FormularioAlgebra Lineare e Geometria: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo
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1. Spazi vettoriali
Campi
Definizione (campo). Un campo è un insieme non vuoto con due operazioni, la somma e il prodotto , tali che per ogni :
- (associativa della somma);
- (commutativa della somma);
- esiste un elemento con per ogni (elemento neutro della somma);
- per ogni esiste con (opposto);
- (associativa del prodotto);
- (commutativa del prodotto);
- esiste un elemento , con , tale che per ogni (elemento neutro del prodotto);
- per ogni esiste con (inverso);
- e (distributive).
Esempio. , e sono campi. non lo è: non ha inverso moltiplicativo in . L'insieme , con somma e prodotto modulo , è un campo.
Spazi vettoriali
Definizione (spazio vettoriale). Sia un campo. Uno spazio vettoriale su è un insieme non vuoto con due operazioni:
- la somma di vettori: a associa ;
- il prodotto per uno scalare: a e associa ;
tali che per ogni e :
- (associativa);
- (commutativa);
- esiste un vettore , il vettore nullo, con per ogni ;
- per ogni esiste , l'opposto, con ;
- ;
- e (distributive);
- .
Gli elementi di si chiamano vettori, quelli di scalari.
Esempio. con somma e prodotto per scalari per componenti è uno spazio vettoriale su ; lo è anche l'insieme dei polinomi di grado al più .
Definizione (lo spazio Kⁿ). con
Esempio numerico in : .
Combinazioni lineari e dipendenza lineare
Definizione (combinazione lineare). Dati i vettori di uno spazio vettoriale su e gli scalari , il vettore si chiama combinazione lineare di con coefficienti .
Esempio. In , è una combinazione lineare di ed con coefficienti e .
Grafico interattivo: La combinazione 2u − 3w con u = (1, 0) e w = (1, 1): si sommano i vettori 2u e −3w, uno in coda all'altro, e si arriva in (−1, −3)
Definizione (indipendenza e dipendenza lineare). I vettori sono linearmente indipendenti se cioè se l'unica combinazione lineare uguale al vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli.
Sono linearmente dipendenti se non sono indipendenti, cioè se esistono non tutti nulli (basta uno diverso da zero) con .
Esempio. In , e sono dipendenti (), mentre e sono indipendenti.
Teorema (dipendenza e combinazioni lineari). I vettori sono linearmente dipendenti se e solo se almeno uno di essi si può scrivere come combinazione lineare dei rimanenti.
Esempio. , , sono dipendenti, perché .
Sottospazi vettoriali
Definizione (sottospazio vettoriale). Sia uno spazio vettoriale su . Un sottoinsieme non vuoto è un sottospazio vettoriale di se è a sua volta uno spazio vettoriale con le stesse operazioni di . Questo equivale a chiedere che sia chiuso per le due operazioni:
- (chiuso per la somma);
- , (chiuso per il prodotto per scalari).
Esempio. è un sottospazio di ; non lo è, perché non appartiene all'insieme.
Proprietà (test del vettore nullo). se , allora non è un sottospazio.
Esempio. non contiene (perché ): non è un sottospazio di .
Intersezione, somma e sottospazio generato
Definizione (intersezione di sottospazi). .
Esempio. In , (asse e asse ).
Teorema (l'intersezione di sottospazi è un sottospazio). Se e sono sottospazi di , anche è un sottospazio di .
Esempio. In l'intersezione dei piani e è l'asse , che è un sottospazio.
Definizione (somma di sottospazi). La somma di e , indicata con , è il più piccolo sottospazio di che contiene .
Esempio. In la somma delle rette e è il piano .
Teorema (descrizione della somma). , cioè la somma contiene esattamente tutte le somme di un vettore di con un vettore di (da qui il nome e il simbolo).
Esempio. Con e : .
Definizione (sottospazio generato). Il sottospazio generato da , indicato con (in alcuni testi , "lineare generato"), è il più piccolo sottospazio di che contiene .
Esempio. è la retta per l'origine di direzione .
Teorema (il sottospazio generato è l'insieme delle combinazioni lineari). è l'insieme di tutte le combinazioni lineari (finite) di vettori di :
Esempio. è il piano di .
Generatori e basi
Definizione (sistema di generatori). I vettori formano un sistema di generatori (o insieme di generatori) di se , cioè se ogni vettore si può scrivere come combinazione lineare
Esempio. e generano , perché . Invece e generano solo la retta .
Definizione (base). Una base di è un insieme di vettori che
- è un sistema di generatori di , e
- è formato da vettori linearmente indipendenti (si dice anche che è un insieme libero).
Esempio. e sono una base di : .
Teorema (coordinate uniche rispetto a una base). Se è una base di , ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione lineare di .
Esempio. Nella base di il vettore si scrive in un solo modo: .
Definizione (base canonica di Kⁿ). In i vettori formano la base canonica.
Esempio. In la base canonica è , , e .
Definizione (spazio finitamente generato). è finitamente generato se ha un sistema di generatori formato da un numero finito di vettori.
Esempio. è finitamente generato (bastano vettori); lo spazio di tutti i polinomi no.
Teorema (lemma dello scambio). Se generano e sono linearmente indipendenti, allora .
Esempio d'uso. In la base canonica dà 3 generatori: quindi 4 vettori di sono sempre dipendenti, e 2 vettori non possono mai generare (altrimenti i 3 vettori indipendenti sarebbero più dei 2 generatori).
Dimensione
Teorema (tutte le basi hanno lo stesso numero di vettori). Se e sono due basi di , allora .
Esempio. La base canonica di ha vettori, e anche la base ne ha .
Definizione (dimensione). La dimensione di , indicata con , è il numero di vettori di una qualsiasi base di . Per convenzione .
Esempio. , e il piano ha dimensione .
Teorema (estrarre una base da un sistema di generatori). Da ogni sistema di generatori si può estrarre una base, togliendo opportunamente alcuni vettori.
Esempio. Da si estrae la base , togliendo .
Teorema (completare a una base). Ogni insieme di vettori indipendenti si può completare a una base di , aggiungendo opportuni vettori.
Esempio. L'insieme si completa a una base di aggiungendo e .
Teorema (in dimensione n basta una sola verifica). Sia e siano esattamente vettori. Allora:
- se generano , sono anche indipendenti, quindi sono una base;
- se sono indipendenti, generano anche , quindi sono una base.
Esempio. In (dimensione ) i due vettori e hanno : sono indipendenti, quindi formano una base.
Formula di Grassmann e somma diretta
Teorema (formula di Grassmann). Se e sono sottospazi di uno spazio vettoriale (finitamente generato),
Esempio. Due piani distinti per l'origine in : e , quindi : si intersecano in una retta.
Definizione (somma diretta). Se , la somma si dice diretta e si scrive .
Esempio. In , : la somma è diretta e .
Teorema (scrittura unica nella somma diretta). Se la somma è diretta, ogni si scrive in modo unico come con , .
Esempio. In , : ogni si scrive in modo unico come . In , un piano per l'origine e una retta per l'origine non contenuta nel piano danno in somma diretta.
2. Funzioni lineari e matrici
Funzioni lineari e isomorfismi
Definizione (funzione lineare). Una funzione tra spazi vettoriali sul campo si dice lineare se
- per ogni (additività);
- per ogni e ogni (omogeneità).
Esempio. è lineare; non lo è, perché .
Proposizione (una funzione lineare manda 0 in 0). Se è lineare, allora .
Esempio. ha : non è lineare.
Teorema (una funzione lineare è determinata dalle immagini di una base). Sia una baseDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi → di .
- (Unicità) Una funzione lineare è completamente determinata dai vettori .
- (Esistenza) Comunque si scelgano vettori (anche uguali, anche nulli), esiste una e una sola funzione lineare con .
Esempio. Esiste una funzione lineare con e ? Sì e una sola, perché è una base. Per calcolarla in un vettore qualsiasi: , quindi Per esempio .
Grafico interattivo: Esempio nel piano: la funzione lineare con f(1, 0) = (2, 1) e f(0, 1) = (−1, 1) è determinata da queste due immagini e manda il quadrato unitario nel parallelogramma di lati f(e₁) e f(e₂)
Coordinate rispetto a una base
Definizione (coordinate rispetto a una base). I numeri si chiamano coordinate (o componenti) di rispetto alla base . Si scrivono in colonna:
Esempio. In , il vettore nella base ha coordinate , perché .
Teorema. Ogni spazio vettoriale di dimensione sul campo è isomorfo a .
Esempio. I polinomi , , sono indipendenti? Le coordinate rispetto a sono , , ; la terza è la somma delle prime due, quindi le colonne sono dipendenti e anche i polinomi lo sono: infatti .
Nucleo e immagine
Definizione (nucleo e immagine). Nucleo di : l'insieme dei vettori del dominio che manda nel vettore nullo, ("Ker" viene dall'inglese kernel; alcuni libri scrivono .)
Immagine di : l'insieme dei vettori del codominio che sono immagine di qualche vettore del dominio,
Esempio. : e .
Teorema (nucleo e immagine sono sottospazi). è un sottospazio di e è un sottospazio di .
Esempio. Per da a : è una retta (sottospazio di ) e .
Teorema (nucleo e iniettività). è iniettiva .
Esempio. ha : è iniettiva. ha : non è iniettiva.
Proposizione (l'immagine è generata dalle immagini di una base). Se è una base di , allora .
Esempio. : , quindi .
Teorema. Se è lineare e ha dimensione finita,
Esempio. , : ha dimensione , ha dimensione , e .
Definizione (antimmagine di un vettore). L'antimmagine (o controimmagine) di è .
Esempio. Per si ha , una retta che non contiene l'origine (non è un sottospazio).
Teorema (struttura dell'antimmagine). Se è un vettore con (una "soluzione particolare"), allora
Esempio. Con la di prima, : si risolve , . Scegliendo (una scelta qualsiasi per trovare una soluzione): e ; sommando , poi . Quindi e Geometricamente: una retta parallela al nucleo che non passa per l'origine (non è un sottospazio).
Grafico interattivo: f(x, y) = (x + 2y, 2x + 4y) da R² a R²: nucleo la retta x + 2y = 0, immagine la retta y = 2x generata da (1, 2); l'antimmagine di (1, 2) è la retta parallela al nucleo x + 2y = 1, che non passa per l'origine
Matrice associata a una funzione lineare
Definizione (matrice associata a una funzione lineare). La matrice associata a rispetto alla base del dominio e alla base del codominio è La colonna contiene le coordinate di rispetto alla base .
Esempio. nelle basi canoniche: e , quindi .
Teorema (coordinate dell'immagine). Se , allora per ogni
Esempio (lezione 13): giro lungo contro prodotto. Sia e il vettore di coordinate , cioè .
Proprietà (matrice di una somma e di un multiplo).
Esempio. Se e , allora e .
Operazioni tra matrici
Definizione (somma e prodotto per uno scalare).
Esempio.
Definizione (prodotto righe per colonne). La matrice si chiama prodotto di per , e vale
Esempio. .
Proprietà (dimensioni del prodotto). Il prodotto è definito solo se il numero di colonne di è uguale al numero di righe di . Se è e è , allora è (righe di , colonne di ).
Esempio (lezione 12).
Definizione (matrice trasposta). La trasposta di è la matrice che ha al posto l'elemento : le righe di diventano le colonne di .
Esempio.
Cambiamenti di base
Definizione (matrice di cambiamento di base). La matrice di cambiamento di base da a è la matrice della funzione identica , usando nel dominio e nel codominio. La colonna contiene le coordinate di rispetto a .
Esempio. In , con e (base canonica), la colonna è stesso: .
Teorema (le due matrici di cambiamento di base sono inverse). , cioè . In particolare ogni matrice di cambiamento di base è invertibile.
Esempio. Per si ha e .
Teorema (formula di cambiamento di base).
Esempio. ha ; con nel dominio e base canonica nel codominio, (colonne e ).
Definizione (matrici simili). Due matrici quadrate si dicono simili se esiste una matrice invertibile tale che .
Esempio: una base in cui la matrice è diagonale. , nella base canonica. Con : quindi, per la ricetta, . Con la formula: , , (dove ). La stessa funzione, che nella base canonica "mescola" e , nella base si limita a moltiplicare la prima coordinata per e la seconda per . Trovare basi di questo tipo è il problema della DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
Grafico interattivo: f(x, y) = (x + 2y, 2x + y): la direzione b₁ = (1, 1) viene allungata di 3 volte, la direzione b₂ = (1, −1) viene ribaltata (fattore −1); nella base {b₁, b₂} la matrice è diag(3, −1)
3. Sistemi lineari
Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli
Formula (scrittura matriciale di un sistema lineare).
Esempio. Il sistema si scrive .
Teorema (struttura delle soluzioni di un sistema lineare). Sia una soluzione (detta soluzione particolare) del sistema . Allora le soluzioni del sistema sono tutti e soli i vettori della forma
Esempio. : è una soluzione e , quindi le soluzioni sono .
Teorema (Rouché-Capelli). Il sistema , con , ha soluzioni se e solo se In tal caso, detto questo rango comune:
- se la soluzione è unica;
- se le soluzioni sono infinite e dipendono da parametri liberi (si scrive soluzioni).
Esempio. ha : infinite soluzioni (). Con termine noto il rango di sarebbe : nessuna soluzione.
Eliminazione di Gauss
Definizione (forma a scala e pivot). Una matrice è in forma a scala (per righe) se, in ogni riga, il primo elemento non nullo sta strettamente più a destra del primo elemento non nullo della riga precedente; le eventuali righe nulle stanno in fondo.
Il primo elemento non nullo di ogni riga non nulla si chiama pivot.
Esempio. è a scala, con pivot (prima riga) e (seconda riga).
Teorema (rango di una matrice a scala). Il rango di una matrice in forma a scala è il numero di righe non nulle (cioè il numero di pivot).
Esempio. La matrice a scala ha due righe non nulle, quindi rango .
Matrice inversa
Definizione (matrice invertibile e inversa). Una matrice quadrata si dice invertibile se esiste una matrice tale che si chiama inversa di .
Esempio (lezione 15). Per si ha . Verifica (è la cosa più facile da fare quando qualcuno ci dà un'inversa): prima riga di per prima colonna di : ; prima riga per seconda colonna: ; e così via: il prodotto è .
Proposizione (inversa sinistra e destra coincidono). Se e , allora . In particolare l'inversa, se esiste, è unica.
Esempio. Per le matrici e con e sono entrambe .
Teorema. Per sono equivalenti:
- è invertibile;
- (rango massimo);
- , cioè il sistema ha solo la soluzione nulla;
- le colonne (equivalentemente, le righe) di sono linearmente indipendenti.
Esempio. ha rango , ha solo e le colonne sono indipendenti: è invertibile, con .
Formula (inversa di una matrice 2 × 2).
Esempio. .
4. Determinante
Permutazioni e definizione di determinante
Definizione (permutazione). Una permutazione di è una funzione biiettiva . L'insieme di tutte le permutazioni di elementi si indica con .
Esempio. è una permutazione di ; in ce ne sono .
Definizione (determinante). Sia . Il determinante di è il numero
Esempio. .
Teorema (determinante di una matrice triangolare). Se è triangolare (superiore: tutti zeri sotto la diagonale; oppure inferiore: tutti zeri sopra), il determinante è il prodotto degli elementi della diagonale:
Esempio. .
Teorema (determinante della trasposta). .
Esempio. .
Proprietà del determinante, Binet e Laplace
Teorema (Binet). Per :
Esempio. e hanno e ; ha .
Teorema (Laplace). Per ogni riga fissata: e per ogni colonna fissata: Il risultato non dipende dalla riga o colonna scelta.
Esempio (lezione 21).
Matrice aggiunta e teorema di Cramer
Teorema. .
Esempio. ha e .
Teorema. Una matrice quadrata è invertibile se e solo se .
(: Binet, . : la formula qui sopra costruisce .)
Esempio. ha ed è invertibile; ha e non lo è.
Teorema (Cramer). Se ha , il sistema ha un'unica soluzione, data da dove e è il determinante della matrice ottenuta da sostituendo la colonna con la colonna dei termini noti.
Esempio. Con la stessa di prima e :
5. Autovalori e diagonalizzazione
Autovalori e autovettori
Definizione. Due matrici sono simili se esiste una matrice invertibile tale che
Esempio. e sono simili con : .
Definizione. Sia lineare. Un vettore , , si dice autovettore di se esiste uno scalare tale che Lo scalare si chiama autovalore di (relativo all'autovettore ).
Per una matrice si dice lo stesso con ( vettore colonna non nullo).
Esempio immediato. Con e :
Grafico interattivo: Con A = (−7 −9; 6 8): il vettore v = (−1, 1) viene mandato in Av = (−2, 2) = 2v, sulla sua stessa retta (autovettore); il vettore e₁ = (1, 0) va in Ae₁ = (−7, 6), che cambia direzione
Definizione. Il polinomio caratteristico di è cioè il determinante della matrice che si ottiene sottraendo solo agli elementi della diagonale di . L'equazione si chiama equazione caratteristica.
Esempio. : .
Teorema. Gli autovalori di sono esattamente le soluzioni (in ) dell'equazione caratteristica .
Esempio. Per la stessa : dà gli autovalori e .
Definizione. Se nella scomposizione in fattori del polinomio caratteristico compare il fattore , con massimo (cioè non divide ), si dice che l'autovalore ha molteplicità algebrica . Si scrive .
Esempio: se , l'autovalore ha molteplicità algebrica e l'autovalore ha molteplicità algebrica . Si chiama "algebrica" perché nasce solo dallo scomporre un polinomio; tra poco arriva quella "geometrica".
Teorema. Se e sono simili, allora . In particolare hanno gli stessi autovalori, con le stesse molteplicità algebriche.
Esempio. e sono simili e hanno entrambe .
Definizione. L'autospazio relativo all'autovalore è I suoi elementi non nulli sono esattamente gli autovettori relativi a .
Esempio. e : , quindi .
Definizione. La molteplicità geometrica di un autovalore è la dimensione del suo autospazio:
Esempio. e : ha rango , quindi , mentre .
Diagonalizzazione
Definizione. Una matrice si dice diagonalizzabile (su ) se è simileEsiste P invertibile con P⁻¹AP uguale all'altra matrice: rappresentano la stessa funzione lineare in basi diverse.Autovalori e autovettori → a una matrice diagonale, cioè se esistono invertibile e diagonale con Un endomorfismo è diagonalizzabile se ha una matrice diagonale in qualche base.
Esempio. con (autovettori e ) e : .
Teorema. è diagonalizzabile esiste una base di formata da autovettori di . In tal caso:
- ha sulla diagonale gli autovalori ;
- ha nelle colonne gli autovettori corrispondenti, nello stesso ordine.
Esempio. ha la base di autovettori , : è diagonalizzabile. ha solo gli autovettori : nessuna base, non è diagonalizzabile.
Teorema. Siano autovalori distinti di e autovettori corrispondenti (). Allora sono linearmente indipendenti.
Esempio. Per gli autovettori e hanno autovalori distinti e sono indipendenti: .
Corollario. Se ha autovalori distinti in , allora è diagonalizzabile.
Esempio. è triangolare con autovalori distinti e : è diagonalizzabile.
Teorema. Per ogni autovalore di :
Esempio. ha e , quindi con la seconda disuguaglianza stretta.
Teorema (criterio). è diagonalizzabile su se e solo se:
- tutti gli autovalori stanno in , cioè la somma delle molteplicità algebriche degli autovalori in è :
- per ogni autovalore .
Esempio. ha : non è diagonalizzabile. La matrice ha : è diagonalizzabile.
Definizione. è simmetrica se , cioè : ogni riga è uguale alla corrispondente colonna. È antisimmetrica se ; in tal caso la diagonale è tutta nulla (un elemento diagonale non si sposta trasponendo, quindi deve essere uguale al suo opposto). Esempio di antisimmetrica: .
Esempio. è simmetrica; è antisimmetrica (diagonale nulla e ).
Teorema. Una matrice simmetrica reale di ordine ha autovalori reali (contati con molteplicità).
Esempio. ha , con autovalori reali e . Una matrice non simmetrica può averli complessi: ha .
Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari
Definizione. Per :
Esempio. ha , quindi la serie si ferma: .
Formula. Se con , allora
Esempio. con : .
Forma canonica di Jordan
Definizione. Il blocco di Jordan di ordine relativo a è la matrice con sulla diagonale, subito sopra la diagonale e altrove. Una matrice di Jordan è una matrice diagonale a blocchi i cui blocchi sono blocchi di Jordan.
Esempio. e : sulla diagonale, subito sopra, altrove.
Teorema (forma canonica di Jordan). Sia con tutti gli autovalori in (sempre vero per ). Allora è simile a una matrice di Jordan , unica a meno dell'ordine dei blocchi:
Esempio. non è diagonalizzabile, ma è già in forma di Jordan: un solo blocco (uno solo perché ).
6. Prodotto scalare e ortogonalità
Prodotto scalare, norma e angoli
Definizione. Per e in :
Esempio. , : ; .
Teorema (disuguaglianza di Cauchy-Schwarz). Per ogni : Inoltre vale l'uguaglianza se e solo se e sono proporzionali.
Esempio. e : .
Definizione. L'angolo tra due vettori non nulli è l'unico tale che
Esempio. , : , quindi . Dettagli nell'Esercizio 86 · angoli, aree e volumi con il prodotto scalare.
Definizione. Due vettori sono ortogonali (o perpendicolari), e si scrive , se .
Esempio. : i due vettori sono ortogonali.
Definizione. Un vettore è normalizzato (un versore) se ha norma .
Esempio: , , versore .
Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali
Definizione. Sia un sottospazio vettoriale. L'ortogonale di è l'insieme dei vettori perpendicolari a tutti i vettori di .
Esempio. : .
Proposizione. Se è una base (o anche solo un insieme di generatori) di , allora
Esempio. :
Teorema. Per ogni sottospazio :
Esempio. ha , quindi (infatti ).
Teorema. Per ogni sottospazio :
- ;
- ;
- .
Esempio. Con e si ha e (dimensioni ).
Definizione. è la proiezione ortogonale di su ; è la proiezione su (la "componente ortogonale").
Esempio. e : e .
Teorema (migliore approssimazione). Per ogni : con uguaglianza solo se . Cioè è il vettore di più vicino a , e la distanza di da è .
Esempio. e : la distanza di da è ; per si ha .
Metodo dei minimi quadrati
Definizione. Una soluzione ai minimi quadrati di è un vettore che rende minima la norma
Esempio. , (sistema incompatibile): è minima per .
Teorema. è una soluzione ai minimi quadrati di se e solo se risolve le equazioni normali Se le colonne di sono linearmente indipendenti, è invertibile e la soluzione è unica:
Esempio. Per lo stesso sistema e , quindi .
Basi ortonormali e Gram-Schmidt
Definizione. Un insieme di vettori è
- ortogonale se per ogni ;
- ortonormale se è ortogonale e inoltre per ogni .
In formula, ortonormale significa , dove se e se ("delta di Kronecker").
Esempio. è ortogonale () ma non ortonormale (ogni vettore ha norma ); è ortonormale.
Proposizione. Se sono non nulli e a due a due ortogonali, allora sono linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →.
Esempio. , , sono non nulli e a due a due ortogonali, quindi sono linearmente indipendenti.
7. Forme bilineari e teorema spettrale
Forme bilineari simmetriche
Definizione. Sia uno spazio vettoriale reale. Una forma bilineare su è una funzione lineare in ciascun argomento: per ogni , . È simmetrica se per ogni .
Esempio. Su , è bilineare e simmetrica; .
Definizione. La matrice di rispetto a è con . Indicando con e le colonne delle coordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → di e :
Esempio. ha nella base canonica la matrice , e .
Teorema. Se è la matrice di rispetto a , la matrice rispetto a è Due matrici legate da con invertibile si dicono congruenti.
Esempio. e la nuova base , cioè :
Definizione. Il nucleo (o radicale) di è è non degenere se , degenere altrimenti.
Esempio. ha matrice , : degenere, con nucleo .
Definizione. Una forma bilineare simmetrica è
- definita positiva se per ogni ;
- semidefinita positiva se per ogni (ma si annulla su qualche );
- definita negativa se per ogni ;
- semidefinita negativa se per ogni (ma si annulla su qualche );
- indefinita se assume sia valori positivi sia valori negativi.
Esempio. Su : è definita positiva; è semidefinita positiva (si annulla su ); è indefinita.
Grafico interattivo: Insiemi q = 1: x₁² + x₂² = 1 (definita positiva) è una circonferenza, x₁² − x₂² = 1 (indefinita) è un'iperbole; le rette x₂ = ±x₁ (q = 0) sono le direzioni isotrope, come (1, 1)
Segno di una forma bilineare simmetrica
Teorema (Sylvester). Per ogni forma bilineare simmetrica reale esiste una base in cui la matrice è e i numeri e sono gli stessi in qualunque base che renda la matrice diagonale.
Esempio. ha già matrice : la segnatura è e il rango è .
Criterio dei minori principali. Sia simmetrica.
- è definita positiva .
- è definita negativa , cioè per ogni (segni alterni, partendo da ).
- Se e non si è in nessuno dei due casi precedenti, è indefinita.
- Se la forma è degenere e il criterio non basta: usare un altro metodo.
Esempio 1 (stessa matrice del metodo 2): , , . Tutti positivi: definita positiva ✓. I valori diagonali dopo Gram-Schmidt sono , , .
Teorema spettrale e forme quadratiche
Definizione. Una funzione lineare è simmetrica se
Esempio. è simmetrica: .
Teorema spettrale. Sia lineare. Sono equivalenti:
- è simmetrica;
- esiste una base ortonormale di formata da autovettori di .
In termini di matrici: è simmetrica se e solo se esiste una matrice ortogonale () tale che
Esempio. è simmetrica: è ortogonale e .
Definizione. Una forma quadratica su è un polinomio omogeneo di grado nelle variabili :
Esempio. si scrive con : il coefficiente del termine misto si divide a metà.
8. Geometria affine
Spazi affini, rette e piani
Definizione. Lo spazio affine reale -dimensionale è l'insieme i cui elementi si chiamano punti, insieme allo spazio vettoriale e alle due operazioni:
- punto più vettore: è il punto ottenuto spostando del vettore (componente per componente);
- punto meno punto: è l'unico vettore tale che , cioè il vettore che va da a , scritto anche .
Esempio. , : e infatti .
Definizione. Un sottospazio affine di è un insieme della forma con un punto e un sottospazio vettoriale di , detto spazio direttore (o giacitura) di . La dimensione di è .
Esempio. In la retta ha spazio direttore e dimensione .
Teorema. L'insieme delle soluzioni di un sistema lineare compatibile in incognite è un sottospazio affine di con spazio direttore e dimensione . Viceversa ogni sottospazio affine si può descrivere così.
Esempio. in : le soluzioni sono , una retta affine con di dimensione .
Distanze e angoli nello spazio affine
Definizione. : la distanza dal punto di più vicino.
Esempio. e la retta di : il punto di più vicino è e .
Teorema. Sia . Esiste un unico punto tale che (cioè è ortogonale a tutte le direzioni di ). È il punto di più vicino a , e . si chiama proiezione ortogonale di su (o piede della perpendicolare).
Esempio: punto e retta. , . Allora e
Teorema. Se e , allora
Esempio. , :
Grafico interattivo: La stessa formula nel piano: Q = (3, 3) e la retta x + 2y = 2 hanno distanza |3 + 6 − 2|/√5 = 7/√5 e il piede della perpendicolare è H = (8/5, 1/5); il segno separa i due semipiani
Fasci di piani
Teorema. I piani che contengono sono tutti e soli i piani di equazione cioè . L'insieme di questi piani si chiama fascio di piani di asse (o sostegno) .
Esempio. La retta di equazioni , (l'asse ) ha il fascio : contiene (), () e ().
Prodotto vettoriale e prodotto misto
Definizione. Se sono indipendenti, il prodotto vettoriale è l'unico vettore tale che
- è ortogonale sia a sia a (direzione);
- è l'area del parallelogramma di lati e , cioè con l'angolo tra e (lunghezza);
- la matrice con colonne , , ha determinante positivo, cioè è orientata come (verso: regola della mano destra).
Se sono dipendenti si pone (il parallelogramma è schiacciato e ha area ).
Esempio. e .
Definizione. Il prodotto misto di è il numero
Esempio. , , : , il volume del parallelepipedo.
Coniche e quadriche
Definizione. Una conica del piano affine è l'insieme dei punti che soddisfano un'equazione di secondo grado con non tutti nulli.
Esempio. è una conica (con e ): la circonferenza di centro l'origine e raggio .
Teorema. Ogni conica, con un cambio di coordinate fatto da una rotazione e una traslazione (che conservano distanze e angoli), si porta in una delle forme canoniche della tabella.
Esempio. L'equazione , con la rotazione di (, ), diventa : un'iperbole.