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Note per Studenti Formulario · Analisi Matematica 1

FormularioAnalisi Matematica 1: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

In questa pagina 5

6. Successioni

Sottosuccessioni

Criterio di non esistenza del limite. Se due sottosuccessioni di (an)(a_n) hanno limiti diversi, allora lim⁡nan\lim_n a_n non esiste.

Esempio. an=(−1)na_n = (-1)^n: sui pari vale sempre 11 (limite 11), sui dispari vale sempre −1-1 (limite −1-1). Limiti diversi: ∄lim⁡n(−1)n\nexists \lim_n (-1)^n. Vedi l'Esercizio 30 · la successione (-1)n non ha limite.

7. Limiti di funzioni e continuità

Limiti di funzioni - definizione

Definizione. Sia X⊆RX \subseteq \mathbb{R}, X≠∅X \ne \emptyset. Si dice che x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} è punto di accumulazione per XX se per ogni intorno Ux0U_{x_0} di x0x_0 X∩(Ux0∖{x0})≠∅X \cap \left(U_{x_0} \setminus \{x_0\}\right) \ne \emptyset

Definizione. Siano f:X→Rf: X \to \mathbb{R} con X⊆RX \subseteq \mathbb{R}, X≠∅X \ne \emptyset, e x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} di accumulazione per XX. Si dice che lim⁡x→x0f(x)=ℓ(ℓ∈R‾)\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell \qquad (\ell \in \overline{\mathbb{R}}) quando per ogni intorno UℓU_\ell di ℓ\ell esiste un intorno Ux0U_{x_0} di x0x_0 tale che f(x)∈Uℓ∀x∈X∩(Ux0∖{x0})f(x) \in U_\ell \qquad \forall x \in X \cap \left(U_{x_0} \setminus \{x_0\}\right)

Asintoti di una funzione

Definizione. Sia +∞+\infty (oppure −∞-\infty) di accumulazione per XX e lim⁡x→+∞f(x)=±∞\lim_{x \to +\infty} f(x) = \pm\infty. Se esiste una retta y=mx+qy = mx + q, con m≠0m \ne 0 e q∈Rq \in \mathbb{R}, tale che lim⁡x→+∞[f(x)−mx−q]=0\lim_{x \to +\infty} \left[f(x) - mx - q\right] = 0 la retta si dice asintoto obliquo a +∞+\infty (allo stesso modo a −∞-\infty).

Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni

Teorema (ponte). Siano f:X→Rf: X \to \mathbb{R} e x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} di accumulazione per XX, ℓ∈R‾\ell \in \overline{\mathbb{R}}. Allora lim⁡x→x0f(x)=ℓ\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell se e solo se per ogni successione (xn)n⊆X(x_n)_n \subseteq X con xn≠x0x_n \ne x_0 per ogni nn e lim⁡nxn=x0\lim_n x_n = x_0, si ha lim⁡nf(xn)=ℓ\lim_n f(x_n) = \ell

Funzioni continue

Teorema. Sono continue nei loro domini:

  1. il valore assoluto;
  2. le potenze xαx^\alpha, per ogni α∈R\alpha \in \mathbb{R}, α≠0\alpha \ne 0;
  3. esponenziali e logaritmi di base a>0a > 0, a≠1a \ne 1;
  4. le funzioni iperboliche e le loro inverse;
  5. le funzioni trigonometriche e le loro inverse.

Limite di funzioni composte (cambio di variabile)

Teorema (cambio di variabile nei limiti). Siano ff definita definitivamente per y→y0∈R‾y \to y_0 \in \overline{\mathbb{R}}, e gg tale che gg e f∘gf \circ g siano definite definitivamente per x→x0∈R‾x \to x_0 \in \overline{\mathbb{R}}. Se

  1. lim⁡x→x0g(x)=y0\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = y_0;
  2. lim⁡y→y0f(y)=ℓ∈R‾\displaystyle\lim_{y \to y_0} f(y) = \ell \in \overline{\mathbb{R}};
  3. g(x)≠y0g(x) \ne y_0 definitivamente per x→x0x \to x_0;

allora lim⁡x→x0f(g(x))=ℓ\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = \ell.

L'ipotesi 3 non serve se y0=±∞y_0 = \pm\infty, oppure se y0∈Ry_0 \in \mathbb{R} e ff è continua in y0y_0.

Discontinuità e prolungamento per continuità

Definizione. Sia x0∉Xx_0 \notin X di accumulazione per XX sia da destra sia da sinistra. Se f(x0−)=f(x0+)=ℓ∈Rf(x_0^-) = f(x_0^+) = \ell \in \mathbb{R}, si dice che ff è prolungabile per continuità in x0x_0, con valore ℓ\ell. La funzione f~(x)={f(x)x∈Xℓx=x0\tilde f(x) = \begin{cases} f(x) & x \in X \\ \ell & x = x_0 \end{cases} definita in X∪{x0}X \cup \{x_0\} e continua in x0x_0, si chiama prolungamento per continuità di ff in x0x_0.

Esempio 1. f(x)=xsin⁡1xf(x) = x\sin\frac1x, dominio R∖{0}\mathbb{R} \setminus \{0\}. f(0−)=f(0+)=0∈Rf(0^-) = f(0^+) = 0 \in \mathbb{R}: ff è prolungabile per continuità in 00 con valore 00, e il prolungamento f~(x)={xsin⁡1xx≠00x=0\tilde f(x) = \begin{cases} x\sin\frac1x & x \ne 0 \\ 0 & x = 0 \end{cases} è una funzione continua su tutto R\mathbb{R}.

Funzioni continue su un intervallo

Teorema. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b]. Se f(a)⋅f(b)<0f(a) \cdot f(b) < 0 (f(a)f(a) e f(b)f(b) hanno segno opposto), allora esiste c∈ ]a,b[c \in \,]a, b[ tale che f(c)=0f(c) = 0.

Grafico interattivo: Teorema degli zeri per f(x) = x³ − x − 1 su [0, 2]: f(0) = −1 < 0 e f(2) = 5 > 0, quindi il grafico attraversa l'asse x (qui in c ≈ 1,325)

Teorema. Sia II un intervallo qualsiasi (anche illimitato, anche R\mathbb{R}) e f:I→Rf: I \to \mathbb{R} continua su II. Allora:

  1. ff assume tutti i valori compresi tra inf⁡If\inf_I f e sup⁡If\sup_I f: per ogni y∈ ]inf⁡If,sup⁡If[y \in \,]\inf_I f, \sup_I f[ esiste c∈Ic \in I con f(c)=yf(c) = y;
  2. f(I)f(I) è un intervallo, di estremi inf⁡If\inf_I f e sup⁡If\sup_I f (aperto, chiuso o semiaperto a seconda dei casi);
  3. in breve: una funzione continua manda intervalli in intervalli.

Corollario. Sia f:I→Rf: I \to \mathbb{R} monotona su un intervallo II. Allora:

  1. in ogni x0x_0 interno a II, ff è continua oppure ha una discontinuità di prima specie (un salto ∣f(x0+)−f(x0−)∣|f(x_0^+) - f(x_0^-)|);
  2. ff è continua su II   ⟺  \iff f(I)f(I) è un intervallo.

Teorema. Sia f:I→Rf: I \to \mathbb{R} continua sull'intervallo II. Allora:

  1. ff è invertibile su f(I)f(I) (cioè iniettiva su II)   ⟺  \iff ff è strettamente monotona su II;
  2. se f:I→f(I)f: I \to f(I) è invertibile, l'inversa f−1:f(I)→If^{-1}: f(I) \to I è anch'essa continua.

Teorema. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua sull'intervallo chiuso e limitato [a,b][a, b]. Allora:

  1. ff ha minimo mm e massimo MM in [a,b][a, b]: esistono x1,x2∈[a,b]x_1, x_2 \in [a, b] con m=f(x1)≤f(x)≤f(x2)=M∀x∈[a,b]m = f(x_1) \le f(x) \le f(x_2) = M \qquad \forall x \in [a, b]
  2. f([a,b])=[m,M]f([a, b]) = [m, M];
  3. una funzione continua manda intervalli chiusi e limitati in intervalli chiusi e limitati.

8. Calcolo differenziale

Derivata - definizione e significato

Teorema. Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R}, x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[. Sono equivalenti:

  1. ff è derivabile in x0x_0;
  2. esiste un numero f′(x0)f'(x_0) tale che, per x→x0x \to x_0, f(x)=f(x0)+f′(x0)(x−x0)+o(x−x0)f(x) = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) + o(x - x_0) 2'. (stessa cosa con h=x−x0h = x - x_0) per h→0h \to 0, f(x0+h)=f(x0)+f′(x0) h+o(h)f(x_0 + h) = f(x_0) + f'(x_0)\,h + o(h)

Esempio: la tangente a sin⁡x\sin x in 00. Si vedrà che Dsin⁡x=cos⁡xD\sin x = \cos x, quindi la tangente in x0=0x_0 = 0 è y=sin⁡0+cos⁡0⋅x=xy = \sin 0 + \cos 0 \cdot x = x. La caratterizzazione dice sin⁡x=x+o(x)\sin x = x + o(x) per x→0x \to 0: è esattamente il limite notevole sin⁡xx→1\frac{\sin x}{x} \to 1. I limiti notevoli sono, in realtà, derivate.

Grafico interattivo: y = sin x vicino a 0: la retta tangente è y = x

Teorema. Se ff è derivabile in x0x_0, allora ff è continua in x0x_0.

Regole di derivazione

Teorema 1. Siano f,g:(a,b)→Rf, g: (a, b) \to \mathbb{R} derivabili in x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[. Allora:

  1. Linearità: D(c f)(x0)=c f′(x0)D(c\,f)(x_0) = c\,f'(x_0) per ogni c∈Rc \in \mathbb{R}, e D(f±g)(x0)=f′(x0)±g′(x0)D(f \pm g)(x_0) = f'(x_0) \pm g'(x_0);
  2. Derivata del prodotto (formula di Leibniz): D(f⋅g)(x0)=f′(x0) g(x0)+f(x0) g′(x0)D(f \cdot g)(x_0) = f'(x_0)\,g(x_0) + f(x_0)\,g'(x_0)
  3. Reciproco e quoziente, se g(x0)≠0g(x_0) \ne 0: D(1g)(x0)=−g′(x0)[g(x0)]2,D(fg)(x0)=f′(x0) g(x0)−f(x0) g′(x0)[g(x0)]2D\left(\frac1g\right)(x_0) = -\frac{g'(x_0)}{[g(x_0)]^2}, \qquad D\left(\frac{f}{g}\right)(x_0) = \frac{f'(x_0)\,g(x_0) - f(x_0)\,g'(x_0)}{[g(x_0)]^2}

Teorema 2. Sia gg derivabile in x0x_0 e ff derivabile in y0=g(x0)y_0 = g(x_0) (con gg e f∘gf \circ g definite in un intorno di x0x_0, ff in un intorno di y0y_0). Allora f∘gf \circ g è derivabile in x0x_0 e (f∘g)′(x0)=f′(g(x0))⋅g′(x0)(f \circ g)'(x_0) = f'(g(x_0)) \cdot g'(x_0)

Teorema. Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} continua e invertibile su f((a,b))f((a, b)). Se ff è derivabile in x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ e f′(x0)≠0f'(x_0) \ne 0, allora f−1f^{-1} è derivabile in y0=f(x0)y_0 = f(x_0) e (f−1)′(y0)=1f′(x0)=1[f′(x)]x=f−1(y0)(f^{-1})'(y_0) = \frac{1}{f'(x_0)} = \frac{1}{[f'(x)]_{x = f^{-1}(y_0)}}

Teorema di de l'Hôpital

Teorema (de l'Hôpital). Sia x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} (un numero reale oppure ±∞\pm\infty). Siano ff e gg definite e derivabili in un intorno UU di x0x_0, tranne al più in x0x_0, con g(x)≠0g(x) \ne 0 e g′(x)≠0g'(x) \ne 0 per x∈U∖{x0}x \in U \setminus \{x_0\}. Se vale una delle due condizioni

  1. lim⁡x→x0f(x)=0\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x) = 0 e lim⁡x→x0g(x)=0\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = 0 (forma 00\frac00);
  2. lim⁡x→x0g(x)=+∞\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = +\infty oppure −∞-\infty (non importa che cosa fa ff),

allora lim⁡x→x0f(x)g(x)=lim⁡x→x0f′(x)g′(x)se il secondo limite esiste (finito o infinito).\lim_{x \to x_0}\frac{f(x)}{g(x)} = \lim_{x \to x_0}\frac{f'(x)}{g'(x)} \qquad \text{se il secondo limite esiste (finito o infinito).}

Teorema del limite della derivata

Corollario (sulla derivabilità). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} continua in (a,b)(a, b) e derivabile in ]a,b[∖{x0}]a, b[ \setminus \{x_0\}, con x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[. Allora:

  1. se esiste lim⁡x→x0−f′(x)\displaystyle\lim_{x \to x_0^-} f'(x), si ha f′(x0−)=lim⁡x→x0−f′(x)f'(x_0^-) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^-} f'(x); se esiste lim⁡x→x0+f′(x)\displaystyle\lim_{x \to x_0^+} f'(x), si ha f′(x0+)=lim⁡x→x0+f′(x)f'(x_0^+) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^+} f'(x);
  2. di conseguenza, quando i due limiti esistono, f eˋ derivabile in x0  ⟺  lim⁡x→x0−f′(x)=lim⁡x→x0+f′(x)∈Rf \text{ è derivabile in } x_0 \iff \lim_{x \to x_0^-} f'(x) = \lim_{x \to x_0^+} f'(x) \in \mathbb{R} e in tal caso f′(x0)=lim⁡x→x0f′(x)f'(x_0) = \displaystyle\lim_{x \to x_0} f'(x).

Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat

Teorema di Fermat. Sia f:X→Rf: X \to \mathbb{R} e sia x0x_0 un punto di minimo o di massimo relativo per ff. Se x0x_0 è interno a XX e ff è derivabile in x0x_0, allora f′(x0)=0f'(x_0) = 0

Teoremi di Rolle e di Lagrange

Teorema di Rolle. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[, con f(a)=f(b)f(a) = f(b). Allora esiste c∈ ]a,b[c \in \,]a, b[ tale che f′(c)=0f'(c) = 0

Teorema di Lagrange. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[. Allora esiste c∈ ]a,b[c \in \,]a, b[ tale che f′(c)=f(b)−f(a)b−af'(c) = \frac{f(b) - f(a)}{b - a}

Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimi

Teorema (test di monotonia per funzioni derivabili). Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[. Allora:

  1. ff è crescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≥0f'(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[;
  2. ff è decrescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≤0f'(x) \le 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[;
  3. ff è strettamente crescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≥0f'(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[ e non esistono intervalli in cui f′=0f' = 0 (analogamente per strettamente decrescente).

Corollario. Sia f: ]x0−δ,x0+δ[ →Rf: \,]x_0 - \delta, x_0 + \delta[ \,\to \mathbb{R} continua, e derivabile tranne al più in x0x_0.

  • Se f′>0f' > 0 in ]x0−δ,x0[]x_0 - \delta, x_0[ e f′<0f' < 0 in ]x0,x0+δ[]x_0, x_0 + \delta[ (ff sale e poi scende), x0x_0 è un punto di massimo relativo stretto.
  • Se f′<0f' < 0 in ]x0−δ,x0[]x_0 - \delta, x_0[ e f′>0f' > 0 in ]x0,x0+δ[]x_0, x_0 + \delta[ (ff scende e poi sale), x0x_0 è un punto di minimo relativo stretto.

Per gli estremi di un intervallo: se f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} è continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[,

  • f′>0f' > 0 in ]a,a+δ[]a, a + \delta[ (ff parte salendo) ⇒\Rightarrow aa è di minimo relativo stretto; f′<0f' < 0 lì ⇒\Rightarrow aa è di massimo relativo stretto;
  • f′>0f' > 0 in ]b−δ,b[]b - \delta, b[ (ff arriva salendo) ⇒\Rightarrow bb è di massimo relativo stretto; f′<0f' < 0 lì ⇒\Rightarrow bb è di minimo relativo stretto.

Funzioni convesse, concave e punti di flesso

Teorema 1 (regolarità). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} convessa o concava. Allora:

  1. ff è continua in ogni x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[;
  2. in ogni x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ esistono finite f′(x0−)f'(x_0^-) e f′(x0+)f'(x_0^+). Quindi in ogni punto interno ff è derivabile (se f′(x0−)=f′(x0+)f'(x_0^-) = f'(x_0^+)) oppure ha un punto angoloso.

Teorema 2 (caratterizzazione con le derivate). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} continua in (a,b)(a, b) e derivabile in ]a,b[]a, b[. Sono equivalenti:

  1. ff è convessa in (a,b)(a, b);
  2. per ogni x0,x∈ ]a,b[x_0, x \in \,]a, b[: f(x)≥f(x0)+f′(x0)(x−x0)f(x) \ge f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0), cioè il grafico sta sopra ogni sua retta tangente;
  3. f′f' è crescente in ]a,b[]a, b[.

Se inoltre ff è derivabile due volte in ]a,b[]a, b[, è equivalente anche: 4. f′′(x)≥0f''(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[.

Per ff concava: ≤\le al punto 2 (grafico sotto le tangenti), f′f' decrescente, f′′≤0f'' \le 0.

Teorema 3 (condizione necessaria). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} derivabile in ]a,b[]a, b[. Se x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ è un punto di flesso ed esiste f′′(x0)f''(x_0), allora f′′(x0)=0f''(x_0) = 0

10. Serie numeriche

Serie a termini di segno variabile

Criterio di Leibniz. Sia ∑n=0+∞(−1)nan\sum_{n=0}^{+\infty} (-1)^n a_n con an≥0a_n \ge 0 per ogni nn. Se

  1. lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0, e
  2. (an)(a_n) è decrescente,

allora la serie converge.

12. Equazioni differenziali

Equazioni differenziali lineari del primo ordine

Teorema 1 (esistenza e unicità globale, senza dimostrazione). Siano a,b∈C(I)a, b \in C(I), con II intervallo.

  • L'integrale generale di y′+a(t) y=b(t)y' + a(t)\,y = b(t) è fatto di funzioni y∈C1(I)y \in C^1(I), definite sullo stesso intervallo II di aa e bb.
  • Per ogni condizione iniziale x0∈Rx_0 \in \mathbb{R} in un istante t0∈It_0 \in I, il problema di Cauchy {y′+a(t) y=b(t)y(t0)=x0\begin{cases} y' + a(t)\,y = b(t) \\ y(t_0) = x_0 \end{cases} ha una e una sola soluzione y∈C1(I)y \in C^1(I).

Teorema 2. Siano a,b∈C(I)a, b \in C(I), II intervallo.

  1. L'integrale generale di y′+a(t) y=b(t)y' + a(t)\,y = b(t) è y(t)=e−A(t)[c+∫eA(t) b(t) dt]∀c∈Ry(t) = e^{-A(t)}\left[c + \int e^{A(t)}\,b(t)\,dt\right] \qquad \forall c \in \mathbb{R} dove A(t)=∫a(t) dtA(t) = \int a(t)\,dt è una primitiva di aa (senza costante) e ∫eA(t)b(t) dt\int e^{A(t)}b(t)\,dt è una primitiva di eA(t)b(t)e^{A(t)}b(t) (senza costante: l'unica costante è cc).
  2. La soluzione del problema di Cauchy con y(t0)=x0y(t_0) = x_0, t0∈It_0 \in I, è y(t)=e−A(t)[x0+∫t0teA(s) b(s) ds],A(t)=∫t0ta(s) dsy(t) = e^{-A(t)}\left[x_0 + \int_{t_0}^t e^{A(s)}\,b(s)\,ds\right], \qquad A(t) = \int_{t_0}^t a(s)\,ds (così A(t0)=0A(t_0) = 0).

Equazioni differenziali lineari del secondo ordine

Teorema 1 (esistenza e unicità globale, senza dimostrazione). Siano a0,a1,b∈C(I)a_0, a_1, b \in C(I).

  1. L'integrale generale di y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t) è fatto di funzioni y∈C2(I)y \in C^2(I), definite sullo stesso intervallo II.
  2. Per ogni scelta delle condizioni iniziali x0,x1∈Rx_0, x_1 \in \mathbb{R} in un istante t0∈It_0 \in I, il problema di Cauchy {y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y(t0)=x0,y′(t0)=x1\begin{cases} y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t) \\ y(t_0) = x_0, \quad y'(t_0) = x_1 \end{cases} ha una e una sola soluzione y∈C2(I)y \in C^2(I).

Teorema 2. Siano aˉ0,aˉ1,aˉ2∈C(I)\bar a_0, \bar a_1, \bar a_2 \in C(I).

  1. Se y1,y2∈C2(I)y_1, y_2 \in C^2(I) sono soluzioni dell'equazione omogenea aˉ2(t) y′′+aˉ1(t) y′+aˉ0(t) y=0(E0)\bar a_2(t)\,y'' + \bar a_1(t)\,y' + \bar a_0(t)\,y = 0 \tag{$E_0$} allora anche y=c1y1+c2y2y = c_1 y_1 + c_2 y_2 è soluzione di (E0)(E_0), per ogni c1,c2∈Rc_1, c_2 \in \mathbb{R}.
  2. Se aˉ2(t)≠0\bar a_2(t) \ne 0 per ogni t∈It \in I e y1,y2y_1, y_2 sono soluzioni di (E0)(E_0) linearmente indipendenti (due soluzioni così esistono sempre), l'integrale generale dell'omogenea è y(t)=c1 y1(t)+c2 y2(t)∀t∈I, ∀c1,c2∈Ry(t) = c_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) \qquad \forall t \in I,\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}

Teorema 3. Siano aˉ0,aˉ1,aˉ2,bˉ∈C(I)\bar a_0, \bar a_1, \bar a_2, \bar b \in C(I).

  1. Se ypy_p è una soluzione dell'equazione completa aˉ2y′′+aˉ1y′+aˉ0y=bˉ\bar a_2 y'' + \bar a_1 y' + \bar a_0 y = \bar b (una soluzione particolare), allora tutte le soluzioni della completa sono la somma di ypy_p con una soluzione dell'omogenea: integrale generale della completa=yp+integrale generale dell’omogenea\text{integrale generale della completa} = y_p + \text{integrale generale dell'omogenea}
  2. Quindi, se aˉ2≠0\bar a_2 \ne 0 su II e y1,y2y_1, y_2 sono soluzioni l.i. dell'omogenea, l'integrale generale della completa è y(t)=yp(t)+c1 y1(t)+c2 y2(t)∀t∈I, ∀c1,c2∈Ry(t) = y_p(t) + c_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) \qquad \forall t \in I,\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}

Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo

Teorema. Il polinomio caratteristico di (E0)(E_0) è p(λ)=λ2+a1 λ+a0p(\lambda) = \lambda^2 + a_1\,\lambda + a_0 (si ottiene sostituendo y′′→λ2y'' \to \lambda^2, y′→λy' \to \lambda, y→1y \to 1). Sia Δ=a12−4a0\Delta = a_1^2 - 4a_0 il suo discriminante.

  1. Δ>0\Delta > 0: p(λ)=0p(\lambda) = 0 ha due radici reali distinte λ1≠λ2\lambda_1 \ne \lambda_2, e l'integrale generale è y(t)=c1 eλ1t+c2 eλ2t∀t∈R, ∀c1,c2∈Ry(t) = c_1\,e^{\lambda_1 t} + c_2\,e^{\lambda_2 t} \qquad \forall t \in \mathbb{R},\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}
  2. Δ=0\Delta = 0: un'unica radice λ1=λ2\lambda_1 = \lambda_2, di molteplicità 22, e y(t)=(c1+c2 t) eλ1ty(t) = (c_1 + c_2\,t)\,e^{\lambda_1 t}
  3. Δ<0\Delta < 0: due radici complesse coniugate λ1,2=α±iω\lambda_{1,2} = \alpha \pm i\omega, con ω>0\omega > 0, e y(t)=eαt(c1cos⁡(ωt)+c2sin⁡(ωt))y(t) = e^{\alpha t}\big(c_1\cos(\omega t) + c_2\sin(\omega t)\big)

Equazioni differenziali a variabili separabili

Teorema 1 (senza dimostrazione). Siano a∈C(I)a \in C(I), b∈C(J)b \in C(J), e sia fissata una condizione iniziale x0∈Jx_0 \in J in un istante t0∈It_0 \in I. Per il problema di Cauchy {y′=a(t) b(y)y(t0)=x0\begin{cases} y' = a(t)\,b(y) \\ y(t_0) = x_0 \end{cases}

  1. se aa e bb sono solo continue, la soluzione esiste ma può non essere unica, e l'intervallo massimale Imax⁡I_{\max} può essere strettamente contenuto in II;
  2. se aa è continua e b∈C1(J)b \in C^1(J), la soluzione è unica, ma Imax⁡I_{\max} può ancora essere più piccolo di II;
  3. se aa è continua, b∈C1(R)b \in C^1(\mathbb{R}) e inoltre bb oppure b′b' è limitata, c'è un'unica soluzione definita su tutto II (Imax⁡=II_{\max} = I).