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Note per Studenti Esercizio 71 · la base v, f(v), f²(v) e una matrice simile (appello 7/2/2023)

Esercizio 71la base v, f(v), f²(v) e una matrice simile (appello 7/2/2023)

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Testo (4° appello del 7 febbraio 2023, esercizio 1). Sia f:R3→R3f: \mathbb{R}^3 \to \mathbb{R}^3 la funzione lineare la cui matrice (rispetto alla base canonica) è

A=(2−1010202−1).A = \begin{pmatrix} 2 & -1 & 0 \\ 1 & 0 & 2 \\ 0 & 2 & -1 \end{pmatrix}.

(a) Si determini se la matrice AA è invertibile. (b) Sia v1=(1,1,0)v_1 = (1, 1, 0), v2=f(v1)v_2 = f(v_1) e v3=f(v2)v_3 = f(v_2). Si dimostri che B={v1,v2,v3}\mathcal B = \{v_1, v_2, v_3\} è una base di R3\mathbb{R}^3. (c) Sia v4=f(v3)v_4 = f(v_3). Si scriva v4v_4 come combinazione lineare dei vettori v1,v2,v3v_1, v_2, v_3. (d) Si scriva la matrice BB di ff rispetto alla base B\mathcal B trovata al punto (b). (e) Dato che AA e BB sono matrici simili, esiste una matrice invertibile PP tale che A=PBP−1A = PBP^{-1}. Si trovi una tale matrice PP.

Teoria usata: Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →, Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →, Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →.


(a) AA è invertibile?

det⁡A=2det⁡(022−1)−(−1)det⁡(120−1)+0=2(−4)+(−1)=−9≠0.\det A = 2 \det\begin{pmatrix} 0 & 2 \\ 2 & -1 \end{pmatrix} - (-1)\det\begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 0 & -1 \end{pmatrix} + 0 = 2(-4) + (-1) = -9 \ne 0 .

Sì, AA è invertibile (la stessa matrice è invertita esplicitamente nell'Esercizio 46 · inversa con Gauss-Jordan e una matrice non invertibile).

(b) {v1,f(v1),f2(v1)}\{v_1, f(v_1), f^2(v_1)\} è una base

Si calcolano le immagini moltiplicando per AA:

v2=Av1=(2−1+01+0+00+2+0)=(112),v3=Av2=(2−1+01+0+40+2−2)=(150).v_2 = A v_1 = \begin{pmatrix} 2 - 1 + 0 \\ 1 + 0 + 0 \\ 0 + 2 + 0 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 \\ 1 \\ 2 \end{pmatrix}, \qquad v_3 = A v_2 = \begin{pmatrix} 2 - 1 + 0 \\ 1 + 0 + 4 \\ 0 + 2 - 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 \\ 5 \\ 0 \end{pmatrix}.

Tre vettori di R3\mathbb{R}^3 sono una base se e solo se sono indipendenti, cioè se la matrice che li ha come colonne ha determinante non nullo:

P=(111115020),det⁡P=2⋅(−1)3+2det⁡(1115)=−2⋅4=−8≠0P = \begin{pmatrix} 1 & 1 & 1 \\ 1 & 1 & 5 \\ 0 & 2 & 0 \end{pmatrix}, \qquad \det P = 2 \cdot (-1)^{3+2} \det\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & 5 \end{pmatrix} = -2 \cdot 4 = -8 \ne 0

(sviluppo lungo la terza riga, che ha un solo elemento non nullo). È una base.

(c) v4v_4 come combinazione di v1,v2,v3v_1, v_2, v_3

v4=Av3=(2−5+01+0+00+10+0)=(−3110).v_4 = A v_3 = \begin{pmatrix} 2 - 5 + 0 \\ 1 + 0 + 0 \\ 0 + 10 + 0 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} -3 \\ 1 \\ 10 \end{pmatrix}.

Si cercano a,b,ca, b, c con av1+bv2+cv3=v4a v_1 + b v_2 + c v_3 = v_4:

{a+b+c=−3a+b+5c=12b=10\begin{cases} a + b + c = -3 \\ a + b + 5c = 1 \\ 2b = 10 \end{cases}

Dalla terza b=5b = 5; sottraendo la prima dalla seconda 4c=44c = 4, quindi c=1c = 1; dalla prima a=−3−5−1=−9a = -3 - 5 - 1 = -9.

v4=−9v1+5v2+v3.v_4 = -9 v_1 + 5 v_2 + v_3 .

Verifica: −9(1,1,0)+5(1,1,2)+(1,5,0)=(−9+5+1, −9+5+5, 0+10+0)=(−3,1,10)-9(1, 1, 0) + 5(1, 1, 2) + (1, 5, 0) = (-9 + 5 + 1, \ -9 + 5 + 5, \ 0 + 10 + 0) = (-3, 1, 10) ✓.

(d) La matrice di ff nella base B\mathcal B

La colonna jj contiene le coordinate di f(vj)f(v_j) rispetto a B\mathcal B. Per costruzione:

  • f(v1)=v2=0⋅v1+1⋅v2+0⋅v3f(v_1) = v_2 = 0 \cdot v_1 + 1 \cdot v_2 + 0 \cdot v_3: colonna (0,1,0)(0, 1, 0);
  • f(v2)=v3f(v_2) = v_3: colonna (0,0,1)(0, 0, 1);
  • f(v3)=v4=−9v1+5v2+v3f(v_3) = v_4 = -9v_1 + 5v_2 + v_3: colonna (−9,5,1)(-9, 5, 1) (dal punto (c)).

B=(00−9105011).B = \begin{pmatrix} 0 & 0 & -9 \\ 1 & 0 & 5 \\ 0 & 1 & 1 \end{pmatrix}.

Le prime due colonne sono "gratis": la scelta della base v,f(v),f2(v)v, f(v), f^2(v) fa sì che ff sposti ogni vettore di base sul successivo. Tutta l'informazione sta nell'ultima colonna.

Controlli (matrici simili hanno stessi determinante e traccia): det⁡B=−9⋅det⁡(1001)=−9=det⁡A\det B = -9 \cdot \det\begin{pmatrix} 1 & 0 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} = -9 = \det A ✓ (sviluppo lungo la prima riga, segno ++ per la posizione (1,3)(1, 3)); tr⁡B=0+0+1=1=2+0−1=tr⁡A\operatorname{tr} B = 0 + 0 + 1 = 1 = 2 + 0 - 1 = \operatorname{tr} A ✓.

(e) La matrice PP

Per la formula di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base → di un endomorfismo, B=P−1APB = P^{-1} A P, dove PP ha come colonne le coordinate dei vettori della nuova base rispetto alla vecchia (la canonica), cioè i vettori v1,v2,v3v_1, v_2, v_3 stessi. Moltiplicando a sinistra per PP e a destra per P−1P^{-1} si ottiene A=PBP−1A = PBP^{-1}. Quindi la matrice cercata è quella del punto (b):

P=(111115020).P = \begin{pmatrix} 1 & 1 & 1 \\ 1 & 1 & 5 \\ 0 & 2 & 0 \end{pmatrix}.

Verifica senza invertire PP: AP=PBAP = PB colonna per colonna. Colonne di APAP: Av1=v2Av_1 = v_2, Av2=v3Av_2 = v_3, Av3=v4Av_3 = v_4. Colonne di PBPB: P(0,1,0)T=v2P(0, 1, 0)^T = v_2, P(0,0,1)T=v3P(0, 0, 1)^T = v_3, P(−9,5,1)T=−9v1+5v2+v3=v4P(-9, 5, 1)^T = -9v_1 + 5v_2 + v_3 = v_4 ✓.

Un'osservazione in più: l'ultima colonna e il polinomio caratteristico

Il polinomio caratteristico di AA è det⁡(A−λI)=−λ3+λ2+5λ−9\det(A - \lambda I) = -\lambda^3 + \lambda^2 + 5\lambda - 9 (lo stesso di BB, perché sono simili). L'ultima colonna di BB contiene proprio i coefficienti: la relazione f3(v1)=v4=v3+5v2−9v1f^3(v_1) = v_4 = v_3 + 5v_2 - 9v_1 si legge

A3v1=A2v1+5Av1−9v1,cioeˋ(−A3+A2+5A−9I) v1=0.A^3 v_1 = A^2 v_1 + 5 A v_1 - 9 v_1, \qquad\text{cioè}\qquad (-A^3 + A^2 + 5A - 9I)\, v_1 = 0 .

Non è un caso: per il teorema di Cayley-Hamilton ogni matrice annulla il proprio polinomio caratteristico, pA(A)=0p_A(A) = 0. Una matrice della forma di BB si chiama matrice compagna del polinomio.

Errori comuni

  • In (d) mettere in colonna f(vj)f(v_j) scritto con le componenti canoniche: servono le coordinate rispetto a B\mathcal B.
  • In (e) scrivere PP con le righe al posto delle colonne, o usare P−1P^{-1}: A=PBP−1A = PBP^{-1} con le colonne di PP uguali ai vettori della nuova base.
  • Dimenticare di verificare che B\mathcal B sia una base prima di scrivere la matrice: se v1,f(v1),f2(v1)v_1, f(v_1), f^2(v_1) fossero dipendenti, non si potrebbe.

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