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Note per Studenti Formulario - analisi 1

Formulario - analisi 1

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Logica, insiemi e dimostrazioni

Note: Logica e quantificatoriProposizioni, connettivi, predicati e quantificatori (per ogni, esiste), con le regole per negarli.Logica e quantificatori → · Operazioni tra insiemiUnione, intersezione, differenza, complementare e prodotto cartesiano, con le leggi di De Morgan e il legame con la logica.Operazioni tra insiemi → · Insiemi e insieme delle partiCome si descrive un insieme, sottoinsiemi, uguaglianza, insieme delle parti e insiemi finiti e infiniti.Insiemi e insieme delle parti → · Tecniche di dimostrazioneDimostrazione diretta, per contronominale e per assurdo di un teorema del tipo ipotesi implica tesi.Tecniche di dimostrazione →

  • Negazione dei quantificatori: ¬(∀x P)  ⟺  ∃x ¬P\neg(\forall x\, P)\iff\exists x\,\neg P; ¬(∃x P)  ⟺  ∀x ¬P\neg(\exists x\, P)\iff\forall x\,\neg P. Contronominale: (A⇒B)  ⟺  (¬B⇒¬A)(A\Rightarrow B)\iff(\neg B\Rightarrow\neg A).
  • De Morgan: (A∪B)c=Ac∩Bc(A\cup B)^c=A^c\cap B^c, (A∩B)c=Ac∪Bc(A\cap B)^c=A^c\cup B^c.
  • EE infinito   ⟺  \iff esiste una biiezione tra EE e un suo sottoinsieme proprio. Se ∣E∣=n|E|=n, l'insieme delle parti ha 2n2^n elementi.

Numeri reali

Note: Insiemi numerici (N, Z, Q, R)Naturali, interi, razionali e reali, perché la radice di 2 obbliga a passare da Q a R, e gli intervalli.Insiemi numerici (N, Z, Q, R) → · Estremo superiore (sup)Maggioranti e minoranti, massimo e minimo, estremo superiore (il più piccolo dei maggioranti) e inferiore, con la caratterizzazione con epsilon.Estremo superiore (sup) → · Completezza di R (continuità, separazione, sup)Le tre proprietà equivalenti che R ha e Q no: continuità, separazione ed esistenza del sup; densità di Q in R.Completezza di R (continuità, separazione, sup) → · Archimedeità di NPer ogni numero reale esiste un naturale più grande: serve a trovare n con 1/n più piccolo di qualunque epsilon.Archimedeità di N → · Valore assoluto (modulo)Il valore assoluto è la distanza di un numero da zero: definizione, proprietà, disuguaglianza triangolare e disequazioni con i moduli.Valore assoluto (modulo) →

  • s=sup⁡A  ⟺  s=\sup A\iff 1) x≤s ∀x∈Ax\le s\ \forall x\in A; 2) ∀ε>0 ∃x∈A: x>s−ε\forall\varepsilon>0\ \exists x\in A:\ x>s-\varepsilon. Analogamente i=inf⁡A  ⟺  i=\inf A\iff i≤x ∀x∈Ai\le x\ \forall x\in A e ∀ε>0 ∃x∈A: x<i+ε\forall\varepsilon>0\ \exists x\in A:\ x<i+\varepsilon.
  • Completezza: ogni E⊆RE\subseteq\mathbb R non vuoto e superiormente limitato ha sup⁡E∈R\sup E\in\mathbb R (Q\mathbb Q non ha questa proprietà). Archimedeità: ∀x∈R ∃n∈N: n>x\forall x\in\mathbb R\ \exists n\in\mathbb N:\ n>x.
  • Valore assoluto: ∣x∣=x|x|=x se x≥0x\ge0, −x-x se x<0x<0; ∣x∣<a  ⟺  −a<x<a|x|<a\iff-a<x<a; ∣x∣>a  ⟺  x<−a|x|>a\iff x<-a oppure x>ax>a (a>0a>0); ∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣|x+y|\le|x|+|y| (Valore assoluto (modulo)Il valore assoluto è la distanza di un numero da zero: definizione, proprietà, disuguaglianza triangolare e disequazioni con i moduli.Valore assoluto (modulo) →).

Grafico interattivo: f(x) = |x|: una V con vertice nell'origine. Il valore è la distanza di x da 0

Induzione, sommatorie e calcolo combinatorio

Note: Principio di induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione → · SommatorieIl simbolo di sommatoria, le sue proprietà (linearità, additività, cambio di indice) e le somme notevoli di Gauss e geometrica.Sommatorie → · Fattoriale e coefficienti binomialiFattoriale, permutazioni, disposizioni, combinazioni e coefficiente binomiale n su k, con il triangolo di Tartaglia.Fattoriale e coefficienti binomiali → · Binomio di NewtonLa formula per sviluppare (a+b)^n con i coefficienti binomiali.Binomio di Newton →

  • Induzione: se P(n0)P(n_0) è vera (passo base) e P(n)⇒P(n+1)P(n)\Rightarrow P(n+1) (passo induttivo), P(n)P(n) vale ∀n≥n0\forall n\ge n_0.
  • ∑k=1nk=n(n+1)2\displaystyle\sum_{k=1}^nk=\frac{n(n+1)}2; ∑k=0nqk=1−qn+11−q\displaystyle\sum_{k=0}^nq^k=\frac{1-q^{n+1}}{1-q} (q≠1q\ne1).
  • (nk)=n!k! (n−k)!\displaystyle\binom nk=\frac{n!}{k!\,(n-k)!}; (nk)=(nn−k)\displaystyle\binom nk=\binom n{n-k}; (nk)+(nk+1)=(n+1k+1)\displaystyle\binom nk+\binom n{k+1}=\binom{n+1}{k+1} (StifelOgni coefficiente del triangolo di Tartaglia è la somma dei due che gli stanno sopra.).
  • (a+b)n=∑k=0n(nk)akbn−k\displaystyle(a+b)^n=\sum_{k=0}^n\binom nk a^kb^{n-k}.

Funzioni

Note: Funzioni - definizione, dominio e graficoUna funzione associa a ogni elemento del dominio un solo valore: dominio naturale, grafico, immagine, antimmagine e metodo grafico.Funzioni - definizione, dominio e grafico → · Funzioni iniettive, suriettive e inverseIniettività (test delle rette orizzontali), suriettività, biunivocità e funzione inversa con il suo grafico simmetrico rispetto a y = x.Funzioni iniettive, suriettive e inverse → · Composizione e operazioni tra funzioniLa composta g(f(x)) e come trovarne il dominio, somma, prodotto e quoziente di funzioni, e i grafici di f(x+a), f(x)+a, f(|x|) e |f(x)|.Composizione e operazioni tra funzioni → · Funzioni limitate, sup, inf, max e minUna funzione è limitata, ha sup, inf, massimo o minimo quando li ha la sua immagine; valori e punti di massimo e minimo.Funzioni limitate, sup, inf, max e min → · Funzioni monotone, pari e dispariFunzioni crescenti e decrescenti, legame tra stretta monotonia e iniettività, e simmetrie delle funzioni pari e dispari.Funzioni monotone, pari e dispari → · Funzioni periodicheUna funzione è periodica di periodo T se si ripete uguale dopo ogni intervallo di lunghezza T; f(cx) ha periodo T/c, e somme o prodotti di periodiche sono periodici solo se il rapporto dei periodi è razionale.Funzioni periodiche →

  • ff iniettiva   ⟺  \iff ogni retta orizzontale taglia il grafico al più una volta; ff strettamente monotona ⇒\Rightarrow iniettiva, e f−1f^{-1} ha la stessa monotonia. Il grafico di f−1f^{-1} è il simmetrico di quello di ff rispetto a y=xy=x.
  • Pari: f(−x)=f(x)f(-x)=f(x) (simmetria rispetto all'asse yy); dispari: f(−x)=−f(x)f(-x)=-f(x) (rispetto all'origine).
  • Periodo di f(cx)f(cx): Tc\frac Tc. Somme e prodotti di periodiche sono periodici solo se il rapporto dei periodi è razionale: mT1=nT2mT_1=nT_2 è un periodo.
  • Grafici derivati: f(x+a)f(x+a) traslato a sinistra di aa; f(x)+af(x)+a traslato in alto di aa; ∣f(x)∣|f(x)| ribalta sopra l'asse xx le parti negative.

Grafico interattivo: y = |x² − 1|: il tratto tra −1 e 1 viene ribaltato sopra l'asse x

Funzioni elementari

Note: Funzioni potenzaLe potenze x^alfa al variare dell'esponente: domini, grafici, radici n-esime e proprietà delle potenze con base positiva.Funzioni potenza → · Disequazioni con potenze e radiciSi può applicare ai due membri di una disequazione una funzione strettamente monotona; con le radici di indice pari servono le condizioni sui segni.Disequazioni con potenze e radici → · Esponenziale e logaritmoLa funzione esponenziale a^x (base positiva diversa da 1) e la sua inversa, il logaritmo in base a, con grafici e proprietà.Esponenziale e logaritmo → · Funzioni iperbolicheSeno, coseno e tangente iperbolici costruiti con e^x ed e^(-x), la relazione cosh^2 - sinh^2 = 1 e le loro inverse con formula esplicita.Funzioni iperboliche → · Funzioni trigonometriche e loro inverseSeno, coseno e tangente definiti sulla circonferenza goniometrica (angoli in radianti), le loro proprietà e le inverse arcoseno, arcocoseno e arcotangente; come risolvere a sin t + b cos t ≥ c.Funzioni trigonometriche e loro inverse →

  • Potenze: xαx^\alpha, xn=x1/n\sqrt[n]{x}=x^{1/n} (con nn pari solo per x≥0x\ge0); per a>0a>0: ax+y=axaya^{x+y}=a^xa^y, (ax)y=axy(a^x)^y=a^{xy}.
  • ff strettamente crescente: A≤B  ⟺  f(A)≤f(B)A\le B\iff f(A)\le f(B); ff strettamente decrescente: A≤B  ⟺  f(A)≥f(B)A\le B\iff f(A)\ge f(B).
  • axa^x (a>0a>0, a≠1a\ne1): crescente se a>1a>1, decrescente se 0<a<10<a<1, sempre positiva, passa per (0,1)(0,1). log⁡ax\log_ax è la sua inversa, definita per x>0x>0, passa per (1,0)(1,0); log⁡a(xy)=log⁡ax+log⁡ay\log_a(xy)=\log_ax+\log_ay, log⁡axy=ylog⁡ax\log_ax^y=y\log_ax, log⁡ax=log⁡xlog⁡a\log_ax=\frac{\log x}{\log a}.
  • sinh⁡x=ex−e−x2\sinh x=\frac{e^x-e^{-x}}2, cosh⁡x=ex+e−x2\cosh x=\frac{e^x+e^{-x}}2, tanh⁡x=sinh⁡xcosh⁡x\tanh x=\frac{\sinh x}{\cosh x}; cosh⁡2x−sinh⁡2x=1\cosh^2x-\sinh^2x=1. Inverse: settsinh x=ln⁡(x+x2+1)\mathrm{settsinh}\,x=\ln(x+\sqrt{x^2+1}), settcosh x=ln⁡(x+x2−1)\mathrm{settcosh}\,x=\ln(x+\sqrt{x^2-1}) per x≥1x\ge1.
  • cos⁡2x+sin⁡2x=1\cos^2x+\sin^2x=1; sulla circonferenza goniometrica P=(cos⁡x,sin⁡x)P=(\cos x,\sin x), tan⁡x=sin⁡xcos⁡x\tan x=\frac{\sin x}{\cos x}. sin⁡\sin e cos⁡\cos hanno periodo 2π2\pi, tan⁡\tan periodo π\pi.
  • Inverse: arcsin⁡:[−1,1]→[−π2,π2]\arcsin:[-1,1]\to[-\frac\pi2,\frac\pi2] (crescente), arccos⁡:[−1,1]→[0,π]\arccos:[-1,1]\to[0,\pi] (decrescente), arctan⁡:R→(−π2,π2)\arctan:\mathbb R\to(-\frac\pi2,\frac\pi2) (crescente).

Grafico interattivo: n pari: y = x² (forma a U, simmetrica rispetto all'asse y)

Grafico interattivo: n dispari: y = x³ (sempre crescente, simmetrica rispetto all'origine)

Grafico interattivo: y = 1/x (n dispari): dispari, decrescente su (0, +∞) e su (−∞, 0); il grafico è un'iperbole

Grafico interattivo: y = 2ˣ (base a > 1): strettamente crescente, sempre positiva, passa per (0, 1)

Grafico interattivo: y = ln x = logₑ x (base e > 1): definita per x > 0, strettamente crescente, passa per (1, 0)

Grafico interattivo: y = sinh x: dispari, strettamente crescente, passa per l'origine

Grafico interattivo: y = cosh x: pari, sempre ≥ 1, minimo nel punto (0, 1)

Grafico interattivo: y = tanh x: dispari, crescente, chiusa tra le rette y = −1 e y = 1

Grafico interattivo: y = sin x: periodica di periodo 2π, dispari, vale 0 in 0, π, 2π e 1 in π/2

Grafico interattivo: y = cos x: periodica di periodo 2π, pari, vale 1 in 0 e −1 in π

Grafico interattivo: y = tan x: periodica di periodo π, dispari; ha asintoti verticali in x = ±π/2, ±3π/2, …

Grafico interattivo: y = arcsin x: definita su [−1, 1], valori in [−π/2, π/2], crescente

Grafico interattivo: y = arctan x: definita su tutto ℝ, crescente, chiusa tra y = −π/2 e y = π/2

Successioni

Note: Limiti di successioniUna successione ha limite l se, da un certo indice in poi, i suoi termini stanno vicini a l quanto si vuole; definizioni con epsilon, limiti infiniti e unicità.Limiti di successioni → · SottosuccessioniUna sottosuccessione si ottiene prendendo infiniti termini di una successione con indici crescenti; se due sottosuccessioni hanno limiti diversi, il limite non esiste.Sottosuccessioni → · Successioni limitate e monotoneOgni successione convergente è limitata (non viceversa); ogni successione monotona ha limite, uguale al sup se crescente e all'inf se decrescente.Successioni limitate e monotone → · Calcolo dei limiti di successioniGli strumenti per calcolare i limiti senza la definizione: algebra dei limiti, permanenza del segno, carabinieri, infinitesima per limitata, algebra degli infiniti, reciproco, confronto per le divergenti e forme indeterminate.Calcolo dei limiti di successioni → · Limiti notevoli e gerarchia degli infinitiI limiti di base per sciogliere le forme indeterminate delle successioni: potenze, polinomi, il numero e, esponenziali, la gerarchia logaritmi < potenze < esponenziali < fattoriale < n^n e la razionalizzazione.Limiti notevoli e gerarchia degli infiniti → · Asintoticità e o-piccoloa_n ~ b_n se il loro rapporto tende a 1, a_n = o(b_n) se tende a 0; nei prodotti e quozienti ogni fattore si può sostituire con uno asintotico.Asintoticità e o-piccolo → · Criteri del rapporto e della radice per successioniPer a_n > 0: se a_(n+1)/a_n oppure la radice n-esima di a_n tende a un limite minore di 1 la successione tende a 0, se maggiore di 1 tende a +∞; con limite 1 non si conclude.Criteri del rapporto e della radice per successioni →

  • lim⁡an=ℓ∈R\lim a_n=\ell\in\mathbb R se ∀ε>0 ∃N: ∣an−ℓ∣<ε ∀n>N\forall\varepsilon>0\ \exists N:\ |a_n-\ell|<\varepsilon\ \forall n>N; lim⁡an=+∞\lim a_n=+\infty se ∀L ∃N: an>L ∀n>N\forall L\ \exists N:\ a_n>L\ \forall n>N. Il limite, se esiste, è unico. Due sottosuccessioni con limiti diversi ⇒\Rightarrow il limite non esiste.
  • Convergente ⇒\Rightarrow limitata (non viceversa); monotona ⇒\Rightarrow ha limite (sup se crescente, inf se decrescente).
  • CarabinieriSe una successione sta tra due successioni che hanno lo stesso limite, ha anche lei quel limite.: an≤cn≤bna_n\le c_n\le b_n, an,bn→ℓ⇒cn→ℓa_n,b_n\to\ell\Rightarrow c_n\to\ell. Infinitesima per limitata →0\to0.
  • lim⁡nnα={+∞α>01α=00α<0\displaystyle\lim_nn^\alpha=\begin{cases}+\infty&\alpha>0\\1&\alpha=0\\0&\alpha<0\end{cases}; lim⁡nan={+∞a>11a=10∣a∣<1∄a≤−1\displaystyle\lim_na^n=\begin{cases}+\infty&a>1\\1&a=1\\0&|a|<1\\\nexists&a\le-1\end{cases}; lim⁡n(1+xn)n=ex\displaystyle\lim_n\Big(1+\frac xn\Big)^n=e^x.
  • Polinomi: lim⁡nPr(n)Qs(n)=±∞\displaystyle\lim_n\frac{P_r(n)}{Q_s(n)}=\pm\infty se r>sr>s, arbs\frac{a_r}{b_s} se r=sr=s, 00 se r<sr<s.
  • Gerarchia degli infiniti: log⁡pn≺nα≺an≺n!≺nn\log^pn\prec n^{\alpha}\prec a^n\prec n!\prec n^n (p>0p>0, α>0\alpha>0, a>1a>1): an≺bna_n\prec b_n vuol dire che trascurabileIl rapporto tra i due tende a 0. rispetto a bnb_n.
  • an∼bna_n\sim b_n se anbn→1\frac{a_n}{b_n}\to1; an=o(bn)a_n=o(b_n) se anbn→0\frac{a_n}{b_n}\to0.
  • Rapporto: an>0a_n>0, an+1an→ℓ\frac{a_{n+1}}{a_n}\to\ell (o ann→ℓ\sqrt[n]{a_n}\to\ell): ℓ<1⇒an→0\ell<1\Rightarrow a_n\to0; ℓ>1⇒an→+∞\ell>1\Rightarrow a_n\to+\infty; ℓ=1\ell=1 non si conclude.

Grafico interattivo: b_n = (1 + 1/n)^n: crescente, limitata tra 2 e 3, tende a e ≈ 2,718

Limiti di funzioni e continuità

Note: Limiti di funzioni - definizioneIntorni, punti di accumulazione e la definizione di limite di una funzione con gli intorni, tradotta con ε, δ, N, M in tutti i casi; limite destro e sinistro, per eccesso e per difetto, "definitivamente".Limiti di funzioni - definizione → · Asintoti di una funzionex = x0 è asintoto verticale se il limite destro o sinistro in x0 è infinito; y = ℓ è orizzontale se f → ℓ per x → ±∞; y = mx + q è obliquo se f(x)/x → m ≠ 0 e f(x) − mx → q.Asintoti di una funzione → · Teorema ponte tra limiti di funzioni e successionilim f(x) = ℓ per x → x0 se e solo se f(x_n) → ℓ per ogni successione x_n del dominio, diversa da x0, che tende a x0. Permette di trasportare i teoremi sulle successioni alle funzioni e di dimostrare che un limite non esiste.Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni → · Teoremi sui limiti di funzioniUnicità, criterio di non esistenza, limitatezza locale, limiti delle funzioni monotone, algebra dei limiti, permanenza del segno, confronto, infinitesima per limitata, algebra degli infiniti, reciproco: gli stessi teoremi delle successioni, ottenuti con il teorema ponte.Teoremi sui limiti di funzioni → · Asintoticità e o-piccolo per funzionif ~ g per x → x0 se f/g tende a 1, f = o(g) se tende a 0; le relazioni dipendono da x0. Regole di calcolo con gli o-piccoli e gerarchia delle funzioni infinite per x → +∞: log < potenze < esponenziali < x^x.Asintoticità e o-piccolo per funzioni → · Funzioni continuef è continua in x0 (punto del dominio) se il limite in x0 esiste ed è f(x0); somme, prodotti e quozienti di funzioni continue sono continue, e tutte le funzioni elementari sono continue nel loro dominio.Funzioni continue → · Limite di funzioni composte (cambio di variabile)Se g(x) → y0 e f(y) → ℓ per y → y0, allora f(g(x)) → ℓ, purché g(x) ≠ y0 vicino a x0 (ipotesi inutile se y0 = ±∞ o f è continua in y0): si sostituisce y = g(x).Limite di funzioni composte (cambio di variabile) → · Discontinuità e prolungamento per continuitàIn un punto interno del dominio f può avere discontinuità di prima specie (salto), di seconda specie (limite infinito o inesistente) o eliminabile; in un punto fuori dal dominio, se i limiti destro e sinistro coincidono e sono finiti, f si prolunga per continuità. Limiti alla frontiera nello studio di funzione.Discontinuità e prolungamento per continuità → · Limiti notevoli di funzioniI limiti notevoli per le forme 0/0 (log(1+x)/x, (e^x − 1)/x, ((1+x)^α − 1)/x, sin x/x, (1 − cos x)/x², arctan x/x...) con le dimostrazioni, e la loro forma come asintoticità: log(1+f) ~ f, e^f − 1 ~ f, sin f ~ f, 1 − cos f ~ f²/2 quando f → 0.Limiti notevoli di funzioni → · Gerarchia degli infinitesimi e ordine di infinitesimoPrendendo i reciproci della gerarchia degli infiniti si ottiene quella degli infinitesimi per x → +∞, e mettendo 1/x al posto di x quella per x → 0⁺ (x^α|log x|^p → 0). L'ordine di infinito o di infinitesimo è l'esponente α della potenza a cui la funzione è asintotica, a meno di una costante.Gerarchia degli infinitesimi e ordine di infinitesimo → · Funzioni continue su un intervalloTeoremi sulle funzioni continue su un intervallo: zeri (con la bisezione), valori intermedi (f manda intervalli in intervalli), monotonia e continuità, continuità dell'inversa, Weierstrass (su [a, b] ci sono massimo e minimo).Funzioni continue su un intervallo →

  • lim⁡x→x0f=ℓ  ⟺  ∀Uℓ ∃Ux0: f(x)∈Uℓ ∀x∈X∩(Ux0∖{x0})\lim_{x\to x_0}f=\ell\iff\forall U_\ell\ \exists U_{x_0}:\ f(x)\in U_\ell\ \forall x\in X\cap(U_{x_0}\setminus\{x_0\}). Il limite esiste   ⟺  \iff esistono limite destro e sinistro e sono uguali. Ponte: lim⁡f=ℓ  ⟺  f(xn)→ℓ\lim f=\ell\iff f(x_n)\to\ell per ogni xn→x0x_n\to x_0, xn≠x0x_n\ne x_0.
  • Asintoti: verticale x=x0x=x_0 se un limite laterale in x0x_0 è ±∞\pm\infty; orizzontale y=ℓy=\ell se f→ℓf\to\ell per x→±∞x\to\pm\infty; obliquo y=mx+qy=mx+q con m=lim⁡x→±∞f(x)x∈R∖{0}\displaystyle m=\lim_{x\to\pm\infty}\frac{f(x)}x\in\mathbb R\setminus\{0\}, q=lim⁡x→±∞[f(x)−mx]∈R\displaystyle q=\lim_{x\to\pm\infty}[f(x)-mx]\in\mathbb R.
  • Algebra dei limiti finiti: somma, prodotto, quoziente (con ℓ2≠0\ell_2\ne0). Permanenza del segno: ℓ>0⇒f>0\ell>0\Rightarrow f>0 definitivamente. Carabinieri e infinitesima per limitata come per le successioni.
  • Cambio di variabile: g→y0g\to y_0, f(y)→ℓf(y)\to\ell per y→y0y\to y_0, g(x)≠y0g(x)\ne y_0 definitivamente (non serve se y0=±∞y_0=\pm\infty o ff continua in y0y_0) ⇒f(g(x))→ℓ\Rightarrow f(g(x))\to\ell.
  • ff continua in x0x_0 se lim⁡x→x0f=f(x0)\lim_{x\to x_0}f=f(x_0); le funzioni elementari sono continue nel loro dominio. Discontinuità: di prima specie (salto ∣f(x0+)−f(x0−)∣|f(x_0^+)-f(x_0^-)|, limiti finiti diversi), di seconda specie (un limite laterale infinito o inesistente), eliminabile (limiti finiti uguali ma ≠f(x0)\ne f(x_0)).
  • Limiti notevoli per x→0x\to0: sin⁡xx→1\displaystyle\frac{\sin x}x\to1, 1−cos⁡xx2→12\displaystyle\frac{1-\cos x}{x^2}\to\frac12, log⁡(1+x)x→1\displaystyle\frac{\log(1+x)}x\to1, ex−1x→1\displaystyle\frac{e^x-1}x\to1, (1+x)α−1x→α\displaystyle\frac{(1+x)^\alpha-1}x\to\alpha, arctan⁡xx→1\displaystyle\frac{\arctan x}x\to1, ax−1x→log⁡a\displaystyle\frac{a^x-1}{x}\to\log a; (1+x)1/x→e(1+x)^{1/x}\to e.
  • Asintotici (con f→0f\to0): sin⁡f∼f\sin f\sim f, tan⁡f∼f\tan f\sim f, arctan⁡f∼f\arctan f\sim f, log⁡(1+f)∼f\log(1+f)\sim f, ef−1∼fe^f-1\sim f, (1+f)α−1∼αf(1+f)^\alpha-1\sim\alpha f, 1−cos⁡f∼f221-\cos f\sim\frac{f^2}2.
  • Per x→+∞x\to+\infty: log⁡px≺xα≺ax≺xx\log^px\prec x^\alpha\prec a^x\prec x^x; per x→0+x\to0^+: xα∣log⁡x∣p→0x^\alpha|\log x|^p\to0 (α,p>0\alpha,p>0). Ordine di infinitesimo α\alpha: f∼ℓ∣x−x0∣αf\sim\ell|x-x_0|^\alpha, ℓ≠0\ell\ne0.
  • Zeri: ff continua su [a,b][a,b], f(a)f(b)<0⇒∃c∈ ]a,b[: f(c)=0f(a)f(b)<0\Rightarrow\exists c\in\,]a,b[:\ f(c)=0. Valori intermedi: ff continua su un intervallo manda intervalli in intervalli. WeierstrassUna funzione continua su un intervallo chiuso e limitato ha massimo e minimo.: ff continua su [a,b][a,b] ha massimo e minimo e f([a,b])=[m,M]f([a,b])=[m,M]. ff continua e invertibile su un intervallo ⇒\Rightarrow strettamente monotona, e f−1f^{-1} è continua.

Grafico interattivo: y = 1/x: asintoto verticale completo x = 0 e asintoto orizzontale y = 0

Grafico interattivo: Teorema degli zeri per f(x) = x³ − x − 1 su [0, 2]: f(0) = −1 < 0 e f(2) = 5 > 0, quindi il grafico attraversa l'asse x (qui in c ≈ 1,325)

Calcolo differenziale

Note: Derivata - definizione e significatoLa derivata è il limite del rapporto incrementale; geometricamente è la pendenza della retta tangente. f è derivabile in x0 se e solo se f(x) = f(x0) + f'(x0)(x − x0) + o(x − x0); derivabile implica continua, non viceversa. Derivata destra e sinistra, punti angolosi, flessi a tangente verticale, cuspidi.Derivata - definizione e significato → · Regole di derivazioneDerivate delle funzioni elementari e delle loro inverse (arcsin, arctan, settcosh...) e regole di calcolo: linearità, prodotto (Leibniz), quoziente, funzione composta (regola della catena), funzione inversa, f(x)^g(x).Regole di derivazione → · Teorema di de l'HôpitalPer una forma 0/0 o ·/∞, se esiste il limite di f'/g' allora esiste anche quello di f/g ed è lo stesso. Vale anche per limiti destri, sinistri e all'infinito. Se il limite di f'/g' non esiste non si può concludere nulla. Serve a calcolare limiti (da solo o dopo uno sviluppo di Mac-Laurin) e a studiare la derivabilità.Teorema di de l'Hôpital → · Teorema del limite della derivataSe f è continua in x0 e derivabile vicino a x0, la derivata destra (sinistra) in x0 è il limite destro (sinistro) di f'. Quindi f è derivabile in x0 se e solo se i due limiti di f' esistono e coincidono, finiti. Senza continuità il risultato è falso; se i limiti di f' non esistono si torna al rapporto incrementale (esempio x² sin(1/x)). Funzioni di classe C⁰ e C¹.Teorema del limite della derivata → · Massimi e minimi relativi e teorema di Fermatx0 è punto di minimo (massimo) relativo se f(x0) ≤ f(x) (≥) per gli x del dominio vicini a x0. I candidati sono gli estremi del dominio, i punti dove f non è derivabile e i punti interni con f'(x0) = 0 (punti critici o stazionari). Teorema di Fermat: in un punto interno di minimo o massimo relativo dove f è derivabile, f'(x0) = 0. È solo una condizione necessaria: x³ in 0.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat → · Teoremi di Rolle e di LagrangeRolle: f continua su [a,b], derivabile in ]a,b[, f(a) = f(b) ⇒ esiste c in ]a,b[ con f'(c) = 0. Lagrange (valor medio): stesse ipotesi senza f(a) = f(b) ⇒ esiste c con f'(c) = (f(b) − f(a))/(b − a): la tangente in c è parallela alla corda. Conseguenza: su un intervallo f è costante se e solo se f' = 0; su un insieme che non è un intervallo è solo costante a tratti (arctan x + arctan(1/x)).Teoremi di Rolle e di Lagrange → · Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimiPer f continua su [a,b] e derivabile in ]a,b[: f crescente ⇔ f' ≥ 0, f decrescente ⇔ f' ≤ 0; strettamente crescente ⇔ f' ≥ 0 e f' non nulla su nessun intervallo (basta f' > 0 tranne punti isolati: x³). Se f' cambia segno da + a − in x0, x0 è di massimo relativo stretto; da − a + di minimo. Vale anche nei punti di non derivabilità e negli estremi. Sono condizioni solo sufficienti: x²(2 + sin(1/x)).Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimi → · Derivate successive e funzioni di classe CnLa derivata seconda è la derivata di f', la derivata n-esima è la derivata della (n−1)-esima. Se esiste f⁽ⁿ⁾(x0), allora f, f', …, f⁽ⁿ⁻¹⁾ sono continue in x0. Cⁿ(I) = funzioni derivabili n volte su I con f⁽ⁿ⁾ continua; Cⁿ ⊊ Cⁿ⁻¹ ⊊ … ⊊ C¹ ⊊ C⁰.Derivate successive e funzioni di classe Cn → · Funzioni convesse, concave e punti di flessof è convessa se ogni corda sta sopra il grafico (concava se sta sotto). Una funzione convessa è continua e ha derivate destra e sinistra in ogni punto interno. Per f derivabile: convessa ⇔ grafico sopra ogni tangente ⇔ f' crescente ⇔ (se esiste) f'' ≥ 0. f'' > 0 ⇒ strettamente convessa, non viceversa (x⁴). Flesso: punto in cui f passa da convessa a concava; lì, se esiste, f''(x0) = 0, ma non basta (x⁴ in 0).Funzioni convesse, concave e punti di flesso → · Studio di funzioneLo schema dello studio di funzione: (a) dominio, simmetrie, periodicità, segno; (b) limiti alla frontiera, asintoti, prolungamenti; (c) f': monotonia, massimi e minimi, inf e sup, derivabilità (limiti di f' nei punti delicati); (d) f'': convessità e flessi. I limiti di f' si calcolano dove f è continua ma f' non è definita, negli estremi del dominio e dove f ha un limite finito senza essere definita: danno la pendenza con cui il grafico arriva.Studio di funzione →

  • f′(x0)=lim⁡h→0f(x0+h)−f(x0)h\displaystyle f'(x_0)=\lim_{h\to0}\frac{f(x_0+h)-f(x_0)}h; tangente y=f(x0)+f′(x0)(x−x0)y=f(x_0)+f'(x_0)(x-x_0). ff derivabile in x0  ⟺  f(x0+h)=f(x0)+f′(x0)h+o(h)x_0\iff f(x_0+h)=f(x_0)+f'(x_0)h+o(h); derivabile ⇒\Rightarrow continua (non viceversa). Derivabile   ⟺  f′(x0−)=f′(x0+)∈R\iff f'(x_0^-)=f'(x_0^+)\in\mathbb R.
  • Punto angoloso: derivate laterali finite diverse; flesso a tangente verticale: f′(x0±)=+∞f'(x_0^\pm)=+\infty (o entrambe −∞-\infty); cuspide: f′(x0±)=∓∞f'(x_0^\pm)=\mp\infty.
f(x)f(x) f′(x)f'(x) f(x)f(x) f′(x)f'(x)
xαx^\alpha αxα−1\alpha x^{\alpha-1} arcsin⁡x\arcsin x 11−x2\frac1{\sqrt{1-x^2}}
exe^x exe^x arccos⁡x\arccos x −11−x2-\frac1{\sqrt{1-x^2}}
axa^x axlog⁡aa^x\log a arctan⁡x\arctan x 11+x2\frac1{1+x^2}
log⁡x\log x 1x\frac1x sinh⁡x\sinh x cosh⁡x\cosh x
sin⁡x\sin x cos⁡x\cos x cosh⁡x\cosh x sinh⁡x\sinh x
cos⁡x\cos x −sin⁡x-\sin x tanh⁡x\tanh x 1cosh⁡2x\frac1{\cosh^2x}
tan⁡x\tan x 1cos⁡2x=1+tan⁡2x\frac1{\cos^2x}=1+\tan^2x settsinh x\mathrm{settsinh}\,x 1x2+1\frac1{\sqrt{x^2+1}}
  • (fg)′=f′g+fg′(fg)'=f'g+fg'; (fg)′=f′g−fg′g2\big(\frac fg\big)'=\frac{f'g-fg'}{g^2}; (f∘g)′(x)=f′(g(x)) g′(x)(f\circ g)'(x)=f'(g(x))\,g'(x); (f−1)′(y0)=1f′(x0)(f^{-1})'(y_0)=\frac1{f'(x_0)} con y0=f(x0)y_0=f(x_0), f′(x0)≠0f'(x_0)\ne0.
  • de l'Hôpital: forma 00\frac00 oppure ⋅∞\frac\cdot{\infty}, g′≠0g'\ne0: se esiste lim⁡f′g′\lim\frac{f'}{g'} allora lim⁡fg=lim⁡f′g′\lim\frac fg=\lim\frac{f'}{g'} (se lim⁡f′g′\lim\frac{f'}{g'} non esiste non si conclude nulla).
  • Limite della derivata: ff continua in x0x_0 e derivabile vicino: f′(x0±)=lim⁡x→x0±f′(x)f'(x_0^\pm)=\lim_{x\to x_0^\pm}f'(x).
  • Fermat: x0x_0 interno di massimo o minimo relativo e ff derivabile in x0⇒f′(x0)=0x_0\Rightarrow f'(x_0)=0 (solo necessaria: x3x^3).
  • Rolle: ff continua su [a,b][a,b], derivabile in ]a,b[]a,b[, f(a)=f(b)⇒∃c: f′(c)=0f(a)=f(b)\Rightarrow\exists c:\ f'(c)=0. Lagrange: stesse ipotesi senza f(a)=f(b)f(a)=f(b) ⇒∃c∈ ]a,b[: f′(c)=f(b)−f(a)b−a\Rightarrow\exists c\in\,]a,b[:\ f'(c)=\frac{f(b)-f(a)}{b-a}. Su un intervallo: ff costante   ⟺  f′=0\iff f'=0.
  • Monotonia: ff crescente   ⟺  f′≥0\iff f'\ge0; decrescente   ⟺  f′≤0\iff f'\le0; strettamente crescente   ⟺  f′≥0\iff f'\ge0 e f′f' non nulla su alcun intervallo. f′f' passa da ++ a −- in x0x_0: massimo relativo; da −- a ++: minimo relativo.
  • Convessità: ff convessa   ⟺  \iff le corde stanno sopra il grafico   ⟺  \iff il grafico sta sopra ogni tangente   ⟺  f′\iff f' crescente   ⟺  f′′≥0\iff f''\ge0 (se esiste). Flesso: ff cambia concavità; se esiste f′′(x0)f''(x_0), f′′(x0)=0f''(x_0)=0 (solo necessaria: x4x^4).
  • Studio di funzione: dominio, simmetrie, segno; limiti agli estremi e asintoti; f′f' per monotonia ed estremi; f′′f'' per convessità e flessi.

Grafico interattivo: y = x² in x₀ = 3: le secanti per P₀ = (3, 9) e P_h hanno pendenza 6 + h, cioè 8 (h = 2) e 7 (h = 1); al diminuire di h tendono alla tangente di pendenza 6

Grafico interattivo: Lagrange per y = x² su [0, 2]: la corda per (0, 0) e (2, 4) ha pendenza 2, e in c = 1 la tangente y = 2x − 1 è parallela alla corda

Grafico interattivo: y = x³ ha un flesso in 0: concava per x < 0 (grafico sotto la tangente y = 0), convessa per x > 0 (sopra); in 0 il grafico attraversa la tangente

Formula di Taylor

Note: Formula di Taylor con resto di PeanoUna funzione derivabile n volte in x0 si scrive, vicino a x0, come un polinomio di grado al più n (il polinomio di Taylor, costruito con le derivate in x0) più un errore o((x-x0)^n); il polinomio è unico. Per x0 = 0 si chiama sviluppo di Mac-Laurin.Formula di Taylor con resto di Peano → · Sviluppi di Mac-Laurin notevoliTabella degli sviluppi di Mac-Laurin da sapere a memoria (e^x, sin, cos, log(1+x), (1+x)^alpha, arctan, sinh, cosh, tan) e regole per combinarli: algebra degli o piccoli, prodotti, funzioni composte, quanti termini tenere.Sviluppi di Mac-Laurin notevoli → · Formula di Taylor con resto di LagrangeSe f ha n+1 derivate continue su [a,b], l'errore tra f e il suo polinomio di Taylor si scrive esattamente come f^(n+1)(c)(x-x0)^(n+1)/(n+1)! per un c opportuno: serve a stimare l'errore su tutto un intervallo e a scegliere il grado del polinomio.Formula di Taylor con resto di Lagrange →

  • Peano: ff derivabile nn volte in x0x_0: f(x)=∑k=0nf(k)(x0)k!(x−x0)k+o((x−x0)n)\displaystyle f(x)=\sum_{k=0}^n\frac{f^{(k)}(x_0)}{k!}(x-x_0)^k+o\big((x-x_0)^n\big) per x→x0x\to x_0; il polinomio è unico (Mac-Laurin se x0=0x_0=0).
  • Lagrange: f∈Cn+1([a,b])f\in C^{n+1}([a,b]): f(x)=Tn,x0(x)+f(n+1)(c)(n+1)!(x−x0)n+1\displaystyle f(x)=T_{n,x_0}(x)+\frac{f^{(n+1)}(c)}{(n+1)!}(x-x_0)^{n+1}, con cc tra x0x_0 e xx (stima l'errore su tutto l'intervallo).
ff (per x→0x\to0) Sviluppo di Mac-Laurin
exe^x 1+x+x22+x36+x424+o(x4)1+x+\frac{x^2}2+\frac{x^3}6+\frac{x^4}{24}+o(x^4)
sin⁡x\sin x x−x36+x5120+o(x6)x-\frac{x^3}6+\frac{x^5}{120}+o(x^6)
cos⁡x\cos x 1−x22+x424+o(x5)1-\frac{x^2}2+\frac{x^4}{24}+o(x^5)
log⁡(1+x)\log(1+x) x−x22+x33−x44+o(x4)x-\frac{x^2}2+\frac{x^3}3-\frac{x^4}4+o(x^4)
(1+x)α(1+x)^\alpha 1+αx+α(α−1)2x2+α(α−1)(α−2)6x3+o(x3)1+\alpha x+\frac{\alpha(\alpha-1)}2x^2+\frac{\alpha(\alpha-1)(\alpha-2)}6x^3+o(x^3)
11+x\frac1{1+x} 1−x+x2−x3+o(x3)1-x+x^2-x^3+o(x^3)
arctan⁡x\arctan x x−x33+x55+o(x6)x-\frac{x^3}3+\frac{x^5}5+o(x^6)
sinh⁡x\sinh x x+x36+x5120+o(x6)x+\frac{x^3}6+\frac{x^5}{120}+o(x^6)
cosh⁡x\cosh x 1+x22+x424+o(x5)1+\frac{x^2}2+\frac{x^4}{24}+o(x^5)
tan⁡x\tan x x+x33+215x5+o(x6)x+\frac{x^3}3+\frac2{15}x^5+o(x^6)

Grafico interattivo: sin x e i polinomi di Mac-Laurin T₁ = x, T₃ = x − x³/6, T₅ = x − x³/6 + x⁵/120: più il grado è alto, più la curva resta vicina a sin x lontano da 0

Serie numeriche

Note: Serie numericheUna serie è la successione delle somme parziali s_n = a_0 + ... + a_n; la sua somma è il limite di s_n (converge, diverge o è irregolare). Proprietà generali e condizione necessaria: se la serie converge, gli addendi tendono a 0.Serie numeriche → · Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonicaLe serie di cui si conosce il carattere e da usare come termine di paragone: geometrica (converge a 1/(1-q) se |q|<1), telescopiche (somma b_1 - lim b_n, come Mengoli), armonica generalizzata (1/n^alpha converge se e solo se alpha>1).Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica → · Serie a termini non negativi e criteri del confrontoUna serie a termini >= 0 converge o diverge a +infinito, mai irregolare. Criterio del confronto (0 <= a_k <= b_k), del confronto asintotico (a_k ~ L b_k) e suo corollario con le serie notevoli: si studia una serie paragonandola a 1/n^alpha o a q^n.Serie a termini non negativi e criteri del confronto → · Criteri del rapporto e della radice per le seriePer una serie a termini positivi, se il limite di a_(n+1)/a_n (criterio del rapporto) o di radice n-esima di a_n (criterio della radice) è L < 1 la serie converge, se è L > 1 diverge; con L = 1 il criterio non dice nulla.Criteri del rapporto e della radice per le serie → · Serie a termini di segno variabilePer le serie con addendi di segno qualsiasi: convergenza assoluta (converge la serie dei moduli), che implica la convergenza semplice ma non viceversa; criterio di Leibniz per le serie alternate (addendi in modulo infinitesimi e decrescenti).Serie a termini di segno variabile →

  • ∑ak\sum a_k converge se converge sn=a0+⋯+ans_n=a_0+\dots+a_n. Condizione necessaria: ∑ak\sum a_k converge ⇒ak→0\Rightarrow a_k\to0 (non sufficiente).
  • Geometrica: ∑k=0∞qk=11−q\displaystyle\sum_{k=0}^{\infty}q^k=\frac1{1-q} se ∣q∣<1|q|<1, +∞+\infty se q≥1q\ge1, irregolare se q≤−1q\le-1.
  • Telescopica: ak=bk−bk+1⇒sn=b1−bn+1a_k=b_k-b_{k+1}\Rightarrow s_n=b_1-b_{n+1}; se bn→bb_n\to b la somma è b1−bb_1-b (Mengoli: ∑1n(n+1)=1\sum\frac1{n(n+1)}=1).
  • Armonica generalizzata: ∑n≥11nα\sum_{n\ge1}\frac1{n^\alpha} converge   ⟺  α>1\iff\alpha>1; ∑n≥21nαlog⁡βn\sum_{n\ge2}\frac1{n^\alpha\log^\beta n} converge   ⟺  α>1\iff\alpha>1, oppure α=1\alpha=1 e β>1\beta>1.
  • Termini ak≥0a_k\ge0: la serie converge o diverge a +∞+\infty. Confronto: 0≤ak≤bk0\le a_k\le b_k, ∑bk\sum b_k converge ⇒∑ak\Rightarrow\sum a_k converge. Confronto asintotico: ak∼Lbka_k\sim Lb_k, L≠0L\ne0 ⇒\Rightarrow stesso carattere; ak=o(bk)a_k=o(b_k) e ∑bk\sum b_k converge ⇒∑ak\Rightarrow\sum a_k converge.
  • Rapporto e radice (an>0a_n>0): L=lim⁡an+1anL=\lim\frac{a_{n+1}}{a_n} oppure L=lim⁡annL=\lim\sqrt[n]{a_n}; L<1L<1 converge, L>1L>1 diverge, L=1L=1 nessuna conclusione.
  • Assoluta: ∑∣an∣\sum|a_n| converge ⇒∑an\Rightarrow\sum a_n converge. Leibniz: ∑(−1)nan\sum(-1)^na_n con an≥0a_n\ge0, an→0a_n\to0 e ana_n decrescente ⇒\Rightarrow converge.

Grafico interattivo: y = 1/x² (α = 2): scende abbastanza in fretta perché la somma delle altezze 1, 1/4, 1/9, … sia finita

Calcolo integrale

Note: Integrale definito di RiemannL'integrale definito di f limitata su [a,b] è il limite delle somme di Cauchy-Riemann (somme di aree di rettangoli), se esiste finito e uguale per ogni scelta dei punti; equivale a sup delle somme inferiori = inf delle somme superiori. Se f ≥ 0 è l'area del trapezoide, in generale area sopra l'asse meno area sotto. Sono integrabili le funzioni continue, monotone, continue a tratti; la funzione di Dirichlet no.Integrale definito di Riemann → · Proprietà dell'integrale definito e teorema della mediaL'integrale definito è lineare, monotono (f ≤ g implica ∫f ≤ ∫g), additivo rispetto all'intervallo (con ∫ da a ad a = 0 e ∫ da b ad a = −∫ da a a b) e verifica |∫f| ≤ ∫|f|. Teorema della media integrale: se f è continua su [a,b] esiste c con f(c) = (1/(b−a))∫f, cioè un rettangolo di altezza f(c) ha la stessa area del trapezoide.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media → · Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integraleUna primitiva di f è una G con G' = f; due primitive differiscono per una costante, e l'integrale indefinito ∫f(x)dx = F(x) + k è l'insieme di tutte le primitive. La funzione integrale F_a(x) = ∫ da a a x di f è una primitiva di f continua (TFCI 2), e quindi ∫ da a a b di f = G(b) − G(a) per qualunque primitiva G (TFCI 1): gli integrali definiti si calcolano con le primitive.Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale → · Integrali immediatiTabella degli integrali immediati, ottenuti leggendo al contrario le derivate delle funzioni elementari: potenze, 1/x, esponenziali, seno e coseno, tangente, arcoseno, arcotangente, funzioni iperboliche e loro inverse. Per gli integrali non ci sono regole come per le derivate, solo metodi: linearità, sostituzione, per parti.Integrali immediati → · Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione → · Integrazione per parti∫ f·g' dx = f·g − ∫ f'·g dx (regola del prodotto letta al contrario). Si usa per log x, arcsin x, arctan x (scritti come "funzione per 1"), per sin²x, cos²x, sinh²x, cosh²x (integrale circolare: l'integrale di partenza ricompare e si porta a sinistra) e per prodotti come x^n·e^(αx), x^n·sin(βx), e^(αx)·sin(βx).Integrazione per parti → · Integrali di potenze di seno e cosenoPer ∫ cos^n x · sin^m x dx: se un esponente è dispari si stacca un fattore (sin x oppure cos x), il resto si scrive con l'altra funzione usando sin²+cos² = 1 e si sostituisce y = cos x (o y = sin x); se sono entrambi pari si usano le formule di bisezione cos²x = (1+cos 2x)/2, sin²x = (1−cos 2x)/2 per abbassare il grado.Integrali di potenze di seno e coseno → · Integrazione delle funzioni razionaliPer ∫P(x)/Q(x)dx con grado P < grado Q: se Q ha grado 1 si sostituisce y = ax+b (viene un logaritmo); se Q = ax²+bx+c, con Δ > 0 si scompone in fratti semplici A/(x−x₁) + B/(x−x₂) (A, B dal principio di identità dei polinomi), con Δ = 0 si sostituisce y = x − x₁, con Δ < 0 si completa il quadrato e si arriva a un logaritmo più un'arcotangente. Se grado P ≥ grado Q si divide prima; se Q ha grado > 2 si scompone in fattori e si usano i fratti semplici.Integrazione delle funzioni razionali → · Integrali riconducibili a funzioni razionaliCon una sostituzione molti integrali diventano integrali di funzioni razionali: ∫R(f(x))f'(x)dx con y = f(x); ∫R(eˣ)dx e ∫R(aˣ)dx con y = eˣ (o y = aˣ), dove dx = dy/y; le funzioni di eˣ ed e⁻ˣ (come 1/cosh x, 1/sinh x) moltiplicando per eˣ; le funzioni razionali di sin x e cos x con t = tan(x/2), sin x = 2t/(1+t²), cos x = (1−t²)/(1+t²), dx = 2dt/(1+t²).Integrali riconducibili a funzioni razionali → · Integrali di funzioni irrazionaliCon radici di x di indici diversi si pone y = radice di indice n = mcm degli indici, e l'integrale diventa razionale. Per 1/√(ax²+bx+c) si completa il quadrato e si arriva ad arcsin, settsinh o settcosh; per √(ax²+bx+c) ci si riduce a √(R²−x²), √(x²+R²), √(x²−R²), che si calcolano con x = R sin t, x = R sinh t, x = R cosh t. Con √(R²−x²) si ottiene l'area del cerchio πR².Integrali di funzioni irrazionali → · Integrali impropriL'integrale improprio (o in senso generalizzato) estende l'integrale definito a intervalli illimitati, ∫ da a a +∞ = lim per x→+∞ di ∫ da a a x, e a funzioni illimitate vicino a un estremo, ∫ da a a b = lim per x→a⁺ di ∫ da x a b. Se il limite è finito l'integrale converge, se è ±∞ diverge, se non esiste f non è integrabile in senso generalizzato. Si calcola con primitiva, integrale definito e poi limite. Per f ≥ 0 valgono il confronto e il confronto asintotico con le funzioni test 1/x^α: a +∞ convergono per α > 1, vicino a 0 per α < 1.Integrali impropri → · Criteri di convergenza per gli integrali impropriPer f ≥ 0 l'integrale improprio esiste sempre (finito o +∞); valgono il confronto e il confronto asintotico, basta che le ipotesi valgano vicino all'estremo problematico. Funzioni test: 1/x^α converge a +∞ per α > 1 e vicino a 0 per α < 1; 1/(x^α log^β x) aggiunge il caso α = 1, β > 1. Se f → L ≠ 0 a +∞ l'integrale diverge. Criterio dell'integrale: per f decrescente, la serie di f(n) e l'integrale da 1 a +∞ hanno lo stesso carattere.Criteri di convergenza per gli integrali impropri →

  • ∫abf=lim⁡Sn\int_a^bf=\lim S_n (somme di Cauchy-Riemann), se il limite esiste finito e non dipende dai punti scelti. Integrabili: continue, monotone, continue a tratti.
  • Lineare, monotono (f≤g⇒∫f≤∫gf\le g\Rightarrow\int f\le\int g), additivo: ∫ab=∫ac+∫cb\int_a^b=\int_a^c+\int_c^b; ∫ba=−∫ab\int_b^a=-\int_a^b; ∣∫abf∣≤∫ab∣f∣\big|\int_a^bf\big|\le\int_a^b|f|.
  • Media: ff continua su [a,b][a,b] ⇒∃c∈[a,b]: 1b−a∫abf=f(c)\Rightarrow\exists c\in[a,b]:\ \frac1{b-a}\int_a^bf=f(c).
  • TFCI: ff continua su II: Fa(x)=∫axf(t) dtF_a(x)=\int_a^xf(t)\,dt è una primitiva (Fa′=fF_a'=f); per ogni primitiva GG, ∫abf=G(b)−G(a)\displaystyle\int_a^bf=G(b)-G(a). Due primitive differiscono per una costante.
∫f\int f primitiva ∫f\int f primitiva
xαx^\alpha (α≠−1\alpha\ne-1) xα+1α+1\frac{x^{\alpha+1}}{\alpha+1} 1cos⁡2x\frac1{\cos^2x} tan⁡x\tan x
1x\frac1x log⁡∣x∣\log\lvert x\rvert 11−x2\frac1{\sqrt{1-x^2}} arcsin⁡x\arcsin x
eαxe^{\alpha x} (α≠0\alpha\ne0) 1αeαx\frac1\alpha e^{\alpha x} 11+x2\frac1{1+x^2} arctan⁡x\arctan x
sin⁡x\sin x −cos⁡x-\cos x sinh⁡x\sinh x, cosh⁡x\cosh x cosh⁡x\cosh x, sinh⁡x\sinh x
cos⁡x\cos x sin⁡x\sin x 1x2±1\frac1{\sqrt{x^2\pm1}} log⁡(x+x2±1)\log\big(x+\sqrt{x^2\pm1}\big)
  • Sostituzione: ∫g(f(x))f′(x) dx=∫g(y) dy\displaystyle\int g(f(x))f'(x)\,dx=\int g(y)\,dy con y=f(x)y=f(x); nei definiti: ∫cdg(f)f′ dx=∫f(c)f(d)g(y) dy\int_c^dg(f)f'\,dx=\int_{f(c)}^{f(d)}g(y)\,dy.
  • Per parti: ∫f g′ dx=fg−∫f′g dx\displaystyle\int f\,g'\,dx=fg-\int f'g\,dx; ∫abfg′=[fg]ab−∫abf′g\displaystyle\int_a^bfg'=\big[fg\big]_a^b-\int_a^bf'g.
  • Potenze di seno e coseno: esponente dispari ⇒\Rightarrow si stacca un fattore e si pone y=cos⁡xy=\cos x o y=sin⁡xy=\sin x; entrambi pari ⇒\Rightarrow cos⁡2x=1+cos⁡2x2\cos^2x=\frac{1+\cos2x}2, sin⁡2x=1−cos⁡2x2\sin^2x=\frac{1-\cos2x}2.
  • Razionali: ∫a0ax+bdx=a0alog⁡∣ax+b∣\displaystyle\int\frac{a_0}{ax+b}dx=\frac{a_0}a\log|ax+b|; Δ>0\Delta>0 fratti semplici Ax−x1+Bx−x2\frac A{x-x_1}+\frac B{x-x_2}; Δ<0\Delta<0 ∫dxx2+bx+c=1Rarctan⁡x+b/2R\displaystyle\int\frac{dx}{x^2+bx+c}=\frac1R\arctan\frac{x+b/2}R, R=−Δ2R=\frac{\sqrt{-\Delta}}2; se deg⁡P≥deg⁡Q\deg P\ge\deg Q si divide prima.
  • Con t=tan⁡x2t=\tan\frac x2: sin⁡x=2t1+t2\sin x=\frac{2t}{1+t^2}, cos⁡x=1−t21+t2\cos x=\frac{1-t^2}{1+t^2}, dx=2 dt1+t2dx=\frac{2\,dt}{1+t^2}; per R(ex)R(e^x) si pone y=exy=e^x, dx=dyydx=\frac{dy}y.
  • Irrazionali: radici di indici diversi ⇒\Rightarrow y=xNy=\sqrt[N]x, N=mcmN=\mathrm{mcm}; ∫R2−x2 dx\int\sqrt{R^2-x^2}\,dx con x=Rsin⁡tx=R\sin t dà 12(R2arcsin⁡xR+xR2−x2)\frac12\big(R^2\arcsin\frac xR+x\sqrt{R^2-x^2}\big) (area del cerchio πR2\pi R^2).

Grafico interattivo: f(t) = sin t (blu, area colorata) e la sua funzione integrale F₀(x) = ∫₀ˣ sin t dt = 1 − cos x (rosso): F₀(2) ≈ 1,416 è l'area sotto sin t tra 0 e 2, e F₀(π) = 2 è l'area dell'intera gobba

Grafico interattivo: Teorema della media per f(x) = x² su [0, 1]: l'area sotto la curva (1/3) è quella del rettangolo di altezza f(c) = 1/3, con c = 1/√3 ≈ 0,577

Grafico interattivo: Intervallo illimitato: il trapezoide di f(t) = 1/t² su [1, +∞[ ha base infinita, ma l'area da 1 a x (colorata per x = 6) vale 1 − 1/x e cresce verso 1

Equazioni differenziali

Note: Equazioni differenziali - introduzione e problema di CauchyUn'equazione differenziale ordinaria di ordine n ha come incognita una funzione y(t) e lega y⁽ⁿ⁾ a t, y, y', …, y⁽ⁿ⁻¹⁾. L'integrale generale è l'insieme delle soluzioni, definite su un intervallo; di solito sono infinite e dipendono da n costanti. Il problema di Cauchy aggiunge n condizioni iniziali in un istante t0 (y(t0), …, y⁽ⁿ⁻¹⁾(t0)) e sotto opportune ipotesi ha una sola soluzione. y⁽ⁿ⁾ = f(t) si risolve integrando n volte.Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy → · Equazioni differenziali lineari del primo ordiney' + a(t)y = b(t) con a, b continue su un intervallo I. Le soluzioni sono definite su tutto I e il problema di Cauchy ha una sola soluzione. Integrale generale: y = e^(−A(t))[c + ∫e^(A(t)) b(t) dt], con A primitiva di a; per l'omogenea (b = 0) y = c e^(−A(t)). Soluzione del problema con y(t0) = x0: stessa formula con A(t) = ∫ da t0 a t di a(s) ds e integrale da t0 a t. Si dimostra moltiplicando per e^(A(t)).Equazioni differenziali lineari del primo ordine → · Equazioni differenziali lineari del secondo ordiney'' + a1(t)y' + a0(t)y = b(t) con coefficienti continui su un intervallo: le soluzioni sono definite su tutto l'intervallo e il problema di Cauchy con y(t0), y'(t0) ha una sola soluzione. L'integrale generale dell'omogenea è c1 y1 + c2 y2 con y1, y2 soluzioni linearmente indipendenti (controllo con il wronskiano); quello della completa è yp + c1 y1 + c2 y2, con yp una soluzione particolare. Stessa struttura per ogni ordine n.Equazioni differenziali lineari del secondo ordine → · Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneoPer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo → · Equazioni lineari a coefficienti costanti - equazione completaPer y'' + a1 y' + a0 y = b(t) a coefficienti costanti l'integrale generale è y0 + yp: y0 dal polinomio caratteristico, yp con il metodo di somiglianza quando b(t) = Qm(t) e^(αt) cos(ωt) (o sin). Si pone λ̄ = α + iω: se p(λ̄) ≠ 0, yp = e^(αt)[Pm(t) cos ωt + Rm(t) sin ωt] con polinomi di grado m da determinare; se λ̄ è radice semplice si moltiplica per t, se è doppia per t² (risonanza). Se b = b1 + b2 si sommano le soluzioni particolari (principio di sovrapposizione).Equazioni lineari a coefficienti costanti - equazione completa → · Equazioni differenziali a variabili separabiliy' = a(t) b(y) con a continua su I e b continua su J. Gli zeri ȳ di b danno le soluzioni costanti y = ȳ (integrali singolari). Le altre si trovano dividendo per b(y) e integrando: ∫dy/b(y) = ∫a(t)dt + c, poi si ricava y. Se b è C¹ la soluzione del problema di Cauchy è unica, ma può esistere solo su un intervallo più piccolo di I; se b è solo continua può non essere unica (y' = ∛y).Equazioni differenziali a variabili separabili →

  • Problema di Cauchy: y(n)=f(t,y,…,y(n−1))y^{(n)}=f(t,y,\dots,y^{(n-1)}) con y(t0),…,y(n−1)(t0)y(t_0),\dots,y^{(n-1)}(t_0) assegnati. Lineari con coefficienti continui su II: soluzione unica definita su tutto II.
  • Primo ordine: y′+a(t)y=b(t)y'+a(t)y=b(t), A(t)A(t) primitiva di aa: y(t)=e−A(t)[c+∫eA(t)b(t) dt]\displaystyle y(t)=e^{-A(t)}\Big[c+\int e^{A(t)}b(t)\,dt\Big]; con y(t0)=x0y(t_0)=x_0: y=e−A(t)[x0+∫t0teA(s)b(s) ds]\displaystyle y=e^{-A(t)}\Big[x_0+\int_{t_0}^te^{A(s)}b(s)\,ds\Big], A(t)=∫t0taA(t)=\int_{t_0}^ta.
  • Secondo ordine lineare: integrale generale della completa =yp+c1y1+c2y2=y_p+c_1y_1+c_2y_2 (y1,y2y_1,y_2 soluzioni indipendenti dell'omogenea). Indipendenti   ⟺  \iff wronskianoIl determinante delle due soluzioni e delle loro derivate: basta che sia diverso da zero in un punto. W=y1y2′−y2y1′≠0W=y_1y_2'-y_2y_1'\ne0.
  • Coefficienti costanti y′′+a1y′+a0y=0y''+a_1y'+a_0y=0, p(λ)=λ2+a1λ+a0p(\lambda)=\lambda^2+a_1\lambda+a_0, Δ=a12−4a0\Delta=a_1^2-4a_0: Δ>0\Delta>0: c1eλ1t+c2eλ2tc_1e^{\lambda_1t}+c_2e^{\lambda_2t}; Δ=0\Delta=0: (c1+c2t)eλt(c_1+c_2t)e^{\lambda t}; Δ<0\Delta<0 (λ=α±iω\lambda=\alpha\pm i\omega): eαt(c1cos⁡ωt+c2sin⁡ωt)e^{\alpha t}(c_1\cos\omega t+c_2\sin\omega t).
  • Completa con b(t)=Qm(t)eαtcos⁡ωtb(t)=Q_m(t)e^{\alpha t}\cos\omega t (o sin⁡\sin), λˉ=α+iω\bar\lambda=\alpha+i\omega: yp=eαt(Qm1cos⁡ωt+Qm2sin⁡ωt)y_p=e^{\alpha t}\big(Q^1_m\cos\omega t+Q^2_m\sin\omega t\big) se p(λˉ)≠0p(\bar\lambda)\ne0; moltiplicata per tt se λˉ\bar\lambda è radice semplice, per t2t^2 se doppia (risonanzaIl termine noto ha la forma di una soluzione dell'omogenea: per questo si moltiplica per t.). Se b=b1+b2b=b_1+b_2 si sommano le soluzioni particolari.
  • Variabili separabili: y′=a(t)b(y)y'=a(t)b(y): le costanti yˉ\bar y con b(yˉ)=0b(\bar y)=0 sono soluzioni; altrimenti ∫dyb(y)=∫a(t) dt\int\frac{dy}{b(y)}=\int a(t)\,dt.

Grafico interattivo: Soluzioni di y' = a·y con y(0) = 1: y = e^{at} cresce per a > 0, resta costante per a = 0, decresce verso 0 per a < 0

Grafico interattivo: y = e^(−t/2) cos(√7 t/2): oscillazione smorzata (y'' + y' + 2y = 0)

Versione ripasso