Formulario - algebra lineare e geometria
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Spazi vettoriali
Note: CampiUn campo è un insieme di numeri con somma e prodotto che rispettano le regole usuali (associativa, commutativa, neutri, opposti, inversi, distributiva): è ciò che serve per risolvere le equazioni di primo grado. Esempi: Q, R, C e i campi finiti.Campi → · Spazi vettorialiUno spazio vettoriale su un campo K è un insieme con una somma di vettori e un prodotto per scalari che rispettano 7 proprietà. Esempi fondamentali: K^n (somma componente per componente), le funzioni da R in R, i polinomi.Spazi vettoriali → · Combinazioni lineari e dipendenza lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → · Sottospazi vettorialiUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali → · Intersezione, somma e sottospazio generatoL'intersezione di due sottospazi è un sottospazio, l'unione in generale no. Al suo posto si usa la somma U + W = {u + w}, il più piccolo sottospazio che contiene entrambi. Il sottospazio generato da un insieme S è l'insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S.Intersezione, somma e sottospazio generato → · Generatori e basiDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi → · DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione → · Formula di Grassmann e somma direttaFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta → · Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospaziProcedura da esame per i sottospazi di K^n: base da generatori (riduzione a scala delle righe), base da equazioni (incognite libere), equazioni cartesiane da una base (eliminare i parametri), intersezione (mettere a sistema), somma (unire i generatori) e Grassmann come controllo.Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospazi →
- Campo: somma e prodotto associativi e commutativi con neutri , opposti, inversi degli elementi non nulli e distributiva (esempi: ). Spazio vettoriale su : somma di vettori e prodotto per scalari con le 7 proprietà; in si opera componente per componente.
- sono indipendenti se ; altrimenti uno è combinazione degli altri.
- è sottospazio se ed è chiuso per somma e prodotto per scalari. è un sottospazio, in generale no; è il più piccolo sottospazio che li contiene; = insieme delle combinazioni lineari di .
- Base = generatori indipendenti: ogni si scrive in modo unico come combinazione. Se generano e sono indipendenti, . Tutte le basi hanno elementi (); in dimensione bastano vettori indipendenti (o generatori).
- Grassmann: . Somma diretta se (e allora , scrittura unica ).
Grafico interattivo: Somma con la regola del parallelogramma: v = (3, 1), w = (1, 2), v + w = (4, 3); le componenti si sommano una per una
Grafico interattivo: La retta 3a − 2b = 0 passa per l'origine ed è un sottospazio; la retta a − 2b = 3 non passa per (0, 0) e non lo è
Funzioni lineari e matrici
Note: Funzioni lineari e isomorfismiUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi → · Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → · Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → · Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare → · Operazioni tra matriciLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici → · Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →
- lineare: e ; è determinata dalle immagini di una base. Isomorfismo = lineare e biiettiva; ogni spazio di dimensione è isomorfo a tramite le coordinate .
- , ; iniettiva . Teorema della dimensione: . Antimmagine: con .
- : la colonna contiene le coordinate in di ; . Composizione: .
- Prodotto righe per colonne: , definito se colonne di = righe di ; associativo, non commutativo; .
- Cambio di base: (colonna = coordinate di in ), invertibile con inversa . Per un endomorfismo (matrici similiMatrici dello stesso endomorfismo in basi diverse: hanno lo stesso rango, determinante e autovalori.).
Grafico interattivo: A = (1 −1; 1 1): le colonne sono le immagini Ae₁ = (1, 1) e Ae₂ = (−1, 1); il quadrato unitario diventa un quadrato ruotato di 45° e di area 2 = det A
Sistemi lineari
Note: Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → · Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss → · Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →
- Rouché-Capelli: () ha soluzioni ; se la soluzione è unica, se ci sono soluzioni. Le soluzioni sono una soluzione particolare più .
- Gauss: operazioni sulle righe (scambio, moltiplicazione per , somma di un multiplo di un'altra riga) non cambiano rango e soluzioni; il rango di una matrice a scala è il numero di righe non nulle (pivot).
- è invertibile () ha solo le colonne sono indipendenti; si calcola riducendo a con sole operazioni sulle righe.
Grafico interattivo: Sistemi 2×2 come rette: x + y = 3 e x − y = 1 si incontrano in (2, 1) (rango 2, soluzione unica); x + y = 3 e x + y = −1 sono parallele (rango A = 1, rango (A|B) = 2, nessuna soluzione); due equazioni proporzionali darebbero la stessa retta (infinite soluzioni)
Determinante
Note: Permutazioni e definizione di determinanteIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante → · Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → · Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →
- ; : e ; Sarrus solo per ; triangolari: prodotto della diagonale.
- Lineare in ogni riga; cambia segno scambiando due righe; non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra. Binet: .
- Laplace (riga o colonna fissata): .
- Aggiunta = trasposta dei complementi algebrici: , quindi invertibile e . Cramer (): , con = determinante con la colonna sostituita dai termini noti. Matrici simili hanno lo stesso determinante.
Autovalori e diagonalizzazione
Note: Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → · DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → · Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineariIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari → · Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →
- è autovettore di autovalore se . Polinomio caratteristico (si sottrae solo sulla diagonale); gli autovalori sono le sue radici in ; matrici simili hanno lo stesso .
- Autospazio ; = esponente di in ; ; sempre .
- Diagonalizzabile esiste una base di autovettori: con gli autovettori nelle colonne di e gli autovalori in (stesso ordine). Criterio: in e per ogni autovalore. autovalori distinti in diagonalizzabile; autovettori di autovalori distinti sono indipendenti. Le simmetriche reali hanno autovalori reali e sono diagonalizzabili.
- ; se : . Il sistema , ha soluzione .
- Jordan (autovalori in ): , matrice diagonale a blocchi con sulla diagonale e subito sopra; il numero di blocchi di è , la somma delle loro dimensioni è .
Grafico interattivo: Gli autospazi di A = (−7 −9; 6 8) sono due rette: V₂ = ⟨(−1, 1)⟩ (A moltiplica per 2) e V₋₁ = ⟨(−3, 2)⟩ (A moltiplica per −1, cioè ribalta)
Prodotto scalare e ortogonalità
Note: Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli → · Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali → · Metodo dei minimi quadratiQuando un sistema AX = b non ha soluzioni si cerca X che rende minima la norma di AX − b: AX è la proiezione ortogonale di b su Im A, e X si trova risolvendo le equazioni normali AᵀA X = Aᵀb; applicazione alla retta di regressione.Metodo dei minimi quadrati → · Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →
- , . Cauchy-Schwarz: (uguaglianza proporzionali). Angolo: ; ortogonali se .
- Proiezione di sulla retta : . Area del parallelogramma ; volume della matrice dei prodotti scalari.
- (basta su una base di ): , , .
- Proiezione ortogonale su con base ortogonale : ; in generale , ( con le colonne = base di ). Migliore approssimazione: , distanza .
- Minimi quadrati per : minimizza (equazioni normali); colonne indipendenti: .
- Ortonormale: ; vettori non nulli a due a due ortogonali sono indipendenti; in base ortonormale .
- Gram-Schmidt: , ; si divide per le norme per l'ortonormale.
Grafico interattivo: Proiezione di w = (3, 1) sulla retta generata da u = (1, 1): w′ = 2u = (2, 2) e la parte perpendicolare v = w − w′ = (1, −1) forma un angolo retto con u
Grafico interattivo: Gram-Schmidt in R² con v₁ = (2, 1) e v₂ = (1, 2): si toglie a v₂ la sua proiezione (8/5, 4/5) su v₁ e resta v₂′ = (−3/5, 6/5), perpendicolare a v₁
Forme bilineari e teorema spettrale
Note: Forme bilineari simmetricheUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche → · Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica → · Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →
- Forma bilineare simmetrica : con ; cambiando base (congruentiDue matrici A e A' legate da A' = P^T A P con P invertibile.). Nucleo ; degenere se . Prodotto scalare = forma simmetrica definita positiva.
- Definita positiva se ; semidefinita se ; negativa con i segni opposti; indefinita se assume entrambi i segni.
- Sylvester: esiste una base con matrice con segni e segni , indipendenti dalla base (, = numero di autovalori positivi, negativi); segnatura , rango .
- Per riconoscere il segno: autovalori; regola di Cartesio (radici tutte reali: radici positive = variazioni di segno dei coefficienti); minori principali di nord-ovest : definita positiva , definita negativa ; se e nessuno dei due casi, indefinita.
- Teorema spettrale: è simmetrica () esiste una base ortonormale di autovettori; simmetrica ortogonale () con diagonale.
- Forma quadratica ( simmetrica): con una rotazione degli assi diventa (autovalori di come coefficienti, assi = autovettori). .
Grafico interattivo: La curva 5x² + 4xy + 2y² = 6: ellisse con semiassi 1 lungo (2, 1) e √6 lungo (−1, 2); gli assi coincidono con le direzioni degli autovettori
Geometria affine
Note: Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani → · Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine → · Fasci di pianiI piani che contengono una retta r = {f₁ = 0, f₂ = 0} sono tutti e soli i piani λf₁ + μf₂ = 0, con (λ, μ) ≠ (0, 0): è il fascio di piani di asse r. Serve a trovare in un colpo il piano per r che passa per un punto, è parallelo a una direzione o è ortogonale a un altro piano. Varianti: fascio di piani paralleli, stella di piani per un punto.Fasci di piani → · Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto → · Coniche e quadricheUna conica è l'insieme dei punti del piano che annullano un polinomio di grado 2 in x, y. Con una traslazione (che elimina i termini di primo grado) e una rotazione data dal teorema spettrale (che elimina il termine xy) diventa una forma canonica: ellisse, iperbole o parabola, oppure un caso degenere. Il tipo si legge dai determinanti della matrice 3×3 completa e della parte quadratica 2×2. Circonferenze e sfere; cenni alle quadriche.Coniche e quadriche →
- Sottospazio affine ( spazio direttore, ). Le soluzioni di compatibile sono un sottospazio affine con direttore e dimensione . In il vettore è normale all'iperpiano; stessi coefficienti e termini noti diversi paralleli.
- Distanza di da : con unico tale che . Per : , .
- Rette sghembe , : . Angolo tra rette: ; tra retta e piano: .
- Fascio di piani di asse : , .
- Prodotto vettoriale in : ortogonale a e , (area del parallelogramma), terna destrorsa; se dipendenti. Prodotto misto (volume con segno del parallelepipedo).
- Conica: , , = matrice completa. Forme canoniche: ellisse , iperbole (asintoti ), parabola . Il centro risolve , .
| ellisse (reale se ) | iperbole | parabola | |
| un punto | due rette incidenti | rette parallele o coincidenti |
Grafico interattivo: La stessa formula nel piano: Q = (3, 3) e la retta x + 2y = 2 hanno distanza |3 + 6 − 2|/√5 = 7/√5 e il piede della perpendicolare è H = (8/5, 1/5); il segno separa i due semipiani
Grafico interattivo: Ellisse x²/4 + y² = 1 (semiassi 2 e 1) e iperbole x²/4 − y² = 1 (vertici (±2, 0), asintoti y = ±x/2); punti blu: fuochi dell'ellisse (±√3, 0), punti arancio: fuochi dell'iperbole (±√5, 0)
Grafico interattivo: Parabola x² = 2y (forma y = c x² con c = 1/2): vertice nell'origine, fuoco (0, 1/2), direttrice y = −1/2; ogni punto della curva è equidistante da fuoco e direttrice
Versione ripasso
- Dimensione: ; Grassmann (Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, Formula di Grassmann e somma direttaFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →).
- Matrice di : colonna = coordinate di ; cambio di base (Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →, Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →).
- Rouché-Capelli: soluzioni , poi (Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →).
- Determinante: Binet ; invertibile ; Cramer (Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →).
- Autovalori: ; ; diagonalizzabile per ogni (DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →).
- Esponenziale: , (Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineariIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari →).
- Cauchy-Schwarz e angolo: , (Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →).
- Proiezione: (base ortogonale), (Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →).
- Minimi quadrati: (Metodo dei minimi quadratiQuando un sistema AX = b non ha soluzioni si cerca X che rende minima la norma di AX − b: AX è la proiezione ortogonale di b su Im A, e X si trova risolvendo le equazioni normali AᵀA X = Aᵀb; applicazione alla retta di regressione.Metodo dei minimi quadrati →).
- Gram-Schmidt: (Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →).
- Segno di una forma: autovalori, minori principali , Sylvester (Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →).
- Teorema spettrale: simmetrica con ortogonale (Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →).
- Distanza punto-piano: (Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →).
- Prodotto vettoriale: ; misto (Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →).
- Coniche: tipo da e (Coniche e quadricheUna conica è l'insieme dei punti del piano che annullano un polinomio di grado 2 in x, y. Con una traslazione (che elimina i termini di primo grado) e una rotazione data dal teorema spettrale (che elimina il termine xy) diventa una forma canonica: ellisse, iperbole o parabola, oppure un caso degenere. Il tipo si legge dai determinanti della matrice 3×3 completa e della parte quadratica 2×2. Circonferenze e sfere; cenni alle quadriche.Coniche e quadriche →).