f(p)⋅(x−p)}\{(p, f(p)) + (u,\ \nabla f(p)\cdot u) : u \in \mathbb{R}^n\} = \{(x, z) : z = f(p) + \nabla f(p)\cdot(x - p)\}

Esempio del prof. Piano tangente a z=f(x,y)=xcos⁡y−y exz = f(x, y) = x\cos y - y\,e^x in (0,π,f(0,π))(0, \pi, f(0, \pi)).

  • f(0,π)=0⋅cos⁡π−π e0=−πf(0, \pi) = 0\cdot\cos\pi - \pi\,e^0 = -\pi;
  • fx=cos⁡y−y exf_x = \cos y - y\,e^x, in (0,π)(0, \pi): cos⁡π−π=−1−π\cos\pi - \pi = -1 - \pi;
  • fy=−xsin⁡y−exf_y = -x\sin y - e^x, in (0,π)(0, \pi): 0−1=−10 - 1 = -1.

Definizione. ff è differenziabile in pp se ha derivate parziali in pp e f(x)=f(p)+∇f(p)⋅(x−p)+R(x),lim⁡x→pR(x)∣x−p∣=0f(x) = f(p) + \nabla f(p)\cdot(x - p) + R(x), \qquad \lim_{x \to p}\frac{R(x)}{|x - p|} = 0 La funzione affine L(x):=f(p)+∇f(p)⋅(x−p)L(x) := f(p) + \nabla f(p)\cdot(x - p) è la linearizzazione di ff in pp.

Proposizione. Se ff è di classe C1C^1 attorno a pp, allora ff è differenziabile in pp.

Esempio del prof: quale delle due è differenziabile nell'origine? f(x,y)=x2+y2f(x, y) = x^2 + y^2 e g(x,y)=x2yx4+y2g(x, y) = \frac{x^2y}{x^4 + y^2} (con g(0,0)=0g(0,0) = 0). Entrambe hanno gradiente nullo nell'origine, quindi il candidato piano tangente è z=0z = 0 e bisogna vedere se fx2+y2\frac{f}{\sqrt{x^2 + y^2}} e gx2+y2\frac{g}{\sqrt{x^2 + y^2}} tendono a 00.

  • x2+y2x2+y2=x2+y2→0\frac{x^2 + y^2}{\sqrt{x^2 + y^2}} = \sqrt{x^2 + y^2} \to 0: ff è differenziabile (del resto è C1C^1).
  • Per gg la tabella (simile a quella del prof, ricalcolata con Python) mostra punti vicinissimi all'origine in cui il rapporto è grande:

Proposizione 1. Se ff è differenziabile in pp, allora ff è continua in pp.

Proposizione 2 (formula del gradiente). Se ff è differenziabile in pp, allora per ogni u∈Rnu \in \mathbb{R}^n Duf(p)=∇f(p)⋅uD_u f(p) = \nabla f(p)\cdot u

Regola della catena in più variabili

Teorema (regola della catena). Sia x:I⊆R→Dx : I \subseteq \mathbb{R} \to D una curva derivabile in t0t_0 e f:D→Rf : D \to \mathbb{R} differenziabile in x(t0)x(t_0). Allora t↦f(x(t))t \mapsto f(x(t)) è derivabile in t0t_0 e (f∘x)′(t0)=∇f(x(t0))⋅x′(t0)=∂x1f(x(t0)) x1′(t0)+⋯+∂xnf(x(t0)) xn′(t0)(f \circ x)'(t_0) = \nabla f(x(t_0))\cdot x'(t_0) = \partial_{x_1}f(x(t_0))\,x_1'(t_0) + \cdots + \partial_{x_n}f(x(t_0))\,x_n'(t_0)

Proposizione. Sia ff di due variabili differenziabile in pp, e supponiamo che l'insieme di livello di ff passante per pp sia, vicino a pp, il sostegno di una curva C1C^1. Allora ∇f(p)\nabla f(p) è perpendicolare alla retta tangente a quella curva in pp.

Esempio. Per f(x,y)=x2+y2f(x, y) = x^2 + y^2 le curve di livello sono cerchi centrati nell'origine e ∇f=2(x,y)\nabla f = 2(x, y) è radiale: perpendicolare ai cerchi ✓.

Derivate seconde e matrice hessiana

Definizione. Sia DD aperto e f:D→Rf : D \to \mathbb{R}. Per i,j∈{1,…,n}i, j \in \{1, \dots, n\}, la derivata seconda (o doppia) ∂xixj2f(p)=∂2f∂xi ∂xj(p)=fxjxi(p)\partial^2_{x_i x_j}f(p) = \frac{\partial^2 f}{\partial x_i\,\partial x_j}(p) = f_{x_j x_i}(p) è, se esiste, la derivata parziale rispetto a xix_i della funzione ∂xjf\partial_{x_j}f, calcolata in pp. Per i=ji = j si scrive ∂xi22f(p)=∂2f∂xi2(p)\partial^2_{x_i^2}f(p) = \frac{\partial^2 f}{\partial x_i^2}(p).

Definizione. La matrice hessiana di ff in pp è la matrice n×nn \times n delle derivate seconde: Hess⁡f(p):=(∂x122f(p)⋯∂x1xn2f(p)⋮⋱⋮∂xnx12f(p)⋯∂xn22f(p))\operatorname{Hess}f(p) := \begin{pmatrix} \partial^2_{x_1^2}f(p) & \cdots & \partial^2_{x_1 x_n}f(p) \\ \vdots & \ddots & \vdots \\ \partial^2_{x_n x_1}f(p) & \cdots & \partial^2_{x_n^2}f(p) \end{pmatrix}

Esempio del prof. f(x,y)=xcos⁡y+y exf(x, y) = x\cos y + y\,e^x.

  • fx=cos⁡y+y exf_x = \cos y + y\,e^x, fy=−xsin⁡y+ex\quad f_y = -x\sin y + e^x;
  • fxx=∂x(cos⁡y+y ex)=y exf_{xx} = \partial_x(\cos y + y\,e^x) = y\,e^x;
  • fyx=∂y(cos⁡y+y ex)=−sin⁡y+exf_{yx} = \partial_y(\cos y + y\,e^x) = -\sin y + e^x;
  • fxy=∂x(−xsin⁡y+ex)=−sin⁡y+exf_{xy} = \partial_x(-x\sin y + e^x) = -\sin y + e^x;
  • fyy=∂y(−xsin⁡y+ex)=−xcos⁡yf_{yy} = \partial_y(-x\sin y + e^x) = -x\cos y.

Teorema (Schwarz). Sia DD aperto e f:D→Rf : D \to \mathbb{R} di classe C2C^2 (derivate parziali seconde esistenti e continue). Allora per ogni i,ji, j e ogni x∈Dx \in D ∂xixj2f(x)=∂xjxi2f(x)\partial^2_{x_i x_j}f(x) = \partial^2_{x_j x_i}f(x)

4. Massimi e minimi

Massimi e minimi liberi - punti critici e matrice hessiana

Teorema (Fermat). Se ff ha un massimo o minimo locale in pp interno a DD ed è derivabile lungo uu in pp, allora Duf(p)=0D_u f(p) = 0. Corollario. Se inoltre ff ha derivate parziali in pp, allora ∇f(p)=0\nabla f(p) = 0: si dice che pp è un punto critico (o stazionario).

Definizione. pp è un punto di sella se è critico e non è né massimo né minimo locale, cioè in ogni palla B(p,r[B(p, r[ ci sono punti x,yx, y con f(x)<f(p)<f(y)f(x) < f(p) < f(y).

Criterio del determinante. Per H=(abbc)H = \begin{pmatrix} a & b \\ b & c \end{pmatrix}:

  • det⁡H>0\det H > 0 e a>0a > 0   ⟺  \iff definita positiva;
  • det⁡H>0\det H > 0 e a<0a < 0   ⟺  \iff definita negativa;
  • det⁡H<0\det H < 0   ⟺  \iff indefinita;
  • det⁡H=0\det H = 0: semidefinita (positiva o negativa). Il caso det⁡H>0\det H > 0 con a=0a = 0 non può capitare: sarebbe det⁡H=−b2≤0\det H = -b^2 \le 0.

Teorema (criterio dell'hessiana). Sia ff di classe C2C^2 e pp un punto critico interno al dominio. Con Hess⁡f(p)=(fxx(p)fxy(p)fxy(p)fyy(p))\operatorname{Hess}f(p) = \begin{pmatrix} f_{xx}(p) & f_{xy}(p) \\ f_{xy}(p) & f_{yy}(p) \end{pmatrix}:

  1. det⁡Hess⁡f(p)>0\det\operatorname{Hess}f(p) > 0 e fxx(p)>0f_{xx}(p) > 0: pp è minimo locale stretto;
  2. det⁡Hess⁡f(p)>0\det\operatorname{Hess}f(p) > 0 e fxx(p)<0f_{xx}(p) < 0: pp è massimo locale stretto;
  3. det⁡Hess⁡f(p)<0\det\operatorname{Hess}f(p) < 0: pp è un punto di sella;
  4. det⁡Hess⁡f(p)=0\det\operatorname{Hess}f(p) = 0: il criterio non permette di concludere.

Esempio. In (0,0)(0,0) le tre funzioni x2+y2x^2 + y^2, −x2−y2-x^2 - y^2, x2−y2x^2 - y^2 hanno hessiane (2002)\begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & 2 \end{pmatrix}, (−200−2)\begin{pmatrix} -2 & 0 \\ 0 & -2 \end{pmatrix}, (200−2)\begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & -2 \end{pmatrix}: minimo, massimo, sella.

Massimi e minimi assoluti su domini chiusi e limitati

Teorema (Weierstrass). Sia D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n chiuso e limitato (compatto) e f:D→Rf : D \to \mathbb{R} continua. Allora ff ha massimo e minimo assoluti su DD.

5. Integrali curvilinei e campi vettoriali

Integrale curvilineo di una funzione

Definizione. Siano r:[a,b]→Rnr : [a, b] \to \mathbb{R}^n una curva di classe C1C^1 e μ:r([a,b])→R\mu : r([a, b]) \to \mathbb{R} continua. L'integrale curvilineo di μ\mu su rr è ∫rμ ds=∫rμ(x1,…,xn) ds:=∫abμ(r(t)) ∣r′(t)∣ dt\int_r \mu\,ds = \int_r \mu(x_1, \dots, x_n)\,ds := \int_a^b \mu(r(t))\,|r'(t)|\,dt

Esempio del prof. μ(x,y,z)=x−3y2+z\mu(x, y, z) = x - 3y^2 + z sul segmento r(t)=(t,t,t)r(t) = (t, t, t), t∈[0,1]t \in [0, 1]. Qui r′(t)=(1,1,1)r'(t) = (1, 1, 1), ∣r′(t)∣=3|r'(t)| = \sqrt3, e μ(r(t))=t−3t2+t=2t−3t2\mu(r(t)) = t - 3t^2 + t = 2t - 3t^2: ∫rμ ds=∫01(2t−3t2)3 dt=3 [t2−t3]01=0\int_r \mu\,ds = \int_0^1(2t - 3t^2)\sqrt3\,dt = \sqrt3\,\big[t^2 - t^3\big]_0^1 = 0 (un integrale curvilineo può essere nullo o negativo: μ\mu qui cambia segno lungo il segmento).

Definizione. Se μ≥0\mu \ge 0 è continua e non identicamente nulla, il baricentro di (r,μ)(r, \mu) è il punto 1∫rμ ds(∫rx1 μ ds, …, ∫rxn μ ds)\frac{1}{\int_r \mu\,ds}\left(\int_r x_1\,\mu\,ds,\ \dots,\ \int_r x_n\,\mu\,ds\right) Con μ=1\mu = 1 si parla di baricentro geometrico.

Esempio del prof. Baricentro geometrico della semicirconferenza r(t)=R(cos⁡t,sin⁡t)r(t) = R(\cos t, \sin t), t∈[0,π]t \in [0, \pi]. Qui ∣r′(t)∣=R|r'(t)| = R e ∫rds=πR\int_r ds = \pi R (la lunghezza): 1πR(∫0πRcos⁡t⋅R dt, ∫0πRsin⁡t⋅R dt)=1πR(0, 2R2)=(0, 2Rπ)\frac{1}{\pi R}\left(\int_0^\pi R\cos t\cdot R\,dt,\ \int_0^\pi R\sin t\cdot R\,dt\right) = \frac{1}{\pi R}\big(0,\ 2R^2\big) = \left(0,\ \frac{2R}{\pi}\right) La prima coordinata è 00 per simmetria; la seconda, 2Rπ≈0.64R\frac{2R}{\pi} \approx 0.64R, è dentro il semicerchio, non sulla curva: il baricentro di un filo curvo in generale non sta sul filo.

Definizione. Una curva r:[a,b]→Rnr : [a, b] \to \mathbb{R}^n (continua) è C1C^1 a tratti, o un cammino, se esiste una suddivisione a=t0<⋯<tm+1=ba = t_0 < \dots < t_{m+1} = b tale che su ogni [ti,ti+1][t_i, t_{i+1}] la restrizione rir_i sia di classe C1C^1. Si pone ∫rμ ds:=∑i∫riμ ds\int_r \mu\,ds := \sum_i\int_{r_i}\mu\,ds

Campi vettoriali, campi radiali e campi gradiente

Definizione. Un campo vettoriale su D⊆RnD \subseteq \mathbb{R}^n è una funzione F:D→Rn,x↦F(x)=(F1(x),…,Fn(x))F : D \to \mathbb{R}^n, \qquad x \mapsto F(x) = (F_1(x), \dots, F_n(x))

Esempio. F(x,y)=(−y,x)F(x, y) = (-y, x): nel punto (1,0)(1, 0) la freccia è (0,1)(0, 1) (verso l'alto), in (0,1)(0, 1) è (−1,0)(-1, 0) (verso sinistra). Le frecce sono sempre perpendicolari al raggio e lunghe quanto la distanza dall'origine: è il campo delle velocità di una rotazione rigida antioraria.

Definizione. Un campo su Rn\mathbb{R}^n è radiale se è della forma F(x)=g(∣x∣) x∣x∣,∣x∣∈I⊆ ]0,+∞[F(x) = g(|x|)\,\frac{x}{|x|}, \qquad |x| \in I \subseteq\, ]0, +\infty[

Definizione. Sia DD aperto. Un campo continuo F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n è un campo gradiente se esiste U:D→RU : D \to \mathbb{R} di classe C1C^1 con F=∇U,cioeˋFi=∂xiU  per ogni iF = \nabla U, \qquad \text{cioè} \quad F_i = \partial_{x_i}U \ \text{ per ogni } i UU si dice primitiva di FF. In fisica si usa il potenziale V:=−UV := -U.

Esempio: campi "a variabili separate". Un campo del tipo F(x1,…,xn)=(f1(x1),…,fn(xn))F(x_1, \dots, x_n) = (f_1(x_1), \dots, f_n(x_n)), in cui ogni componente dipende solo dalla "sua" variabile, è gradiente: se ui′=fiu_i' = f_i, allora ∇(u1(x1)+⋯+un(xn))=(f1(x1),…,fn(xn))\nabla\big(u_1(x_1) + \cdots + u_n(x_n)\big) = (f_1(x_1), \dots, f_n(x_n)) Per esempio F(x1,x2)=(−x1, 2x2ex22)F(x_1, x_2) = (-x_1,\ 2x_2e^{x_2^2}) ha primitiva U=−12x12+ex22U = -\frac12x_1^2 + e^{x_2^2}.

Proposizione. Ogni campo radiale continuo F(x)=g(∣x∣)x∣x∣F(x) = g(|x|)\frac{x}{|x|} è un campo gradiente, e una primitiva è G(∣x∣)G(|x|), dove G′=gG' = g.

Esempio del prof. Primitiva di F(x)=∣x∣8xF(x) = |x|^8x su R3\mathbb{R}^3. Per x≠0x \ne 0, F(x)=∣x∣9x∣x∣F(x) = |x|^9\frac{x}{|x|}: radiale con g(r)=r9g(r) = r^9, G(r)=r1010G(r) = \frac{r^{10}}{10}. Quindi U(x)=∣x∣1010=(x2+y2+z2)510U(x) = \frac{|x|^{10}}{10} = \frac{(x^2 + y^2 + z^2)^5}{10} è una primitiva su R3∖{0}\mathbb{R}^3 \setminus \{0\}. In realtà lo è su tutto R3\mathbb{R}^3: UU è un polinomio, e la formula ∇U=∣x∣8x\nabla U = |x|^8x vale anche nell'origine (entrambi i membri sono nulli).

Integrale curvilineo di un campo vettoriale

Definizione. Sia r:[a,b]→D⊆Rnr : [a, b] \to D \subseteq \mathbb{R}^n un cammino e F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n un campo continuo. L'integrale curvilineo di FF lungo rr è ∫rF⋅dr=∫rF(x)⋅dr:=∫abF(r(t))⋅r′(t) dt\int_r F \cdot dr = \int_r F(x)\cdot dr := \int_a^b F(r(t))\cdot r'(t)\,dt Se FF è un campo di forze, è il lavoro di FF lungo rr. Se rr è chiuso (un circuito) si parla di circuitazione e si scrive ∮rF⋅dr\oint_r F \cdot dr.

Esempio del prof. F(x,y)=(−2x,y2)F(x, y) = (-2x, y^2) lungo r(t)=(t2,3t)r(t) = (t^2, 3t), t∈[0,1]t \in [0, 1]. F(r(t))=(−2t2, 9t2)F(r(t)) = (-2t^2,\ 9t^2), r′(t)=(2t,3)r'(t) = (2t, 3): ∫rF⋅dr=∫01(−2t2,9t2)⋅(2t,3) dt=∫01(−4t3+27t2) dt=−1+9=8\int_r F \cdot dr = \int_0^1(-2t^2, 9t^2)\cdot(2t, 3)\,dt = \int_0^1(-4t^3 + 27t^2)\,dt = -1 + 9 = 8

Campi conservativi e irrotazionali

Definizione. Un campo continuo F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n è conservativo se per ogni coppia di cammini r1r_1, r2r_2 in DD con gli stessi estremi ∫r1F⋅dr=∫r2F⋅dr\int_{r_1}F\cdot dr = \int_{r_2}F\cdot dr o, equivalentemente, se per ogni circuito rr in DD si ha ∮rF⋅dr=0\oint_r F\cdot dr = 0.

Teorema. Sia F=∇UF = \nabla U un campo gradiente su DD e r:[a,b]→Dr : [a, b] \to D un cammino. Allora ∫rF⋅dr=U(r(b))−U(r(a))\int_r F\cdot dr = U(r(b)) - U(r(a)) In particolare ogni campo gradiente è conservativo. Vale anche il viceversa: un campo conservativo è un campo gradiente.

Esempio del prof. U(x,y)=y2sin⁡xU(x, y) = y^2\sin x e rr un qualsiasi cammino dall'origine a (π2,1)\left(\frac\pi2, 1\right): ∫r∇U⋅dr=U(π2,1)−U(0,0)=1⋅1−0=1\int_r\nabla U\cdot dr = U\left(\tfrac\pi2, 1\right) - U(0, 0) = 1\cdot 1 - 0 = 1 senza nemmeno sapere com'è fatto il cammino.

Definizione. Sia DD aperto. Un campo F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n di classe C1C^1 è irrotazionale se ∂xjFi=∂xiFjper ogni i,j\partial_{x_j}F_i = \partial_{x_i}F_j \qquad \text{per ogni } i, j

Esempio del prof. F(x1,x2)=(2x1ex23, 3x12x22ex23)F(x_1, x_2) = (2x_1e^{x_2^3},\ 3x_1^2x_2^2e^{x_2^3}): ∂x2F1=6x1x22ex23=∂x1F2\partial_{x_2}F_1 = 6x_1x_2^2e^{x_2^3} = \partial_{x_1}F_2. Irrotazionale.

Proposizione (test delle derivate miste). Se FF è C1C^1 e conservativo su un aperto, allora è irrotazionale.

Definizione. Un aperto DD è semplicemente connesso se ogni circuito in DD si può contrarre con continuità a un punto restando dentro DD.

Teorema. Se DD è un aperto semplicemente connesso e F:D→RnF : D \to \mathbb{R}^n è C1C^1 e irrotazionale, allora FF è conservativo. Corollario. Ogni campo C1C^1 irrotazionale su un aperto è localmente conservativo: attorno a ogni punto (in una palla) ha una primitiva.

Proposizione. Sia Ω⊆R2\Omega \subseteq \mathbb{R}^2 aperto semplicemente connesso, a1,…,am∈Ωa_1, \dots, a_m \in \Omega, e FF un campo C1C^1 irrotazionale su D=Ω∖{a1,…,am}D = \Omega \setminus \{a_1, \dots, a_m\}. Allora FF è conservativo se e solo se, scelti mm cerchi γ1,…,γm\gamma_1, \dots, \gamma_m in DD, ciascuno attorno a uno solo dei punti aia_i, si ha ∮γiF⋅dr=0\oint_{\gamma_i}F\cdot dr = 0 per ogni ii.

Esempio del prof. F(x,y)=(xx2+y2,yx2+y2)F(x, y) = \left(\frac{x}{x^2 + y^2}, \frac{y}{x^2 + y^2}\right) su R2∖{0}\mathbb{R}^2 \setminus \{0\}. È irrotazionale (∂yF1=−2xy(x2+y2)2=∂xF2\partial_y F_1 = -\frac{2xy}{(x^2 + y^2)^2} = \partial_x F_2) ed è radiale (F=1∣x∣x∣x∣F = \frac{1}{|x|}\frac{x}{|x|}, g(r)=1rg(r) = \frac1r), quindi conservativo, con primitiva log⁡∣x∣=12log⁡(x2+y2)\log|x| = \frac12\log(x^2 + y^2). In accordo con la proposizione: sul cerchio unitario F(r(t))⋅r′(t)=(cos⁡t,sin⁡t)⋅(−sin⁡t,cos⁡t)=0F(r(t))\cdot r'(t) = (\cos t, \sin t)\cdot(-\sin t, \cos t) = 0.

6. Integrali doppi

Integrali doppi e formule di riduzione

Definizione. f:[a,b]×[c,d]→Rf : [a, b]\times[c, d] \to \mathbb{R} limitata è integrabile (secondo Riemann) se le somme ∑if(ci)Area⁡(Ai)\sum_i f(c_i)\operatorname{Area}(A_i) convergono quando il massimo dei diametri dei rettangolini tende a 00. Il limite si indica con ∫[a,b]×[c,d]f(x,y) dx dy\displaystyle\int_{[a,b]\times[c,d]}f(x, y)\,dx\,dy ed è l'integrale doppio di ff.

Proposizione. Ogni funzione continua su un rettangolo chiuso è integrabile.

Teorema (formula di riduzione sui rettangoli). Se ff è integrabile su [a,b]×[c,d][a, b]\times[c, d], ∫[a,b]×[c,d]f dx dy=∫ab(∫cdf(x,y) dy)dx=∫cd(∫abf(x,y) dx)dy\int_{[a,b]\times[c,d]}f\,dx\,dy = \int_a^b\left(\int_c^d f(x, y)\,dy\right)dx = \int_c^d\left(\int_a^b f(x, y)\,dx\right)dy

Esempio del prof. ∫02∫01(4−x−y) dy dx\int_0^2\int_0^1(4 - x - y)\,dy\,dx. Integrale interno (xx fissato, si integra in yy): ∫01(4−x−y) dy=[4y−xy−y22]01=72−x\int_0^1(4 - x - y)\,dy = \left[4y - xy - \frac{y^2}2\right]_0^1 = \frac72 - x Poi ∫02(72−x)dx=[72x−x22]02=7−2=5\int_0^2\left(\frac72 - x\right)dx = \left[\frac72x - \frac{x^2}2\right]_0^2 = 7 - 2 = 5. Nell'altro ordine: ∫02(4−x−y) dx=6−2y\int_0^2(4 - x - y)\,dx = 6 - 2y e ∫01(6−2y) dy=5\int_0^1(6 - 2y)\,dy = 5 ✓.

Definizione. DD è semplice rispetto a xx (o "normale rispetto all'asse xx") se D={(x,y):x∈[a,b], α(x)≤y≤β(x)}D = \{(x, y) : x \in [a, b],\ \alpha(x) \le y \le \beta(x)\} con α,β:[a,b]→R\alpha, \beta : [a, b] \to \mathbb{R} continue. È semplice rispetto a yy se D={(x,y):y∈[c,d], α(y)≤x≤β(y)}D = \{(x, y) : y \in [c, d],\ \alpha(y) \le x \le \beta(y)\}.

Formule di riduzione. D semplice rispetto a x:∫Df dx dy=∫ab(∫α(x)β(x)f(x,y) dy)dxD \text{ semplice rispetto a } x: \quad \int_D f\,dx\,dy = \int_a^b\left(\int_{\alpha(x)}^{\beta(x)}f(x, y)\,dy\right)dx D semplice rispetto a y:∫Df dx dy=∫cd(∫α(y)β(y)f(x,y) dx)dyD \text{ semplice rispetto a } y: \quad \int_D f\,dx\,dy = \int_c^d\left(\int_{\alpha(y)}^{\beta(y)}f(x, y)\,dx\right)dy

Esempio del prof. D={0≤x≤1, x≤y≤2x}D = \{0 \le x \le 1,\ x \le y \le 2x\}, ∫Dx ey dx dy\int_D x\,e^y\,dx\,dy: ∫01(∫x2xx ey dy)dx=∫01x (e2x−ex) dx\int_0^1\left(\int_x^{2x}x\,e^y\,dy\right)dx = \int_0^1 x\,(e^{2x} - e^x)\,dx e per parti (∫xekx=ekx(xk−1k2)\int x e^{kx} = e^{kx}\left(\frac xk - \frac{1}{k^2}\right)): [e2x(x2−14)]01−[ex(x−1)]01=e24+14−1=e2−34\left[e^{2x}\left(\frac x2 - \frac14\right)\right]_0^1 - \big[e^x(x - 1)\big]_0^1 = \frac{e^2}4 + \frac14 - 1 = \frac{e^2 - 3}{4}.

Grafico interattivo: D = {0 ≤ x ≤ 1, x ≤ y ≤ 2x}: il triangolo di vertici (0, 0), (1, 1), (1, 2); a x fissato la fetta verticale va dalla retta y = x alla retta y = 2x

Cambiamento di variabili negli integrali doppi

Definizione. Se φ=(φ1,φ2)\varphi = (\varphi_1, \varphi_2) ha derivate parziali su un aperto, la matrice jacobiana è φ′(u,v)=Jφ(u,v):=(∂uφ1∂vφ1∂uφ2∂vφ2)=(∇φ1∇φ2)\varphi'(u, v) = J\varphi(u, v) := \begin{pmatrix} \partial_u\varphi_1 & \partial_v\varphi_1 \\ \partial_u\varphi_2 & \partial_v\varphi_2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} \nabla\varphi_1 \\ \nabla\varphi_2 \end{pmatrix} e si indica ∣φ′(u,v)∣:=∣det⁡φ′(u,v)∣|\varphi'(u, v)| := |\det\varphi'(u, v)|.

Teorema (cambiamento di variabili). Siano X,YX, Y aperti di R2\mathbb{R}^2 e φ:X→Y\varphi : X \to Y biiettiva, di classe C1C^1, con det⁡φ′≠0\det\varphi' \ne 0. Siano E⊆XE \subseteq X limitato e D=φ(E)D = \varphi(E) (cioè E=φ−1(D)E = \varphi^{-1}(D)). Allora ff è integrabile su DD se e solo se (f∘φ) ∣det⁡φ′∣(f \circ \varphi)\,|\det\varphi'| lo è su EE, e ∫Df(x,y) dx dy=∫Ef(φ(u,v)) ∣det⁡φ′(u,v)∣ du dv\int_D f(x, y)\,dx\,dy = \int_E f(\varphi(u, v))\,|\det\varphi'(u, v)|\,du\,dv

Integrali doppi in coordinate polari

Teorema (coordinate polari). Sia DD limitato e E=φ−1(D)={(ρ,t)∈[0,+∞[×[0,2π]:(ρcos⁡t,ρsin⁡t)∈D}E = \varphi^{-1}(D) = \{(\rho, t) \in [0, +\infty[\times[0, 2\pi] : (\rho\cos t, \rho\sin t) \in D\}. Allora ff è integrabile su DD se e solo se f(ρcos⁡t,ρsin⁡t) ρf(\rho\cos t, \rho\sin t)\,\rho lo è su EE, e ∫Df(x,y) dx dy=∫Ef(ρcos⁡t,ρsin⁡t) ρ dρ dt\int_D f(x, y)\,dx\,dy = \int_E f(\rho\cos t, \rho\sin t)\,\rho\,d\rho\,dt

Integrali doppi generalizzati e integrale di Gauss

Definizione. L'integrale iterato ∫−∞+∞(∫−∞+∞f(x,y) dy)dx\int_{-\infty}^{+\infty}\left(\int_{-\infty}^{+\infty}f(x, y)\,dy\right)dx esiste finito se:

  1. per tutti gli xx, salvo al più un numero finito, ∫−∞+∞f(x,y) dy\int_{-\infty}^{+\infty}f(x, y)\,dy è finito;
  2. la funzione x↦∫−∞+∞f(x,y) dyx \mapsto \int_{-\infty}^{+\infty}f(x, y)\,dy è integrabile in senso generalizzato. Analogamente con i ruoli di xx e yy scambiati.

Proposizione (riduzione per integrali generalizzati). f:R2→[0,+∞[f : \mathbb{R}^2 \to [0, +\infty[ è integrabile su R2\mathbb{R}^2 se e solo se uno dei due integrali iterati esiste finito. In tal caso entrambi coincidono con ∫R2f dx dy\int_{\mathbb{R}^2}f\,dx\,dy. Osservazione. Se ff è integrabile sul piano, per ogni successione crescente di insiemi limitati DkD_k che "invade" il piano (Dk⊆Dk+1D_k \subseteq D_{k+1}, ⋃kDk=R2\bigcup_k D_k = \mathbb{R}^2) si ha ∫Dkf→∫R2f\int_{D_k}f \to \int_{\mathbb{R}^2}f.

Criterio (funzioni positive). Se f≥0f \ge 0 e, calcolando l'integrale con una formula di riduzione o un cambio di variabili, si ottiene un valore finito, allora ff è integrabile e l'integrale è quel valore.

Esempio del prof. e−x/ye^{-x/y} su D={y>0, x≥y2}D = \{y > 0,\ x \ge y^2\} (illimitato a destra). Con le fette orizzontali (yy fissato, xx da y2y^2 a +∞+\infty): ∫y2+∞e−x/y dx=[−y e−x/y]y2+∞=y e−y\int_{y^2}^{+\infty}e^{-x/y}\,dx = \Big[-y\,e^{-x/y}\Big]_{y^2}^{+\infty} = y\,e^{-y} (per y>0y > 0, e−x/y→0e^{-x/y} \to 0 per x→+∞x \to +\infty). Poi ∫0+∞y e−y dy=1\int_0^{+\infty}y\,e^{-y}\,dy = 1 (per parti). Il risultato è finito: ff è integrabile su DD e l'integrale vale 11.

Grafico interattivo: D = {y > 0, x ≥ y²}: la regione a destra della parabola x = y² nel semipiano y > 0, illimitata verso destra; a y fissato la fetta orizzontale va da x = y² a +∞

8. Superfici e integrali superficiali

Superfici parametriche e area

Definizione. Una superficie parametrica in R3\mathbb{R}^3 è una funzione continua p:D⊆R2→R3,p(u,v)=(p1(u,v), p2(u,v), p3(u,v))p : D \subseteq \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R}^3, \qquad p(u, v) = \big(p_1(u, v),\ p_2(u, v),\ p_3(u, v)\big) con DD chiuso e limitato. Il sostegno è p(D)⊆R3p(D) \subseteq \mathbb{R}^3. pp è di classe C1C^1 se le componenti sono C1C^1 su un aperto che contiene DD.

Definizione. Se p:D→R3p : D \to \mathbb{R}^3 è C1C^1, Area⁡(p):=∫D∣pu(u,v)×pv(u,v)∣ du dv\operatorname{Area}(p) := \int_D|p_u(u, v) \times p_v(u, v)|\,du\,dv ∣pu×pv∣|p_u \times p_v| è l'elemento d'area della superficie (si scrive anche dσ=∣pu×pv∣ du dvd\sigma = |p_u \times p_v|\,du\,dv).

Esempio del prof (un parallelogramma). p(u,v)=u a⃗+v b⃗p(u, v) = u\,\vec a + v\,\vec b, (u,v)∈[0,3]×[0,2](u, v) \in [0, 3]\times[0, 2]: il sostegno è il parallelogramma generato da 3a⃗3\vec a e 2b⃗2\vec b, di area ∣3a⃗×2b⃗∣=6∣a⃗×b⃗∣|3\vec a \times 2\vec b| = 6|\vec a \times \vec b|. Con la formula: pu=a⃗p_u = \vec a, pv=b⃗p_v = \vec b, e ∫D∣a⃗×b⃗∣ du dv=∣a⃗×b⃗∣⋅Area⁡(D)=6∣a⃗×b⃗∣\int_D|\vec a \times \vec b|\,du\,dv = |\vec a \times \vec b|\cdot\operatorname{Area}(D) = 6|\vec a \times \vec b| ✓.

Superfici di rotazione e teorema di Pappo-Guldino

Definizione. Siano r:[a,b]→R2r : [a, b] \to \mathbb{R}^2 una curva C1C^1 del piano xyxy e h≥0h \ge 0 continua sul suo sostegno. Il trapezoide di hh sopra rr è la "parete" verticale Trap⁡r(h):={(r(t),z):t∈[a,b], 0≤z≤h(r(t))}\operatorname{Trap}_r(h) := \{(r(t), z) : t \in [a, b],\ 0 \le z \le h(r(t))\}

Proposizione (significato dell'integrale curvilineo). Area⁡(Trap⁡r(h))=∫rh ds\operatorname{Area}(\operatorname{Trap}_r(h)) = \displaystyle\int_r h\,ds.

Esempio del prof: la tenda. Base a semicerchio r(t)=(5cos⁡t,5sin⁡t)r(t) = (5\cos t, 5\sin t), t∈[0,π]t \in [0, \pi], soffitto sul piano z=10−x+y100z = 10 - \frac{x + y}{100}. Con ∣r′(t)∣=5|r'(t)| = 5: Area⁡=∫0π(10−5cos⁡t+5sin⁡t100)5 dt=50π−14∫0π(cos⁡t+sin⁡t) dt=50π−14⋅2=50π−12\operatorname{Area} = \int_0^\pi\left(10 - \frac{5\cos t + 5\sin t}{100}\right)5\,dt = 50\pi - \frac14\int_0^\pi(\cos t + \sin t)\,dt = 50\pi - \frac14\cdot 2 = 50\pi - \frac12

Definizione. La superficie di rotazione ottenuta ruotando rr attorno all'asse zz è p(t,θ)=(r1(t)cos⁡θ, r1(t)sin⁡θ, r2(t)),t∈[a,b], θ∈[0,2π]p(t, \theta) = \big(r_1(t)\cos\theta,\ r_1(t)\sin\theta,\ r_2(t)\big), \qquad t \in [a, b],\ \theta \in [0, 2\pi]

Teorema (Pappo-Guldino). Se r:[a,b]→[0,+∞[×Rr : [a, b] \to [0, +\infty[\times\mathbb{R} è C1C^1, l'area della superficie ottenuta ruotandola attorno all'asse zz è Area⁡=2π∫abr1(t) ∣r′(t)∣ dt=2π∫rx ds=2π xˉr⋅Lunghezza⁡(r)\operatorname{Area} = 2\pi\int_a^b r_1(t)\,|r'(t)|\,dt = 2\pi\int_r x\,ds = 2\pi\,\bar x_r\cdot\operatorname{Lunghezza}(r) dove xˉr=1L∫rx ds\bar x_r = \frac{1}{L}\int_r x\,ds è la distanza del baricentro della curva dall'asse di rotazione.

Integrali superficiali

Definizione. Sia p:D→R3p : D \to \mathbb{R}^3 di classe C1C^1 e μ:p(D)→R\mu : p(D) \to \mathbb{R} continua. L'integrale superficiale di μ\mu su pp è ∫pμ(x,y,z) dσp:=∫Dμ(p(u,v)) ∣pu×pv∣(u,v) du dv\int_p\mu(x, y, z)\,d\sigma_p := \int_D\mu(p(u, v))\,|p_u \times p_v|(u, v)\,du\,dv

Esempio del prof. Massa della lamina z=x2z = x^2, (x,y)∈[0,2]×[0,3](x, y) \in [0, 2]\times[0, 3], con densità μ=z\mu = z. Qui fx=2xf_x = 2x, fy=0f_y = 0, elemento 1+4x2\sqrt{1 + 4x^2}, e μ=z=x2\mu = z = x^2 sulla superficie: ∫03∫02x21+4x2 dx dy=3∫02x21+4x2 dx=991716−3settsinh⁡464≈25.41\int_0^3\int_0^2 x^2\sqrt{1 + 4x^2}\,dx\,dy = 3\int_0^2 x^2\sqrt{1 + 4x^2}\,dx = \frac{99\sqrt{17}}{16} - \frac{3\operatorname{settsinh}4}{64} \approx 25.41 (l'integrale in xx si fa con la sostituzione 2x=sinh⁡s2x = \sinh s; il valore è stato calcolato con Python).

Definizione. p1:D1→R3p_1 : D_1 \to \mathbb{R}^3 e p2:D2→R3p_2 : D_2 \to \mathbb{R}^3 sono equivalenti se p1=p2∘φp_1 = p_2 \circ \varphi con φ:D1→D2\varphi : D_1 \to D_2 biiettiva, C1C^1, con det⁡φ′≠0\det\varphi' \ne 0. Proposizione. Se p1p_1 e p2p_2 sono superfici C1C^1 equivalenti e ff è continua sul sostegno, ∫p1f dσp1=∫p2f dσp2\int_{p_1}f\,d\sigma_{p_1} = \int_{p_2}f\,d\sigma_{p_2}.

9. Formula di Green e flusso

Formula di Green e calcolo di aree

Teorema (formula di Green). Sia DD un dominio regolare del piano (unione finita di domini semplici rispetto a entrambi gli assi, con bordo C1C^1 a tratti) e P,QP, Q di classe C1C^1 su un aperto che contiene D‾\overline D. Allora ∮∂+DP dx+Q dy=∬D(∂Q∂x−∂P∂y)dx dy\oint_{\partial^+D}P\,dx + Q\,dy = \iint_D\left(\frac{\partial Q}{\partial x} - \frac{\partial P}{\partial y}\right)dx\,dy

Esempio (Ripassi 1.37 e 1.41). F=(0,x3)F = (0, x^3) sul bordo della corona D={1≤x2+y2≤4}D = \{1 \le x^2 + y^2 \le 4\}.

  • Con Green: ∂xQ−∂yP=3x2\partial_xQ - \partial_yP = 3x^2, e in polari ∬D3x2=3∫02πcos⁡2θ dθ∫12ρ3 dρ=3π⋅154=45π4\iint_D 3x^2 = 3\int_0^{2\pi}\cos^2\theta\,d\theta\int_1^2\rho^3\,d\rho = 3\pi\cdot\frac{15}{4} = \frac{45\pi}{4}.
  • Direttamente: sul cerchio esterno (2cos⁡t,2sin⁡t)(2\cos t, 2\sin t) antiorario, ∫x3 dy=∫02π8cos⁡3t⋅2cos⁡t dt=16⋅3π4=12π\int x^3\,dy = \int_0^{2\pi}8\cos^3t\cdot 2\cos t\,dt = 16\cdot\frac{3\pi}4 = 12\pi; sul cerchio interno, percorso in senso orario, −∫02πcos⁡4t dt=−3π4-\int_0^{2\pi}\cos^4t\,dt = -\frac{3\pi}{4}. Totale 12π−3π4=45π412\pi - \frac{3\pi}4 = \frac{45\pi}4 ✓.

Grafico interattivo: La corona 1 ≤ x² + y² ≤ 4: il bordo esterno (raggio 2) è percorso in senso antiorario, quello interno (raggio 1) in senso orario, con la regione sempre a sinistra

Flusso di un campo attraverso una superficie

Definizione. Il flusso del campo continuo FF attraverso la superficie pp, orientata da N=pu×pvN = p_u \times p_v, è Φ=∬pF⋅n dσ=∬DF(p(u,v))⋅(pu×pv)(u,v) du dv\Phi = \iint_p F\cdot n\,d\sigma = \iint_D F(p(u, v))\cdot\big(p_u \times p_v\big)(u, v)\,du\,dv

10. Equazioni differenziali

Equazioni differenziali esatte

Definizione. L'equazione è esatta se il campo (M,N)(M, N) è conservativo su DD, cioè se esiste U∈C1(D)U \in C^1(D) con ∂tU=M,∂yU=N\partial_t U = M, \qquad \partial_y U = N

Proposizione. Se l'equazione è esatta con primitiva UU, una funzione y(t)y(t) (con il grafico in DD) è soluzione se e solo se U(t,y(t))=cper qualche costante cU(t, y(t)) = c \qquad \text{per qualche costante } c

11. Calcolo combinatorio

Cardinalità, sequenze e principio di moltiplicazione

Proprietà. Siano A,B⊆XA, B \subseteq X finiti.

  1. Se A∩B=∅A \cap B = \emptyset: ∣A∪B∣=∣A∣+∣B∣|A \cup B| = |A| + |B|;
  2. in generale ∣A∪B∣=∣A∣+∣B∣−∣A∩B∣|A \cup B| = |A| + |B| - |A \cap B|;
  3. ∣A×B∣=∣A∣⋅∣B∣|A \times B| = |A|\cdot|B|;
  4. ∣Ac∣=∣X∣−∣A∣|A^c| = |X| - |A|.

Esempio del prof. Parole di 6 lettere (sequenze, anche senza senso) con un alfabeto di 24 lettere che contengono almeno una Z. Il complementare sono le parole senza Z, che usano 23 lettere: 23623^6. Le parole in tutto sono 24624^6. Quindi 246−236=191 102 976−148 035 889=43 067 08724^6 - 23^6 = 191\,102\,976 - 148\,035\,889 = 43\,067\,087

Principio della biiezione. Due insiemi finiti hanno la stessa cardinalità se e solo se esiste una corrispondenza biunivoca tra loro.

Esempio. I multipli di 44 tra 11 e 4040 sono {4,8,…,40}\{4, 8, \dots, 40\}, in biiezione con {1,2,…,10}\{1, 2, \dots, 10\} tramite 4k↔k4k \leftrightarrow k: sono 1010.

Definizione. Una kk-sequenza di InI_n è una kk-upla ordinata (a1,…,ak)(a_1, \dots, a_k) di elementi di InI_n, non necessariamente distinti (un elemento di In×⋯×InI_n\times\cdots\times I_n, kk volte). È senza ripetizione se i suoi termini sono distinti.

Esempio. Estraendo nell'ordine 55 numeri da un'urna con 9090 numeri (senza rimetterli) l'esito è una 55-sequenza senza ripetizione di I90I_{90}.

Definizione. Una nn-spartizione di IkI_k è una nn-upla ordinata (C1,…,Cn)(C_1, \dots, C_n) di sottoinsiemi di IkI_k a due a due disgiunti (anche vuoti) con unione IkI_k.

Proposizione. Le nn-spartizioni di IkI_k sono tante quante le kk-sequenze di InI_n.

Principio di moltiplicazione (PM). Supponiamo che gli elementi di un insieme XX si costruiscano con una procedura in nn fasi, in cui la prima fase ha m1m_1 esiti possibili, la seconda (per ogni esito della prima) m2m_2, …, la nn-esima mnm_n, e che l'elemento costruito determini univocamente gli esiti di tutte le fasi. Allora ∣X∣=m1⋅m2⋯mn|X| = m_1\cdot m_2\cdots m_n

Esempio del prof. Comitati di 22 persone, scegliendo tra 66 donne e 55 uomini, con esattamente una donna e un uomo. Fase 1: la donna (66 modi); fase 2: l'uomo (55 modi). Dal comitato {D,U}\{D, U\} si risale a entrambe le scelte. PM: 6⋅5=306\cdot 5 = 30.

Proposizione. Il numero di kk-sequenze di InI_n è nkn^k.

Sottoinsiemi, principio di divisione e anagrammi

Proposizione. Il numero di permutazioni di (1,2,…,n)(1, 2, \dots, n) è n!n!. Proposizione. Il numero di kk-sequenze senza ripetizione di InI_n è n!(n−k)!=n(n−1)⋯(n−k+1)(k≤n),0(k>n)\frac{n!}{(n - k)!} = n(n - 1)\cdots(n - k + 1) \quad (k \le n), \qquad 0 \quad (k > n)

Esempio del prof. Da un'urna con 1212 palline (88 nere N1,…,N8N_1, \dots, N_8 e 44 rosse R1,…,R4R_1, \dots, R_4) se ne estraggono 33 in ordine, senza reimmissione. Quante terne hanno l'ultima pallina rossa? Conviene scegliere prima la fase vincolata: l'ultima (rossa) in 44 modi, poi la prima tra le 1111 rimaste, poi la seconda tra le 1010: 4⋅11⋅10=4404\cdot 11\cdot 10 = 440 (su 12⋅11⋅10=132012\cdot 11\cdot 10 = 1320 terne: un terzo, come la proporzione di rosse).

Principio di divisione. Siano XX, YY finiti e f:X→Yf : X \to Y tale che ogni y∈Yy \in Y provenga da esattamente mm elementi di XX. Allora ∣Y∣=∣X∣m|Y| = \frac{|X|}{m}.

Teorema (numero di sottoinsiemi). Il numero di sottoinsiemi di kk elementi di InI_n è C(n,k)=(nk)=n!k! (n−k)!C(n, k) = \binom nk = \frac{n!}{k!\,(n - k)!} In particolare (n0)=(nn)=1\binom n0 = \binom nn = 1.

Esempio del prof. Comitati di 44 persone tra 66 donne e 55 uomini, con esattamente 22 donne e 22 uomini: si scelgono le 22 donne ((62)=15\binom62 = 15 modi) e i 22 uomini ((52)=10\binom52 = 10); il comitato determina entrambe le scelte, quindi 15⋅10=15015\cdot 10 = 150.

Proposizione. Il numero di anagrammi di una sequenza di lunghezza kk con k1k_1 ripetizioni del simbolo 11, …, knk_n ripetizioni del simbolo nn (k1+⋯+kn=kk_1 + \cdots + k_n = k) è k!k1! k2!⋯kn!\frac{k!}{k_1!\,k_2!\cdots k_n!}

Esempio. MATEMATICA ha 1010 lettere: M (22), A (33), T (22), E, I, C (11 ciascuna): 10!2! 3! 2!=3 628 80024=151 200\frac{10!}{2!\,3!\,2!} = \frac{3\,628\,800}{24} = 151\,200

12. Spazi di probabilità

Probabilità uniforme su uno spazio finito

Definizione. Sia Ω\Omega un insieme finito (lo spazio campionario). La probabilità uniforme su Ω\Omega è P:P(Ω)→[0,1],P(A)=∣A∣∣Ω∣P : \mathcal{P}(\Omega) \to [0, 1], \qquad P(A) = \frac{|A|}{|\Omega|} Gli elementi di Ω\Omega sono gli esiti (o eventi elementari), i sottoinsiemi di Ω\Omega sono gli eventi. Proposizione. PP è uniforme se e solo se P({ω})=1∣Ω∣P(\{\omega\}) = \frac{1}{|\Omega|} per ogni ω∈Ω\omega \in \Omega.

Definizione assiomatica e continuità della probabilità

Definizione. Sia Ω\Omega un insieme qualsiasi. Una probabilità su Ω\Omega è una funzione P:P(Ω)→[0,1]P : \mathcal{P}(\Omega) \to [0, 1], A↦P(A)A \mapsto P(A), tale che:

  1. 0≤P(A)≤10 \le P(A) \le 1;
  2. P(∅)=0P(\emptyset) = 0, P(Ω)=1P(\Omega) = 1;
  3. (σ\sigma-additività) se A1,A2,…A_1, A_2, \dots è una famiglia numerabile di eventi a due a due disgiunti, P(⋃i=1∞Ai)=∑i=1∞P(Ai):=lim⁡n→∞(P(A1)+⋯+P(An))P\left(\bigcup_{i=1}^\infty A_i\right) = \sum_{i=1}^\infty P(A_i) := \lim_{n \to \infty}\big(P(A_1) + \cdots + P(A_n)\big)

Esempio del prof. PP su N≥1\mathbb{N}_{\ge 1} con P({n})=12nP(\{n\}) = \frac{1}{2^n} (i pesi sommano a 11: serie geometrica ∑n≥112n=1\sum_{n \ge 1}\frac1{2^n} = 1). Probabilità che il numero scelto sia pari: per la σ\sigma-additività P({2,4,6,… })=∑k≥1122k=∑k≥114k=1/41−1/4=13P(\{2, 4, 6, \dots\}) = \sum_{k \ge 1}\frac{1}{2^{2k}} = \sum_{k \ge 1}\frac{1}{4^k} = \frac{1/4}{1 - 1/4} = \frac13

Proposizione (unioni crescenti). Se E1⊆E2⊆⋯E_1 \subseteq E_2 \subseteq \cdots, allora P(⋃i=1∞Ei)=lim⁡i→∞P(Ei)P\left(\bigcup_{i=1}^\infty E_i\right) = \lim_{i \to \infty}P(E_i)

Proposizione (intersezioni decrescenti). Se E1⊇E2⊇⋯E_1 \supseteq E_2 \supseteq \cdots, allora P(⋂i=1∞Ei)=lim⁡i→∞P(Ei)P\left(\bigcap_{i=1}^\infty E_i\right) = \lim_{i \to \infty}P(E_i)

Esempio del prof. Su [0,1][0, 1] con la lunghezza, Ei=[14+1i,34−1i]E_i = \left[\frac14 + \frac1i, \frac34 - \frac1i\right] (vuoti per i<4i < 4, poi sempre più larghi: crescenti): la loro unione è l'intervallo aperto E=]14,34[E = \left]\frac14, \frac34\right[, e infatti per i≥4i \ge 4 si ha P(Ei)=12−2i→12=P(E)P(E_i) = \frac12 - \frac2i \to \frac12 = P(E).

13. Probabilità condizionata e indipendenza

Probabilità condizionata e formula del prodotto

Definizione. Siano E,FE, F eventi con P(F)≠0P(F) \ne 0. La probabilità condizionata di EE dato FF è P(E∣F)=P(E∩F)P(F)=P(EF)P(F)P(E \mid F) = \frac{P(E \cap F)}{P(F)} = \frac{P(EF)}{P(F)}

Esempio del prof (dado truccato). Le facce 1,3,61, 3, 6 hanno probabilità 112\frac1{12} ciascuna, le facce 2,4,52, 4, 5 probabilità 14\frac14 (la somma è 312+34=1\frac3{12} + \frac34 = 1 ✓). Esce un numero pari: qual è la probabilità che sia il 22 o il 66? P(pari)=P(2)+P(4)+P(6)=14+14+112=712,P({2,6}∩pari)=14+112=13P(\text{pari}) = P(2) + P(4) + P(6) = \frac14 + \frac14 + \frac1{12} = \frac7{12}, \qquad P(\{2, 6\} \cap \text{pari}) = \frac14 + \frac1{12} = \frac13 P({2,6}∣pari)=1/37/12=47P(\{2, 6\} \mid \text{pari}) = \frac{1/3}{7/12} = \frac47

Proposizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0, la funzione E↦P(E∣F)E \mapsto P(E \mid F) è una probabilità (su FF, e anche su tutto Ω\Omega).

Proposizione (il caso uniforme). Se PP è uniforme su Ω\Omega finito e F≠∅F \ne \emptyset, allora P(⋅∣F)P(\cdot \mid F) è la probabilità uniforme su FF.

Proposizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0: P(E∩F)=P(E∣F) P(F)\quad P(E \cap F) = P(E \mid F)\,P(F).

Esempio del prof (il radar). Se un aereo è presente, il radar lo rileva con probabilità 0.990.99; se non c'è, segnala comunque la presenza con probabilità 0.10.1. Un aereo è presente con probabilità 0.050.05.

  • Falso allarme (non c'è l'aereo e il radar segnala): P(segnale∩assente)=P(segnale∣assente)P(assente)=0.1⋅0.95=0.095P(\text{segnale} \cap \text{assente}) = P(\text{segnale} \mid \text{assente})P(\text{assente}) = 0.1\cdot 0.95 = 0.095.
  • Mancata rilevazione (c'è l'aereo e il radar non segnala): P(non segnale∣presente)P(presente)=0.01⋅0.05=0.0005P(\text{non segnale} \mid \text{presente})P(\text{presente}) = 0.01\cdot 0.05 = 0.0005.

Proposizione. Se P(A1A2⋯An−1)>0P(A_1A_2\cdots A_{n-1}) > 0, P(A1A2⋯An)=P(A1) P(A2∣A1) P(A3∣A1A2)⋯P(An∣A1⋯An−1)P(A_1A_2\cdots A_n) = P(A_1)\,P(A_2 \mid A_1)\,P(A_3 \mid A_1A_2)\cdots P(A_n \mid A_1\cdots A_{n-1})

Esempio del prof. Tre carte estratte senza reimmissione da un mazzo di 5252: probabilità che nessuna sia di cuori.

  • Con la probabilità uniforme: (393)(523)=913922100≈0.414\frac{\binom{39}3}{\binom{52}3} = \frac{9139}{22100} \approx 0.414.
  • Con la formula del prodotto, AiA_i = "l'ii-esima non è di cuori": P(A1)=3952P(A_1) = \frac{39}{52}; sapendo che la prima non era di cuori, restano 5151 carte di cui 3838 non di cuori: P(A2∣A1)=3851P(A_2 \mid A_1) = \frac{38}{51}; poi P(A3∣A1A2)=3750P(A_3 \mid A_1A_2) = \frac{37}{50}. Prodotto: 39⋅38⋅3752⋅51⋅50≈0.414\frac{39\cdot 38\cdot 37}{52\cdot 51\cdot 50} \approx 0.414 ✓.

Formula della partizione e formula di Bayes

Proposizione (inversione). Se P(E),P(F)>0P(E), P(F) > 0: P(F∣E)=P(E∣F) P(F)P(E)P(F \mid E) = \frac{P(E \mid F)\,P(F)}{P(E)}

Teorema (formula della partizione o delle probabilità totali). Sia {F1,…,Fn}\{F_1, \dots, F_n\} una partizione di Ω\Omega (eventi a due a due disgiunti con unione Ω\Omega) con P(Fi)>0P(F_i) > 0. Per ogni evento EE: P(E)=P(E∣F1)P(F1)+⋯+P(E∣Fn)P(Fn)P(E) = P(E \mid F_1)P(F_1) + \cdots + P(E \mid F_n)P(F_n) Vale lo stesso per una partizione numerabile.

Esempio del prof (il bus). Piove con probabilità 0.60.6 (F1F_1), non piove con 0.40.4 (F2=F1cF_2 = F_1^c). Se piove il bus è in ritardo con probabilità 0.80.8, altrimenti 0.30.3. P(ritardo)=0.8⋅0.6+0.3⋅0.4=0.48+0.12=0.6P(\text{ritardo}) = 0.8\cdot 0.6 + 0.3\cdot 0.4 = 0.48 + 0.12 = 0.6

Teorema (Bayes). Sia {F1,…,Fn}\{F_1, \dots, F_n\} una partizione di Ω\Omega con P(Fi)>0P(F_i) > 0, e EE con P(E)>0P(E) > 0. Allora P(Fj∣E)=P(E∣Fj) P(Fj)P(E∣F1)P(F1)+⋯+P(E∣Fn)P(Fn)P(F_j \mid E) = \frac{P(E \mid F_j)\,P(F_j)}{P(E \mid F_1)P(F_1) + \cdots + P(E \mid F_n)P(F_n)}

Eventi indipendenti e indipendenza condizionata

Definizione. Gli eventi AA e BB sono indipendenti (per (Ω,P)(\Omega, P)) se P(AB)=P(A) P(B)P(AB) = P(A)\,P(B)

Esempio del prof. Dado equilibrato, AA = "pari" ={2,4,6}= \{2, 4, 6\}, BB = "≥4\ge 4" ={4,5,6}= \{4, 5, 6\}. P(AB)=P({4,6})=13P(AB) = P(\{4, 6\}) = \frac13, mentre P(A)P(B)=14P(A)P(B) = \frac14: non indipendenti (sapere che è uscito un numero alto rende più probabile il pari: P(A∣B)=23P(A \mid B) = \frac23).

Proprietà. Se AA e BB sono indipendenti, lo sono anche AA e BcB^c (e quindi AcA^c e BB, AcA^c e BcB^c).

Esempio del prof (con o senza reimmissione). Urna con 1010 rosse e 44 nere, due estrazioni; AA = "la prima è rossa", BB = "la seconda è rossa". Si ha P(A)=P(B)=1014=57P(A) = P(B) = \frac{10}{14} = \frac57 in entrambi i casi.

  • Con reimmissione: P(AB)=(1014)2=P(A)P(B)P(AB) = \left(\frac{10}{14}\right)^2 = P(A)P(B): indipendenti (l'urna torna com'era).
  • Senza reimmissione: P(AB)=1014⋅913=4591≈0.495≠2549≈0.510P(AB) = \frac{10}{14}\cdot\frac{9}{13} = \frac{45}{91} \approx 0.495 \ne \frac{25}{49} \approx 0.510: non indipendenti (se la prima è rossa, resta una rossa in meno).

Definizione. AA, BB, CC sono indipendenti se

  1. lo sono a due a due: P(AB)=P(A)P(B)P(AB) = P(A)P(B), P(AC)=P(A)P(C)P(AC) = P(A)P(C), P(BC)=P(B)P(C)P(BC) = P(B)P(C);
  2. e inoltre P(ABC)=P(A)P(B)P(C)P(ABC) = P(A)P(B)P(C).

Definizione. Una famiglia di eventi {Ai:i∈I}\{A_i : i \in I\} è indipendente se per ogni scelta di indici distinti i1,…,ini_1, \dots, i_n: P(Ai1⋯Ain)=P(Ai1)⋯P(Ain)P(A_{i_1}\cdots A_{i_n}) = P(A_{i_1})\cdots P(A_{i_n})

Definizione. Se P(F)≠0P(F) \ne 0, gli eventi AA e BB sono indipendenti condizionatamente a FF se lo sono per la probabilità P(⋅∣F)P(\cdot \mid F): P(AB∣F)=P(A∣F) P(B∣F)P(AB \mid F) = P(A \mid F)\,P(B \mid F)

14. Variabili aleatorie discrete

Variabili aleatorie discrete e funzione di distribuzione

Definizione. Una variabile aleatoria (v.a.) su Ω\Omega è una funzione X:Ω→RX : \Omega \to \mathbb{R}.

Definizione. XX è discreta se la sua immagine è un insieme finito o numerabile {x0,x1,x2,… }\{x_0, x_1, x_2, \dots\}. La densità discreta di XX è la funzione pX:R→[0,1]p_X : \mathbb{R} \to [0, 1], pX(x)=P(X=x)p_X(x) = P(X = x).

Proprietà. Se XX è discreta con valori x0,x1,…x_0, x_1, \dots: ∑kpX(xk)=1,P(X∈A)=∑k:xk∈ApX(xk)\sum_k p_X(x_k) = 1, \qquad P(X \in A) = \sum_{k : x_k \in A}p_X(x_k)

Esempio del prof. Tre lanci di una moneta, Ω\Omega = terne di {T,C}\{T, C\}. X1X_1 = numero di teste: {X1=1}={(T,C,C),(C,T,C),(C,C,T)}\{X_1 = 1\} = \{(T, C, C), (C, T, C), (C, C, T)\}. X2X_2 = 11 se due lanci danno lo stesso risultato, 00 altrimenti: con tre lanci e due sole facce due risultati coincidono sempre, quindi {X2=0}=∅\{X_2 = 0\} = \emptyset.

Definizione. XX è di Bernoulli di parametro pp, e si scrive X∼Be⁡(p)X \sim \operatorname{Be}(p), se Im⁡X={0,1}\operatorname{Im}X = \{0, 1\} con pX(1)=p,pX(0)=1−pp_X(1) = p, \qquad p_X(0) = 1 - p

Esempio del prof. Due carte estratte insieme da un mazzo di 5252; X=1X = 1 se c'è almeno una figura (1212 figure), 00 altrimenti. P(X=0)=(402)(522)=7801326=130221≈0.588P(X = 0) = \frac{\binom{40}2}{\binom{52}2} = \frac{780}{1326} = \frac{130}{221} \approx 0.588, quindi X∼Be⁡(91221)X \sim \operatorname{Be}\left(\frac{91}{221}\right).

Definizione. La funzione di distribuzione (o di ripartizione) di una v.a. XX è FX:R→[0,1],FX(x)=P(X≤x)F_X : \mathbb{R} \to [0, 1], \qquad F_X(x) = P(X \le x)

Esempio (Bernoulli di parametro 13\frac13): F(x)=0F(x) = 0 per x<0x < 0, F(x)=23F(x) = \frac23 per 0≤x<10 \le x < 1, F(x)=1F(x) = 1 per x≥1x \ge 1.

Proprietà della funzione di distribuzione.

  1. FXF_X è crescente (non decrescente);
  2. lim⁡x→−∞FX(x)=0\lim_{x \to -\infty}F_X(x) = 0, lim⁡x→+∞FX(x)=1\lim_{x \to +\infty}F_X(x) = 1;
  3. FXF_X è continua a destra;
  4. P(X<a)=FX(a−):=lim⁡x→a−FX(x)P(X < a) = F_X(a^-) := \lim_{x \to a^-}F_X(x);
  5. P(X=a)=FX(a)−FX(a−)P(X = a) = F_X(a) - F_X(a^-) (il salto in aa).

Corollario. Variabili con la stessa funzione di distribuzione hanno la stessa legge: P(X∈A)=P(Y∈A)P(X \in A) = P(Y \in A) per ogni AA.

Esempio del prof. FX(x)={14exx<014x2+140≤x<134+x−181≤x<21x≥2F_X(x) = \begin{cases} \frac14e^x & x < 0 \\ \frac14x^2 + \frac14 & 0 \le x < 1 \\ \frac34 + \frac{x - 1}{8} & 1 \le x < 2 \\ 1 & x \ge 2 \end{cases}

  • P(X=0)=F(0)−F(0−)=14−14=0P(X = 0) = F(0) - F(0^-) = \frac14 - \frac14 = 0 (nessun salto in 00);
  • P(X=1)=F(1)−F(1−)=34−(14+14)=14P(X = 1) = F(1) - F(1^-) = \frac34 - \left(\frac14 + \frac14\right) = \frac14;
  • P(X=2)=F(2)−F(2−)=1−(34+18)=18P(X = 2) = F(2) - F(2^-) = 1 - \left(\frac34 + \frac18\right) = \frac18;
  • P(X<1)=F(1−)=12P(X < 1) = F(1^-) = \frac12.

Grafico interattivo: La distribuzione dell'esempio: salti in x = 1 (ampiezza 1/4) e in x = 2 (ampiezza 1/8)

Variabili binomiale e geometrica

Definizione. XX è binomiale di parametri (n,p)(n, p), X∼B(n,p)X \sim B(n, p), se Im⁡X={0,1,…,n}\operatorname{Im}X = \{0, 1, \dots, n\} e pX(k)=(nk)pk(1−p)n−k,k=0,1,…,np_X(k) = \binom nk p^k(1 - p)^{n-k}, \qquad k = 0, 1, \dots, n

Definizione. Le variabili {Xi:i∈I}\{X_i : i \in I\} sono indipendenti se, comunque si scelgano Ai⊆RA_i \subseteq \mathbb{R}, gli eventi {Xi∈Ai}\{X_i \in A_i\} sono indipendenti.

Proposizione. Se X1,…,Xn∼Be⁡(p)X_1, \dots, X_n \sim \operatorname{Be}(p) sono indipendenti, allora X:=X1+⋯+Xn∼B(n,p)X := X_1 + \cdots + X_n \sim B(n, p).

Definizione. XX è geometrica di parametro p∈ ]0,1[p \in\, ]0, 1[, X∼Ge⁡(p)X \sim \operatorname{Ge}(p), se Im⁡X=N≥1\operatorname{Im}X = \mathbb{N}_{\ge 1} e pX(k)=p (1−p)k−1,k=1,2,…p_X(k) = p\,(1 - p)^{k-1}, \qquad k = 1, 2, \dots

Esempio del prof. Lanciando un dado, servono 77 o più lanci per il primo 66 con probabilità P(X≥7)=P(X>6)=(56)6≈0.335P(X \ge 7) = P(X > 6) = \left(\frac56\right)^6 \approx 0.335: una volta su tre!

Grafico interattivo: Densità di Ge(1/4): P(X = k) = (1/4)(3/4)^(k−1), decrescente

Proposizione. Se X∼Ge⁡(p)X \sim \operatorname{Ge}(p), per ogni k,m∈Nk, m \in \mathbb{N}: P(X>k+m∣X>k)=P(X>m)P(X > k + m \mid X > k) = P(X > m)

Esempio del prof (la zia e il lotto). In ogni estrazione del lotto escono 55 numeri su 9090; il 9090 esce con probabilità p=590=118p = \frac{5}{90} = \frac1{18}. Il 9090 non esce da 3030 settimane: probabilità che esca alla 3131-esima? Per l'assenza di memoria è ancora 118\frac1{18}, non più alta: il numero "ritardatario" non è favorito. Probabilità che si debba aspettare almeno fino alla 3535-esima settimana (che non esca nelle settimane 3131-3434): P(X>34∣X>30)=P(X>4)=(1718)4≈0.80P(X > 34 \mid X > 30) = P(X > 4) = \left(\frac{17}{18}\right)^4 \approx 0.80.

15. La variabile di Poisson

Variabile di Poisson e approssimazione della binomiale

Definizione. XX è di Poisson di parametro λ>0\lambda > 0, X∼Po⁡(λ)X \sim \operatorname{Po}(\lambda), se Im⁡X=N\operatorname{Im}X = \mathbb{N} e pX(k)=e−λλkk!,k=0,1,2,…p_X(k) = e^{-\lambda}\frac{\lambda^k}{k!}, \qquad k = 0, 1, 2, \dots

Esempio del prof. Le telefonate a un centralino in un'ora sono Po⁡(30)\operatorname{Po}(30). Probabilità di esattamente 2828 telefonate: e−30302828!≈0.070e^{-30}\frac{30^{28}}{28!} \approx 0.070 (calcolata con i logaritmi in Python: i singoli fattori sono enormi o minuscoli).

Proposizione. Se Xn∼B(n,λn)X_n \sim B\left(n, \frac\lambda n\right), allora per ogni kk: lim⁡n→∞P(Xn=k)=e−λλkk!\displaystyle\lim_{n \to \infty}P(X_n = k) = e^{-\lambda}\frac{\lambda^k}{k!}.

Somma di Poisson indipendenti e processo di Poisson

Proposizione. Se X∼Po⁡(λ)X \sim \operatorname{Po}(\lambda) e Y∼Po⁡(μ)Y \sim \operatorname{Po}(\mu) sono indipendenti, allora X+Y∼Po⁡(λ+μ)X + Y \sim \operatorname{Po}(\lambda + \mu).

Definizione. Un processo di Poisson di intensità λ\lambda è una famiglia di variabili aleatorie {Xt:t>0}\{X_t : t > 0\} (XtX_t = numero di eventi nell'intervallo [0,t][0, t]) tale che:

  1. per ogni t>0t > 0, Xt∼Po⁡(λt)X_t \sim \operatorname{Po}(\lambda t);
  2. per ogni t,τ>0t, \tau > 0, Xt+τ−Xt∼Po⁡(λτ)X_{t+\tau} - X_t \sim \operatorname{Po}(\lambda\tau) (gli eventi in un intervallo di lunghezza τ\tau, ovunque sia collocato);
  3. per ogni t0<t1<⋯<tnt_0 < t_1 < \cdots < t_n, gli incrementi Xt1−Xt0,…,Xtn−Xtn−1X_{t_1} - X_{t_0}, \dots, X_{t_n} - X_{t_{n-1}} sono indipendenti.

Grafico interattivo: Centralino con λ = 30 telefonate/ora = 0.5 al minuto: probabilità di nessuna chiamata in t minuti, e^(−0.5 t)

16. Valore atteso e varianza

Valore atteso di variabili discrete

Definizione. Se XX è discreta con valori {xi:i∈I}\{x_i : i \in I\} (II finito o N\mathbb{N}), XX ha valore atteso finito se ∑i∣xi∣ pX(xi)<+∞\sum_i|x_i|\,p_X(x_i) < +\infty, e in tal caso il valore atteso (o media, o speranza) è E[X]:=∑i∈Ixi pX(xi)=∑ixi P(X=xi)E[X] := \sum_{i \in I}x_i\,p_X(x_i) = \sum_i x_i\,P(X = x_i)

Esempio del prof. XX con valori −1,0,1-1, 0, 1 e probabilità 13,16,12\frac13, \frac16, \frac12: E[X]=−1⋅13+0⋅16+1⋅12=16E[X] = -1\cdot\frac13 + 0\cdot\frac16 + 1\cdot\frac12 = \frac16 Il valore atteso può non essere uno dei valori assunti.

Proposizione. Se XX è discreta e g:R→Rg : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, allora g(X)=g∘Xg(X) = g \circ X è una v.a. discreta e, se ∑x∣g(x)∣pX(x)<+∞\sum_x|g(x)|p_X(x) < +\infty, E[g(X)]=∑x∈Im⁡Xg(x) pX(x)E[g(X)] = \sum_{x \in \operatorname{Im}X}g(x)\,p_X(x)

Esempio del prof. Con la XX di prima, E[X2]E[X^2]:

  • con la definizione: X2X^2 vale 11 (se X=±1X = \pm1, probabilità 13+12=56\frac13 + \frac12 = \frac56) o 00 (probabilità 16\frac16), quindi E[X2]=56E[X^2] = \frac56;
  • con la proposizione: (−1)213+0216+1212=56(-1)^2\frac13 + 0^2\frac16 + 1^2\frac12 = \frac56 ✓.

Corollario (linearità per le funzioni affini). E[aX+b]=a E[X]+bE[aX + b] = a\,E[X] + b.

Esempio del prof (l'assicurazione). Una compagnia incassa il premio cc e paga ss euro se un evento EE (di probabilità pp) si verifica entro l'anno. Con X=1X = 1 se EE si verifica (X∼Be⁡(p)X \sim \operatorname{Be}(p)), il profitto è c−sXc - sX, e E[profitto]=c−s pE[\text{profitto}] = c - s\,p Perché il profitto atteso sia il 10%10\% di ss: c−sp=0.1 sc - sp = 0.1\,s, cioè c=s(p+0.1)c = s(p + 0.1).

Proposizione. Se X1,…,XmX_1, \dots, X_m hanno valore atteso finito, E[X1+⋯+Xm]=E[X1]+⋯+E[Xm]E[X_1 + \cdots + X_m] = E[X_1] + \cdots + E[X_m] senza bisogno di indipendenza.

Corollario. Se X∼B(n,p)X \sim B(n, p), E[X]=npE[X] = np.

Proposizione. Se XX, YY sono discrete e g:R2→Rg : \mathbb{R}^2 \to \mathbb{R} (con la serie assolutamente convergente), E[g(X,Y)]=∑x,yg(x,y) P(X=x,Y=y)E[g(X, Y)] = \sum_{x, y}g(x, y)\,P(X = x, Y = y) In particolare E[XY]=∑x,yxy P(X=x,Y=y)E[XY] = \sum_{x, y}xy\,P(X = x, Y = y), e se XX, YY sono indipendenti E[XY]=E[X] E[Y]E[XY] = E[X]\,E[Y].

Varianza e covarianza di variabili discrete

Definizione. Se E[X]E[X] ed E[X2]E[X^2] sono finiti, la varianza di XX è Var⁡[X]:=E[(X−μX)2],μX:=E[X]\operatorname{Var}[X] := E\left[(X - \mu_X)^2\right], \qquad \mu_X := E[X] e la deviazione standard è σX:=Var⁡[X]\sigma_X := \sqrt{\operatorname{Var}[X]}.

Proposizione (formula alternativa). Var⁡[X]=E[X2]−μX2\operatorname{Var}[X] = E[X^2] - \mu_X^2.

Esempio del prof. X=−2X = -2 con probabilità 14\frac14, X=1X = 1 con probabilità 34\frac34.

  • E[X]=−24+34=14E[X] = -\frac24 + \frac34 = \frac14.
  • Con la definizione: Var⁡[X]=(−2−14)214+(1−14)234=8164+2764=2716\operatorname{Var}[X] = \left(-2 - \frac14\right)^2\frac14 + \left(1 - \frac14\right)^2\frac34 = \frac{81}{64} + \frac{27}{64} = \frac{27}{16}.
  • Con la formula alternativa: E[X2]=4⋅14+1⋅34=74E[X^2] = 4\cdot\frac14 + 1\cdot\frac34 = \frac74, e 74−116=2716\frac74 - \frac1{16} = \frac{27}{16} ✓.

Proposizione.

  1. Var⁡[costante]=0\operatorname{Var}[\text{costante}] = 0;
  2. Var⁡[aX+b]=a2Var⁡[X]\operatorname{Var}[aX + b] = a^2\operatorname{Var}[X];
  3. se X∼Be⁡(p)X \sim \operatorname{Be}(p): Var⁡[X]=p(1−p)\operatorname{Var}[X] = p(1 - p).

Definizione. La covarianza di XX e YY (con varianze finite) è Cov⁡[X,Y]:=E[(X−μX)(Y−μY)]\operatorname{Cov}[X, Y] := E\left[(X - \mu_X)(Y - \mu_Y)\right] Formula alternativa: Cov⁡[X,Y]=E[XY]−μXμY\operatorname{Cov}[X, Y] = E[XY] - \mu_X\mu_Y.

Esempio del prof. Due palline estratte senza reimmissione da un'urna con 33 rosse e 22 nere; X=1X = 1 se la prima è rossa, Y=1Y = 1 se la seconda è rossa. E[X]=E[Y]=35E[X] = E[Y] = \frac35; E[XY]=P(entrambe rosse)=35⋅24=310E[XY] = P(\text{entrambe rosse}) = \frac35\cdot\frac24 = \frac3{10}. Cov⁡[X,Y]=310−925=−350\operatorname{Cov}[X, Y] = \frac3{10} - \frac9{25} = -\frac{3}{50} Negativa: se la prima è rossa resta una rossa in meno, e la seconda è meno probabilmente rossa.

Corollario. Se XX e YY sono indipendenti, Cov⁡[X,Y]=0\operatorname{Cov}[X, Y] = 0 (perché E[XY]=E[X]E[Y]E[XY] = E[X]E[Y]).

Proposizione. Var⁡[X+Y]=Var⁡[X]+Var⁡[Y]+2Cov⁡[X,Y]\operatorname{Var}[X + Y] = \operatorname{Var}[X] + \operatorname{Var}[Y] + 2\operatorname{Cov}[X, Y] e più in generale Var⁡[X1+⋯+Xm]=∑iVar⁡[Xi]+2∑i<jCov⁡[Xi,Xj]\operatorname{Var}[X_1 + \cdots + X_m] = \sum_i\operatorname{Var}[X_i] + 2\sum_{i<j}\operatorname{Cov}[X_i, X_j] Se le XiX_i sono indipendenti (basta a due a due), Var⁡[X1+⋯+Xm]=Var⁡[X1]+⋯+Var⁡[Xm]\operatorname{Var}[X_1 + \cdots + X_m] = \operatorname{Var}[X_1] + \cdots + \operatorname{Var}[X_m].

Corollario. Se X∼B(n,p)X \sim B(n, p), Var⁡[X]=np(1−p)\operatorname{Var}[X] = np(1 - p) (somma di nn Bernoulli indipendenti, ciascuna di varianza p(1−p)p(1-p)).

17. Variabili aleatorie continue

Variabili aleatorie continue - uniforme ed esponenziale

Definizione. Una v.a. XX è continua se esiste una funzione integrabile fX:R→[0,+∞[f_X : \mathbb{R} \to [0, +\infty[, la densità di XX, tale che P(X∈(a,b))=∫abfX(x) dxP(X \in (a, b)) = \int_a^b f_X(x)\,dx per ogni intervallo (a,b)⊆R(a, b) \subseteq \mathbb{R} (aperto, chiuso o misto, anche illimitato).

Proposizione. XX è continua se e solo se esiste fX≥0f_X \ge 0 con ∫abfX=FX(b)−FX(a)\int_a^b f_X = F_X(b) - F_X(a) per ogni a≤ba \le b; in tal caso FX(x)=∫−∞xfX(t) dtF_X(x) = \int_{-\infty}^x f_X(t)\,dt

Esempio del prof. XX con densità fX(x)=C(1+x2)f_X(x) = C(1 + x^2) su [0,3][0, 3] e 00 altrove.

  1. Normalizzazione: ∫03C(1+x2) dx=C(3+9)=12C=1\int_0^3 C(1 + x^2)\,dx = C\left(3 + 9\right) = 12C = 1, quindi C=112C = \frac1{12}.
  2. P(X∈[1,4])=∫131+x212 dx=112(2+27−13)=112⋅323=89P(X \in [1, 4]) = \int_1^3\frac{1 + x^2}{12}\,dx = \frac1{12}\left(2 + \frac{27 - 1}{3}\right) = \frac1{12}\cdot\frac{32}{3} = \frac89 (fuori da [0,3][0, 3] la densità è nulla, quindi l'intervallo si "taglia" a [1,3][1, 3]).
  3. FX(x)=0F_X(x) = 0 per x<0x < 0, FX(x)=112(x+x33)F_X(x) = \frac{1}{12}\left(x + \frac{x^3}{3}\right) per 0≤x≤30 \le x \le 3, FX(x)=1F_X(x) = 1 per x>3x > 3.

Definizione. XX è uniforme sull'intervallo (a,b)(a, b), X∼U(a,b)X \sim U(a, b), se FX(x)={0x<ax−ab−aa≤x<b1x≥b,fX(x)={1b−aa<x<b0altrimentiF_X(x) = \begin{cases} 0 & x < a \\ \frac{x - a}{b - a} & a \le x < b \\ 1 & x \ge b \end{cases}, \qquad f_X(x) = \begin{cases} \frac{1}{b - a} & a < x < b \\ 0 & \text{altrimenti} \end{cases} Quindi P(X∈[c,d])=d−cb−aP(X \in [c, d]) = \frac{d - c}{b - a} per [c,d]⊆[a,b][c, d] \subseteq [a, b]: la probabilità è proporzionale alla lunghezza.

Esempio del prof (la SIM). Su una SIM ricaricata con 55 euro il credito residuo è X∼U(0,5)X \sim U(0, 5). Per scaricare un video servono 22 euro: P(X≥2)=5−25=35P(X \ge 2) = \frac{5 - 2}{5} = \frac35. Se ci si riesce, probabilità di scaricarne un altro: P(X≥4∣X≥2)=P(X≥4)P(X≥2)=1/53/5=13P(X \ge 4 \mid X \ge 2) = \frac{P(X \ge 4)}{P(X \ge 2)} = \frac{1/5}{3/5} = \frac13. (Condizionata a X≥2X \ge 2, la variabile è uniforme su [2,5][2, 5].)

Grafico interattivo: Il credito residuo X ~ U(0, 5): densità 1/5 su [0, 5]; P(X ≥ 2) è l'area da 2 a 5, 3 · 1/5 = 3/5; condizionata a X ≥ 2 la variabile è uniforme su [2, 5]

Definizione. TT è esponenziale di parametro λ>0\lambda > 0, T∼Exp⁡(λ)T \sim \operatorname{Exp}(\lambda), se fT(t)={λe−λtt>00t<0,P(T>t)=e−λt (t≥0)f_T(t) = \begin{cases} \lambda e^{-\lambda t} & t > 0 \\ 0 & t < 0 \end{cases}, \qquad P(T > t) = e^{-\lambda t} \ (t \ge 0)

Grafico interattivo: Densità di Exp(1/4) (attesa del primo cliente, in minuti): (1/4) e^(−t/4) per t > 0

Proposizione (assenza di memoria). Se T∼Exp⁡(λ)T \sim \operatorname{Exp}(\lambda), per ogni s,t>0s, t > 0: P(T>t+s∣T>s)=P(T>t)P(T > t + s \mid T > s) = P(T > t)

Grafico interattivo: Attesa del primo cliente T ~ Exp(1/4): densità (1/4)e^(−t/4) per t ≥ 0; P(4 ≤ T ≤ 5) = e^(−1) − e^(−5/4) ≈ 0,081 è la sottile area colorata tra t = 4 e t = 5

Valore atteso e varianza di variabili continue

Definizione. Se XX è continua con densità fXf_X e ∣x∣fX(x)|x|f_X(x) è integrabile in senso generalizzato, il valore atteso di XX è E[X]=∫−∞+∞x fX(x) dxE[X] = \int_{-\infty}^{+\infty}x\,f_X(x)\,dx

Proprietà (come per le discrete). Se XX, YY hanno valore atteso finito:

  1. monotonia: se X≤YX \le Y allora E[X]≤E[Y]E[X] \le E[Y];
  2. E[aX+b]=aE[X]+bE[aX + b] = aE[X] + b;
  3. linearità: E[aX+bY]=aE[X]+bE[Y]E[aX + bY] = aE[X] + bE[Y] (anche se una è discreta e l'altra continua).

Proposizione. Se XX è continua con densità fXf_X e ∣g(x)∣fX(x)|g(x)|f_X(x) è integrabile in senso generalizzato, allora E[g(X)]=∫−∞+∞g(x) fX(x) dxE[g(X)] = \int_{-\infty}^{+\infty}g(x)\,f_X(x)\,dx In particolare E[X2]=∫x2fX(x) dxE[X^2] = \int x^2f_X(x)\,dx.

Esempio del prof (la potenza dissipata). La corrente in una resistenza è I∼U(0,2)I \sim U(0, 2) ampère, la potenza (con resistenza unitaria) è X=I2X = I^2. Non serve trovare la legge di XX: E[X]=E[I2]=∫02i2⋅12 di=12⋅83=43E[X] = E[I^2] = \int_0^2 i^2\cdot\frac12\,di = \frac12\cdot\frac83 = \frac43 mentre (E[I])2=1(E[I])^2 = 1: di nuovo E[g(X)]≠g(E[X])E[g(X)] \ne g(E[X]).

Definizione. Var⁡[X]:=E[(X−E[X])2]=∫(x−E[X])2fX(x) dx\operatorname{Var}[X] := E\left[(X - E[X])^2\right] = \int(x - E[X])^2f_X(x)\,dx, e vale la formula Var⁡[X]=E[X2]−E[X]2\operatorname{Var}[X] = E[X^2] - E[X]^2. Proprietà. Var⁡[aX+b]=a2Var⁡[X]\operatorname{Var}[aX + b] = a^2\operatorname{Var}[X]; se XX, YY sono indipendenti Var⁡[X+Y]=Var⁡[X]+Var⁡[Y]\operatorname{Var}[X + Y] = \operatorname{Var}[X] + \operatorname{Var}[Y] (anche se una è discreta e l'altra continua); variabili con la stessa distribuzione hanno la stessa varianza.

Esempio del prof. fX(x)=ax2f_X(x) = ax^2 su [0,1][0, 1].

  1. ∫01ax2=a3=1\int_0^1 ax^2 = \frac a3 = 1, quindi a=3a = 3.
  2. P(X>12)=∫1/213x2 dx=1−18=78P\left(X > \frac12\right) = \int_{1/2}^1 3x^2\,dx = 1 - \frac18 = \frac78.
  3. E[X]=∫013x3=34E[X] = \int_0^1 3x^3 = \frac34, E[X2]=∫013x4=35E[X^2] = \int_0^1 3x^4 = \frac35, Var⁡[X]=35−916=380\operatorname{Var}[X] = \frac35 - \frac9{16} = \frac{3}{80}.

18. Normale e teorema centrale del limite

Variabili aleatorie normali (gaussiane)

Definizione. ZZ è normale standard, Z∼N(0,1)Z \sim N(0, 1), se è continua con densità fZ(x)=12π e−x2/2,x∈Rf_Z(x) = \frac{1}{\sqrt{2\pi}}\,e^{-x^2/2}, \qquad x \in \mathbb{R} La sua funzione di distribuzione si indica con Φ(x)=∫−∞xfZ(t) dt\Phi(x) = \int_{-\infty}^x f_Z(t)\,dt.

Grafico interattivo: La densità della normale standard: e^(−x²/2)/√(2π), simmetrica, con flessi in ±1

Proposizione. Se Z∼N(0,1)Z \sim N(0, 1): E[Z]=0E[Z] = 0 e Var⁡[Z]=1\operatorname{Var}[Z] = 1.

Definizione. Siano μ∈R\mu \in \mathbb{R}, σ>0\sigma > 0. XX è normale (o gaussiana) di parametri (μ,σ2)(\mu, \sigma^2), X∼N(μ,σ2)X \sim N(\mu, \sigma^2), se Z:=X−μσ∼N(0,1),cioeˋX=μ+σZZ := \frac{X - \mu}{\sigma} \sim N(0, 1), \qquad \text{cioè} \quad X = \mu + \sigma Z Allora E[X]=μE[X] = \mu e Var⁡[X]=σ2\operatorname{Var}[X] = \sigma^2.

Teorema centrale del limite e correzione di continuità

Definizione. XX e YY sono identicamente distribuite se FX=FYF_X = F_Y. In tal caso hanno la stessa media e (se finita) la stessa varianza.

Teorema centrale del limite (TCL). Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con E[Xi]=μE[X_i] = \mu e Var⁡[Xi]=σ2\operatorname{Var}[X_i] = \sigma^2 finita. Per ogni a∈Ra \in \mathbb{R}: P(X1+⋯+Xn−nμnσ2≤a)→n→+∞Φ(a)P\left(\frac{X_1 + \cdots + X_n - n\mu}{\sqrt{n\sigma^2}} \le a\right) \xrightarrow[n \to +\infty]{} \Phi(a) (convergenza in distribuzione alla normale standard).

Corollario (uso pratico). Per nn grande, SnS_n ha approssimativamente la legge della normale con la sua stessa media e varianza: P(X1+⋯+Xn≤a)≈P(N(nμ,nσ2)≤a)=Φ(a−nμnσ2)P(X_1 + \cdots + X_n \le a) \approx P\big(N(n\mu, n\sigma^2) \le a\big) = \Phi\left(\frac{a - n\mu}{\sqrt{n\sigma^2}}\right)

19. Variabili aleatorie congiunte

Variabili aleatorie congiunte discrete

Definizione. Una variabile congiunta discreta su (Ω,P)(\Omega, P) è una coppia (X,Y)(X, Y) di variabili discrete: ω↦(X(ω),Y(ω))∈R2\omega \mapsto (X(\omega), Y(\omega)) \in \mathbb{R}^2. La densità congiunta è pX,Y(a,b)=P(X=a,Y=b),(a,b)∈R2p_{X,Y}(a, b) = P(X = a, Y = b), \qquad (a, b) \in \mathbb{R}^2 e le densità pXp_X e pYp_Y si dicono marginali.

Esempio del prof. Si sceglie a caso uno dei 55 punti (±1,1)(\pm1, 1), (±1,−1)(\pm1, -1), (0,0)(0, 0); (X,Y)(X, Y) sono le coordinate. Ogni punto ha probabilità 15\frac15. XX vale −1-1 (due punti), 00 (un punto), 11 (due punti): pX(±1)=25p_X(\pm1) = \frac25, pX(0)=15p_X(0) = \frac15; per simmetria lo stesso per YY.

Proposizione. Le marginali si ottengono sommando la congiunta sui valori dell'altra variabile: pX(a)=∑y∈Im⁡YpX,Y(a,y),pY(b)=∑x∈Im⁡XpX,Y(x,b)p_X(a) = \sum_{y \in \operatorname{Im}Y}p_{X,Y}(a, y), \qquad p_Y(b) = \sum_{x \in \operatorname{Im}X}p_{X,Y}(x, b)

Esempio del prof. pX,Y(0,3)=0.05p_{X,Y}(0, 3) = 0.05, pX,Y(0,4)=0.2p_{X,Y}(0, 4) = 0.2, pX,Y(1,2)=0.05p_{X,Y}(1, 2) = 0.05, pX,Y(1,4)=0.1p_{X,Y}(1, 4) = 0.1, pX,Y(2,2)=0.2p_{X,Y}(2, 2) = 0.2, pX,Y(2,3)=0.1p_{X,Y}(2, 3) = 0.1, pX,Y(2,4)=0.3p_{X,Y}(2, 4) = 0.3.

Proposizione. E[g(X,Y)]=∑x,yg(x,y) pX,Y(x,y)E[g(X, Y)] = \sum_{x, y}g(x, y)\,p_{X,Y}(x, y) (se la serie converge assolutamente).

Proposizione. XX e YY discrete sono indipendenti se e solo se pX,Y(a,b)=pX(a) pY(b)per ogni (a,b)p_{X,Y}(a, b) = p_X(a)\,p_Y(b) \qquad \text{per ogni } (a, b)

Esempio del prof. p(0,0)=112p(0,0) = \frac1{12}, p(0,1)=312p(0,1) = \frac3{12}, p(0,2)=312p(0,2) = \frac3{12}, p(1,0)=212p(1,0) = \frac2{12}, p(1,1)=112p(1,1) = \frac1{12}, p(1,2)=212p(1,2) = \frac2{12}.

  • Marginali: pX(0)=712p_X(0) = \frac7{12}, pX(1)=512p_X(1) = \frac5{12}; pY(0)=312p_Y(0) = \frac3{12}, pY(1)=412p_Y(1) = \frac4{12}, pY(2)=512p_Y(2) = \frac5{12}.
  • p(0,0)=112=12144p(0, 0) = \frac1{12} = \frac{12}{144}, mentre pX(0)pY(0)=21144p_X(0)p_Y(0) = \frac{21}{144}: non indipendenti.
  • E[X]=512E[X] = \frac5{12}, E[Y]=412+1012=76E[Y] = \frac4{12} + \frac{10}{12} = \frac76, E[XY]=1⋅1⋅112+1⋅2⋅212=512E[XY] = 1\cdot 1\cdot\frac1{12} + 1\cdot 2\cdot\frac2{12} = \frac5{12}.
  • Cov⁡[X,Y]=512−512⋅76=−572\operatorname{Cov}[X, Y] = \frac5{12} - \frac5{12}\cdot\frac76 = -\frac{5}{72}.

Variabili aleatorie congiunte continue

Definizione. (X,Y)(X, Y) è una variabile congiunta continua se esiste fX,Y:R2→[0,+∞[f_{X,Y} : \mathbb{R}^2 \to [0, +\infty[, la densità congiunta, tale che P((X,Y)∈A)=∬AfX,Y(x,y) dx dyper ogni A⊆R2P((X, Y) \in A) = \iint_A f_{X,Y}(x, y)\,dx\,dy \qquad \text{per ogni } A \subseteq \mathbb{R}^2 In particolare fX,Y≥0f_{X,Y} \ge 0 e ∬R2fX,Y=1\iint_{\mathbb{R}^2}f_{X,Y} = 1.

Esempio del prof. fc(x,y)=cf_c(x, y) = c per 0≤y≤x≤10 \le y \le x \le 1 (il triangolo sotto la bisettrice), 00 altrove.

  • Il triangolo ha area 12\frac12, quindi c=2c = 2.
  • P(X2+Y2≤14)P(X^2 + Y^2 \le \frac14): il quarto di cerchio di raggio 12\frac12 intersecato con il triangolo è il settore di angolo π4\frac\pi4 (tra l'asse xx e la bisettrice), di area 12⋅14⋅π4=π32\frac12\cdot\frac14\cdot\frac\pi4 = \frac{\pi}{32}. Quindi P=2⋅π32=π16P = 2\cdot\frac\pi{32} = \frac\pi{16}.

Grafico interattivo: Densità costante 2 sul triangolo 0 ≤ y ≤ x ≤ 1; l'evento X² + Y² ≤ 1/4 è il settore di angolo π/4 e raggio 1/2 (area π/32), con probabilità 2 · π/32 = π/16

Proposizione. Se (X,Y)(X, Y) è congiunta continua, XX e YY sono continue con densità (marginali) fX(x)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dy,fY(y)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dxf_X(x) = \int_{-\infty}^{+\infty}f_{X,Y}(x, y)\,dy, \qquad f_Y(y) = \int_{-\infty}^{+\infty}f_{X,Y}(x, y)\,dx

Esempio del prof. fX,Y(x,y)=cx2yf_{X,Y}(x, y) = cx^2y su [0,1]2[0, 1]^2. ∫01∫01cx2y=c⋅13⋅12=1\int_0^1\int_0^1 cx^2y = c\cdot\frac13\cdot\frac12 = 1, quindi c=6c = 6, e fX(x)=∫016x2y dy=3x2,fY(y)=∫016x2y dx=2y(su [0,1])f_X(x) = \int_0^1 6x^2y\,dy = 3x^2, \qquad f_Y(y) = \int_0^1 6x^2y\,dx = 2y \qquad \text{(su } [0, 1]\text{)}

Grafico interattivo: Uniforme sull'ellisse x²/4 + y² ≤ 1 (area 2π, densità 1/(2π)): la fetta verticale in x = 1 va da −√3/2 a √3/2, quella orizzontale in y = 1/2 da −√3 a √3; le fette più lunghe sono al centro, per questo le marginali non sono uniformi

Proposizione. Se gg è continua e ∬∣g∣fX,Y<+∞\iint|g|f_{X,Y} < +\infty: E[g(X,Y)]=∬R2g(x,y) fX,Y(x,y) dx dy\displaystyle E[g(X, Y)] = \iint_{\mathbb{R}^2}g(x, y)\,f_{X,Y}(x, y)\,dx\,dy. In particolare E[XY]=∬xy fX,YE[XY] = \iint xy\,f_{X,Y}, e Cov⁡[X,Y]=E[XY]−E[X]E[Y]\operatorname{Cov}[X, Y] = E[XY] - E[X]E[Y].

Esempio del prof (uniforme sul disco unitario). Per simmetria E[X]=E[Y]=0E[X] = E[Y] = 0 ed E[XY]=0E[XY] = 0 (xyxy è dispari in xx e il disco è simmetrico). Quindi Cov⁡[X,Y]=0\operatorname{Cov}[X, Y] = 0, ma XX e YY non sono indipendenti (vedi sotto): se XX è vicino a 11, YY deve essere vicino a 00.

Proposizione. XX e YY continue sono indipendenti se e solo se fX,Y(x,y)=fX(x) fY(y)per ogni (x,y)f_{X,Y}(x, y) = f_X(x)\,f_Y(y) \qquad \text{per ogni } (x, y)

Criterio del sostegno. Se XX e YY sono indipendenti, il sostegno è un prodotto cartesiano: S={fX≠0}×{fY≠0}S = \{f_X \ne 0\}\times\{f_Y \ne 0\} (un rettangolo, se i due insiemi sono intervalli).

Esempio del prof (terremoti). L'istante del prossimo forte terremoto è G∼Exp⁡(110)G \sim \operatorname{Exp}\left(\frac1{10}\right) giorni in Grecia e C∼Exp⁡(15)C \sim \operatorname{Exp}\left(\frac15\right) in California, indipendenti. Probabilità che quello in California arrivi almeno un giorno dopo quello in Grecia: P(C≥G+1)=∫0+∞110e−g/10(∫g+1+∞15e−c/5 dc)dg=∫0+∞110e−g/10e−(g+1)/5 dg=e−1/510⋅1110+15=e−1/53≈0.27P(C \ge G + 1) = \int_0^{+\infty}\frac{1}{10}e^{-g/10}\left(\int_{g+1}^{+\infty}\frac15e^{-c/5}\,dc\right)dg = \int_0^{+\infty}\frac1{10}e^{-g/10}e^{-(g+1)/5}\,dg = \frac{e^{-1/5}}{10}\cdot\frac{1}{\frac1{10} + \frac15} = \frac{e^{-1/5}}{3} \approx 0.27

20. Leggi dei grandi numeri

Disuguaglianza di Chebyshev e legge dei grandi numeri

Proposizione (Markov). Se X≥0X \ge 0 ha valore atteso finito, per ogni a>0a > 0: P(X≥a)≤E[X]aP(X \ge a) \le \frac{E[X]}{a}

Proposizione (Chebyshev). Se XX ha media μ\mu e varianza finita, per ogni ε>0\varepsilon > 0: P(∣X−μ∣≥ε)≤Var⁡[X]ε2P(|X - \mu| \ge \varepsilon) \le \frac{\operatorname{Var}[X]}{\varepsilon^2}

Legge debole dei grandi numeri. Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con media μ\mu e varianza σ2\sigma^2 finita. Per ogni ε>0\varepsilon > 0: P(∣Xˉn−μ∣≥ε)≤σ2nε2→n→∞0P\left(|\bar X_n - \mu| \ge \varepsilon\right) \le \frac{\sigma^2}{n\varepsilon^2} \xrightarrow[n \to \infty]{} 0

Legge forte dei grandi numeri. Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con E[X1]=μE[X_1] = \mu. Allora P(lim⁡n→∞X1+⋯+Xnn=μ)=1P\left(\lim_{n \to \infty}\frac{X_1 + \cdots + X_n}{n} = \mu\right) = 1